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Nel fango del dio ciclismo

https://nuovoindiscreto.wordpress.com/2010/01/27/nel-fango-del-dio-ciclismo/ di SIMONE BASSO Indiscreto - 27 gennaio 2010 Breve omelia questa volta sui dannati del ciclocross, fratello minore bastardo del ciclismo su strada. Per ribadire il nostro amore verso l’etica e l’estetica del fango, dimensione molto più pulita e dignitosa rispetto alla liofilizzazione imperante. A pochi dì dalla sfida iridata di Tabor, in Repubblica Ceca, un bignami incompleto ma sentimentale sullo spettacolo ciclistico più bucolico e selvaggio nel carnet degli sfregaselle.  Da circa quindici anni il cross interpreta benissimo il ruolo, perdente ma orgoglioso, dei nativi americani rinchiusi nelle riserve: scacciati dalle loro terre dall’arrivo del fanatismo belligerante dei vaccari, ovvero la mountain bike che tanto bene fece alle tasche dei produttori di bici… E francamente riesce quasi impossibile paragonare le due entità: il rampichino, così moderno nell’incarnare una via di fuga chic e b...

L’età dell’Auro

https://nuovoindiscreto.wordpress.com/category/simone-basso/page/1/ Pensieri su ciclismo e televisione dopo l’addio  di Bulbarelli  al microfono. Fra divagazioni e infatuazioni, passando per la difficoltà di raccontare uno sport che non permette lo schiacciamento sul presente di Simone Basso in esclusiva per Indiscreto, 13 gennaio 2010 “Il mezzo è il messaggio”. (Marshall McLuhan) Nel villaggio globale dello sport, il ventunesimo secolo è quello dell’esposizione bulimica, esagerata. Infatti, come qualsiasi attività umana, ormai accade solo ciò che viene televissuto ; l’idea onirica delle imprese sportive raccontate dagli inviati o dai film fotografici è un reperto (o referto) del Novecento. Diventa quindi fondamentale, per vendere meglio il catalogo , il quinto potere coinvolto nell’operazione: la fruizione dello spettacolo agonistico viene rinnovata non per migliorare lo sguardo diretto di chi presenzia all’evento, bensì per consentire più telegenicità al...

Coppa d'Africa, antipasto dei Mondiali

Dal 10 al 31 gennaio in Angola si sfideranno le grandi del Continente Nero: un prologo di lusso del Mondiale di giugno in Sudafrica. Ecco allora tutti i protagonisti, la storia, il programma di un fantastico spettacolo.    di CHRISTIAN GIORDANO, Sky Sport 24 5 gennaio 2010 http://sport.sky.it/calcio_estero/2010/01/05/coppa_africa_presentazione.html L'Africa? Non esiste. Anzi, ne esistono almeno 4. La pensava così Ryszard Kapuscinski , il massimo inviato di guerra del Novecento. Uno che l'Africa la conosceva bene. C'era andato per la prima volta, da corrispondente dell'agenzia polacca Pap, nel 1957. L'anno della prima Coppa d'Africa. E certo non poteva sapere che quella prima, sommaria suddivisione avrebbe avuto, negli anni, una declinazione anche calcistica al di là degli immaginifici soprannomi: i Leoni Indomabili del Camerun, gli Elefanti ivoriani e le tante Aquile: del Mali, le Super della Nigeria o di Cartagine della Tunisia, le Black Stars gh...

Angola 2010, l'antipasto dei Mondiali

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5 gennaio 2010 di Christian Giordano, Sky Sport 24 L'Africa? Non esiste. Anzi, ne esistono almeno 4. La pensava così Ryszard Kapuscinski , il massimo inviato di guerra del Novecento. Uno che l'Africa la conosceva bene. C'era andato per la prima volta, da corrispondente dell'agenzia polacca Pap, nel 1957. L'anno della prima Coppa d'Africa. E certo non poteva sapere che quella prima, sommaria suddivisione avrebbe avuto, negli anni, una declinazione anche calcistica al di là degli immaginifici soprannomi: i Leoni Indomabili del Camerun, gli Elefanti ivoriani e le tante Aquile: del Mali, le Super della Nigeria o di Cartagine della Tunisia, le Black Stars ghanesi e via fantasticando. Le 4 Afriche del pallone - Anche nel calcio, infatti, di afriche ce ne sono almeno 4. C'è il calcio spezzettato e molto "europeo" del Maghreb - tecnico, rissoso in Marocco e Tunisia, solido e organizzato in Egitto; quello del Golfo di Guinea, forte e nero: Cost...

Il campionato più bello del mondo (davvero)

https://nuovoindiscreto.wordpress.com/2009/12/24/il-campionato-piu-bello-del-mondo-lui-davvero/ Il rischio lockout, l’analisi federalista, la banda dei quattro, commenti non italiani su Bargnani, l’impero di Bryant e la giusta fine di Babbo Natale.  di SIMONE BASSO Indiscreto - 24 dicembre 2009  1. Strenna natalizia targata En-Bì-Ei , per fare il punto della situazione sul cosiddetto “campionato più bello del mondo”: d’altronde, per qualche anno, si è sostenuta la stessa tesi per la nostra (?) coprofagia pallonara, quindi… Non sfugge a nessuno la (piccola) crisi di affluenza nelle arene ; anche Sternville , malgrado un piano marketing degno di Sun Tzu , risente della recessione americana . Il quattro percento in meno è nella norma, soprattutto per una lega così globale, ma avrà ripercussioni sostanziose sulle prebende nel prossimo tetto salariale. Tutto ciò potrebbe portare, durante la ridiscussione del contratto tra Olympic Tower, proprietari e sindacato g...

La Zona di Coppino

https://nuovoindiscreto.wordpress.com/2009/12/22/la-zona-di-coppino/ di Simone Basso Indiscreto - 22 dicembre 2009  Stavolta ci occupiamo dell’ultimo vincitore toscano del Giro d’Italia; incredibile ma vero, nel dopoguerra la più grande scuola ciclistica del Bel Paese ha vinto solo una rosa finale dal 1958 a oggi. Malgrado Carlesi, Bitossi, Ballerini, Cipollini, Tafi, Bartoli, Casagrande, Bettini… Ebbene si, bignami doveroso dedicato a Franco Chioccioli da Pian di Scò , un atleta eternamente fuori del suo tempo. Sfregaselle sfortunato a capitare in un’èra tricolore , gli anni Ottanta, autarchica e conservatrice: di quel ciclismo fu uno degli agnelli sacrificati alla rappresentazione scenica. Ebbe una carriera in chiaroscuro, che un Mastronardi avrebbe definito catramata; per causa di forza maggiore, dagli eventi e dal destino.  Figlio di una famiglia contadina, ultimo di otto fratelli, dovette convivere con le storie dolorose di tutti i giorni. Talento ann...

La Zona di Coppino

22 dicembre 2009 di Simone Basso, Indiscreto.info Stavolta ci occupiamo dell’ultimo vincitore toscano del Giro d’Italia; incredibile ma vero, nel dopoguerra la più grande scuola ciclistica del Bel Paese ha vinto una sola rosa finale dal 1958 ad oggi. Malgrado Carlesi, Bitossi, Ballerini, Cipollini, Tafi, Bartoli, Casagrande, Bettini…Ebbene si, bignami doveroso dedicato a Franco Chioccioli da Pian di Scò, un atleta eternamente fuori dal suo tempo. Sfregaselle sfortunato a capitare in un’era tricolore, gli anni Ottanta, autarchica e conservatrice: di quel ciclismo fu uno degli agnelli sacrificati alla rappresentazione scenica. Ebbe una carriera in chiaroscuro, che un Mastronardi avrebbe definito catramata; per causa di forza maggiore, dagli eventi e dal destino. Figlio di una famiglia contadina, ultimo di otto fratelli, dovette convivere con le storie dolorose di tutti i giorni. Talento annunciato fin dalle categorie giovanili, con un Giro della Lunigiana nella fedina, fu scop...

FOOTBALL PORTRAITS - John Terry, Natural Born Leader

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https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 di Christian Giordano  © Guerin Sportivo  © Alla sua prima partitella al Chelsea, un sedicenne dai capelli a spazzola lascia interdetti i veterani Gianluca Vialli e Mark Hughes. Non per il talento o per come ci dà dentro per far vedere quanto vale, ma per quanto l’imberbe ragazzino grida. A loro. Lungi dal debutto, Terry già urlava cosa fare a due che, insieme, sommavano 131 caps e 24 trofei. Quando si dice leader nato. «Se serviva dire che sbagliavano o che non si sforzavano abbastanza, lo facevo», dirà Terry otto anni dopo, nel maggio 2005, fra un sorriso e un’alzata di spalle. «Sin dagli inizi non mi è mai importato di quanto io fossi alle prime armi e gli altri superstar. Per come la vedo io, in campo siamo tutti uguali e devo dire le cose come stanno. Che senso ha scodinzolare dietro i campioni? Non serve a nessuno».  Fuori del campo, sbavava ancora per un autografo come...

Uomini in Carrera

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http://www.indiscreto.info/2009/12/uomini-in-carrera.html di Simone Basso Indiscreto - 9 dicembre 2009 Quel nome, nel 1992, divenne celebre: un altro Mario Chiesa, il mariuolo craxiano del Pio Albergo Trivulzio , inaugurò suo malgrado il terremoto di Tangentopoli. Anche in questo particolare beffardo sta il tremendismo del Mario Chiesa giusto , lo sfregaselle della Carrera dei tempi che fu.  Ricordando il biondino, e gli altri martinitt della vittoria, vorremmo glorificare il ruolo più indispensabile e poetico dell’epos ciclistico, ovvero quello del gregario. Il Mario nei pro' vinse una gara, per sbaglio naturalmente, ma corse tantissimo: rappresentò alla perfezione lo stereotipo ingrato del cavallo da tiro. Ebbe il privilegio di farlo in un’epoca, Epolandia ascensionale, già liberata dalla schiavitù dei kamikaze dell’imperatore: perché, nell’età dell’oro precedente, al luogotenente veniva impedita qualsiasi dignità professionale. Una specie di servo della gleba ci...

FOOTBALL PORTRAITS - McDonald, Little Big Mac

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https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 di Christian Giordano  © Guerin Sportivo  © Mc-chi? Da noi spesso si “scopre” un talento quando segna a una squadra italiana, e pazienza se lo fa in Champions League ed è già nazionale. È successo anche all’australiano del Celtic, che nel torneo ha bollato al debutto, contro lo Shakhtar Donetsk, e firmato all’ultimo minuto, prima del Dida (horror) show, il 2-1 sul Milan all’Hampden Park. Un tap-in, susseguente alla respinta del portiere su tiro di Gary Caldwell, diventato all’istante «il mio gol più importante». Figlio di scozzesi trapiantati a Melbourne, Scott Douglas McDonald è nato lì, il 21 agosto 1983. Comincia a giocare nei Gippsland Falcons, squadretta della “vicina” (per gli standard locali: 149 km) Morwell, nel cuore della Latrobe Valley, il centro energetico dello Stato di Victoria, estremo sud-est australiano. Nella prima squadra del club fondato nel 1963 da emigrati...

Kobismo

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http://simonesalvador.blogspot.com/2015/12/kobismo-ritratto-di-kobe-bryant-di-simone-basso.html di Simone Basso Prologo: "In campo, a un'ora e mezza dall'inizio dell'incontro, c'è soltanto un ragazzino, che tratta il pallone da basket come oggetto ormai domato: un palleggio e un tiro, un palleggio e un canestro. Non gli darei più di cinque anni: eppure, da una distanza di due metri, quel ragazzino fa sempre ciuff. Mi diranno in seguito che è Bryant junior, ovvero il figlio del mattatore numero uno della serata "Tutte Stelle"..."  - Paolo Viberti, cronaca dell'All-Star Game di Firenze, su SB del 28 febbraio 1985. Non preoccupatevi, malgrado l'incipit questo non è un amarcord sui trascorsi italiani di Kobe Bryant. È semplicemente una scusa per introdurre uno sguardo diverso, da un'altra prospettiva, sul numero 24 dei Lakers. Una sorta di teoria darwiniana, evolutiva, del giocatore più rappresentativo di questo decennio...

La discesa di Van der Velde

https://nuovoindiscreto.wordpress.com/2009/11/22/la-discesa-di-van-der-velde/ di Simone Basso Indiscreto - 22 novembre 2009 1. La faccia da schiaffi è di quelle memorabili, i capelli lunghi ma non troppo (da primi Stones) e gli occhietti da eterno furbastro. Johan van der Velde da Rijsbergen, nato il 12 dicembre 1956, aveva tutte le caratteristiche del fuoriclasse: il fisico longilineo e la capacità, rara, di essere eccellente in ogni settore richiesto a uno sfregaselle. Si materializzò nei pro, dopo una carriera giovanile notevole, al Giro di Romandia 1978: la matricola ventunenne sorprese tutti nella tappa più dura della corsa elvetica, compreso il suo capitano nonchè leader della corsa, Hennie Kuiper. Con il grande Hennie in crisi, vdv ebbe via libera per un numero d’alta scuola, salendo verso Thyon nella neve; singolare caratteristica meteorologica che rimbalzerà qua e là nelle vicende agonistiche del nostro. Un presagio o un destino, fate un po’ voi. 2. L’onnipoten...