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Sterling, The £49 Million Man City

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Nel febbraio '79, Brian Clough del Forest si piccò di pagare al Birmingham City, per Trevor Francis, 999.999 sterline. Una in meno per evitargli la pressione di essere il primo calciatore inglese da un milione di pounds. Tetto in realtà abbondantemente sfondato dalle tasse e dal 15% di commissione all'allora Football League. Nella Premier 2015, in un mercato di variabili e valori ormai impazziti, a qualcuno lo stratagemma sarà rtornato in mente con l'accordo, ormai fatto, tra Liverpool e Manchester City, per Raheem Sterling: 49 milioni di sterline (68 milioni di euro) ai Reds e 200.000 pounds la settimana al giocatore. Già, ma che giocatore è l'attaccante esterno emigrato, a sette anni con mamma Nadine, dalla Giamaica all'East End londinese. Magari non sarà da Pallone d'oro, pronosticatogli in tempi non sospetti da Fabio Capello, ma di certo è un predestinato. Altrimenti il Liverpool ai tempi di Benitez mai avrebbe certo speso, cinque anni fa, 600 mila st...

La BMC vola, Froome sempre in giallo, Nibali fatica

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La cronosquadre mai così lontana, alla nona tappa, doveva essere il secondo snodo cruciale, dopo il pavè alla quarta, di questo imprevedibile e sin qui indecifrabile Tour. E' stata invece una passerella con distacchi minimi; appena 62centesimi - poi arrotondati a un secondo - quello tra la BMC, grande favorita e campione del mondo contro il tempo - e il team Sky, la squadra forse più forte in gruppo e detentrice della maglia gialla. Maglia gialla che la BMC di un ottimo Teejay Van Garderen era sicura di sfilare al team Sky di Chris Froome, che nel finale strappava così forte da dover aspettare il quinto compagno, Nicholas Roche, sul quale si prende il rtempo all'arrivo. Van Garderen così ha rosicchiato appena un secondo, mentre la Movistar di Quintana ha chiuso terza a quattrpo secondi e ora il Condor colombiano, alla vigilia del primo riposo, entra nella top ten della generale a 1'59" da Froome. A conferma che la crono ha rispecchiato il primo terzo di Grande ...

La prima di Vuillermoz, Nibali perde altri 10"

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Il Tour riparte senza Paolini, dalla Normandia si arriva in Bretagna e la Grande Boucle rende omaggio ai luoghi di Bobet e Hinault. E la Francia, con tre giorni di anticipo sul 14 luglio, si gode la prima vittoria francese in questo Tour. Nella duplice arrampicata sul Mur de Bretagne, doppio attacco di Alexis Vuillermoz, ex campione del mondo nella staffetta in mountain bike, che al Giro 2014 chiuse 11esimo. Il 27enne della AG2R ha attaccato a 1,5 km e poi a ottocento metri dal traguardo, vincendo da solo a braccia alzate. Terzo successo in carriera, il secondo quest'anno dopo il Gran Prix di Plumelec, dove trent'anni fa partì l'ultimo Tour vinto da Hinault e da un francese. E dove, soprattutto, arriverà la cronosquadre della nona tappa. Seconda e ultima frazione contro il tempo che assesterà poderosi scossoni alla classifica generale. Classifica già ritoccata anche dall'ottava tappa, che dietro Vuillermoz ha visto piazzati l'irlandese Daniel Martin e lo s...

Tour 2015: Stage 9 Vannes > Plumelec

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28 km TTT | Sunday July 12 | Start 15:00 – Finish 17:17 CET STAGE FACT Plumelec hosted a TTT finish in 1982 after the Tour’s initial TTT on stage five was interrupted by striking steel workers. Organisers stuck an impromptu 69km TTT on the morning of stage nine. It’s less than 20 miles long, but today’s stage will be one of the ones that the Tour’s overall favourites fear the most. It is team time trial day: one of the most physically and technically demanding stages of the whole race. At the end of a long first week, riders will be hoping that they don’t slip up and concede crucial seconds going into the first rest day. As if that wasn’t enough TTT’s don’t always suit the best time triallists as they demand constant accelerations and decelerations rather than steady state efforts. They also require exceptional teamwork, with the time taken on the fifth rider to cross the line. As a team, do you choose to use up four riders to save the legs of the remaining five? Or do you rid...

Tour 2015: Stage 8 Rennes > Mûr-de-Bretagne

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181.5 km | Saturday July 11 | Start 12:40 – Finish 17:19 CET STAGE FACT When he wasn’t commentating, legendary Tour announcer Daniel Mangeas liked nothing more than to go to Rennes to watch his beloved football club Stade Rennais. Mûr-de-Bretagne wasn’t named after the French for ‘wall,’ but with the long straight road into town hitting an average of 8.4% over 1.3 km , it might as well have been. The climb featured regularly in the Tour until in 2011 it was used as a stage finish for the first time . That day Cadel Evans outgunned Alberto Contador to the line (198/1000) and went on to win the Tour outright. Fast and furious It’s basically an uphill sprint finish for the GC riders , and with a flat run-in to the bottom of the climb , the GC teams will be doing full-on lead-outs to position their leaders. While the pure sprinters will be thinking about the rest day and saving their legs for the mountains, the stage will also be high on the list for puncheurs like world cham...

Paolini: testa e cuore e?

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No, il Barba no. Tutti, ma non il Rosso. Non il Gerva. Luca Paolini positivo - per di più alla cocaina - è LA Notizia che non ti aspetti. Che ti spiazza. Che ti fa sentire indifeso, vulnerabile. Che ti fa tornare ai tempi bui pre-passaporto biologico. Al Tour non accadeva dal 2012 che un corridore fallisse il test antidoping. Paolini è stato riscontrato positivo il 7 luglio, dopo la tappa del pavè. A renderlo noto è stata la UCI, la federazione internazionale. Il team Katusha lo ha subito rispedito a casa e ora il corridore milanese ha diritto di chiedere le controanalisi sul campione B. Lo scorso 29 marzo il 38-enne Paolini ha vinto per distacco - con testa e cuore - una straordinaria Gand-Wevelgem in una giornata da tregenda con pioggia e vento ai 50 orari. Nella stessa settimana aveva pilotato Alexander Kristoff al secondo posto alla Sanremo e quella successiva gli avrebbe fatto da regista nel capolavoro da Oscar che è stata il vittorioso Fiandre del velocista norvege...

Cav sul Gorilla, Froome torna in giallo

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La bufera, per la prima volta in questa edizione, il Tour non la vive in corsa. Il caso Paolini non ha attraversato la settima tappa, frazione per fughe bidone e arrivo per velocisti: da Livarot a Fougeres, prima volta sede di arrivo trent'anni dopo la storica mega-crono di 75 km che lanciò Bernard Hinault verso il suo quinto Tour. L'ultimo di un francese. In profonda Normandia, terra di formaggi e castelli, di montagne neanche l'ombra e allora il gruppo sfila tranquillo fino alla volatona. La vince, finalmente, Mark Cavendish, che mette in fila André Greipel - una vita fa suo treno alla T-Mobile. Il Gorilla stavolta si fa rimontare da Cannonball, mentre Sagan centra il terzo podio consecutivo. Il dodicesimo dalla sua ultima vittoria alla Grande Boucle, nel 2013. Operato alla clavicola ad Amburgo Tony Martin, in maglia gialla è tornato Chris Froome che mantiene 36 secondi di vantaggio su Contador, caduto senza danni prima ancora del via, 1'38" su Nibali e 1'...

Tour 2015: Stage 7 Livarot > Fougères

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190.5 km | Friday July 10 | Start 12:40 – Finish 17:22 CET STAGE FACT Fougères hosted a 75 km team time trial in 1985. La Vie Claire smashed it, catapulting Bernard Hinault to the last ever French Tour victory. It’s the stage that the farming cooperatives of France have been waiting for . Livarot, a start town for the first time in its history, is a tiny place but happens to be home to an eponymous pungent cheese of national renown. Expect plenty of aerial shots of field displays featuring tractors, hay bales and cows. Cheese rolling The stage, the fourth in a row to total nearly 200 km , heads back inland to deepest Normandy , featuring rolling hills, tiny hamlets (for whom the Tour is the biggest thing to happen in 20 years) and typical small rural roads . Expect a breakaway made up of French Pro Continental riders to be caught with a few kilometres to go and the stage to end in a sprint finish. Forget the mountains — this stage exemplifies the real Tour de France . ...

La prima di Stybar, Martin ko, Haymanot storico

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Non c'è pace in questo Tour. Nemmeno in una tranquilla tappa di trasferimento. Tranquilla perlomeno fino a 800 metri dal traguardo di Le Havre. Strada in pendenza media al 7% per finisseur, copione rispettato col primo successo alla Grande Boucle del ceco Stybar - quest'anno primo alla Strade Bianche e secon do alla Roubaix. Dietro di lui, secondo posto consecutivo per Peter Sagan; per lo slovacco il quarto podio in sei tappe e l'undicesimo dalla sua ultima vittoria al Tour, nel 2013. Ma è ancora più dietro che è successo di tutto: Tony Martin ha fatto uno scarto e ha urtato un corridore della Giant, che con effetto domino ha buttato Vincenzo Nibali. Solo tanta paura per il capitano dell'Astana, che ha chiuso la tappa con la sue forze. A differenza della maglia gialla, che ha picchiato la spalla sinistra ed è stato scortato fino al traguardo dai compagni della Etixx Quickstep, in particolare il campione del mondo Kiawtowski e Vermote. Quintana, invece, ha finito con ...

Tour 2015: Stage 6 Abbeville > Le Havre

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191.5 km | Thursday July 9 | Start 12:40 – Finish 17:22 CET STAGE FACT The last time the Tour finished in Le Havre was in 1995; Mario Cipollini won The race continues its march south-west , once again returning to the coast for some more hi-jinks in the wind. However, the Norman coastline is very different to that in the Netherlands and a succession of tough hills along the cliffs between Dieppe and Le Havre could make things very interesting indeed. Read the roadbook There are at least 13 tricky climbs on this stage but only 3 are categorised . Following 120 km by the sea, the finish is on a little hill into Le Havre that packs a 7.6% average gradient into 750 m . It’s one of those delicately balanced days that could favour the sprinters, the Classics men, or even a plucky breakaway . Norman invasion Dieppe has ferry links to Newhaven, and you can sail from Portsmouth to Le Havre; we expect plenty of Brits to head over to France to watch the race. If you’re one of them, t...

Greipel-bis, Martin resta giallo, Bouhanni saluta

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Prima tappa tutta in terra di Francia, seconda frazione per velocisti - dopo quella olandese di Zéland - e bis di André Greipel. L'urlo del Gorilla, al momento lo sprinter puro più in forma in gruppo, echeggia ancora più forte e sempre prima dell'acuto di Peter Sagan, uscito alla grande nel finale ma ancora una volta piazzato: già un terzo e due secondi posti in cinque tappe per lo slovacco della Tinkoff Saxo. Un potenziale fuoriclasse che deve fare corsa per sé negli arrivi veloci, per puntare alla quarta maglia verde consecutiva, e mettersi al servizio del suo capitano Alberto Contador per tutto il resto della corsa. Come a Zéland, niente da fare per Mark Cavendish, che stavolta non è scattato troppo presto e, anzi, ha fatto un gran "numero" uscendo dalla scia del suo ultimo vagone Renshaw prima di farsi però rimontare da Greipel, all'ottavo successo nella Grande Boucle. Con Tony Martin al secondo giorno in giallo, è un Tour che parla sempre più tedesco. E ch...

The Decision, 5 anni dopo

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http://www.ultimouomo.com/the-decision-5-anni-dopo/ Riviviamo la serata che ha cambiato per sempre la carriera di LeBron James. di Dario Vismara ULTIMO UOMO, 8 luglio 2015 Nella storia della comunicazione sportiva, è difficile trovare qualcosa che si avvicini a “The Decision”. Nessuno, prima dell’8 luglio 2010, aveva mai pensato di annunciare in diretta televisiva mondiale una propria scelta professionale-e, visti i risultati, nessuno lo farà in futuro. In quello show di un’ora, la carriera di LeBron James è cambiata per sempre: prima di quella sera LBJ era uno degli sportivi più amati d’America (il suo Q-Score era del 24% positivo, il più alto mai registrato per un atleta USA) e con un’intervista di 10 minuti è riuscito a distruggere completamente la sua immagine pubblica, con conseguenze che si ripercuotono ancora oggi-nonostante abbia vinto due titoli, abbia fatto cinque finali in fila e, soprattutto, sia tornato a Cleveland. Quando mi sono messo ad analizzare “The Deci...

Tour 2015: Stage 5 Arras > Amiens

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189.5 km | Wednesday July 8 | Start 12:45 – Finish 17:07 CET STAGE FACT Amiens is the hometown of 103-year-old Robert Marchand, whose Hour ride of 26.927 km in January 2014 earned him the 100-plus age-group record Normal service is resumed on Tour after a classic opening four days. The pure sprinters will be rewarded for making it this far, with a dishy sprint finish into Amiens at the end of a circuitous route through the Picardy countryside, beginning in the ancient town of Arras. Anything worth seeing? While the peloton follows the usual format of breakaway, chase, catch, sprint, let’s talk about Arras. It has a remarkable network of underground tunnels called the Boves , built in the 10th century as primitive subterranean links between people’s cellars. They were extended by soldiers in WWI to tunnel underneath enemy lines and surprise the Germans . Today’s route passes military cemeteries. And on the route? Full of chateaux , rolling fields (no doubt some with...

Martin, doppietta alla tedesca

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Alla fine ce l'ha fatta, Tony Martin: al quarto tentativo su quattro, con determinazione tutta teutonica, l'ex campione del mondo ha fatto doppietta: vittoria di tappa, la quinta al Tour, e soprattutto prima maglia gialla in carriera. L'aveva inseguita sin dalla corno di Utrecht, il 30enne tedesco della Etixx Quickstep, poi gli era sfuggita per tre secondi a Zélande e addirittura per uno, uno soltanto, sul Muro di Huy. Finalmente, nella tappa più lunga di questa 102esima Grabnde Boucle, se n'è andato alla sua maniera a 3,3 km da Cambrai e ha vinto con un secondo sul connazionale Degenkolb, quest'anno re a Sanremo e a Roubaix, e il solito Sagan. Era la tappa del pavè, e doveva essere la tappa di Nibali, che infatti ha attaccato due volte, meritandosi il numero rosso del premio combattività. Il suo Tour però pare fatalmente diverso da quello di un anno fa, quando proprio sulle pietre costruì la sua corsa in giallo fino a Parigi. Stavolta invece l'ex mag...

I vent’anni di Marco Casartelli

di Simone Basso - Indiscreto, 7 luglio 2015 Era martedì 18 luglio 1995 e il Tour disputava la quindicesima frazione, sui Pirenei, la cosiddetta tappa regina. La Grande Boucle era già, virtualmente, del Faraone Indurain al quinto sigillo consecutivo. Al trentacinquesimo chilometro della Saint Girons-Cauterets, scendendo dal Col de Portet d’Aspet, nella seconda parte del plotone qualcuno approcciò lungo – troppo lungo se si superano gli ottanta all’ora – una curva. Dante Rezze finì giù nella scarpata, lo recuperarono con dei mezzi di fortuna; caddero Museeuw, Perini, Breukink, Baldinger e Casartelli. Si rialzarono quasi tutti, il vecchio Perini con una ferita evidente, ma superficiale, alla spalla destra; Baldinger e Casartelli rimasero a terra.  Fabio Casartelli, numero 114 sulla schiena, giaceva sull’asfalto nemmeno dormisse come un bambino. Il sangue attorno fece capire – subito – la gravità dell’incidente. Lo portarono via in elicottero e il medico Nicolet, il v...

Tour 2015: Stage 4 Seraing > Cambrai

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223.5km | Tuesday July 7 | Start 12:00 – Finish 17:24 CET STAGE FACT Cambrai has two giant bronze automated bell-ringers on the clock tower of the city hall. They are called Martin and Martine. For the second year in succession , the Tour tackles the cobbles of northern France . This time around, there are 7 sectors totalling 13.3 km , coming towards the end of a long day in the saddle from Seraing, just outside Liège, to Cambrai . ‘Less technical, more physical’ So said the Tour’s course director Thierry Gouvenou , of this year’s secteurs pavés compared to last year. This year’s cobbled stage is hillier than 2014 ’s, and almost half of the 13.3 km is saved for the final two sectors : Fontaineau-Tertre to Quiévy is 3,700 m and Avesnes-les-Aubert to Carnières is 2,300 m long. When the riders emerge from there, tired and mudsplattered, it’s just 10km to the finish in Cambrai. Can we expect the same as last year? Undoubtedly so. There will be a surprise package; last year ...

Freccia Rodriguez, Froome giallo, il precedente di Preudhomme

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Certo, in questo Tour non ci si annoia mai.  Ai meno 58 dall'arrivo, William Bonnet - 33enne francese della FDJ - forse per distrazione ha innescato una caduta che ha coinvolto una quarantina di corridori, tra cui la maglia gialla Cancellara, la maglia bianca Domoulin e Gerrans; tutti e tre ritirati come lo stesso Bonnet e il russo Kozontchuk. Panico generale, nel ventennale della tragedia Casartelli, anche per la pericolosissima vicinanza di un palo che ha fatto temere il peggio. Il patron Christian Preudhomme ha creato un precedente prendendosi la responsabilità di neutralizzare la corsa, per una decina di minuti, perché non c'erano più i mezzi sufficienti a garantire la necessaria assistenza medica al gruppo. Gruppo che ha risposto con un'andatura lenta alla ripresa della gara, salvo poi infiammarsi sull'arrampicata verso il Muro di Huy, da trent'anni traguardo anche della Freccia Vallone, la classica delle Ardenne che Purito Rodriguez ha vinto nel 2012. E ...

Tour 2015: Stage 3 Antwerp > Huy

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159.5km | Monday July 6 | Start 13:10 – Finish 17:17 CET STAGE FACT Huy is the birthplace of John Joseph Merlin, the inventor of another form of wheeled personal transport: rollerskates. Bonjour les Belges! The Tour hops across the border to Belgium for the second day on the road with a stage that seems designed as an homage to the one-day Classic Flèche Wallonne . The race heads south-east from the port city of Antwerp (also the world’s largest diamond centre ) and into the hills of Wallonia . There are 4 categorised climbs on the route, culminating with a dash up the terrifyingly steep Mur de Huy . Location, location After the echelons , today is another one of those days where position in the bunch will be the key to success or failure. A rider finding himself at the back of the bunch approaching one of the short, sharp climbs could risk losing ground, getting caught behind a crash, or frantically chasing back up. Timing is going to be as important as stamina. Tell m...

Bo Ryan, nel nome del padre

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di Manuel Follis per Hoops Democracy, 2 marzo 2014 Nel marzo 1976 , l’America celebrò gli Indiana Hoosiers allenati da Bobby Knight . Una squadra entrata nella leggenda non solo per la vittoria (netta) alla Final Four contro Michigan , ma soprattutto perché terminò la stagione col record di 32-0 . Da allora nessuna università è mai riuscita a chiudere un’annata imbattuta nel college basketball .  In quel lontano 1976, nella lobby di uno dei principali hotel che ospitavano squadre e addetti ai lavori nei pressi dello Spectrum di Philadelphia (dove si giocava la Final Four), c’era un signore che teneva banco. “Avete visto come difende il canestro May? Va a rimbalzo come una furia”. La gente attorno a lui annuiva, partecipava. Quel signore, un bianco magro ed energico, andava spesso avanti infervorato: “E se dovete affidare a qualcuno un tiro all’ultimo secondo? Datelo a Scott May e state sicuri che vincerete la partita”. Sorrisi, gente che si dava di gomito: un bianco davv...