Post

Wiggo & Cav, l'Ultima a Gand

Immagine
Non poteva che finire così, sull'anello da 166,66 metri del mitico velodromo Kuipke e con addosso quelle maglie iridate. Bradley Wiggins e Mark Cavendish, fratelli di pista ribelli, sul più alto gradino del podio nella 76esima Sei giorni di Gand. La città dove Wiggo è nato perché lì correva papà Gary. E dove, aveva annunciato, avrebbe chiuso la carriera. "La mia ultima gara? L'ultima a Gand". In quel "ritiro dal ritiro", l'ennesimo, c'è tutto Wiggins. Contraddittorio. Controverso. Umorale. Fuoriclasse. In coppia con "Cannonball", negli ultimi cinque giri dell'americana ha mantenuto il giro di vantaggio sui belgi De Pauw e De Ketele e la coppia italobelga con l'olimpionico azzurro Viviani e Keisse. Cav e Wiggo, favoriti ma scesi dalla prima alla terza posizione, hanno rimontato fino a chiudere in testa a 410 punti. Per Wiggins è il secondo successo alla Sei Giorni di Gand dopo quello con Matthew Gilmore del 2003. La sua ultima v...

Cristiano Realdo

Immagine
A sei giorni dalla chiusura delle urne, il Pallone d'oro 2016 (Bale, compagno di merengue, permettendo) non ha solo dominato il derby di Madrid numero 277. Lo ha quasi ridicolizzato, ben al di là della 32esima volta in Liga in cui ha segnato almeno tre gol.  Un gigante tra bambini, il portoghese. A 31 anni, fresco di rinnovo quinquennale con le  meregue , ha domato da nsolo un Atlético per un tempo, il primo, troppo remissivo per essere vero. Per essere figlio del Cholo , e all'ultimo Clásico madrileno al 50enne "Vicente Calderón, ripetutamente aizzato dallo stesso Simeone.  Ha sfoderato il repertorio completo, CR7. Punizione con errore e deviazione della barriera, rigore a spiazzare il pur magnifico Oblak.  E il tocco sottoporta su assist di Bale.  Per il tornado blanco fanno 375 in merengue, 18 nel derby, superato di un gol don Alfredo Di Stéfano come top scorer all time contro i colchoneros . E forse sarebbero anche stati quattro, con il co...

Yaya is back!

Immagine
Era in rotta con Guardiola, proprio come gli era successo al Barcellona, dove secondo lui Pep lo faceva giocare troppo poco e non con la necessaria continuità. Al City, se possibile, l'inizio era stato anche peggio. Subito fuori squadra, ostracismo prolungato e aria di cessione, a meno di scuse ufficiali di giocatore e procuratore. Scuse mai presentate dai diretti interessati, e anzi con l'agente Dimitri Seluk che ha contrattaccato: "Se Guardiola vuole la guerra, l'avrà". Non giocava dal 24 agosto, l'ivoriano: titolare nel ritorno del preliminare di Champions, 1-0 all'Etihad contro la Steaua Bucarest, virtualmente già eliminata col 5-0 in Romania. Da allora, mai a referto, battaglia a colpi di media e social, e poi - out of the (sky) blue - all'improvviso, tre mesi dopo, ecco la chance da titolare contro il Crystal City. Doppietta del 2-1 a Selhurst Park, salutata - via twitter - da Roberto Mancini, da sempre suo estimatore, che fece di ...

"Derbi de Madrid", l'ultimo al Calderón

Immagine
La brutta notizia è che tante stelle (ci) mancheranno. Quella buona è che le rivedremo in campo presto, ma non in questo "derbi de Madrid": il numero 277. L'ultimo al vecchio Vicente Calderón, cinquant'anni di fascino e sentirli tutti che dal 2017 lascerà spazio allo stadio della Peineta, il nuovo, avveniristico impianto dei colchoneros. Forse già dalla finale di Copa del rey, in programma il 27 maggio ma con sede ancora da stabilire.  L'Atletico l'ha chiesta alla federazione, che nel 2002 - per il centenario merengue - la assegnò al Bernabéu. Quello però è già futuro, per quanto prossimo. Il presente dice che l'Atlético è quarto in Liga, a meno sei dal Real Madrid, capolista a 27 punti e imbattuto in stagione. Il pronostico, in teoria (ma solo in quella) è blanco . Ma la storia, specie recente, consiglia prudenza: da una parte e dall'altra. Nel 2013, dopo 14 anni di digiuno, i "materassai" rivinsero il derby addirittura in fin...

Boifava, 70 anni di trionfi: «La mia vita per il ciclismo»

Immagine
Davide Boifava, 70 anni, davanti alla  sua  azienda di Ponte San Marco col figlio Simone http://www.bresciaoggi.it/home/sport/ciclismo/boifava-70-anni-di-trionfi-la-mia-vita-per-il-ciclismo-1.5282348 Davide Boifava ha spento 70 candeline ieri sera, nella sua bella casa di Nuvolento insieme ai propri cari. La sua è una di quelle storie sportive-familiari-imprenditoriali che tutti gli uomini vorrebbero interpretare o scrivere e che lui ha saputo cucirsi addosso con abilità e impegno. di Angiolino Massolini Brescia Oggi, 15 novembre 2016 CRESCIUTO in una famiglia numerosa, Boifava si è avvicinato al ciclismo da giovane con la maglia della Pasinflex del presidentissimo Pasini . Dopo aver svolto attività giovanili ai massimi livelli vincendo il Trofeo L’Eco di Bergamo, il Trofeo Alcide De Gasperi, vestendo anche la maglia gialla al Tour de l’Avenir, è passato professionista nel 1969 con la Molteni, corazzata diretta da Giorgio Albani. È l’anno in cui debuttò pu...

The Velvet Revolution - Johan Cruyff, Ajax and the struggle for the soul of Dutch football

Immagine
https://www.theblizzard.co.uk/articles/the-velvet-revolution/ The Velvet Revolution Johan Cruyff, Ajax and the struggle for the soul of Dutch football  The Blizzard issue 14, September 2014 By Elko Born “This isn't Ajax anymore,” Johan Cruyff wrote in his De Telegraaf column in September 2010, venting his frustration after Ajax's Champions League performance against Real Madrid – a desperate 2-0 defeat at the Estadio Santiago Bernabéu. “Let me get to the point: this Ajax is even worse than the team from before Rinus Michels’s arrival in 1965.” Most people probably read the column and shrugged. They knew the legendary Number 14, they were used to his gezanik – the Amsterdam custom of complaining just to have something to chat about. What’s more, Cruyffie had gotten a bit sour. Angry about his dismissal from Barcelona, angry about the ways in which Ajax's suits had marginalised his status at his boyhood club – just as Sandro Rosell had done at Barcelona. He wa...

COLOMBIA’S G8

Success for Atletico Nacional and Santa Fe in the Libertadores and Sudamericana Cups, handed Colombia a clean sweep of South America’s two major titles for the first time in the continent’s history.  With three of the quarter-finalists in this year’s Sudamericana Cup also from Colombia, and the national team having just celebrated four years in the top 10 of the FIFA world rankings, the country’s reputation as a continental heavyweight has perhaps never been stronger.  Yet on the domestic front a storm is brewing and not all is well.  Over recent months, a rebel group of eight club presidents have been holding meetings behind closed doors to discuss a strategy aimed at squeezing extra power and cash from their deal with league organisers DIMAYOR.  At the heart of the “G8” club demands is a shake-up in how TV money is distributed among the country’s 36 professional teams. Unlike the English Premier League, where the TV pot is divided roughly equal...

L'Ungheria di Kiraly - Pigiama party

Immagine
A 44 anni dalla sua ultima partecipazione, per l’Ungheria tornare all’Europeo è già una festa. E il suo simbolo è la tuta grigia di “nonno” Kiraly, portiere-chioccia di una squadra che, lontani i fasti del passato, ha voglia di divertirsi di Christian Giordano,  Guerin Sportivo, giugno 20126 Quarant’anni e sentirli tutti, o no. Dipende. L’ultima partecipazione ungherese risale a Germania Ovest 1972 (quarto posto). Gabor Király, il Buffon magiaro per presenze in nazionale (101), è nato quattro anni dopo. Oggi, è lui il totem di una banda di ragazzini che in Francia arriva senza troppe pressioni e con almeno una certezza: Bernd Storck ha rinnovato fino al 2018. Subentrato a Pal Dárdai, rispettato selezionatore part-time nel 2014-15 da allenatore dell’Hertha Berlino, club a cui lo stesso Storck lo segnalò da vice di Jürgen Rober, il Ct è anche il team manager (alla Oriali) che ha assunto un nuovo staff di collaboratori (a tempo pieno) e fatto slittare il turno di campi...

Nacional: Colombia’s finest

Immagine
Next stop for the champions of Colombia and now South America is the Club World Cup WORDS: Carl Worswick World Soccer, December 2016 For now, at least, the debate is dead. Atletico Nacional’s triumph in the 2016 Libertadores Cup shuts the lid on a dispute that has burned for decades between the new kings of South America and rival clubs Millonarios and America de Cali. All three sides have long made vociferous claims to be Colombia’s biggest and most successful club, but Nacional’s record 15th league title last year, and the lifting of a second Libertadores in July, buries any lingering doubts. For the time being, the crown rests firmly in Medellin. This has never been just a petty bar-room squabble between supporters for boasting rights. Nor has it been solely about football. From the advent of professional football in Colombia, the country’s number one sport has been entangled with politics, drug lords, war, power, money and regional identity. And as the co...

Brasile-Argentina, è Superclásico de las Americas

Immagine
« Uno, dos, tres, cuatro, cinco, seis, siete». Si conta - e canta - ormai da due anni, nello spicchio di tribuna riservato ai tifosi argentini, in ogni Superclásico de las Americas: Brasile-Argentina. Non importa in che sport, contano la data - 8 luglio 2014 - e il luogo, il Mineirão di Belo Horizonte. Ed è lì che torna per la prima volta il Brasile, 856 giorni dopo il Mineiraço . La Verdeamarela , nel frattempo passata dal Dunga-bis a Tite, è molto diversa da quella umiliata 7 a 1 nella semifinale mondiale contro la Germania futura campione. Intanto, contro la Germania, al Maracanã, ha infranto per sempre il tabù dell'oro olimpico con Rogério Micale in panchina e Neymar decisivo anche ai rigori. Anche dall'altra parte è iniziato un nuovo corso: l'Argentina raccolta da Bauza è ripartita, a fatica, dalla (presunta) corazzata che col Tata Martino s'è infranta per due estati in fila in finale ai rigori contro il miglior Cile all-time. Una serpe in seno nata c...

VANDERAERDEN, ERIC THE RED, YELLOW & BLACK

Immagine
ERIC THE RED, YELLOW & BLACK THE 1985 TOUR OF FLANDERS WAS THE HARDEST OF THE MODERN ERA. PROCYCLING LOOKS AT HOW BELGIAN CHAMPION ERIC VANDERAERDEN MASTERED HORRENDOUS CONDITIONS TO TAKE HIS BEST EVER VICTORY Writer: Edward Pickering ProCycling, December 2016 Three men rode into Geraardsbergen on the afternoon of Sunday 7 April 1985 with a chance of winning the 69th Tour of Flanders. Constant heavy rain since the start of the race in St Niklaas, 250km previously, had drowned the ambition of all but a handful of riders – any tactical plans they might have had couldn’t have been more effectively washed away than if they’d been written in sand at the turn of the tide.   By the first of the race’s 12 significant climbs, the Molenberg, which came just after halfway, the peloton was down to 60 riders. Two climbs later, at the Koppenberg, there were fewer than 30, with two hours still to race. The rain hammered down, from a characteristically north European grey blanke...

Sporting Lisbona, dove nascono i Leoni

Immagine
http://www.rivistaundici.com/2016/11/08/sporting-lisbona/ Portogallo, Lisbona in particolare. Il successo della Nazionale in Francia ha rivelato al mondo il più grande bacino di talenti dell’intero Paese. di Federico Buffa e Carlo Pizzigoni Rivista Undici, n. 12 - 2016 In Portogallo in quasi tutte le città c’è una pastelaria bijou. Se ci andate, cercate i pastel de nata, alla crema. Ovunque. Un avvertimento: creano dipendenza. Ce n’era una a Campo Grande, nella Lisbona d’inizio secolo, il Ventesimo ovviamente. Ogni tanto passava il Visconte. Suo figlio, un Alvalade lui pure, aveva questa passionaccia per il futebol. Il visconte ordinava il caffè col pastel de nata e faceva piovere consigli a velo. «Mettete un leone nello stemma, figlioli». «Sfondo verde figlioli, sfondo verde. Segno di speranza». La pastelaria non c’è più. Tutto il resto, più uno stadio che non poteva che chiamarsi Alvalade, sì. Attorno a questo nome, a questo stadio, poi ristrutturato (a proposito,...