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A Cut Above

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In a season with no truly dominant team , five have shown the ability to bounce back from injuries and bad losses, emerging as the clear favorites to reach Minneapolis. Which one will wield the ceremonial scissors on April 8? BY DAN GREENE Sports Illustrated, March 25 - April 1, 2019 EVERYONE enters the Madness with scars. After Michigan fell to Wisconsin on Jan. 19, each of the 353 Division I men’s basketball teams had at least one loss; entering the NCAA tournament, all have been beaten at least three times . Even the best programs endured notable struggles.  Duke treaded water during the six-game absence of the nation’s most brilliant star due to the freak explosion of his sneaker .  Gonzaga reached No. 1 in the polls two separate times, only to lose twice in a row the first time and suffer a shocking West Coast Conference championship defeat the second . Kentucky began its season by getting the blue blood beaten out of it (118–84 to Duke).  In No...

“TOUGH AS OLD BOOTS”: LOOKING BACK AT WALTER GODEFROOT

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http://capovelo.com/tough-old-boots-looking-back-walter-godefroot/ article by Graham Jones   In his native Flemish tongue, they would call him a flahute . In English ‘ tough as old boots ’ would be an appropriate epithet. Either way Walter Godefroot has had an astounding career at the top level of professional racing to which, at the age of 62, he has just decided to bid adieu . The current generation knows Godefroot as one of the most successful directors sportif, as the long-time leader of the T-Mobile squad (which was called Team Telekom when he first joined the team in 1992). Born in 1943 in Ghent, he turned pro in 1965 and for 15 years performed at the highest level ; he is a true Flandrian. In modern times, Andre Tchmil reminded me of Godefroot . Such riders thrive in the northern classics with foul weather and endless cobbles . They can leave their adversaries groveling behind them or deliver the coup de grace with a killer sprint at the finish . My p...

Walter Godefroot - THE PERFECT FLANDRIAN

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Procycling looks back atthe life and career of Walter Godefroot, who won virtually every classic over the course of a long career and who could be described as the archetypal Flemish pro Writer: William Fotheringham Procycling UK, April 2019 There’s a framed photo of Walter Godefroot on the wall of my office, filched from a copy of the long defunct Miroir du Cyclisme magazine. The image, which has likewise long since disappeared from the picture archives, is from Paris-Roubaix in 1978, when Godefroot was close to the end of his career but nonetheless came in 11th . He’s shot from the side, from a motorbike, and is pin-sharp, especially his eyes, which are fixed on what lies ahead. Behind him, ranks of furrows fade away across a ploughed field to a distant, rain-drenched horizon. Like a rugby player who has just come off the pitch on a filthy wet day, Godefroot is covered in mud; absolutely plastered. He has clearly crashed and fallen heavily into a puddle on his ...

Sanremo 2019 - Alaphilippe, una fame da lupi

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Alaphilippe e Wolfpack doveva essere, e Alaphilippe e Wolfpack è stato. La Strade Bianche al primo colpo. La (prima) Monumento che ti cambia la carriera due anni dopo averla sfiorata. Per la serie, ma allora anche la critica qualcosa ne capisce e qualche volta ci prende.  Julian Alaphilippe, sulle sue esili eppure larghissime spalle di predestinato, gli occhi addosso li aveva tutti: quelli del pronostico e quelli degli avversari. Intruppato per sei ore buone di corsa, si è visto – eccome – negli ultimi quaranta minuti. Quelli della vita. Perfetto il suo affondo ai -700 metri dalla vetta del Poggio (5'50" sui 3,7 km di salita; 5'54" il record di Fondriest e Jalabert del 1995). E perfetta la tattica Deucenink-Quickstep di quel genialoide dell’ammiraglia che in carovana chiamano il Mourinho del ciclismo: Davide Bramati . Prima punta Viviani per le volatone di gruppo, Alaphilippe in caso di sprint ristretto, parso subito inevitabile quando, dopo i 25...

Sanremo 1907 - Giovanni Gerbi

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https://www.facebook.com/quelnasotristecomeunasalita/photos/a.158631924710698/415515829022305/?type=3&theater Milano-Sanremo 1907, 14 aprile. Giovanni Gerbi (1885-1955), il "Diavolo Rosso", a lungo in testa alla corsa. Spettacolo allo stato puro per la prima edizione della futura Classicissima. I ricchi premi offerti dalla Gazzetta dello Sport , i celebrati campioni francesi giunti con l'obiettivo di vincere, la pattuglia degli italiani decisa a vender cara la propria pelle e l'onore ne fecero da subito una corsa regina, destinata a scrivere pagine da leggenda.  E non poteva mancare il graffio del Diavolo Rosso, specialista in fughe a lunga gittata, come quella che l'aveva portato alla vittoria nel Giro di Lombardia 1905.  Lo strappo nell’attraversamento di Pozzolo Formigaro, che prevedeva un tratto di strada disegnato su un selciato sconnesso e traditore, proprio a fianco della Parrocchia. Gerbi, che evidentemente conosceva bene il pe...

Julian Alaphilippe LE MAESTRO

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JULIAN ALAPHILIPPE s’est montré tactiquement impérial pour  remporter Milan - San Remo, le premier monument de sa carrière. "Sur le Poggio, c’est lui qui fait la sélection.  Puis il nous bat au sprint. Que dire de plus ? "    - MICHAL KWIATKOWSKI, TROISIÈME  "C’est fou d’avoir gardé autant de lucidité !  C’était une course parfaite"    - JULIAN ALAPHILIPPE IMPERIAL ALAPHILIPPE 24 Mar 2019 - L'Équipe DE NOTRE ENVOYÉ SPÉCIAL PHILIPPE BRUNEL SAN REMO ( ITA) – Quels que soient son évolution, son parcours, le pli que prendra sa carrière dans le cours effréné d’un destin capricieux, le Poggio de San Remo, haut lieu sanctuarisé du « merckxisme » de jadis, aura joué un rôle essentiel dans l’épanouissement de Julian Alaphilippe , qui n’était encore qu’un jeune mousquetaire imberbe de Quick-Step, une sorte de garibaldien tout feu tout flamme, en recherche d’identité et d’un statut, quand il s’était reporté, il y a deux ans, exténué, à bout de souffle, ici m...

Sanremo 1999 - Illusione Pantani, Classicissima a Tchmil

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https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1999/03/21/illusione-pantani-sanremo-tchmil.html?ref=search di LEONARDO COHEN la Repubblica, 21 marzo 1999 SANREMO - Il Pirata scatta cattivo alle 15 e 45, dopo 266 chilometri di nulla o quasi. Risveglia l'ultima Milano-Sanremo del secolo dal torpore delle solite interminabili fughe-bidone. Un urlo l'accompagna: quello felice della gente. Uno sguardo d'impotenza lo insegue: quello stralunato di Bartoli, che resta sui pedali e non resiste all'allungo del romagnolo. Soffre di tracheobronchite, il toscano, con Pantani ha parlato in corsa, "inventiamoci qualcosa prima del Poggio", il Pirata l'ha preso alla lettera, bruciandolo in un amen. Uno a zero per Marco. E' appena cominciata la salita della Cipressa: per chi divora il Mortirolo e fa a bocconcini il Tourmalet, uno scherzo, un esercizio di stile, una prova d'autore. Pantani va su come una scheggia, lascia stecchito il resto d...

ALCOLISMO, DRIBBLING E MONDIALI: “EL LOCO IMPRESENTABLE” HOUSEMAN

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http://zonacesarini.net/2014/12/16/3-cose-da-sapere-su-el-loco-impresentable-houseman/ di  LEONARDO CAPANNI “Per me non è esistito mai un giocatore dello stile di Houseman. È l’unico che corre nell’aria, senza toccare il terreno. Riferendosi a Pelè: René è più dotato, più pazzo, più geniale, più inventore con la palla.” Pensieri e parole di uno dei padri del menottismo nel calcio argentino: Miguel Angel Juárez. Quel che resta certo – oltre all’epica un po’ malinconica di un racconto calcistico tipicamente argentino – è il talento puro in questione. Quello di René Houseman. O meglio: El Loco Impresentable. Soprannome che sapeva di sentenza per qualcuno destinato a rincorrere il futuro esclusivamente dietro ad un pallone. Un epitaffio prematuro. Ma Houseman non è mai stato un personaggio normale: come in campo, così fuori. Outsider poverissimo, villero sporco e anarchico, ala nevrotica ed esplosiva, uomo dal fisico limitato, schiavo delle sue Gauloises rosse e de...

Un anno fa l'addio al "Loco" Houseman

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https://www.facebook.com/dribbling10/photos/a.637475966428791/1258799014296480/?type=3&theater «Profe, este tiene la cara de borracho, por favor…». Sono queste le parole che i giocatori dell’Huracán pronunciano quando "el Flaco" Menotti, l’allenatore che nel ‘78 porterà il primo mondiale nella bacheca albiceleste , presenta loro René Houseman . Era vero, Houseman non solo era un grande bevitore, ma era anche un amante delle Gitanes, catrame che andava forte tra i fumatori incalliti di quegli anni. Sapeva però giocare a pallone, e questo a Menotti bastava. Sì, perché Houseman era libertà, follia e armonia allo stesso tempo, un’ala destra capace di dare spettacolo regalando gioia ai tifosi che assistevano alle partite. Menotti non poteva rimanere indifferente a questa magia, perché si sposava perfettamente con la sua idea di calcio, che presto verrà etichettato come Menottismo, ovvero un calcio bello e divertente che si contrapponeva al resultadismo , cioè ...

Milano-Sanremo 1984 - Francesco Moser

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https://www.facebook.com/quelnasotristecomeunasalita/photos/a.158631924710698/415020575738497/?type=3&theater Milano-Sanremo 1984, 17 marzo.  Francesco Moser (1951) Un tuffo in discesa, irresistibile. Pochi i chilometri su strada nelle gambe in quell'inverno magico, ma il Record dell'Ora era ancora fresco nei muscoli e nella testa di Francesco e il gioco fu presto fatto. E arrivò così il secondo gioiello di un’annata strepitosa; poi, a maggio, sarebbe arrivato anche il Giro d’Italia.  Francesco era già il corridore italiano più vincente di sempre, ma questa sua seconda giovinezza, questo suo aver come portato indietro le lancette del tempo nella sua carriera, spiazzò anche gli scettici, aprendo definitivamente il mondo delle corse alle nuove frontiere della tecnologia e della preparazione atletica scientifica, comprese, purtroppo, le degenerazioni che ne sarebbero seguite.  Ma Moser è Moser e la sua impresa rimane, indiscussa e indiscutibile. ...