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Cyrille Guimard, tra Eddy Merckx e Bernard Hinault

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https://www.suiveur.it/storie/mano-libera/cyrille-guimard-tra-eddy-merckx-e-bernard-hinault/?fbclid=IwAR2vUYyqIg3ZEAerwvb9tW_h-iiRuOC6W_-bNO7hzW4wYmmkYHO0Unk-320 Cyrille Guimard ha consacrato una vita intera alla sua passione più grande. di FRANCESCO BELTRAMI Suiveur, 15 gennaio 2020 Cyrille Guimard nasce nel 1947 a Bouguenais, un paese del dipartimento Loira-Atlantico che contava allora meno di cinquemila abitanti. Figlio di un muratore, frequenta un istituto professionale, diviene meccanico e, diciassettenne, trova lavoro presso i Cantieri Navali Dubigeons di Nantes . Col ciclismo aveva iniziato solo due anni prima, nel 1962, mettendosi subito in luce conquistando già nel 1963 un terzo posto al campionato di Francia dei cadetti, seguito nel 1964 dal secondo posto nella prova juniores . È l’inizio di una brillante carriera: tra i dilettanti fino al 1967, poi tra i professionisti dal 1968 al 1976 , stagione in cui passò direttamente dalla bicicletta all’ammirag...

ROCHE LA FLÈCHE IRLANDAISE

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LA GRANDE HISTOIRE DU CYCLISME 1868-2020 #93 - Janvier-Fevrier 2020 L’Irlandais porte le maillot de la Carrera dirigée par Davide Boifava, équipe italienne où le playboy Roberto Visentini est le vainqueur sortant du Giro.  Année 1987. Visentini est né dans la région de Brescia avec une cuillère en argent dans la bouche. Champion du monde Juniors 1975, il a dû attendre 1983 pour remporter un succès digne de ce nom avec Tirreno-Adriatico.  Alors au départ du Giro, Boifava ne sait pas trop où il va avec son duo Roche-Visentini. La Gazzetta dello Sport a titré “La course des couteaux sous la table”. L’un d’eux restera sur le carreau… Visentini, car Roche avait pris les initiatives en attaquant dans les Dolomites. Scène surréaliste, Boifava demandera à Roche d’attendre Visentini. Refus de l’Irlandais. D’imbroglio en scénarii plus dingues les uns que les autres jusqu’à l’intervention du boss de Carrera Jeans pour trancher le leadership en faveur de Roche, ce Giro f...

Wembley 1963 - Rocco e i suoi figliocci

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di Christian Giordano © - Guerin Sportivo © © Rainbow Sports Books Per la prima vittoria italiana bisogna aspettare il 1963 quando è il Milan, guidato da Rocco e Viani, ad iscrivere il suo nome nell’albo d’oro. I rossoneri eliminano l’US Luxembourg (8-0/6-0), l’Ipswich Town (3-0/1-2), il Galatasaray (3-1/5-0) e il Dundee (5-1/0-1). Alla finale di Wembley, in programma il 22 maggio 1963, i rossoneri affrontano il Benfica campione in carica.  Il primo tempo è di marca portoghese. Il Benfica, grazie alle trame tessute da fini palleggiatori come Santana e Coluña (sul quale si immola in marcatura Pivatelli), mantiene il controllo del centrocampo e il Milan gira a vuoto. E al 18’ va sotto. Torres intercetta il pallone e lancia sulla destra Eusébio che nello scatto si «mangia» David e Trapattoni, accorso in raddoppio, e conclude in gol. Nel secondo tempo, la maggior determinazione del Milan prevale sulla maestria tecnica degli artisti lusitani. Decisivi anche i correttivi t...

Bruxelles 1958 - Milan, prove tecniche di grandezza

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https://www.youtube.com/watch?v=jjzoQkSVY84 di Christian Giordano ©, Guerin Sportivo © © Rainbow Sports Books L’anno dopo la mission impossible  della Fiorentina ci riprova un'altra italiana, il Milan.  Orchestrati da tre cervelli (Cesare Maldini in difesa, Liedholm in mediana e Schiaffino sulla trequarti) e contando sull’esplosività del centravanti argentino Grillo, i rossoneri arrivano alla finale di Bruxelles, la prima in campo neutro, dopo aver superato il Rapid Vienna (4-1/2-5; 4-2 nello spareggio, allora ancora previsto), il Glasgow Rangers (4-1/2-0), il Borussia Dortmund (1-1/4-1) e il Manchester United (1-2/4-0).  Ma il 28 maggio 1958 allo stadio «Heysel», ancora una volta, è il Real a imporsi. La partita è avvincente e vede il Milan capace di portarsi sul 2-1, a 13 minuti dal termine ma agli uomini di Viani, oltre a un pizzico di fortuna, manca ancora una certa abitudine a vincere, rara e intangibile qualità che al club madridista certo non f...

MAESTRI DI CALCIO - Stein, l'ultimo immortale

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https://www.amazon.it/Maestri-calcio-grandi-allenatori-stranieri/dp/1520478593/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=&sr= «John, you're immortal now!» - Bill Shankly di  CHRISTIAN GIORDANO,  Guerin Sportivo Ci sono strani modi di scaldare il cuore di una tifoseria. Per quella del Celtic, storicamente passionale ma su certe cose intollerante almeno quanto quella dei Rangers, ne esiste uno infallibile: riportarle alla mente gli eroici tempi di Jock Stein (si pronuncia “Stin”). Il primo non cattolico a sedersi sulla panchina biancoverde. E l’ultimo «immortale». Così gli si era rivolto il 25 maggio 1967 Bill Shankly, leggendario manager del primo Liverpool “europeo”, nel fargli i complimenti per la fresca vittoria in Coppa dei Campioni. La prima di una britannica e, più in generale, di una non latina.  John Stein, figlio unico di George e Jane, nasce il 5 ottobre 1922 a Burnbank, minuscolo centro minerario scozzese alle porte di Hamilton, n...

MAESTRI DI CALCIO - Sebes, l’Uomo dei Sogni

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https://www.amazon.it/Maestri-calcio-allenatori-stranieri-Portraits-ebook/dp/B01ARVU5JC di CHRISTIAN GIORDANO, Guerin Sportivo Nella trasposizione cinematografica di Shoeless Joe, romanzo dedicato da William Patrick Kinsella a Joseph Jefferson Jackson, campione (anche di corruzione) del baseball statunitense d’inizio Novecento, un contadino dell’Iowa, ex sessantottino, costruisce un campo dove far giocare, in sogno, i più forti di sempre.  Tolti il non-rapporto col padre e le americanate di fine anni Ottanta (la pellicola diretta da Phil Alden Robinson è del 1989), riportate indietro di quarant’anni le lancette dell’ideologia e traslato il tutto nel cuore della vecchia Europa, l’Uomo dei Sogni alias Ray Kinsella (Kevin Costner) sembra il Ct che ebbe il privilegio di poter schierare, tutta insieme e appassionante, la migliore generazione di fenomeni mai prodotta dal calcio continentale; per un capriccio del caso, nata e cresciuta quasi tutta nella stessa città: Buda...

LO SPORT AI TEMPI DEL RISCALDAMENTO GLOBALE

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https://www.sport-e-cultura.com/2020/01/10/lo-sport-ai-tempi-del-riscaldamento-globale/?fbclid=IwAR3vYafo6wY6VW1oMlIrfTHN2J9FrrCt07btccKvQISJvc_coBvIlCfeljI di Simone Basso Sport & Cultura, 10 gennaio 2020 L’Australia brucia , da settimane, e la pioggia degli scorsi dì potrebbe essere solo un effetto-placebo verso il periodo più torrido dell’estate australe. Per adesso, sono andati a fuoco quasi sei milioni e mezzo di ettari di terra, ovvero un’area pari a un quinto dell’Italia. Il 20 di questo mese, a Melbourne, cominceranno gli Australian Open e, per la prima volta, qualcuno ha fatto capire che ci sarebbero dei motivi (seri) per cancellarlo. Ciò non avverrà, e il cosiddetto Happy Slam inizierà simulando una normalità che non esiste (più): nel Nuovo Galles del Sud, la metà dei boschi sono fottuti e un terzo dei koala della zona potrebbero morire; a rischio mezzo miliardo di animali, le coltivazioni e il resto. I cieli arancioni della Nuova Zelanda, ch...

MAESTRI DI CALCIO - Monsieur AuxerRoux

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https://www.amazon.it/Maestri-calcio-allenatori-stranieri-Portraits-ebook/dp/B01ARVU5JC «I coni da allenamento li rubavo in autostrada  ogni volta che salivo a Parigi in macchina.  Allora ci si arrangiava così» - Guy Roux di CHRISTIAN GIORDANO, Guerin Sportivo «GUY Roux è il capo della società, è da sempre così». Lo dice senza giri di parole Patrice Loiseau, ex difensore auxerroise Anni 80 e oggi titolare di un negozio di articoli sportivi nei pressi dell’Abbè Ernest Deschamps, lo stadio dedicato al vicario che nel 1905 fondò l’Auxerre. E aggiungerebbe «e così sarà per sempre» se potesse confidare nell’immortalità del santone che dal 1961 (un record) comanda il club-simbolo del calcio in Borgogna. Comanda, non solo allena o dirige, perché all’AJA (Association de la Jeunesse Auxerroise), come i tifosi chiamano la squadra, non si muove foglia che Guy non voglia. Secondo la leggenda, che nella fattispecie ha uno spesso fondo di verità, controlla o supervisiona...