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MAESTRI DI CALCIO - Saldanha, il corsaro rosso

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https://www.amazon.it/Maestri-calcio-allenatori-stranieri-Portraits-ebook/dp/B01ARVU5JC «Chi sceglie i giocatori sono io,  quando il Presidente scelse i suoi ministri non chiese la mia opinione» - João Saldanha «Chi non è il più forte deve essere il migliore» (Slogan per il Campionato Carioca del 1957) di CHRISTIAN GIORDANO, Guerin Sportivo «Appena salito in cielo, si presenta a San Pietro: “Fui contrabbandiere di armi a 6 anni, leader studentesco a 20, membro del Partito Comunista tutta la vita. Fui anche giocatore e tecnico di calcio, analista di scuola di samba (?), coautore di enciclopedia, attore di cinema, candidato a vicesindaco”. "Be’, ci serviva uno diverso, un grande personaggio", risponde il santo. “È quello che dicevano di me: un grande personaggio. Contraddittorio come è costume della categoria. Lucido e confuso al tempo stesso, intelligente e ingenuo, gentile e collerico, giusto e assurdo, il migliore degli amici e il peggiore dei nemici....

Kuss, occhiali à la Ciccone e Pogačar vede giallo

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Via gli occhiali, lanciati al pubblico come fece Giulio Ciccone sul Mortirolo al Giro 2019 e pure al Laigueglia 2020 , tanto non servono per vedere l'ovvio: Tadej Pogačar è sempre più padrone di questo Tour. Neanche nella tappa-regina, la prima di quattro sui Pirenei, gli altri big riescono a buttar giù lo sloveno dal trono. E allora via libera ai gregari.  Sepp Kuss lo è della maglia bianca Jonas Vingegaard, nuovo capitano Jumbo Visma dopo l'abbandono di Primož Roglič. E infatti sul traguardo esulta anziché rammaricarsi per non essere riuscito a staccare la maglia gialla. Finisce così con il 26-enne statunitense che centra il primo successo al Tour e il suo secondo nei grandi giri dopo quello, anche allora alla 15-esima tappa, al Santuario del Acebo alla Vuelta 2019. L'altra storia di giornata è quella di "nonno" Alejandro Valverde, a 41 anni, piazzato a 23", Al terzo posto, l'olandese in maglia a pois Wout Poels. Buon undicesimo Vincenzo Nibali, primo i...

Inghilterra-Italia story: complesso e paradosso

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L'Inghilterra ha il complesso della Germania - tra l'altro, appena esorcizzato da Sterling & Kane; la Germania dell'Italia - li battiamo quasi sempre; e l'Italia dell'Inghilterra. Quest'ultimo, un paradosso della Storia. Perché MAI - nei maggiori tornei per nazionali - l'Inghilterra ha battuto l'Italia. Anzi, spesso è accaduto il contrario. Mito del vecchio Wembley a parte. Quello con le due torri e senza arco. Sbancato per la storica - quella sì - prima volta, con gol di Fabio Capello. Riscatto per i "trentamila camerieri", secondo provocazioni e retorica dell'epoca: 11 novembre 1973. Con rabbiosa cavalcata di "Giorgione" Chinaglia - lui sì paisà emigrato a sei anni in treno per il Galles con al collo la destinazione. Roba da romanzo, e c'è pure chi l'ha scritto.  Altro novembre ma del '77, qualificazioni mondiali per Argentina '78, lezione a domicilio di calcio inglese: 2-0 di Keegan e Brooking, futuri uffici...

Tutti in piedi: il doppio Ventoux di Van Aert

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Tutti in piedi. Lui per primo, anche sui pedali.  "Forse la più grande impresa della mia carriera". Un'impresa lunare come lo scenario - apocalittico - del "dio del male". Il Mont Ventoux Solo chi c'è stato può capirlo, per poi - come disse Merckx, che lo domò nel '70 - mai più tornarci. A soli 26 anni, Wout Van Aert ha già vinto una monumento come la Sanremo, classiche su ogni terreno come Strade bianche, Wevelgem e Amstel, tre mondiali nel cross. Ma un numero così no, non l'aveva fatto mai.  Perché mai si era scalato - due volte, nella stessa tappa, da due versanti (il meno duro Sault e il più nobile Bedoin) - il "gigante della Provenza, il Monte Calvo, il Ventoux. Ai -33 il campione nazionale belga lascia lì il francese Kenny Elissonde, poi secondo davanti al suo compagno olandese (nella Trek-Segafredo) Bauke Mollema. E si fionda in discesa fino all'arrivo di Malaucène dopo 198,9 km. Dietro, ai -22 il danese Jonas Vingegaard, suo compagno...

NBA Finals 2021: What to know about the Phoenix Suns vs. Milwaukee Bucks showdown

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https://www.espn.com/nba/story/_/id/31761287/nba-finals-2021-know-phoenix-suns-vs-milwaukee-bucks-showdown In an NBA postseason filled with plenty of surprises, upsets and even more injuries, we've finally made it to the Finals. And it's a showdown no one saw coming. The Phoenix Suns vs. Milwaukee Bucks matchup features two franchises stuck in long title droughts: The Suns have never won an NBA championship in 53 seasons as a franchise, while the Bucks' last ring came in 1971, when they were led by legends Kareem Abdul-Jabbar and Oscar Robertson . This is the first Finals appearance for 16-year veteran Chris Paul , who joined the Suns in the offseason and provided Devin Booker , Deandre Ayton and a young Phoenix roster a healthy dose of leadership and clutch-time poise. A title is the only item missing from the future Hall of Fame point guard's long list of accolades. After failing to reach the Finals despite securing the league's best record in 2019 and 2020, t...

I Tour di "Big" Ben O'Connor e dell'alieno giallo

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Ce ne sono due di questo Tour 108. In uno si battaglia a colpi d'imprese per la tappa. Nell'altro, si assiste attoniti alla puntuale apparizione-sparizione dell'extraterrestre Tadej Pogačar , un bambino in giallo che corre una Grande Boucle tutta sua. Nel secondo e ultimo dei due tapponi alpini consecutivi, la cavalcata solitaria parte ai -17 km: Ben O'Connor si scolla di ruota gli ultimi compagni di fuga colombiani (prima Nairo Quintana poi Sergio Andrés Huguita) e - dopo 5 GPM e 4500 metri di dislivello in 145 km - va a vincere in solitaria. Come a Madonna di Campiglio al Giro 2020. Quinto successo in carriera e secondo in un grande giro per il 25-enne australiano di Subiaco, non il paesino laziale di "Ciccio" Graziani ma il sobborgo metropolitano di Perth, anche quello però fondato dai benedettini. Alle sue spalle, gli strepitosi Mattia Cattaneo - che riprende e passa a doppia velocità "el Condorito" Quintana, nuova maglia a pois - e il tricolo...

FOOTBALL PORTRAITS - Di Stéfano

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https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 di CHRISTIAN GIORDANO © A portarlo in Europa il destino ci prova già nel 1949, quando il River Plate di Stéfano, il 26 maggio, gioca un amichevole in memoria del grande Torino, perito il 4 maggio nella sciagura aerea di Superga. Al giocatore è interessata la Juventus, ma alla richiesta di 45 milioni di lire la trattativa sfuma e così gli argentini tornano in patria assieme al loro gioiello più prezioso, assurto già a fama internazionale.  Ma nel 1953 le cose prendono un’altra piega. Il real Madrid celebra il proprio cinquantenario invitando in tournée i colombiani del Millonarios, un nome, un programma. Ai tempi il Real è un club di piccola caratura, campione di Spagna nel 1932 e nel 1933, che però il presidente Santiago Bernabéu vuol rendere grande, grandissimo. Come Di Stefano. L’uomo che cambierà la storia, delle Merengues e del calcio mondiale. 1) RIVER PLATE Alfredo Di ...

A.A.A. cercasi Ocaña per "TaEddy" Pogačar

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A.A.A. cercasi aspirante Luis Ocaña per il nuovo Cannibale: "Ta-eddy" Pogačar. Nel Tour 108 delle lacrime e delle grandi imprese - minimo una al giorno - il primo tappone alpino, con tre GPM (tra cui Romme e Colombière) e arrivo a Le Grand-Bornard, premia Dylan Teuns, al secondo successo alla Grande Boucle dopo quello a La Planche des Belles Filles del 2019: allora chiese alla futura moglie di sposarlo. Stavolta la dedica è - con la voce rotta - per il nonno perduto a pochi giorni da via. Seconda vittoria in fila per la Bahrain-Victorious dopo la folle tappa di Mohoric, che passa la maglia a pois al compagno Poels. La scena, e forse anche la sua seconda Grande Boucle consecutiva su due, la ruba però il 22-enne fenomeno sloveno. Con un numero à la Merckx Tadej Pogačar fa lavorare uno strepitoso Davide Formolo poi, testuale, dice ai compagni di "voler dare una scossa alla corsa": se ne va ai -30 (sul tratto più duro del Col de Romme), si scrolla di ruota Carapaz c...

STORIA METAFISICA DEI NETS. DAGLI AMERICANS A BROOKLYN, PASSANDO PER UNA PALUDE

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https://www.sport-e-cultura.com/2021/07/02/storia-metafisica-dei-nets-dagli-americans-a-brooklyn-passando-per-una-palude/?fbclid=IwAR2F09dJqoLYvUcNneZ0y4qkdKE5wVJNnHeG9r721Bi4oMrwN-5gxxe--Mg di SIMONE BASSO Sport e cultura, venerdì 2 luglio 2021 Il finale della storia, per adesso, è proprio da Nets. Malgrado il Barclay Center zeppo, coi VIP in (bella) mostra, le luci della ribalta (hip) pop e Dio travestito da Kevin Durant in gara5 e gara7. Nemmeno un freak, Tracy McGrady 2002 alto 2 e 12, una roba inimmaginabile qualche anno fa, ha potuto evitare il solito epilogo. Una festa mesta. Al netto di una combo che è stata giocoforza un esperimento in diretta, la scavigliata (decisiva) di quel fenomeno di Kyrie Irving e i vuoti di sceneggiatura – già visti su questi schermi – di James Harden. “O-ver-rated!” avrebbero urlato i quattro gatti di East Rutherford, al Barba grasso come un tacchino prima del Thanksgiving Day.  Laddove, in principio, furono gli Americans e l’ABA. .. Era il 1967 e...