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La Quinta di "Pogarissimo", sovrano quasi controvoglia

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PODCAST https://open.spotify.com/episode/2BGjB7BNkTDmPkFRt9a4JZ Uno, Oropa. Due, Perugia, Tre, Prati di Tivo. Quattro, Livigno. Cinque, Santa Cristina di Valgardena. Pogarissimo . Scala reale rosa del monarca al Giro 107. Sovrano così assoluto e illuminato che regna anche quando quasi non vorrebbe. Tappone decurtato per maltempo e neve: da 202 a 118 km con partenza da Lasa anziché Livigno; e senza il Foscagno e il Passo Umbrail (2.503 metri), fratello minore dello Stelvio già "abbassato" e non più "Cima Coppi", chiuso dai carabinieri in una mattinata di compromessi storici come sempre all'italiana. Per una volta però col gruppo compatto: si corre sì, ma niente passerella al via per poi cambiarsi in pullman e ripartire. Christian Scaroni e Giulio Pellizzari col francese Ewen Costiou ai -5,2 km vanno a riprendere l'intirizzito Julian Alaphilippe, super combattivo di giornata, che insegue un impossibile bis della tappa "dei muri" marchigiani vinta a F...

A Livigno un "Pogacielo" senza (più) limite

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SPOTIFY https://open.spotify.com/episode/5S2D4TmI9BPp6YLVSa6Onj Il suo limite è il cielo. E forse ora neanche più quello. Lassù dove osano i Tadej: ai 2385 metri in vetta all'inedito Mottolino, in cima alla "sua" Livigno. Un'impresa - quella di Pogačar su quelle rampe al 20% - , l'ennesima: e questa anche di più.  Sin qui le rare cotte memorabili le aveva patite oltre quota duemila e sempre al Tour: sul Granon nel 2022 contro Jonas Vingegaard a Serre Chevalier; sul Col de la Loze, nella tappa di Courchevel vinta da Felix Gall nel 2023. Nella 15esima frazione, la tappa-regina - con 222 km, 5400 metri di dislivello e cinque colli (compreso il Mortirolo dal versante meno classico di Monno) la più lunga e più dura del Giro 107 - ha dato 3' agli altri big e raddoppiato i distacchi sui più immediati inseguitori. Giro blindato. Dieci vittorie (undici con la generale del Catalunya) in stagione, 74 in carriera, 18 nei grandi giri: a 25 anni. La maglia rosa ha attaccato...

Ganna e Pogačar, i colori del tempo

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SPOTIFY https://open.spotify.com/episode/7GuyP8kPRG8uYFou9KwxLN Nella Desenzano di Marcell Jacobs, prove tecniche di nuovi ori olimpici con vista - e che vista! - Parigi '24. "Top" Ganna vola - unico - a oltre i 53 km orari di media, e stravince la crono di 31,2 km con soli 300 metri di dislivello. Settimo successo in carriera al Giro, alla quarta partecipazione. In percorsi così piatti, Pippo è un extraterrestre di un altro sport. Come, quando si sale, Tadej Pogačar, l'alieno che a Perugia lo aveva battuto per 17 secondi. Stavolta, sul biliardo da Castiglione delle Stiviere a Desenzano del Garda, lo sloveno - l'altro sopra i 52 di media - gliene ha ceduti 29: Ganna ha chiuso in 35'02" ai 53,435 di media. Dopo i 346 giorni di Julian Alaphilippe, ecco i 256 di Ganna. Il verbanese, 28 anni il prossimo 25 luglio, non vinceva dalla crono di Valladolid alla Vuelta, era il 5 settembre 2023, quando rifilò 16" a Remco Evenepoel e 35 a Primož Roglič.  Quest...

Aston Villa back in big time on their own merits

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Victories over Arsenal and Manchester City were highlights of season that has produced club’s highest finish for 28 years Peter Lansley The Guardian - Sat 18 May 2024 19.00 CEST The Sky Sports cameras on celebrity watch as Aston Villa homed in on booking their Champions League place with the 3-3 draw against Liverpool on Monday eventually looked beyond Hollywood and royalty. “It’s only taken them 30 years to recognise me,” says Gary Shaw, a 1982 European Cup winner and Villa Park press-box regular, with a chuckle. “They’ll be panning up saying: ‘There’s Tom Hanks’ or ‘There’s Prince William.’ Finally, they noticed I’m there.” So are Villa. Back among the continent’s elite for the first time since Tony Barton’s European champions subsequently reached the quarter-finals, bowing out to Juventus in March 1983. “I’m a Villa supporter since I was a kid and to have won the biggest club trophy you can as a player was incredible,” Shaw says. “Now, to qualify for the competition – you wouldn’t...

Rousse: «Julian ne s’est jamais senti seul»

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La compagne du double champion du monde, revient sur les moments compliqués qu’il a vécus depuis sa chute à Liège-Bastogne-Liège en 2022 avant de reprendre confiance sur le Giro avec cette victoire jeudi qui relance sa carrière. L'Équipe - 18 May 2024 PHILIPPE LE GARS “Il a toujours eu le même discours: «Moi, je fais du vélo pour gagner, pas pour faire le nombre»  “Je ne pouvais pas rester sans rien dire alors qu’un de mes combats dans la vie, c’est l’égalité hommes-femmes'' Marion Rousse n’est pas seulement la directrice du Tour de France femmes, elle partage aussi la vie de Julian Alaphilippe, avec qui elle a un enfant, Nino, bientôt 3 ans. Sa victoire jeudi, lors de la douzième étape du Giro, après presque un an de disette, a bouclé une période très complexe pour l’ancien numéro 1 mondial, entre ses chutes à répétition depuis 2022, l’absence de résultats et les critiques parfois violentes de Patrick Lefévère, le manager de l’équipe Soudal-QuickStep, qui avait également v...

LE COEUR DU CHAMPION

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Une journée folle, avec un raid de 120 kilomètres en duo, a sacré hier Julian Alaphilippe, sevré de succès depuis un an et qui a rappelé le grand coureur qu’il est toujours aux yeux de tous. L'Équipe - 17 May 2024 DE NOTRE ENVOYÉ SPÉCIAL - PIERRE MENJOT FANO (ITA) – Les vagues de la mer Adriatique, houleuses, capricieuses, hypnotiques, forment une belle vue pour oublier vos tracas du quotidien, ces jours sans éclat, ce patron qui vous pèse un peu, parfois. Julian Alaphilippe y a peut-être pensé hier, pendant 50 kilomètres à longer la côte avant d’entamer les choses sérieuses. Au départ, il le savait, la journée pouvait lui sourire, à condition de «rester calme» , disait-il, dans cette première portion, ce qu’il fit, protégé par ses équipiers, avant d’attaquer où il l’avait prévu, dans les premières bosses, à 138 kilomètres du but. Le début d’une journée folle. Un gros groupe à l’avant se constitua. «Mais la collaboration n’était pas si bonne, donc j’ai voulu appuyer », lâchait l’ho...

A Fano l'amore con redenzione di Loulou

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SPOTIFY https://open.spotify.com/episode/5oS0XPmWLFaZwE4gDiv9Nx Quel panache , Loulou ! Nella tappa dei "Muri marchigiani", impresa del francese più garibaldino che c'è: un'azione piena di coraggio, classe, talento e generosità; di quelle che da sempre infiammano i cuori transalpini. "Il dolore è amore senza redenzione", scrive Connie Palmen. Trecentoquarantasei giorni dopo, quello per le rovinose cadute (su tutte, Liegi 2022), e quello che fa ancora più male per le critiche del padre-patron Patrick Lefévère, è finalmente passato . L'Italia ti ama, Julian Alaphilippe. Ricambiata: da noi il primo dei mondiali back-to-back, la Strade Bianche, la Sanremo, tre tappe alla Tirreno. E ora, l'agognata tappa al suo primo Giro; tessera 109 nel club con tappe nei tre grandi giri: per lui nove, 6 al Tour e due alla Vuelta. Vittoria numero 42 in carriera, la settima in Italia. Buona la terza dopo averci provato a Rapolano alla sesta e a Cusano Mutri alla decima. ...

I due mari del gabbiano Jonathan

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SPOTIFY https://open.spotify.com/episode/0Hlvxrh7aNmKM9BYyoHafK Da Andora alla quarta, a Francavilla all'undicesima. Il volo dei due mari del "gabbiano" Jonathan. Volata ed esultanza imperiali per Milan, cui la provincia di Chieti porta bene. Un anno fa a San Salvo, alla seconda frazione davanti a Thomas Dekker e Kaden Groves, il suo primo successo al debutto al Giro, chiuso poi con quattro secondi posti e la maglia ciclamino. Quest'anno, già due successi di tappa e altrettanti piazzamenti: a Fossano alla terza dietro Merlier e a Napoli alla nona battuto da Olav Kooij, poi ritiratosi e dunque non più in gara per quei colori che "il Toro di Buja" indossa dalla quarta tappa. Dopo qualche nervosismo in gruppo, Milan nel finale resta lucido e freddo. A differenza dell'anno scorso, non sbaglia posizione: resta coperto e poi sprigiona tutta la sua debordante potenza. Ai -400 metri cade Fabio Jakobsen, mentre Jonathan battezza la ruota di Merlier. Il belga verr...

Bad Boy Isiah

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https://www.lagiornatatipo.it/bad-boy-isiah/ Daniele Vecchi 30 Aprile 2024 articolo di Daniele Vecchi Una sera d’estate del 1966, 25 esponenti della gang dei Vice Lords giravano per le strade del West Side di Chicago, per reclutare nuovi membri per le proprie attività criminali. Non era propaganda, quella che i Vice Lords facevano, rastrellavano il quartiere in stile militare casa per casa, circuivano e minacciavano le famiglie più povere del West Side per avere manovalanza per le proprie attività. Erano veri rapimenti. I Vice Lords si fermarono davanti alla casa di Mary Thomas. Aveva nove figli, sette dei quali maschi, da Lord Henry, 15 anni, a Isiah, 5. I Thomas vivevano al primo piano di un edificio di mattoni rossi a due piani in Congress Street, di fronte alla Eisenhower Expressway. Suonarono il campanello. Mary Thomas aprì la porta, e vide tutta la banda, alcuni di loro portavano pistole alla cintura. “Vogliamo i tuoi ragazzi”, le disse sbrigativo il capobanda. ”Non possono abita...

L’Ungheria ha perso il calcio e anche l’Europa

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Mai Budapest è stata centrale nel continente come quando fiorì la scuola magiara che, dagli anni Venti, trasformò tecnica e tattica dello sport nato in Inghilterra. Con il KO al Mondiale del ’54 e l’invasione sovietica del ’56 tutto finì 12 May 2024 - La Lettura / Corriere della Sera Da Budapest OLIVIER GUEZ La testa inclinata, un uomo in giacca e cravatta esegue palleggi, circondato da ragazzini in calzoncini corti che ne ammirano la maestria. L’uomo è tarchiato, di statura media, i capelli ravviati all’indietro. La giacca gli sta un po’ attillata ma, busto eretto e gomiti piegati, il suo equilibrio è perfetto. A grandezza naturale, la statua di bronzo, su un terrapieno nel quartiere di Obuda, non ha nulla di spettacolare. È l’umile omaggio del popolo di Budapest al suo figlio prediletto, Ferenc Puskás, il più grande calciatore ungherese della storia, la prima stella mondiale del calcio, un gigante del secolo scorso. Ferenc Puskás, il «maggiore al galoppo», l’«attaccante miracolo», la...