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Dietrologia di un seganervi

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http://www.indiscreto.info/2009/10/dietrologia-di-un-seganervi.html di Simone Basso Indiscreto,  5 ottobre 2009   1. Non se lo ricorda più nessuno. Ma il ganzo fu uno dei grandi protagonisti di un periodo, i poco raccomandabili anni ottanta di Francesco Moser e Giuseppe Saronni, che significarono per il ciclismo italiano il tempo dell’autarchia quasi totale. In un panorama oberato da una moltitudine di gare, perfetta scappatoia dal frustante confronto con i big stranieri, la degustazione di tutti i piatti veniva servita ai due cocchi del pubblico e della stampa: Beppe e il Cecco, sempre e comunque, in ogni maniera e a prescindere dalla qualità degli avversari. Per quasi due lustri furono pochi i ribelli che osarono contestare il duopolio: prima Gibì Baronchelli e Giuàn Battaglin, poi il simpatico discolo Silvano Contini e il nostro oggetto d’osservazione diretta, Roberto Visentini da Gardone Riviera . 2. Classe 1957, il perfetto ritratto del corridore italico di ...

The Best NBA Trainer, Arnie Kander

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https://bleacherreport.com/articles/225433-the-best-nba-trainer-arnie-kander CALVIN KIPLE   -  JULY 28, 2009 Ric Bucher made the defendable claim on Twitter that the Phoenix Suns training staff was the best in the league. I replied " Arnie Kander is chuckling ." Bucher not only referenced me in his defense of the claim, but sent me a direct message about personally knowing how Arnie isn't an egomaniac. Being a fan of his writing at ESPN, it was pretty awesome that he acknowledged my existence. Bucher defended his statement that Phoenix trainers were the best due to the warm, dry Arizona weather and a proven track record. Rather than just blast his account and resort to the lowest form of internet communication, I'm writing this article to argue against Ric Bucher's points and laud the brilliance of Arnie Kander. Despite the loss of much of the core of the Pistons organization all the way to the top, Arnie Kander has been a mainstay of the Detroit Pistons since...

Rielezioni europee

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  1. Non siamo più ai tempi di Ceausescu e dei quarantelli da regime di Rodion Camataru (1987) e Dorin Mateut (’89). Quindi, se rivinci da “Pichichi” la Scarpa d’oro – stavolta all’Atlético, dopo che l’hai fatto nel Villarreal, mica nel Barcellona o nel Real Madrid – qualcosa vorrà dire.  Per esempio che Diego Forlán il verbo del gol sa declinarlo, purché a certe latitudini. Uno dei pochi, e più clamorosi, flop di Sir Alex Ferguson al Manchester United, l’uruguaiano in Inghilterra era diventato un cult da You Tube per l’incapacità di rinfilarsi la maglia tolta per festeggiare uno dei 10 gol (in 63 presenze) coi Red Devils. Quello nel 2-1 al Southampton.  Là, patì l’agguerrita concorrenza: Ruud van Nistelrooy, i “Calypso Boys” Dwight Yorke e Andy Cole e il 12esimo uomo per antonomasia, Ole Gunnar Solskjaer. Cinque anni dopo i 25 gol del 2004-05, è tornato capocannoniere, stavolta con 32 reti e rubando la scena a un compagno di reparto, Sergio “Kun” Agüero (17), che del suo...

Rielezioni europee

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Non siamo più ai tempi di Nico Ceausescu e dei quarantelli da regime di Rodion Camataru (1987) e Dorin Mateut (’89). Quindi, se rivinci da “Pichichi” la Scarpa d’oro – stavolta all’Atlético, dopo che l’hai fatto nel Villarreal, mica nel Barcellona o nel Real Madrid – qualcosa vorrà dire. Per esempio che Diego Forlán il verbo del gol sa declinarlo, purché a certe latitudini. Uno dei pochi, e più clamorosi, flop di Sir Alex Ferguson al Manchester United, l’uruguaiano in Inghilterra era diventato un cult da You Tube per l’incapacità di reinfilarsi la maglia tolta per festeggiare uno dei 10 gol (in 63 presenze) coi Red Devils. Quello nel 2-1 al Southampton. Là patì l’agguerrita concorrenza: Ruud van Nistelrooy, i “Calypso Boys” Dwight Yorke e Andy Cole e il 12esimo uomo per antonomasia, Ole Gunnar Solskjaer. Cinque anni dopo i 25 gol del 2004-05, è tornato capocannoniere, stavolta con 32 reti e rubando la scena a un compagno di reparto, Sergio “Kun” Agüero (17), che del suo Ct Maradona...

FOOTBALL PORTRAITS - Onyewu, un americano a Milano

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https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 Rivelazione dell’ultima Confederations Cup, il centrale difensivo ha lasciato a parametro zero lo Standard Liegi per il Diavolo. Si giocherà il posto con Thiago Silva e il redivivo Alessandro nesta, ma non sarà un altro Alexi Lalas. Potenza, personalità e un ottimo colpo di testa i pregi. Lentezza ed eccessiva irrienza i difetti. Per quello che è costato, valeva la pena scommetterci di Alec Cordolcini e Christian Giordano © Guerin Sportivo © n. 29, 21-27 luglio 2009 L’ultimo volo dell’Air Force One sulla Mosa è datato 9 maggio 2009, giorno di Standard Liegi-FC Bruges. Adesso gli toccheranno i cieli ben più impegnativi, e pericolosi, di Milano. “Air Force One” è uno dei soprannomi di Oguchi Onyewu, colosso americano (1,93 x 95 kg) prelevato dal Milan a parametro zero dallo Standard Liegi. Armadio a quattro ante che gioca in Europa dal 2002, “Gooch” (altro nick che va per la maggiore) è...

Quanto va veloce l'Aston di Martin

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di Christian Giordano  © Guerin Sportivo  © «Prepared», prepàrati. Dell'Aston Villa è il motto, sopravvissuto come il nome, compattato nell'acronimo AVFC, al restyling imposto dal 2 maggio 2007 allo stemma sociale dalla nuova proprietà. Quella che fa capo a Randy Lerner, tycoon Usa che nell'agosto 2006, dopo 23 anni di reggenza Doug Ellis, s'è accollato il club. Per 66,7 milioni di euro. Il miracolo Villans nasce lì, grazie al patrimonio - stimato da "Forbes" in 1,2 miliardi di euro - del già proprietario dei Cleveland Browns della NFL. Brooklyniano, classe '62, Lerner è un chairman popolare e generoso. Ama il basso profilo e sa cosa vogliono i tifosi. Con la squadra in zona-Champions League, ha messo sul piatto 30 milioni di sterline per il mercato invernale. In estate, ne aveva spesi oltre 40 per Brad Friedel, Brad Guzan, Luke Young, Carlos Cuéllar, Nicky Shorey, Steve Sidwell e James Milner. In più aveva prolungato il contratto a sette giocatori....

FOOTBALL PORTRAITS - Totti, Roma capitan mundi

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https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 di CHRISTIAN GIORDANO © Guerin Sportivo © n. 27, 7 luglio 2009  IO E ROMA  Uno di loro. Francesco Totti non è solo il più grande giocatore, e l’uomo dei record, nella storia della Roma. È di Roma, è la Roma, è Roma.  Ha pagato, e paga, questa seconda pelle vincendo, e guadagnando, molto meno di quanto avrebbe potuto. Ma è anche, se non soprattutto, per questo che è diventato un simbolo, un emblema, un totem. Della Roma, di Roma, della romanità, che è, sopra ogni altra cosa, un modo di essere, di sentire, di vivere. Costi quel che costi.  Soldi, successo e fama non l’hanno cambiato. È rimasto lo stesso ragazzo di borgata di sempre: dice quello che pensa e non si è montato la testa. Ha la battuta pronta e un cuore grande così. Ogni tanto la fa fuori dal vaso, come quando, anziché dal più familiare Ponentino, si lascia trasportare dal “vento del Nord”; o da que...

FOOTBALL PORTRAITS - Arshavin, stella a metà (2009)

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https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 L’acquisto più costoso nella storia dell’Arsenal non può giocare in Champions League. Ma il 27enne “Pelé russo”, messosi prepotentemente in luce all’Euro2008, in soli due mesi ha stregato l’intera Inghilterra. E il bello deve ancora arrivare di CHRISTIAN GIORDANO Guerin Sportivo n. 17, 28 aprile – 4 maggio 2009 «È frustrante: Arshavin può giocare in Premier league e in FA Cup e non in Champions League, ma perché se la sua ex squadra è già stata eliminata? È una logica senza senso». Arsène Wenger non è solo un mago dei giovani o della manovra palla a terra. Con una mano paladino delle tradizioni, con l’altra è il primo a calpestarle, ad abbatterle, a riscriverle. E quando parla ai media, in genere lo fa per trasmettere messaggi mica tanto subliminali. «Lo sapevamo, quando abbiamo preso Arshavin. È il regolamento, quindi non posso lamentarmi troppo». Intanto, però, il sasso l’ha lanci...

FOOTBALL PORTRAITS - Bulgarelli, Capitàn Bulagna

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https://www.youtube.com/watch?v=I01cl9cBg84 https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 di CHRISTIAN GIORDANO, Sky Sport 24 (12 febbraio 2009) Ci sono colori, odori, umori che quando ti entrano sottopelle, non te li lavi più via. Neanche se dalla tua Bologna giri il mondo perché della tua passione, il pallone, hai fatto un lavoro. Perché sin da ragazzino eri il più bravo, il più lucido, il più geometrico. Giacomo Bulgarelli, bolognese di Portonovo di Medicina, classe 1940, del calcio italiano è stato uno dei suoi registi puri e seri. Mai seriosi, però. Era bolognese dentro, prima di esserlo sul campo, Bulgarelli. Amava ridere e scherzare, la buona tavola e le dotte conversazioni. Senza prendersi troppo sul serio, anche quando ne avrebbe avuto il titolo. Da bandiera del club mai lasciato, nel ’64 vinse il secondo scudetto “impossibile” di Fulvio Bernardini: otto anni dopo Firenze, Bologna. Per il Dottore un altro miracol...

L’eredità di Raschi

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http://paneegazzetta.gazzetta.it/2009/01/03/leredita-di-raschi/ di Marco Pastonesi gazzetta.it, 3 gennaio 2009 Buttata lì. Come una sfida, una scommessa, un sogno. Come una cosa che andava fatta. Come un debito. Dopo il “Ronda di notte”, ci voleva un “Ronda di giorno”. “Ronda di notte” era una raccolta di antichi pezzi scritti da Bruno Raschi. Li chiamiamo così, gli articoli: pezzi. E pezzo dopo pezzo, incastrati, ne veniva fuori un Giro, un Tour, un ciclismo, il ciclismo degli anni Sessanta, garibaldino, il ciclismo degli anni Settanta, farmaceutico, il ciclismo dei primi anni Ottanta, chimico. Ma sono quelle cose che si dicono quasi senza pensarci. Un libro è un libro. Un libro di Bruno Raschi è ancora di più. Perché Raschi non voleva scrivere libri, aveva pudore e rispetto, sosteneva che un giornale dura un giorno, anche meno, invece un libro dura tutta la vita, e se commetti un errore – un errore di valutazione – ne rimani colpevole per sempre. Di solito le s...

FOOTBALL PORTRAITS - Sinisa Mihajlović - Quel bambino che portava il pallone dove covava la guerra (2008)

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https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 di CHRISTIAN GIORDANO Repubblica — 08 novembre 2008 pagina 10 sezione: BOLOGNA «Da piccolo sfondavo la saracinesca del garage: ogni due mesi mio padre doveva cambiarla». Alla Stella Rossa, per studiarlo si scomoda mezza facoltà di Fisica: «Più che dalla potenza del tiro, i prof erano colpiti dalle traiettorie che imprimevo al pallone. E ancora adesso, la perfezione mi affascina: nel calcio, nella vita, sempre».  Predestinato, Siniša Mihajlović. Il primo pallone è il primo amore, e non si scorda mai. «Era il 1973 – racconta – La mia era una famiglia modesta. Papà lo acquistò a una bancarella da un ambulante polacco. Era giallo, di cuoio, con tutto il necessario per ingrassarlo. Giurai a me stesso di non usarlo mai sull’asfalto, ma solo sull’erba. Alla fine, durò ben quattro anni».  I primi di una favola, se non della carriera, per il futuro Sinistro di Dio, serbo di Vukovar...