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FOOTBALL PORTRAITS - Addio, Kendall: Always a Blue

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https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 di CHRISTIAN GIORDANO Sky Sport 24, 7 ottobre 2015 Una volta Blue, per sempre Blue. Se c'è un uomo che più ha incarnato lo spirito dei Toffeemen, quello è stato Howard Kendall.  Gran giocatore e migliore allenatore nella storia del club, Kendall è stato il Ferguson del "Goodison Park" prima ancora che lo stesso Sir Alex lo fosse dello United. Tutti conoscono la Manchester Trinity, la santissima trinità dei Palloni d'oro United - George Best, Denis Law e Bobby Charlton - ma pochi sanno che anche la metà blu di Liverpool ha avuto la sua Holy Trinity, quella meno reclamizzata e vincente ma altrettanto leggendaria formata da Kendall, Colin Harvey e Alan Ball. Con i Toffees, Kendall ha vinto da centrocampista il campionato e il Charity Shield del '70; e da allenatore i titoli dell'85 e dell'87, più la FA Cup persa da giocatore sia al Preston North End si...

'Gladbach, quarta sinfonia di Schubert

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di CHRSITIAN GIORDANO, SKY SPORT 24 Raffael-Max Kruse: fino all'anno scorso erano i gemelli del gol in salsa di crauti. E infatti, una volta separati, ci hanno messo un po' a riprendersi. Come le loro squadre: il 'Gladbach, dove il brasiliano è rimasto; e il Wolfsburg, dove il nazionale tedesco ha faticato a inserirsi, almeno fino al 2-1, appena entrato, a Lipsia contro la Georgia, che poi lo ha sbloccato anche in campionato: tripletta nel 4-2 all'Hoffenheim. Raffael (due effe), cui in tanti pronosticavano un grande futuro già al Chiasso dove arrivò 18enne nel 2003, ha festeggiato con una doppietta le 200 gare in Bundesliga. Un gol, quello del vantaggio sull'Eintracht a Francoforte, per nulla casuale: perché Raffael magari non dipinge calcio, ma è spesso al posto giusto nel momento giusto. E' dietro però che la squadra, passata un mese fa dal dimissionario Lucien Favre a André Schubert, non convince. Fatale, nel pareggio, l'errato retropassaggio...

The Flying Milkman: Frans Verbeeck

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http://www.podiumcafe.com/2010/3/17/1375265/the-flying-milkman-frans-verbeeck   By Vlaanderen90 @Vlaanderen90 on Mar 19, 2010, 1:22p 60 The monument season is upon us in less than a week, so I thought it would be good time to take a stroll down cycling's Memory Lane, cobbled of course, and take a look at the interesting career of a rider who many of you probably haven't heard of but his story is one of interest as well as heartbreak. Even with Milano-San Remo bearing down on us and the talk about who is going to win is heating up, it is still a good time to look at the story of a rider who never could taste sweet victory at a monument. Many of you probably know Frans Verbeeck for his business ventures before you know about Frans Verbeeck the rider. Upon his retirement in 1977, he started up VERMARC (the VER from his last name and MARC is his son's name) cycling clothes, the producers of the Quick Step uniforms along with a multitude of other current teams and also TV...

Giro delle Fiandre 2015, ecco i 19 Muri

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http://www.gazzetta.it/Ciclismo/03-04-2015/giro-fiandre-ecco-19-muri-iscritti-dorsali-110329613335.shtml Domenica di Pasqua per l'edizione 99 della Ronde, da Bruges a Oudenaarde, 264,2 km e 19 “Muri”.  Ecco i nomi per l’appuntamento con la storia.  Ecco il dettaglio delle salite:  1. 87 km: Tiegemberg, 750 metri (5,6%, max 9%)  2. 112 km: Oude Kwaremont, 2200 metri (4%, max 11,6%, pavé)  3. 122 km: Kortekeer  4. 130 km: Eikenberg, 1200 metri (5,2%, max 10%, pavé)  5. 133 km: Wolvenberg, 645 metri (7,9%, max 17,3%)  6. 146 km: Molenberg, 463 metri (7%, max 14,2%, pavé)  7. 166 km: Leberg, 950 metri (4,2%, max 13,8%)  8. 170 km: Berendries, 940 metri (7%, max 12,3)  9. 176 km: Valkenberg, 540 metri (8,1%, max 12,8%)  10. 186 km: Kaperij, 1000 metri (5,5%, max 9%)  11. 194 km: Kanarieberg, 1000 metri (7,7%, max 14%)  12. 210 km: Oude Kwaremont, 2200 metri (4%, max 11,6%, pavé)  13. 213 km: Paterberg, 360 metri (1...

Fiandre, la classica sul pavé che piace tanto all'Italia

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http://www.gazzetta.it/Ciclismo/03-04-2015/giro-fiandre-storia-magni-ballan-curiosita-prima-edizione-tafi-devolder-bortolami-110334617361.shtml?refresh_ce-cp Domenica si disputa la Ronde . Curiosità sulla gara che fa impazzire il Belgio.  E che ha visto 10 vittorie tricolori: dal tris di Fiorenzo Magni ad Alessandro Ballan re nel 2007    04 aprile 2015 - Milano Paolo Marabini, Gazzetta dello Sport Domenica 5 aprile si corre la 99-esima edizione del Giro delle Fiandre, la classica sul pavé più famosa del calendario mondiale, chiamata anche Ronde : semplicemente è la Corsa.  Partenza da Bruges, arrivo a Oodenaarde dopo 264,2 km. È la classica dei Muri: quest’anno ne sono previsti 19, tra cui il Paterberg (da affrontare due volte), il Vecchio Kwaremont (tre passaggi) e il Koppenberg. Nelle ultime due edizioni si è imposto lo svizzero Fabian Cancellara, assente quest’anno come il vincitore del 2012, il belga Tom Boonen.  Deman, il campione spia Il Giro de...

Fiandre, che storia

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http://www.ciclolandia.it/giro-delle-fiandre-la-storia.html «Appartiene al patrimonio dello sforzo umano»   - Antoine Blondin Nel 1913, su un percorso di 330 km e con 37 corridori che vi parteciparono, nel cuore delle Fiandre, nasce da un’idea del giornalista Karel Van Wynendaele, la “Ronde van Vlaanderen”, cioè il Giro delle Fiandre. A causa della Prima Guerra Mondiale, la corsa si interruppe per poi riprendere nel 1919. Le caratteristiche principali di questa corsa sono le salite brevi ma molte ripide, dette infatti “muri”, che spesso sono in pavé. Il percorso del Fiandre in questi ultimi anni si è ridotto, passando dai 300 km iniziali a 250-260 km; esso comprende 15-18 muri, dei quali possiamo certo citare: il "vecchio Kwaremont", il Grammont, o in fiammingo "Muur van Geraardsbergen", che è considerato il “Muro” per eccellenza, il Paterberg e il Koppenberg. Tra le Grandi Classiche del Nord, è la prima ad essere disputata; di solito, la prima domenica...

Pro Vercelli-Vicenza, il sabato speciale dei fratelli Gatto

http://www.tuttomercatoweb.com/serie-b/verso-pro-vercelli-vicenza-il-sabato-speciale-dei-fratelli-gatto-740392 13.10.2015 21.25 di Stefano Sica articolo letto 8037 volte Sabato prossimo sarà la seconda volta che Leonardo e Massimiliano Gatto , fratelli calabresi , si affronteranno da avversari in un gara professionistica.  Il primo col Vicenza, l'altro con la Pro Vercelli, teatro il Silvio Piola nel match delle 15.  Lo scorso anno entrambi parteciparono agli ultimi minuti della sfida tra Carpi e Lanciano al Cabassi, entrando quasi simultaneamente al posto di Di Gaudio per gli emiliani, e Grossi per gli abruzzesi.  Leonardo, classe '92, per due stagioni era stato un pilastro dei rossoneri con oltre 50 presenze e dieci reti, Massimiliano, classe '95, si era elevato tra i protagonisti coi biancorossi nella cavalcata verso la serie A, totalizzando 11 apparizioni.  Leggermente più lunga la carriera di Leonardo, un attaccante esterno cresciuto come il f...

Torino-Milan: Sinisa e il Maxi ex, Ventura-Cerci e altri incroci

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Milan-Genoa-Inter in casa, la Lazio fuori e poi il derby: tutto in 22 giorni, da una sosta all'altra. Si capirà lì, in quel filotto, che Toro sarà in questa stagione. Il Maxi ex all'Olimpico ritroverà con il Milan anche Sinisa Mihajlovic, uno con cui feeling e scintille non sono mancati. Sfioratisi a Catania, con l'argentino che arrivò nell'estate 2010 proprio quando Sinisa andò alla Fiorentina, i due si sono incontrati e talvolta scontrati alla Samp nel 2014. Un gol in undici presenze per Lopez, prima delle parentesi al Chievo e, appunto, la rinascita in granata. E a proposito di rinascite in granata, come non pensare a Ventura che incrocia di nuovo Alessio Cerci, per antonomasia il mentore e il pupillo nelle rispettive carriere dal 4-2-4 al Pisa 2007-08 pre-grave infortunio dell'Henry di Valmontone fino ai gemellini del gol Cerci-Immobile al Torino che arrivò a un rigore, sbagliato da Cerci a quell'Europa poi comunque acciuffata per l'affaire-G...

TEAM COLOMBIA, UN SALUTO AL GRUPPO

Claudio Corti annuncia la conclusione dell'avventura http://www.tuttobiciweb.it/index.php?page=news&cod=84158&tp=n PROFESSIONISTI | A seguito dell’impossibilità manifestata dalla sua prima fonte di sostegno, il Ministero dello Sport Colombiano “Coldeportes”, di confermare il budget necessario alla prosecuzione dell’attività agonistica ai massimi livelli, è con sincero rammarico che il Team Colombia-Coldeportes, nella persona del suo General Manager Claudio Corti , annuncia ufficialmente che l’ unica formazione sudamericana della categoria Pro Continental non sarà ai nastri di partenza della stagione sportiva 2016. Il cammino degli Escarabajos giunge quindi al termine dopo quattro stagioni vissute spalla a spalla con i giganti del ciclismo mondiale, e nei quali la formazione di Claudio Corti ha riportato il nome della Colombia sulla bocca di tutti gli appassionati di ciclismo, proponendosi al via di alcuni dei più grandi e storici appuntamenti delle due ruote. Al suo ...

Bayern's Uli Hoeness - The Rise And Fall of a Soccer Saint

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http://www.spiegel.de/international/germany/bayern-president-uli-hoeness-may-end-up-in-jail-for-tax-evasion-a-897474-4.html May, 01, 2013 06:35 PM By SPIEGEL Staff Uli Hoeness, the president of Bayern Munich and an icon of German club soccer, could end up behind bars for tax evasion. The case has highlighted the dark side of the skilful entrepreneur and philanthropist whose burning ambition made Bayern what it is today -- and has now triggered his fall from grace. Although he is not sitting in jail awaiting trial, although he has not been convicted, although he can sit in a stadium dressed in a suit with a red-and-white scarf and can spend his nights at home, Uli Hoeness, the president of top German soccer club Bayern Munich, is already a prisoner. He is a prisoner of a small device -- not an electronic shackle or a beacon that informs the authorities of his whereabouts. The device is a receiver. It informs its owner of developments on stock markets around the world, and Ho...

Carta d'identità - Chi è Claudio Foscarini

la Stampa (Vercelli) - 13 ottobre 2015 Due promozioni in serie B con l’Alzano Virescit e il Cittadela Il nome di Claudio Foscarini è stato associato finora al Cittadella, squadra che ha guidato per dieci anni. Ma lui, 57 anni, centrocampista negli anni Settanta e Ottanta tra Montebelluna Treviso, Atalanta, Campania, Piacenza e Virescit Boccaleone, è stato anche il tecnico che ha portato l’Alzano in serie B nella stagione 1998/1999. Un allenatore, insomma, che può far «sognare» i pur esigenti tifosi della Pro Vercelli.  Nel 2002 Foscarini «incontra» il Cittadella, e il matrimonio dura dieci anni. I primi passi li compie nel settore giovanile, poi dal 2005 è sulla panchina della prima squadra. Nel 2008 firma la promozione dalla C1 alla B. Il risultato più importante mai ottenuto da questa squadra. Anche il 2010 è da incorniciare. I veneti accedono ai playoff e si arrendono soltanto al Brescia allenato da Beppe Iachini. La serie A rimane un sogno ma Foscarini è il «profet...

Lost Souls: leggende e perdizioni dai playground

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http://www.nbapassion.com/2015/10/12/lost-souls-leggende-e-perdizioni-dai-playground/ Published on 12 ottobre 2015 by Luigi Ercolani Tutti, sin da piccoli, abbiamo amato farci raccontare storie di vincitori, di gente che ce l’ha fatta, che al traguardo c’è arrivata soffrendo, sbuffando, sgomitando, sacrificandosi ma infine alzando le braccia al cielo. Ammiriamo i vincitori perché vincono, e magari perché le loro storie sono belle, pulite (o almeno romanzate come tali), come magari ci piacerebbe fosse la nostra. Christian Giordano evidentemente no. O meglio, non del tutto. Lui le sue risorse le ha dedicate a chi, baciato da un talento fuori del comune, è sbandato ed è andato fuori strada, magari dopo aver percorso molti chilometri contromano. Il bardo (definirlo giornalista sarebbe riduttivo) di Fox Sports e SKY Italia ha speso tempo ed energie per raccontare gente che ha buttato via tutto per la fame e la fama, o persino per la fame di fama, ravvedendosi quando ormai era tropp...

Trentin, Viviani & Co.: è autunno azzurro

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Alla fine, Davide Cassani ci aveva visto giusto: i nomi scelti dal Ct per Richmond erano quelli giusti. Col senno del poi, fuori tempo massimo per il mondiale ma in tempo per chiudere alla grande un autunno mai così azzurro.    A cominciare da Matteo Trentin, settimo italiano a trionfare alla Parigi Tours e non a caso il più in forma sul circuito iridato ma messo fuori gioco da una caduta contro le transenne e quel taglio al ginocchio.   Nella 109esima edizione della corsa che chiude la stagione europea, Trentin ha corso da campione scappoando ai meno dieci 10 km con i belgi Tosh Van Der e Greg Van Avermaet, che causa foratura non ha potuto partecipare allo sprint. Anno più nero che rosso per Van Avermaet che ha perso la Clasica di San Sebastian burtatto giù da una moto dell'organizzazione.   Per Trentin è il quarto successo in una stagione che rivede l'Italia protagonista anche nelle corse di un giorno. Nibali ha riscattato una stagione così così con...