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Stasera a casa di Alli

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"Non a casa nostra". Era stato chiaro, Harry Kane. E un po' era nell'aria, aria di London derby, la terza caduta in campionato della capolista, sin lì battuta solo da Liverpool e Arsenal. Una dietro l'altra. Al White Hart Lane però la promessa l'ha mantenuta Dele Alli: doppietta di testa in fotocopia (sempre su cross di Christian Eriksen, sempre sul palo lontano, sempre a difesa schierata) del ventenne-meraviglia, e striscia-record dei Blues che si arresta a 13 vittorie, una in meno dei Gunners che dal 10 febbraio al 18 agosto 2002 le vinsero tutte: le ultime tredici di un campionato e la prima di quello successivo. Emulandolo, Pochettino si è adattato a Conte meglio del viceversa: difesa a tre anche per gli Spurs, con Kane a fare il Diego Costa e Ally e Eriksen sulla trequarti come, dall'altra parte, lo spento Hazard con a sorpresa Pedro anziché Willian. L'immagine della serataccia, oltre a un Conte mai così remissivo (e quasi rassegnato) e a un P...

14 Classic Johan Cruyff Quotes Explained

http://isleofholland.com/read/sports/14-classic-johan-cruyff-quotes-explained by Tom Springveld 25 February 2013 at 9:00 am Johan Cruyff isn’t only the best football player the world had ever seen until Lionel Messi, he’s also a visionary, philosopher and insufferable know-it-all. Luckily, the Amsterdammer never kept his wisdom for himself: everyone in the Netherlands can reproduce at least one of many classic Johan Cruyff quotes. We examined 14 of them and came up with some shocking conclusions… 1. “The most difficult thing about an easy match is to make a weak opponent play bad football.”  “Het moeilijke van een makkelijke wedstrijd is om een zwakke tegenstander slecht te laten voetballen.” One of the most poetic of all Johan Cruyff quotes. And what he says is true, too. Let’s say the Dutch national team (#8 on the FIFA World Ranking) plays against Andorra (#204). What’s Andorra gonna do? Right, defend like their lives are at stake. Oranje will run into a brick wa...

Addio Cruijff, profeta elettrico

Se ne va a 68 anni l’alfiere del calcio totale che ha rivoluzionato nei ’70 il mondo del pallone. Fantasia, velocità, controllo, uomo-squadra nell’Ajax e nella nazionale olandese, poi nel Barcellona. Uno stile sovversivo e provocatorio anche fuori del campo e che lo farà schierare con gli oppositori di Franco - Nicola Sellitti, 25.03.2016, Il Manifesto Il Profeta del gol è scomparso. Ma la traccia della sua rivoluzione arancione non conoscerà fine. Da ora di pranzo di ieri è un flusso di ricordi, immagini, commenti sulla morte di Johan Cruijff, battuto a 68 anni da un cancro ai polmoni annunciato con un comunicato dallo stesso ex fuoriclasse olandese nell'ottobre 2015. Cruijff è morto a Barcellona, la sua città adottiva, il teatro itinerante delle sue rappresentazioni calcistiche, arte in campo e in panchina. Era il «magrolino elettrico» per Eduardo Galeano. Il simbolo, il capitano con il 14 sulle spalle (ma non perché a 14 anni aveva vinto il campionato giovanile con...

Il marchese Del Bosque, fuoriclasse nato

http://www.corriereadriatico.it/home/la_spagna_fenomeno_vicente_marchese_bosque_fuoriclasse_nato-189341.html di Enrico Maida, Corriere Adriatico, 3 luglio 2012 Se lo incontrassi in una di quelle vecchie drogherie di paese che profumano di spezie e di tentazioni, ti verrebbe voglia di chiedergli due etti di prosciutto, quattro salsicce di quelle buone e un po’ di coppa. Alla parola «coppa», probabilmente, il faccione rassicurante e generoso si illuminerebbe mentre i baffi leggermente spioventi incornicerebbero un sorriso. Il sorriso di Vicente Gonzales del Bosque, marchese di Salamanca dal 4 febbraio dell’anno scorso, da quando cioè il re Juan Carlos gli ha conferito il titolo nobiliare abbinandolo al premio Nobel, Vargas Llosa, in una cerimonia di quelle che non si dimenticano. Con una motivazione particolarmente significativa: la dedizione allo sport spagnolo e il contributo allo sviluppo dei valori sportivi. Non sono semplici parole su una pergamena, sono cose che ti restano...

L'insostenibile differenza tra Wenger e Conte

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Ecco, se c'è un'istantanea che meglio fotografi le diverse filosofia e organizzazione di Conte e Wenger, quella dell'1-0 del Bournemouth assolve allo scopo.  Un gol così, una squadra davvero "di Conte" difficilmente lo avrebbe preso. Lui che dal mago alsaziano era stato a studiare - a proprie spese - quando Antonio era ancora un aspirante (grande) allenatore. Sullo 0-0, dimenticato da un Bellerin del tutto fuori posizione, Charlie Davis si sbracciava liberissimo a chieder palla come non capita nemmeno fra gli amatori. Bravissimo Stanislas a pescarlo, e ancora di più Davis per controllo-finta-rientro-e-tiro. Con Pochettino da una parte e Conte dall'altra situazioni così difficilmente ne vedremo nel derby londinese che chiuderà la ventesima di Premier: al White Hart Lane il Chelsea capolista cerca contro il Tottenham la quattordicesima vittoria consecutiva. Una striscia iniziata, guarda un po', dopo la sconfitta all'Emirates contro l'Arsenal...

La luna nel Pep

Per uno abituato a pretendere la luna, da se stesso prima ancora che dai propri dirigenti, giocatori e collaboratori, il pericolo (di pancia piena) pare non sussistere. Ma proprio perché sembra tutto apparecchiato per fargli eguagliare il record di 14 vittorie consecutive in Premier - primato stabilito dall'Arsenal 2001/2002 - Antonio Conte deve stare attento a non fare indigestione. Il sempre più "suo" Chelsea è atteso dal compito più difficile della 20esima giornata spalmata su tre giorni: il derby londinese al White Hart Lane con gli Spurs. L'occasione però è troppo ghiotta: vincendo andrebbe a +13 su dirette concorrenti comeTottenham (secondo un anno fa) e lo United, che ha espugnato a fatica (severa espulsione di Feghouli e gol della staffa in offisde) l'Olympic Stadium del West Ham. Per Mou è la sesta vittoria in fila in campionato. Non solo: con l'Arsenal in campo il giorno prima a Bournemouth, la capolista allungherebbe a +8 sulla seconda, il Liverpoo...

Giannis Antetokounmpo: The Most Intriguing Point Guard In NBA History

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https://www.si.com/nba/2017/01/03/giannis-antetokounmpo-milwaukee-bucks-greek-freak-jason-kidd The Bucks have handed the reins to the ridiculously athletic 6'11" Giannis Antetokounmpo, making him the tallest—and most intriguing—point guard in NBA history. LEE JENKINS JAN 3, 2017 This story appears in the Jan. 9, 2017 issue of SPORTS ILLUSTRATED.  On the worst nights, when the fadeaways are short and the pocket passes are late, Giannis Antetokounmpo skips the showers. He storms out of the Bradley Center in full uniform, from home locker room to player parking lot, and hops into the black Explorer the local Ford dealer lent him. He turns right on North 4th Street in downtown Milwaukee, steers toward the Hoan Bridge and continues six miles south to the Catholic seminary in St. Francis, where the priests pray and the Bucks train and The Freak dispenses his rage . Alone, Antetokounmpo reenacts the game he just played, every shot he clanked and every read he missed. Sometimes, he l...

Cinque cose da sapere sul fisico di LeBron James

https://www.cinquecosebelle.it/cinque-cose-sapere-sul-fisico-lebron-james/ di Ermanno “Scrip” Ferretti  Le misure Tutti i dati del corpo del Re   Il 29 ottobre 2003, a neppure 19 anni, esordì nella NBA. Era relativamente esile, oltre che giovanissimo e inesperto. Non gli ci è voluto molto, però, per capire come funzionavano le cose nella lega e per mettersi a lavorare sul proprio fisico.  Oggi misura 2,03 metri di statura per 108 chili di peso. La circonferenza del petto è di 117 centimetri, quella dei bicipiti di 43, il girovita di 91,5. Di scarpe porta il 48 della misura europea; in quella americana il 15. Gli allenamenti Il lavoro di Mike Mancias, il trainer personale Ma come ha fatto a mettere su quella massa muscolare pur mantenendo un’agilità che solo chi pesa venti chili meno di lui riesce a esibire sul parquet? Di sicuro c’è voluto molto lavoro, ma anche una ottima predisposizione genetica. E un allenamento ad hoc. Un allenamento che il pubblico conos...

“Que viva El Trinche”

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https://www.facebook.com/storiedifigurine/photos/a.519846861515555.1073741828.519845174849057/701295443370695/?type=3&theater Storia di Tomás Carlovich, che non volle essere Maradona “Carlovich fu uno di quei ragazzi di quartiere che, da quando sono nati, hanno come unico giocattolo la palla. Tra lui e la palla c’era un rapporto molto forte. La tecnica che aveva lo rendeva un giocatore completamente differente. Era impressionante vederlo accarezzare la palla, giocare, dribblare. Certamente durante la sua carriera non trovò risorse fisiche che si abbinassero a tutte le qualità tecniche che aveva. Inoltre, sfortunatamente, nemmeno ebbe qualcuno che lo guidasse o comprendesse.” “È un peccato, perché Carlovich era destinato ad essere uno dei giocatori più importanti del calcio argentino. Mi ricordo che lo vidi giocare un una selezione di Rosario contro la squadra argentina e fu il miglior uomo in campo. E dire che, tra i molti rivali, c’erano mostri come Miguel Brind...

AJAX-LIVERPOOL 1966: LA PARTITA DELLA NEBBIA

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http://www.mondofutbol.com/ajax-liverpool-1966-nebbia-coppa-dei-campioni/ di ALEC CORDOLCINI, MondoFutbol.com Un rantolo, poi il silenzio. Zeist, con i suoi boschi umidi e brumosi, aveva colpito ancora. Un freddo che scavava dentro ossa e lamiere. La sera del 7 dicembre 1966 la vittima era la Citroën DS grigia di Sjaak Swart. Ferma nel parcheggio dello Sportpark di Zeist, punto di ritrovo degli ajacidi prima della partita. Niente bus della squadra all’epoca, ognuno con il proprio mezzo, magari condiviso. Con Swart c’erano Henk Groot, Klaas Nuninga e il 19enne Johan Cruijff. L’unica opzione era quella di scendere dall’auto e spingere, perché l’Olympisch Stadion di Amsterdam distava 38 chilometri in linea d’aria e una cinquantina scarsa su strada. Dopo mezz’ora di panico e sudore, la Citroën DS si rimise in moto. Swart era abituato a correre in campo, ma anche in auto se la cavava e, nonostante Amsterdam si trovasse avvolta in una nebbia che quattordici anni dopo si sa...

Lo splendidissimo anno di Vio2016

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Non è una abituata ad arrivare ultima, Bebe Vio. Anzi. Ma in fondo a questo suo straordinario, anzi "splendidissimo" 2016, ci sono state tre prime e ultime volte che si porterà dentro per sempre. Come quel sorriso che sembra non abbandonarla mai. Il 18 settembre, lei portabandiera dell'Italia nella cerimonia di chiusura della trionfale Paralimpiade di Rio, chiusa con due medaglie nel fioretto: l'oro nell'individuale e il bronzo a squadre. Il 18 ottobre, lei invitata con l'allora premier Renzi nella delegazione italiana alla cena di Stato alla Casa Bianca, l'ultima offerta dall'amministrazione-Obama, e con tanto di selfie con il presidente uscente. Il 31 dicembre, la citazione del presidente della repubblica, Sergio Mattarella, nel tradizionale, istituzionalissimo ultimo saluto all'anno che se ne va: "Abbiamo condiviso con affetto e soddisfazione il grande impegno e i successi dei nostri atleti alle olimpiadi e alle paralimpiadi. Come...

Top 15 Awesome Real Life LeBron James Stories

http://www.thesportster.com/basketball/top-15-awesome-real-life-lebron-james-stories/ Chris Flynn 06.28.16 NBA LeBron James is a rare talent. From the moment he started playing basketball, it was obvious that he was special. Those who have followed his career are lucky to have been able to enjoy the kind of athlete that transcends his sport. Very few professional athletes have been the face of their sport like LeBron has. Babe Ruth, Tom Brady, and Wayne Gretzky are a few professional athletes who’ve dominated their sport as LeBron has with his. Of course, we can’t forget Michael Jordan and Wilt Chamberlain who are perhaps the most accomplished basketball players in history. However, when the curtain goes down on King James’ illustrious career, he will likely be mentioned in the same breath. The most recent example of LeBron’s skill, leadership, and motivation to win came in the 2016 NBA Finals when he led his Cleveland Cavaliers in overcoming a 3-1 series deficit against ...