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King Ranieri non vuole abdicare

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Al King Power Stadium non pareva vero che a deciderla fosse lui, Andy King. Re di nome e di fatto, e capitano di serata per l'assenza di Morgan. Rispetto al crollo in casa con lo United di campionato, ne cambia dieci Ranieri, novello Tinkerman, per il replay del quarto turno dfi FA Cup: il derby lungo 40 km col Derby County. L'unico confermato è Musa. Mahrez e Slimani vanno in panchina. Vardy in tribuna. Primo tempo di pericolosa continuità col Leicester quartultimo in Premier con Boro e Swansea, prossima avversaria in campionato e forse ultima chance per Ranieri di salvare la panchina. Nonostante le rassicurazioni del presidente e proprietario thailandese Vichai, sorridente in tribuna, che lo ha confermato fino a fine stagione. Diverso e illusorio, come il vantaggio Foxes, l'avvio di ripresa. A mezzora dalla fine, però, si sono rivisti i fantasmi che aleggiano sulle Foxes in questa stagione: feroci in Europa, irriconoscibilmente mansuete in Inghilterra. ...

1984

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http://www.indiscreto.info/2010/09/1984.html di Simone Basso, Indiscreto 10 SETTEMBRE 2010 Laurent Fignon nel 1983 aveva vinto da matricola una Grande Boucle epica , piena di colpi di scena e fortunata. Infatti, senza la caduta al rifornimento della maglia gialla Pascal Simon (il dì dopo Bagnères de Luchon), il suo grande Tour sarebbe rimasto molto probabilmente in bianco , ovvero con le insegne del miglior esordiente .  All’edizione 1984 ci arrivò invece con la rabbia e la nausea accumulate in un Giro d’Italia degno di uno spaghetti-western : il parigino aveva perso la rosa all’epilogo di Verona, dopo tre settimane di polemiche furiose. Per favorire Francesco Moser, il patron della corsa Vincenzo Torriani e la carovana intera permisero al trentino ogni tipo di vantaggio casalingo: dalla cancellazione dello Stelvio alle scie motoristiche e oltre.  Il punto di partenza di quel Fignon fu però rappresentato dalla cavalcata dei Monti Pallidi , la Selva-Arabba , ...

Traoré & soci Uomini onesti e vincenti

«La terra dei padri retti»: questo significa Burkina Faso in lingua mossi e dyula La nazionale fra le più povere del Continente Nero è arrivata alle semifinali, contro l’Egitto, trascinata dai fratelli Bertrand e Alain, e dall’eterno Bancé Un centravanti che in carriera ha girato 19 club e 12 Paesi di IACOPO IANDIORIO MARTEDÌ 31 GENNAIO 2017 ExtraTime, LA GAZZETTA DELLO SPORT  Quando si rimboccano le mani­ che le donne in Africa, ecco che arride la speranza di successo. Senza Aminata Louise Izabelle non ci sarebbe stata la favola dei fratelli Traoré, giunti in se­ mifinale di Coppa d’Africa col Burkina Faso, domani contro il potente Egitto di Cuper e Salah. Sì perché Bertrand, detto Ber­ to, 21 anni (proprietà Chelsea ma è in prestito all’Ajax), e il fratello maggiore Alain, 28 an­ ni (ora in Turchia al Kayseri­ spor ma per 11 anni in Francia), avevano il calcio nel sangue, ma non sarebbe bastato. Un mese dopo la nascita di Berto, nell’o...

Il piccolo Apache, Caio e il nuovo James Che talenti nel Sub 20

Nella prima fase del Sudamericano Under 20 in evidenza il re dei cannonieri, l’argentino Torres, erede di Tevez al Boca1E poi in regia il brasiliano Henrique, il 17enne colombiano Hernandez e l’uruguayano Amaral, molto seguito in Liga di Adriano Seu MARTEDÌ 31 GENNAIO 2017 ExtraTime, LA GAZZETTA DELLO SPORT  Da ora in poi è vietato sbagliare. Se la prima fase del Sub20 chiusasi venerdì è servita per oliare gli ingranaggi, ora non resta che spingere sull’accele­ ratore per conquistare il titolo o piazzarsi tra le prime 4 per otte­ nere il pass per i Mondiali di maggio. Nell’esagonale finale iniziato ieri, oltre a Ecuador e Venezuela nel ruolo di «guasta­ feste», se la giocano Argentina, Brasile, Uruguay e Colombia. Mi manda Carlitos Nell’Argentina che finora ha convinto a sprazzi si sono messi in luce il centrocampista Asca­ cibar, il difensore Foyth e Man­ silla, ma il trascinatore è stato il 19enne Torres, capocannonie­ re con 4 centri frutto di 2 dop­ pi...

Chelsea vs Arsenal, una rivoluzione dopo

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Dall'Emirates a Stamford Bridge, 133 giorni dopo. È cambiato il mondo, in Premier da quel 3-0 Gunners alla sesta giornata, il 26 settembre, che portò, al Chelsea, la vera rivoluzione contiana: altro sistema di gioco (dal 4141 al 3421) con promozioni insospettabili (Marcos Alonso e Moses esterni, Azpilicueta centrale di destra) ed esclusioni eccellenti. Su tutte Oscar, finito in Cina, e il veterano Ivanovic: all'andata capitano con Terry infortunato e di lì in poi titolare solo l'8 gennaio nel 4-1 al Peterbrough nel terzo turno di FA Cup. Da quella sconfitta con l'Arsenal, la seconda consecutiva in campionato e contro un'altra grande dopo il ko in casa col Liverpool, i Blues spiccarono il volo. Tredici vittorie filate in Premier, record all-time dell'Arsenal versione "Invincibili" eguagliato, e inframmezzate solo da un altro derby perso, l'1-2 col West Ham, costato l'eliminazione nel quarto round di League Cup. Torneo dal quale l...

Ohio, là dove si elegge il presidente Usa

http://espresso.repubblica.it/plus/articoli/2016/11/04/news/ohio-la-dove-si-elegge-il-presidente-usa-1.287350 È lo Stato decisivo, dove hanno vinto tutti gli ultimi Numero Uno della Casa Bianca. Oggi crisi economica e rabbia sociale possono favorire Donald Trump  DI ALBERTO FLORES D’ARCAIS Lo chiamano “Mother of Presidents”, perché ha mandato alla Casa Bianca sette suoi figli nativi e perché nel macchinoso sistema di voto degli Stati Uniti i suoi (18) “voti elettorali” sono (quasi) sempre decisivi. Anche quest’anno - come da tradizione - candidati, media, opinione pubblica e finanziatori seguono con un occhio di riguardo quanto accade in Ohio, lo Stato del Midwest che è da sempre una cartina di tornasole per sondare gli umori e la pancia degli Stati Uniti. E che quando vota (a maggioranza) un candidato sceglie - praticamente sempre - quello che sarà il presidente. Dalla vittoria a valanga di Lyndon B. Johnson contro Barry Goldwater (1964) a quelle di Bill Clinton f...

SPORTSPERSON OF THE YEAR: LEBRON JAMES

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https://vault.si.com/vault/2016/12/19/sportsperson-year-lebron-james IN 2016, NORTHEAST OHIO’S FAVOURITE SON USED HIS INCOMPARABLE SKILLS TO DELIVER A TITLE TO A SUDDENLY REVITALISED CITY, WHILE USING HIS VOICE TO HAVE AN EVEN WIDER IMPACT By LEE JENKINS, Sports Illustrated India, Jan-Feb 2017, Vol. 8, No. 3 AFTER MIDNIGHT, WHEN the kids are down and the streets are still, LeBron James asks his wife if she wants to go on a cruise. That’s the term he uses, and because Savannah has been with him since high school, she knows he is not referring to a yacht in the Caribbean. They head to the garage, grateful somebody can watch the children, and select one of the more inconspicuous cars from their fleet—usually the pickup or an SUV. And as Northeast Ohio sleeps, they turn out of their gated mansion 20 miles south of Cleveland and continue another 20 miles down Interstate 77, through the darkness and into the past.  The cruise does not follow a defined route. It can start in ...

Saluti a... Joaquim Rodriguez: col sigaro in salita

http://www.cyclingpro.net/spaziociclismo/magazine/saluti-a-joaquim-rodriguez di Matteo Romano, SpazioCiclismo La carriera professionistica di Joaquim Rodriguez Oliver è terminata alla fine del 2016. L’ex corridore della Katusha aveva inizialmente voluto concludere i suoi sedici anni da professionista a Rio 2016, tuttavia la sua ormai ex squadra gli ha imposto di onorare il suo contratto fino al termine effettivo della stagione. In autunno sembrava poi che lo spagnolo avesse cambiato idea sul suo ritiro, scegliendo di firmare un contratto con la Bahrein - Merida, prima di tornare ancora sui suoi passi e restare nella neonata squadra mediorientale come tecnico.  La carriera appena terminata dello scalatore iberico lascia interrogativi a tutti gli appassionati. Com’è possibile che un atleta dotato di talento e con carattere da vendere come lui abbia raccolto nel complesso così “poco”? Certo, non sono mancate le soddisfazioni nella carriera del catalano, al quale, a volte, l...

Federer 18, lo Zeitgeist del Re

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di  SIMONE BASSO Il Giornale del Popolo , 30 gennaio 2017 Si chiude con un diritto sulla riga, e un Falco di frustrazione dell'avversario, una delle partite più iconiche nella storia recente del tennis. Un momento, che dà l'illusione dell'infinito e che in tedesco definiremmo Zeitgeist : un attimo che cattura il tempo, e nel quale lo sport, il costume e la società (globale) si incontrano. Pare un romanzo, scritto da uno bravo, invece è la realtà: Roger Federer vince gli Australian Open 2017 battendo Rafa Nadal in cinque set sulle montagne russe (6-4, 3-6, 6-1, 3-6, 6-3), e aggiorna a diciotto il conto dei suoi Slam. Cinque titoli a Melbourne e ottantanove complessivi nella carriera professionistica. Potremmo compilare paginate sui numeri messi assieme dal basilese, più anziano trionfatore in un titolo maggiore dal 1972 (Ken Rosewall allora trentasettenne, anche quella volta down under ). Ecco, fatte salve le sostanziali differenze, all'epoca l'Aus...