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Un champion qui ne suit pas les nazis - Albert Richter

Albert Richter était avant tout un athlète convivial et sympathique, pétri de bonne humeur et d'humour. Mais il était aussi un pistard de grand talent, vigoureux, appliqué et sérieux, un sportif calme et méticuleux, même si on le dit aussi un peu crédule et naïf.  Entre 1933 et 1939, il ne descendit jamais du podium des Championnats du monde de vitesse, mais il n'obtint cependant jamais la médaille d'or . Ces podiums, il les partagea essentiellement avec ses meilleurs amis, le Belge Jef Scherens et le Français Louis Gérardin . Les trois coureurs, absolument excellents dans leur discipline, étaient connus comme les Trois Mousquetaires.  Dans cette décennie, Scherens fut six fois Champion du monde de suite, de 1932 à 1937. En 1933, Richter se classa 3e derrière le Belge et Michard . Les deux années suivantes, Scherens, Richter et Gérardin constituèrent le podium dans cet ordre; en 1936, Richter et Gérardin échangèrent leurs places. En 1937 et 1938, il fut encore 3e....

Albert Richter est « suicidé » par la Gestapo

http://www.museociclismo.it/content/articoli/2579-Albert+Richter+est+«+suicidé+»+par+la+Gestapo/index.html C'est le 31 décembre 1939 , trop tard peut-être, que Richter fit ses valises pour la Suisse. Il monta dans le train avec son vélo, après avoir cousu dans les pneus 12,700 marks du Reich , qu'il avait promis de rapporter à un homme d'affaires juif de Cologne vivant à l'étranger. Pratique presque courante pour Richter et d'autres. Mais ce qui était presque sans risque jadis était mortel désormais. Car Richter était un homme à abattre. Comment la Gestapo sut-elle qu'il partait ? Comment sut-elle qu'il avait truqué ses pneus ? Une trahison vraisemblablement. En tout cas, sous l'œil de deux témoins cyclistes néerlandais, qui voyageaient dans le même train avec leurs vélos, Richter fut immédiatement confondu. L'argent découvert. Quant à eux, on ne toucha pas à leurs vélos.  L'histoire reste incertaine sur la date de la mort d'Albert R...

Storia di Albert Richter

http://www.museociclismo.it/content/articoli/5143-Storia+di+Albert+Richter/index.html Pistard germanico, fra il 1935 e il 1940 è stato uno dei quattro "moschettieri della velocità" insieme con Scherens, Gerardin e Michard (sostituito poi da van Vliet). Eterno incomodo di ogni gara per la sua volata lunga e progressiva, cui però mancava il guizzo finale che era invece dote di Scherens. Vinse due volte il Gran Premio dell'U.V.F.: nel 1935 e nel 1938. Campione del mondo dei dilettanti nel 1932, da professionista non riuscì mai a vincere il titolo : 3° nel '33, 2° nel '34, 2° nel '35, 3° nel '36, 3° nel '37 e 3° nel '38. Infine ai campionati mondiali di Milano del 1939 , fu terzo, anche se il titolo non venne assegnato perché una caduta travolse i due finalisti Scherens e van Vliet e la gara non si poté ripetere per via dello scoppio della guerra; dopo pochi mesi fu fucilato in Germania per contrabbando di valute e preziosi, che pare trafu...

Enzo Verzeletti: a Sappada tappai io la bocca a Visentini

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di CHRISTIAN GIORDANO © in esclusiva per RAINBOW SPORTS BOOKS © All'arrivo, quel giorno a Sappada, sotto il palco RAI c'era lui - col giornalista bresciano Angiolino Massolini - a tappar la bocca, letteralmente, al Visenta furioso del «Stasera qualcuno va a casa!». I danni però riuscì solo a limitarli, perché la frittata era già stata fatta. E pure bella bruciacchiata. Classe '60, Enzo Verzeletti non è soltanto un massaggiatore veterano nel ciclismo e nel calcio (al Brescia) ai massimi livelli, è l'incarnazione stessa di una certa brescianità. Aperto, cordiale, simpatico. Ti mette allegria e subito a tuo agio, e ascoltarlo – con quelle cadenza e vocina alla Evaristo Beccalossi, altro bresciano doc ma ben più guascone – è stato un gran bel viaggiare in trent'anni di bici e pallone. Le sue foto-profilo su WhatsApp, i selfie con Balotelli o con Ronaldinho, dicono molto della persona e del professionista. Enzo mi invita a casa sua di primo pomeriggio, il gio...

Pinarello: due terzi al fondo Catterton

http://www.bicitech.it/pinarello-due-terzi-della-nota-azienda-trevigiana-vanno-al-fondo-l-catterton/ Claudia Vianino , Bicitech, 113 dicembre 2016 La Cicli Pinarello di Fontane di Villorba (TV) è stata ceduta per due terzi al noto fondo L Catterton, nato dalla fusione tra l’americana Catterton e la francese LVMH del gruppo Arnault. Il fondo di private equity, specializzato in beni di consumo e di lusso, ha già in portfolio brand come Louis Vuitton, Tag Heuer, Bulgari, Moët & Chandon. Fausto Pinarello, che ha guidato l’azienda negli ultimi vent’anni, resta in Pinarello, con “una cospicua quota”, ricoprendo il ruolo di Amministratore Delegato. Fondata negli anni ’50 del secolo scorso dal padre di Fausto, Giovanni “Nani” Pinarello, la Cicli Pinarello ha saputo sopravvivere alla crisi del “Made in Italy”, passando indenne attraverso gli anni bui della fine dell’acciaio, guardando alle nuove leghe come il magnesio, fino alla fibra di carbonio dell’epoca moderna. Oggi un...

Liegi 2018, il gran giorno di Jungels

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Niki Terpstra al Fiandre. Julian Alaphilippe alla Freccia. Bob Jungels alla Liegi . E' il dream team del ciclismo globale e globalizzato, la QuickStep-Floors del giemme Patrick Lefevere e del diesse (italiano) Davide Bramati . E il 2018, sin qui, il suo anno magico. Già 26 vittorie in stagione, e la qualità dei successi fa persino più impressione della loro, straordinaria, quantità. Nella 104esima Decana , l'osservato speciale era Alaphilippe che mercoledì aveva interrotto se non spezzato la dittatura-Alejandro Valverde, bruciando l' Imbatido in quella che da quattro anni era casa sua, il Muro di Huy. Nella Doyenne , la classica più antica al mondo dopo la Milano-Torino, erano loro i favoriti, con Vincenzo Nibali che cullava l'impresa solo sfiorata col secondo posto del 2012.  Tutti si aspettavano un suo attacco sulla Roche-aux-Faucons, la rupe dei falchi, ma lì - sul tratto più duro e in omaggio al nome della terribile cote - è piombato dopo la sparat...

Allegro Grandi

http://www.museociclismo.it/content/articoli/11287-Allegro+Grandi/index.html Nato a San Pietro in Casale (BO) 17 gennaio 1907, suicida a Caracas (Venezuela) il 23 aprile 1973. Professionista dal 1927 al 1935 e nel 1946 con 16 vittorie. Sorriso triste, e un fisico atletico di nota, Grandi fu un grandissimo dilettante.  Nel 1926 vinse il titolo italiano su strada e, due anni dopo, a Budapest, si laureò Campione Mondiale della categoria, sconfiggendo allo sprint, in una volata a due, l'altro italiano Michele Mara. Ma il suo dominio fra i cosiddetti "puri", si testimoniò anche dalle risultanze ottenute nelle gare promiscue coi professionisti, dove fece incetta di successi: GP Cavaciocchi a Prato, Coppa Santagostino, Giro di Romagna, GP di Treviso e Coppa Mussolini; tutti nel 1927.  Diventato professionista nel 1929, fu subito protagonista, conquistando il Titolo Italiano dei prof junior e, soprattutto, il Giro dell'Emilia e la Coppa Bernocchi, piazzando...

Storia di Allegro Grandi

http://www.museociclismo.it/content/articoli/500-Storia-di-Allegro-Grandi/index.html Grande promessa tra i dilettanti non solo perché nel '28 a Budapest divenne campione del mondo precedendo Michele Mara e Jean Aerts, ma anche per altre vittorie come il Campionato Italiano '26, la Bologna-San Marino-Bologna '26 e le promiscue con i professionisti: G.P. Cavaciocchi a Prato, la Coppa Sant'Agostino e il Giro di Romagna del '27. Diventanto professionista fu tricolore nella categoria junior nel '29, vinse la Torino-Bruxelles '30 e la Predappio-Roma '33, la Coppa Bernocchi e il Giro dell'Emila nel '29 oltre alla tappa più lunga da Cosenza a Salerno di 292,700 km nel Giro d'Italia del '30 che lo vide, infine 3° dopo Marchisio e Giacobbe. Trasferitosi nel '34 in America Latina continuò a correre conquistando anche tre titoli di campione del Venezuela, restandovi poi come istruttore tecnico. Tragica la sua fine: si suicidò nel suo neg...

Nel magico mondo di Alaphilippe, batterista ribelle

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Julian Alaphilippe, 25 anni, si rilassa con la batteria.  Nel cross è stato 2° al Mondiale jr 2010.  Pro’ dal 2014, 2° alla Liegi 2015, 3° alla Sanremo e 2° al Lombardia 2017:  10 vittorie, con la Freccia Vallone Il francese re della Freccia è figlio di un direttore d’orchestra. E ha fatto il meccanico 20 Apr 2018 - La Gazzetta dello Sport Claudio Ghisalberti INVIATO A LIEGI (BELGIO) © RIPRODUZIONE RISERVATA «Voglio vincere tutte le grandi corse al mondo. Il mio primo obiettivo sono le classiche, ma in futuro vorrei fare classifica anche nei grandi giri. Mi sento un vincente e non mi vedo come gregario. Voglio arrivare più in alto possibile, non so fin dove». Punto e a capo. Questo è Julian Alaphilippe , il 25enne francese che mercoledì sul Muro di Huy ha centrato la prima vittoria di prestigio della carriera, la Freccia Vallone . Un trionfo che domenica lo candida, con Nibali e Valverde, a favorito della Liegi-Bastogne-Liegi. MUSICA   Julian viene da Saint-Amand-Mon...

CIPOLLINI. RE LEONE RUGGISCE ANCORA

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http://archivio.tuttobiciweb.it/index.php?page=news&tp=n&cod=76701 Sabato 21 febbraio Pietro Illarietti, da tuttoBICI di febbraio Copyright © TBW Abbronzato e in forma lo è sempre stato, piacione pure, così rilassato raramente. È un Mario Cipollini godibilissimo quello che abbiamo incontrato a Milano, in un pranzo tra amici in un hotel del centro. L’occasione è quella di un evento aziendale, con DHL, colosso della logistica e delle spedizioni espresse da 55 miliardi di euro di fatturato. Volevano un campione del ciclismo co­me testimonial e il Re Leone, a 48 anni suonati e a 10 dal ritiro, è ancora uno di quei nomi che fanno breccia anche nel cuo­re dei non addetti ai lavori. Ha saputo dare spettacolo alla sua maniera in un’insolita giornata con il rugbista Andrea Lo Cicero. Riuscire a organizzare un blitz, accompagnarlo in hotel e pranzare insieme è un’occasione da non lasciarsi scappare. Lo riconoscono tutti, parcheggiatori, uscieri e la gente in sala. Un bel...

Carube, la vita spericolata del meccanico dei campioni

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http://iltirreno.gelocal.it/lucca/sport/2015/10/22/news/carube-la-vita-spericolata-del-meccanico-dei-campioni-1.12310834 Una caduta dalla moto gli spezzò il sogno di diventare un ciclista professionista La metamorfosi in tecnico capace di sistemare pedivelle e tubolari a tempo record di Valter Nieri, IL TIRRENO, 22 ottobre 2015 LUCCA. All'età di 56 anni il lucchese Roberto Lencioni più conosciuto con il soprannome «Carube» è considerato uno fra i meccanici del ciclismo professionistico più competenti a livello nazionale. Il soprannome l'ha ereditato prima dal nonno Roberto e poi dal padre Davide e la corte dove vive a Segromigno si chiama Corte Carube .  Figlio di operai per coltivare la sua passione ha dovuto fare sacrifici tralasciando lo studio e dedicandosi ai lavori più umili nei campi e in fabbrica. A 13 anni riuscì a comprarsi una bicicletta nuova e fu allora che Lorenzo Fanini , un "pioniere"del ciclismo lucchese e padre dei famosi frate...

Progetto Giovani: i ragazzi di Carube

http://www.tuttobiciweb.it/index.php?page=rivista&cmd=artdet&id=2579 Numero 5 - Anno 2008  di Daniele Gigli Ha legato la sua vita al ciclismo e nel mondo delle due ruote è uno dei personaggi più conosciuti ed ap­prezzati. Roberto Lencioni è meccanico sopraffino, ma soprattutto è uomo vero che ha nel sangue la bicicletta intesa prima come amore verso lo sport e poi come mezzo di lavoro.  Roberto è spo­sato con Cristina, ha due figlie (Jes­si­ca e Erika), vive a Segromigno Mon­te (Lucca) e nell’ambiente è chiamato Carube. «Un soprannome che è stato di mio nonno, di mio padre e ora mio - spiega Roberto -. Deriva da una pianta che produce una specie di fa­giolo lungo, carrube appunto, che viene usa­to per fare la farina e come cibo per animali. È uno dei nomignoli che davano una volta e al quale sono molto legato perché mi identifica con la famiglia».  Carube ha quasi cinquanta anni, la maggior parte dei quali spesi nel ciclismo pri­ma come corrido...

Leicester City vs Southampton - Match preview

https://www.premierleague.com/match/22687 Kasper Schmeichel and Shinji Okazaki both have knocks to the ankle and will be assessed by Leicester City . Wilfred Ndidi is available again after suspension but Matty James (Achilles) and Vicente Iborra (hamstring) are out. Daniel Amartey (hamstring) is back in training but is unlikely to play. Southampton will be without Mario Lemina (back) and Sofiane Boufal (illness) but Steven Davis is fit and will travel. J ack Stephens serves the second of a three-match suspension. Did you know? Having won the reverse fixture 4-1 in December, Leicester City could complete a Premier League double over Southampton for the first time since 1999/2000. The Foxes were defeated by Newcastle United in their last outing at King Power Stadium but have not lost consecutive PL home matches since September, when they were beaten by Chelsea and Liverpool. Southampton are targeting their first victory in four PL visits to King Power ...

Which teams will be relegated from Premier League?

http://soccer.nbcsports.com/2018/04/17/which-teams-will-be-relegated-from-premier-league/ Barring a miraculous finish to the season in the West Midlands, West Bromwich Albion is headed back to the Championship. [ RECAP: Brighton 1-1 Spurs ] Stoke City and Southampton need a lot of help to avoid their fates, too, in what was once an incredible logjam in the race to avoid the drop. How can relief come to the Potters and Saints? Well, to get alliterative: Winning in Wales. Both sides face Carlos Carvalhal ‘s Swansea City, whose five-point advantage on both could shrink with consecutive matches against Man City and Chelsea before Bournemouth and the aforementioned battlers. Huddersfield is seven points clear but has a rough run-in, facing Man City, Chelsea, and Arsenal over the final eight days of the season. We’ll include them, but the Terriers’ desperation could be enough against at least one of those sides: Only Arsenal could have their European qualification in jeopardy if B...

Una vita a settanta orari: Mario Cipollini

http://www.museociclismo.it/content/articoli/1670-Una+vita+a+settanta+orari%3A+Mario+Cipollini/index.html Una vita a settanta orari. E' la storia di Mario Cipollini, il più grande velocista italiano della storia, il corridore più vincente in attività, un personaggio in grado di catalizzare l'attenzione di pubblico e mass media. Centottantacinque successi in carriera: 42 vittorie di tappa al Giro d'Italia, 12 al Tour de France, 3 alla Vuelta a Espana, 13 al Giro del Mediterraneo, 12 al Giro di Romandia, 11 al Giro di Catalogna, 9 al Giro di Puglia, 8 alla Parigi-Nizza, 6 alla Vuelta Valenciana e al Giro d'Aragona, 5 alla Tirreno-Adriatico. La vittoria annunciata del Mondiale di Zolder (con addosso la prima maglia azzurra della carriera, Olimpiadi di Atlanta escluse) e la Milano-Sanremo conquistata al quattordicesimo tentativo nel magico 2002, l'anno del tris alla Gand-Wevelgem. La carriera iniziata alla Del Tongo ha subito avuto l'impronta della predesti...

Storia di Mario Cipollini

http://www.museociclismo.it/content/articoli/1255-Storia+di+Mario+Cipollini/index.html Mario Cipollini è stato il più grande velocista del ciclismo moderno. Dominatore delle tappe al Giro d'Italia e al Tour de France, ha anche vestito sia la maglia rosa sia la maglia gialla. Personaggio eccentrico e noto anche fuori del ciclismo, è un corridore amato dal pubblico italiano e internazionale. Mario inizia a correre quasi per gioco, seguendo le orme del padre ex dilettante e del fratello Cesare , professionista dal 1978 e idolo sportivo della Versilia . Sin dalle prime gare nelle categorie Allievi e Juniores dimostra grande determinazione e una smisurata voglia di affermarsi. Al secondo anno da Juniores vince 13 corse in volata ; diventa quindi l'uomo-mercato del panorama dilettantistico. Approda alla Bottegone e ai Mondiali di Stoccarda nel 1985 vince l'oro nella Settanta chilometri, oltre a piazzarsi quarto nella prova su strada. Nel 1989 passa professionista alla ...