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Il calcio e l’Africa, antichi stereotipi e moderne verità

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di Christian Giordano © Guerin Sportivo ©, giugno 2003 Applicare etichette a un continente, per di più vasto e variegato come quello africano, è un’assurdità eppure di tanto in tanto si verificano episodi in questo senso illuminanti.  Difficile infatti uscire dai triti luoghi comuni che riguardano il calcio d’Africa e certi suoi atavici retaggi se poi si devono registrare vicende come quella accaduta in Mali, il 7 febbraio di un anno fa, a Thomas N’Kono in occasione della semifinale di Coppa d’Africa (per la cronaca, vinta per 3-0 dal Camerun sui padroni di casa).  Bloccato all’ingresso in campo perché portava con sé un amuleto N’Kono, accusato di stregoneria, espressamente vietata per la manifestazione, viene arrestato e picchiato dalla polizia.  L’indomani l’ex campione riceve le scuse ufficiali direttamente dal presidente della Repubblica, Alpha Oumar Konare, sceso negli spogliatoi dello stadio di Bamako per chiarire l’episodio.  Amareggiato, l’ex campi...

Raschi, 20 anni di nostalgia per il «Divino»

http://archiviostorico.gazzetta.it/2003/maggio/01/Raschi_anni_nostalgia_per_Divino_ga_0_030501121.shtml Il 2 maggio 1983 moriva il giornalista gentiluomo che legò la sua carriera al ciclismo Sempre in giacca e cravatta: dava del lei a tutti, anche ai colleghi La sorella Anna: «Bravo fin da piccolo, tutti gli chiedevano di scrivere» di MARCO PASTONESI gazzetta.it, 1. maggio 2003 Nell' aula di una scuola elementare, nell'ufficio di un municipio, nella sala da pranzo di un albergo, alla scrivania in redazione. Davanti, la sua Olivetti Lettera 32, tenuta insieme con gli elastici. Si accendeva la sigaretta, americana: e tirava, come se l'inizio del pezzo fosse lì, in quello sbriciolamento di foglie di tabacco che lui mandava in fumo. Poi attaccava.  Ezio Graziani, l'autista della Gazzetta che lo portava in giro, e al Giro, non la chiamava macchina per scrivere, ma «pianola». Perché Bruno Raschi non batteva ma componeva, non pigiava ma accarezzava, non scr...

Explosion: 1951 scandals threaten college hoops

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https://www.espn.com/classic/s/basketball_scandals_explosion.html Wednesday, November 19, 2003  By Joe Goldstein Special to ESPN.com In 1950, City College accomplished perhaps the greatest feat in basketball history, winning the National Invitation and the NCAA tournaments. One year later there was devastation as New York District Attorney Frank Hogan indicted players from four New York schools, including City College. The other New York schools were Manhattan College, New York University and Long Island University. The earthshaking scandals of 1951, which eventually reached to seven schools and 32 players around the country, actually erupted on Jan. 17, 1951 when Henry Poppe and Jack Byrnes of the previous year's Manhattan team plus three fixers: Cornelious Kelleher and brothers Benjamin and Irving Schwartzberg, who were bookmakers and convicted felons, were booked on bribery and conspiracy charges. All were in violation of section 382 of the penal code, the bill passed by the N...

Piero Pieroni, da talent scout a dirigente delle due ruote

http://ricerca.gelocal.it/iltirreno/archivio/iltirreno/2002/03/28/LLS08.html Una vita nel ciclismo guidando grandi campioni LUCCA - Un altro grande sportivo e iscritto a questa sesta edizione del Premio fedeltà allo Sport Provinciale 2002 è Piero Pieroni.  Nato nel 1944 a Gragnano, dove risiede è il rappresentante esclusivo in Italia di numerosi gruppi sportivi ciclistici stranieri. Un ruolo di responsabilità raggiunto dopo più di 40 anni di esperienza professionale. Nella sua lunga carriera, infatti, Pieroni ha ricoperto con grandi capacità tutti i ruoli: dall'atleta, al massaggiatore sportivo, all'allenatore fino a divenire dirigente.La sua attività agonistica nasce nel 1959 e per 4 anni indossale vesti di atleta, passando dalla categoria Esordienti fino ad arrivare ai Dilettanti. Inseguito diviene massaggiatore sportivo, grazie al diploma conseguito al Centro Tecnico di Coverciano (Firenze), al corso di massoterapista tenutosi al Sant'Orsola di Bologna e al ...

La condanna di Lanfranchi: "Io, marchiato come traditore"

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http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/10/19/la-condanna-di-lanfranchi-io-marchiato-come.html di Eugenio Capodacqua la Repubblica, 19 ottobre 2001 ROMA - In quattro giorni, da apprezzato professionista delle due ruote è diventato il traditore, il reprobo per eccellenza. Colui che con un gesto inspiegabile rinnega la maglia azzurra e per chissà quali interessi. Su Paolo Lanfranchi, bergamasco, 33 anni, una carriera da onesto gregario alle spalle (9 vittorie, la più prestigiosa nella tappa di Briançon al Giro 2000), sono piovuti gli strali di tutti.  A cominciare dallo stesso ct Ballerini che ha definito il suo scatto all' inseguimento di Simoni nell'ultimo mondiale della bici a Lisbona, un errore gravissimo, da vero pivello. E adesso sembra che la sconfitta portoghese della nazionale azzurra sia tutta colpa sua. Anche se l'analisi di ciò che è successo in quei sette tribolati chilometri del finale, mette in risalto anche altre,...

Il ciclismo piange De Zan, mezzo secolo di emozioni

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di EUGENIO CAPODACQUA la Repubblica ©, 25 agosto 2001 Dopo una lunga e terribile malattia è morto ieri mattina Adriano De Zan , la più popolare e amata voce del ciclismo. Si è spento al Policlinico di Milano, ucciso da una leucemia, sotto gli occhi dei parenti e degli amici più intimi: il figlio Davide, 39 anni, telecronista sportivo nelle reti Mediaset, la ex moglie Laura, mamma di Davide, la compagna Simona, l'ex corridore Davide Cassani , il dott. Enrico Fagnani, medico del ciclismo , e i sanitari del reparto Granelli.  «Aveva già il male in corpo all' ultimo Giro. Ma ha voluto farlo lo stesso fino all' ultima tappa, senza ascoltare i consigli di chi gli voleva bene, perché amava troppo il Giro e la sua professione», ha detto affranto Davide, che gli è rimasto vicino durante tutta la malattia. Adriano ha voluto lavorare fino all' ultimo: ai primi di agosto era ancora lì, al suo posto sul palco, per commentare il GP di Camaiore. «Ho bisogno - diceva - dell...

Miniera d’Argentin

 http://www.indiscreto.info/2011/05/miniera-dargentin.html di Simone Basso,  di SIMONE BASSO indiscreto, 5 maggio 2001 È il 1989  e l’allora medico sociale della Chateau d’Ax è protagonista di un battibecco furioso con il diesse Stanga : in pieno Tour de France abbandona la squadra di Gianni Bugno, motivo della lite il peso specifico dei consigli del Dottore all’interno della squadra. Poco male, l’anno dopo all’Ariostea è uno dei motivi della rinascita del re delle Ardenne, Moreno Argentin ; è proprio l’ ex iridato a imporlo nella formazione di patron Pedersoli . Da questo momento la sua vicenda ha il fragore di un crescendo wagneriano.  Nella stagione dorata dello sci di fondo a Lillehammer (1994), con la staffetta maschile che beffò i padroni di casa e la Di Centa plurimedagliata, il “mitico” Michele Ferrari mise assieme la madre di tutte le squadre professionistiche di alto livello: la leggendaria Gewiss-Ballan, che sconvolse i canoni già stravolt...

FOOTBALL PORTRAITS - Per un gol Martin (O'Neill) perse le Coppe

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https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 Gli è successo due volte, nel finale della scorsa stagione: il titolo è andato ai Rangers che hanno segnato solo una rete in più, la Coppa UEFA al Porto che con Derlei, al 115’, ha inaugurato il silver-gol. Ma O’Neill non si è perso d’animo e ci riprova di Christian Giordano ©, Calcio Gold Uno degli spettacoli più divertenti ammirati alle partite di Leicester City e Celtic Glasgow degli ultimi anni si deve alla vista di un omino esile, dalla testa ricciuta, che si muoveva come un ossesso su e giù lungo la linea laterale prospiciente la propria panchina. Martin O’Neill è uno abituato, per quanto possa farlo un allenatore professionista, a parlare col cuore in mano; e se qualcuno, che sia un arbitro o un giocatore, incorre nelle sue ire, non c’è bisogno di aspettare la conferenza stampa per conoscere il Martin-pensiero: in campo lui ha già dato. E detto. Da calciatore, O’Neill è stat...

La festa per l'addio di Gianni Bugno

http://www.museociclismo.it/content/articoli/1185-Milano+13+febbraio+1999%3A+la+festa+per+l%27addio+di+Gianni+Bugno/index.html Milano, 13 febbraio 1999: la festa per l'addio di Gianni Bugno Grande festa per l'addio all'attività di Gianni Bugno. L'ex iridato ha sfidato i seigiornisti in una prova scratch. Due maglie iridate, una coppa del mondo, il primato assoluto nella classifica Uci, un Giro d' Italia, una Milano-Sanremo, un Fiandre, due campionati italiani, 71 vittorie da professionista (oltre ad una cinquantina da dilettante), ed una squalifica per doping (tre mesi per caffeina) alla vigilia del Mondiale del '94 ad Agrigento, dove per molti avrebbe potuto conquistare la sua terza maglia con i colori dell' iride. Potrebbe essere questo il biglietto da visita di Gianni Bugno, magari corredato anche da un primato non sportivo, quello di essere stato definito dalle vip della tv il ''più attraente e fascinoso'' fra i corridori del Gir...

1979 : André Chalmel vit le rêve passer...

https://www.letelegramme.fr/ar/viewarticle1024.php?aaaammjj=19981011&article=19981011-4490253&type=ar Le Télégramme Publié le 11 octobre 1998 Championnats du monde à Valkenburg. Valkenburg (Pays-Bas) est un haut-lieu des championnats du monde. Ce sera en effet la quatrième fois que la course au maillot irisé y est organisée.  En 1938, Marcel Kint , l'aigle noir, y fut sacré ; en 48, Brick Schotte dut à une providentielle crevaison de Lucien Tesseire d'enfiler le maillot arc-en-ciel et, en 79, Jan Raas connut la consécration à domicile. Cette année-là, André Chalmel se vit champion du monde. A 100 mètres près, c'est lui qui montait sur la plus haute marche du podium. « Je marchais comme une moto »  En 79, André Chalmel , aujourd'hui reconverti dans l'immobilier et l'assurance, avait 30 ans. Sélectionné en équipe de France pour épauler Bernard Hinault , le Malouin se retrouva, un peu malgré lui, aux premières loges. Au point de toucher le...

Battaglin e lo scippo di Valkenburg

http://archiviostorico.gazzetta.it/1998/ottobre/11/Battaglin_scippo_Valkenburg_ga_0_9810114516.shtml AMARCORD MONDIALE / Nel 1979 il vicentino fu fatto cadere in volata da Raas e Thurau: ma la giuria respinse il reclamo degli italiani di RINO NEGRI La Gazzetta dello Sport - 11 ottobre 1998 Il 26 agosto del '79 siamo a Valkenburg. Si corre la 46a edizione del campionato del mondo su un circuito di 16 chilometri da ripetere 17 volte. Punto-chiave del tracciato è il Cauberg.  Rispetto all'edizione del '38, vinta dall'"aquila nera" Kint (ritirati gli azzurri Bartali, Bini, Bizzi, Vicini) è stato aggiunto il dislivello di Bemelberg.  Alfredo Martini schiera Moser, Saronni, Baronchelli, Battaglin, Barone, Amadori, Contini, Landoni, Lualdi, Masciarelli, Mazzantini, Parsani.  Durante la 16a scalata del Cauberg, Saronni provoca la selezione. I 23 corridori al comando diventano presto 8: Raas, Lubberding, Chalmel, Bernaudeau, Thurau, Battaglin...

American Hunger

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https://www.newyorker.com/magazine/1998/10/12/american-hunger The Sporting Scene As Muhammad Ali revisits the night he dethroned Sonny Liston, a portrait emerges of a self-invented icon—and the America he remade. “Sometimes he sounds humorous, but sometimes he sounds like Ezra Pound’s poetry,” Archie Moore said of Clay.Photograph by Gordon Parks / Courtesy of Howard Greenberg Gallery DAVID REMNICK - The New Yorker By October 5, 1998 On the night of February 25, 1964, Cassius Clay entered the ring in Miami Beach wearing a short white robe, “The Lip” stitched on the back. He was fast, sleek, and twenty-two. But, for the first time in his life, and the last, he was afraid. The ring was crowded with has-beens and would-bes, liege men and pugs. Clay ignored them. He began bouncing on the balls of his feet, shuffling joylessly at first, like a marathon dancer at ten to midnight, but then with more speed, more pleasure. After a few minutes, Sonny Liston, the heavyweight champion of the world...