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Alla ricerca del bomber perduto ai rossoblù manca tanto Bellucci

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https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/03/02/alla-ricerca-del-bomber-perduto-ai-rossoblu.html?ref=search di CHRISTIAN GIORDANO la Repubblica, ediz. Bologna - 2 marzo 2006 «Guardate Adriano: agli attaccanti, anche ai più forti, capita di attraversare momenti un po' così. Bisogna soltanto lavorare sereni e tranquilli. Non credo che Claudio sia ossessionato dal fatto di non trovare la rete: le situazioni le ha avute e, quando ne hai tante, alla lunga, il gol lo fai, è solo questione di tempo». Questo il Mandorlini-pensiero sul presunto appannamento di Bellucci.  Un'involuzione che per i maligni è figlia, chissà quanto illegittima, della coabitazione in prima linea con Massimo Marazzina, altra seconda punta, più di ruolo che di vocazione. Non sarà che i due si pestano i piedi? La storiella rimbalza dallo spezzone di gara di Pescara, il primo in rossoblù per l' ex senese. E che in pochi avrebbero rispolverato se venerdì, nella ripresa, il numero 11 ave...

FOOTBALL PORTRAITS - Palacio, uno e Trenza (2006)

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Fuori categoria: «Se c’è un giocatore in Argentina che potrebbe onorare la divisa del River, quello è Palacio», il massimo se a dirlo a uno xeneize è, l’allenatore del River Plate, Leonardo Astrada.  Attaccante completo (sfonda, crossa e segna), figlio d’arte cresciuto nel Banfield è, come il concittadino NBA (di Bahía Blanca) Manu Ginóbili, destinato a ben altri palcoscenici. Top scorer dei campioni dell’ultima Apertura (10 gol dopo gli 11 del 2003-04, ma «sono un buon giocatore d’area, non un goleador»), il Gioiello ha passaporto comunitario.  Confidenza con la rete («non sono un goleador, ma un buon giocatore d’area»), movimento perpetuo e razionale. Scalzati i vari Guillermo Barros Schelotto e Marcelo Delgado nelle gerarchie dell’allenatore Jorge el Chino Benítez, ha resuscitato perfino il declinante Martín Palermo.  Nel 2002 passa dal Bella Vista, squadra di quarta divisione, all’Huracán, in B Nacional (la cadetteria). L’anno dopo, è in Spagna con il suo agente per t...

FOOTBALL PORTRAITS - "Kun" Agüero, santo subito (2006)

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https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 di CHRISTIAN GIORDANO Eurocalcio , marzo 2006 La dieresi non è negoziabile: si pronuncia, per imperscrutabili motivi tutti argentini, A-gue-ro e non alla spagnola, “Aghero”.  Qua siamo al livello di santità promessa al blaugrana Lionel Andrés Messi.  Sito personale, studia l’inglese, gli alitano addosso scout e maneggioni di mezzo mondo da quando, col numero 34, divenne il più giovane debuttante in prima divisione argentina (Independiente-San Lorenzo 0-1 del 5 luglio 2003, grazie a Oscar Ruggeri), a 15 anni, due prima di regalare al Ct Francisco Ferraro il Mondiale Under 17.  In patria Sergio ha giurato fedeltà al Rojo , nel quale è l’erede del "Bocha", Ricardo Bochini. Nonostante tutto, "el Kun" (dal personaggio dei cartoni animati giapponesi di cui da bambino era appassionato) migliora giorno dopo giorno. Unico limite: il cielo, e forse la concentrazio...

FOOTBALL PORTRAITS - Tymoschuk, lo manda Sheva (2006)

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https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 Capitano dell’Ucraìna prima di Andriy Shevchenko, che ora lo sponsorizza, “Tolia” allo Shakhtar Donetsk è un jolly di alto rendimento. Poco pubblciizzato, è pronto per le grandi platee di CHRISTIAN GIORDANO Guerin Sportivo n. 8, 21 febbraio 2006 Non è da tutti rifiutare la Dynamo Kyiv, figuriamoci farlo due volte e da ragazzini. Altro che il degregoriano calcio di rigore, è anche da questi particolari che si giudica un giocatore. A 17 anni Anatoliy Tymoschuk lascia il rinnovato settore giovanile della Dynamo Kyiv per tornare al Volyn Lutsk, club della sua città con cui nel 1995-96 (nonostante le 10 presenze e un gol) retrocede in seconda divisione. Dopo due stagioni fra i cadetti (6 reti in 38 gare nella prima, una in 14 nella seconda), la recidiva: al ritorno alla Dynamo preferisce, nel marzo 1998, lo Shakhtar Donetsk.  «Avrei potuto restare alla Dynamo e tornarci – ricorda ...

FOOTBALL PORTRAITS - Keane, il Roy guerriero (2006)

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https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 Con la separazione consensuale fra il condottiero di Cork e il Manchester United si è chiusa l’epoca d’oro dello squadrone di Alex Ferguson, che nel suo pupillo vedeva se stesso: un uomo disposto a tutto per vincere. Anche in maglia Celtic, il vecchio sogno di “Keano” di CHRISTIAN GIORDANO Guerin Sportivo n. 5, 31 gennaio - 6 febbraio 2006 Solo chi non conosce il background di Roy Keane si è sorpreso per il brusco epilogo della sua turbolenta storia d’amore con i Red Devils. Chiusa dopo 12 anni e mezzo, sette mesi prima della scadenza di un contratto che tutti sapevano non sarebbe stato rinnovato. In primis Sir Alex Ferguson e il suo pupillo, «il più grande giocatore da me allenato, una leggenda dello United per i prossimi 500 anni». Perché tale è stato il guerriero di Cork, storicamente ribelle come la terra da cui proviene. «Irlandese di nascita: di Cork, per grazia di Dio». C...

La regina Lione

Dal 1998 per l’UNESCO 500 ettari del centro sono patrimonio mondiale dell’umanità. Giustizia è fatta per il capoluogo del Dipartimento del Rhône-Alpes, secondo agglomerato urbano (169 m slm, 445.452 abitanti) e capitale gastronomica della Francia. Lione, fondata “Lugdunum” dai Romani, è descritta come industriosa ma anonima metropoli, nonostante l’importante valore artistico e culturale, e invece riserva piacevoli sorprese. Per scoprirle si può cominciare dal centro storico, stretto tra la collina di Fourvière (e i suoi teatri romani) e la sponda destra della Saona; o dalla penisola (“presqu’île”) tra Saône e Rodano, i fiumi che confluiscono a sud, e i quartieri novecenteschi. Senza nulla togliere ai siti archeologici, ai musei gallico-romani e ai grandi spazi della città moderna, la vera “Lyon” è sulla collina della Croix-Rousse, anch’essa sotto tutela dell’UNESCO: qui vivevano i “Canuts”, artigiani della seta famosi per le 4 rivolte (1831, ’34, ’48, ’85) i cui successori espongono a...

FOOTBALL PORTRAITS - Faccia d'angelo, polso di ferro: così Mandorlini si gioca tutto (2005)

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https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 Christian Giordano © la Repubblica © - ed. Bologna, 13 novembre 2005 Faccia d' angelo. Ai tempi dell'Inter lo chiamavano così, per i riccioli scuri e gli occhi chiari, chiarissimi: azzurro tenebra, per dirla alla Arpino. Andrea Mandorlini, però, sul campo, di angelico aveva poco, pochissimo: per referenze chiedere a Ruben Buriani, l'ex rossonero. Da giocatore era un mastino, un duro. E tale è rimasto da allenatore. Per referenze chiedere, stavolta, a Giacomo Cipriani, che in soli due giorni ai suoi ordini deve aver capito, a suon di urlacci, quand'è ora di "tagliare sugli esterni" e quando invece di "andare dentro".  In campo, il Mandorla sapeva fare tante cose, forse nessuna strabene, ma tante: era la sua forza e il suo limite. Non sono stati tanti a credere in lui, ma chi l'ha fatto non se n'è poi pentito. Primo fra tutti Giovanni Trapatt...

FOOTBALL PORTRAITS Pagliuca - L’eremo di San Gianluca (2005)

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A 39 anni l’ex di Bologna, Samp e Inter è ancora uno dei migliori portieri italiani. E per dimostrarlo ha scelto la sfida più difficile: tornare a casa per diventare profeta in patria. E ci è riuscito…  di CHRISTIAN GIORDANO © Calciatori.com magazine – n. 12, novembre 2005 «Sei mejo de Didda e Buffonne», parola del Sor Carletto Mazzone, all’epoca ancora suo allenatore e lontano da iperpresenzialismi mediatici.  L’elogio, magara eccessivo nel momento storico in cui fu speso, anche se dovuto alla straordinaria prestazione del portiere rossoblù in Udinese-Bologna del 2003, deve aver lusingato non poco l’ex attaccante che da ragazzino si convertì alla porta, sognando di emulare gli italiani Dino Zoff e Luciano Castellini e il tedesco Sepp Maier. Perché tra quegli idoli di gioventù e i contemporanei di Dida e di Buffon – per chi non avesse colto la traduzione dal romanesco – intercorrono almeno tre generazioni di portieri. Tutte attraversate da quel fenomeno di classe, istinto...

Bellucci ringrazia ancora Ulivieri Senza di lui saremmo fuggiti tutti

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https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2005/11/12/bellucci-ringrazia-ancora-ulivieri-senza-di-lui.html?ref=search di CHRISTIAN GIORDANO La Repubblica ed. Bologna - 12 novembre 2005 Dai, riscopriamo l' acqua calda: Bellucci è da A. Non solo in campo, dove basta vederlo giocare e senza neanche il Supercorso di Coverciano (a proposito: Mandorlini ci si è laureato con una tesi sulle palle inattive), ma anche e soprattutto fuori. Per come sa gestire i media, ma soprattutto i momentacci. E quello dell'esonero dell' allenatore vi rientra sempre.  Così Bellucci, da buon senatore, non scansa le difficoltà. «Ha pagato Ulivieri - dice -, ma se i risultati positivi non sono arrivati, la colpa non è solo dell' allenatore. Ci sentiamo tutti responsabili. Lui ha fatto un gran lavoro psicologico dopo la retrocessione, i processi estivi, la cessione del club e tutto quello che poco c' entrava col calcio: se alcuni di noi sono rimasti, me compreso, è merito suo...

HOOPS PORTRAITS - Operazione Yao Ming: progettato in laboratorio

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di CHRISTIAN GIORDANO © la Repubblica © - ed. nazionale, 21 ottobre 2005 «Il Dragone che fa Yao». Dovesse uscirne l'edizione italiana, il titolo potrebbe essere questo. Solo che le fusa di quel gattone di 2,24 per 138 chili di talento e marketing, non sarebbero rassicuranti. Anzi.  Il solo pensiero che la teoria sia concepibile, prima ancora che fattibile, fa rabbrividire: Yao Ming, centro cinese degli Houston Rockets della NBA, sarebbe stato progettato in laboratorio. Non in senso strettamente genetico, ma programmato a tavolino: facendo accoppiare i futuri genitori, ritenuti "adatti" in seguito a un complicato e ovviamente segretissimo processo di selezione "naturale" per talento, struttura fisica e atteggiamento mentale. Una specie di Frankenstein del parquet.  È l'arditissima e inquietante tesi sostenuta in Operation Yao Ming: The Chinese Sports Empire, American Big Business, and the Making of an NBA Superstar , libro-choc (diffidare dalle pubblicazio...

FOOTBALL PORTRAITS - Spinesi, il gabbiano Gionatha (2005)

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di CHRISTIAN GIORDANO © Inutile piangere sul bomber perduto. Con i se e con i ma non si fa la storia, neanche quella della salvezza.  Nel gennaio 2004 l’allora presidente Cipollini virtualmente l’aveva preso, Gionatha Spinesi: e sarebbe stato probabilmente uno dei migliori colpi messi a segno nella sua gestione. Ma qualcosa andò storto. «C’era un accordo tra me e il Bologna e tra il Bologna e il Bari – raccontò all’epoca il bomber, oggi al Catania – Mi aveva chiamato Mazzone, ma prima il Bologna doveva cedere uno fra Rossini e Tare, il che non accadde. Io non ne ho colpa, in A e a Bologna sarei andato anche a piedi».  Sotto i Portici, la vulgata è un po’ diversa: fu Cipollini a volerlo, ma Mazzone si oppose e la spuntò. Poi ci si mise in mezzo anche il destino: perché il 12 gennaio, su assist di Nakata dalla destra, Tare segnò a Lecce il gol del successo rossoblù (2-1, per i salentini ci fu il primo gol in A del bimbo-prodigio Bojinov) e così sfumarono due trasferimenti o...

FOOTBALL PORTRAITS - Weah: Liberian Boy (2005)

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https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 Nato il 1° ottobre 1966 a Monrovia, capitale della Liberia, George cresce in una famiglia di 12 figli. A 18 anni gioca nella squadra leader della nazione, non a caso denominata Invincible Eleven, e tre anni dopo emigra in Camerun, al Tonnerre Yaoundé. Nel 1988 a suon di gol (14 in 18 gare) trascina i suoi il titolo e debutta nella nazionale liberiana. Claude le Roy, allora Ct del Camerun, lo segnala ad Arséne Wenger, che se lo porta in Francia, al Monaco, per dare un terminale offensivo all’inventiva dell’inglese Glenn Hoddle. Alla prima stagione nel Principato, Big George, è subito nominato Giocatore africano dell’anno, premio che vincerà anche nel 1994 e nel 1995. Nel 1991 vince la Coppa di Francia e l’anno dopo passa al PSG, che nel giro di due anni vince il campionato. Nel 1995 lo acquista il Milan, abbagliato dalle prodezze regalate da Weah nel confronto diretto in Champions League....

FOOTBALL PORTRAITS - Gullit, cervo esce di foresta (2005)

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https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 Dall’impegno sociale al sexy football, dalle polemiche con i suoi allenatori ai matrimoni falliti, dalle imprese sul campo alle difficoltà in panchina, da Arrigo Sacchi a Nelson Mandela: “Cervo esce di foresta” ha sempre avuto vissuto a modo suo, facendosi forza della sua potenza fisica, della sua enorme classe e dell’istintività tipica di uno spirito libero di  CHRISTIAN GIORDANO Eurocalcio, n. 58 – agosto 2005 Vujadin Boskov ha regalato frasi e locuzioni ormai entrate nel linguaggio comune dei calciofili. Una di queste definisce Gullit «cervo che esce di foresta (di brughiera, nella versione originale, nda)», una pennellata di rara efficacia e che ritrae tutto: l’imponenza e la regale maestosità dell’animale calcistico, la strapotenza fisico-atletica e quel senso di selvatica naturalità che lo ha sempre accompagnato, in campo e fuori.  Dal sexy-football al ...