Post

FOOTBALL PORTRAITS - A Christmas Carroll (2011)

Immagine
https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 di CHRISTIAN GIORDANO © Guerin Sportivo © n. 4, aprile 2011  Rainbow Sports Books © G. Ma non è questo il Punto. O forse sì. G come Gateshead, la stessa città di Paul Gascoigne. Se vi siete commossi guardando Santi Muñoz che in Goal si allena sotto la pioggia nel cielo plumbeo di Newcastle, sapete cos’è la maglia del Newcastle United per la Toon Army.  L’esercito dei tifosi Magpies che non sanno che farsene dei 35 milioni di pound (41 milioni di euro) donati in gennaio dal Liverpool per portargli via il gigante guerriero con la pony tail , la coda di cavallo, che prima di infortunarsi aveva segnato 11 gol in 13 partite. Col 9 bianconero doveva essere l’erede di Jackie Milburn, Malcolm Macdonald, Alan Shearer . Invece, è già storia. Più da tabloid che di campo.  Hat-trick nel 6-0 dei Villans alla seconda di campionato, sulla fedina tre arresti per aggressi...

Stephen Roche, il re d'Irlanda

http://www.ilnuovociclismo.com/forum/Thread-Stephen-Roche 20-01-2011  Da giovane operaio meccanico a numero uno del ciclismo mondiale. E' la storia di Stephen Roche, il "re d'Irlanda" nato ciclisticamente in Francia con la maglia della formazione dilettantistica parigina ACBB Boulogne-Billancourt. Un trasferimento obbligato, il suo, per prepararsi alla gara su strada dei giochi olimpici di Mosca 1980 che però lo rese celebre agli addetti ai lavori: un vero ribelle, il giovane Stephen che per restare in Francia riuscì ad imporsi nella Parigi-Roubaix riservata ai dilettanti. "Ti rispedisco in Irlanda oggi stesso se non vinci" gli disse il ds secondo la leggenda e il giovane irlandese, centrò la fuga con il belga Dirk Demol e brunciandolo in volata all'interno del velodromo di Roubaix. Nonostante avesse concluso sul podio anche la Paris-Eze , un infortunio al ginocchio dovuto ad una suola difettosa non gli permise di essere protagonist...

Incredibile: Peterson torna a Milano!

Immagine
Peterson in una gara delle finali ’82 contro Pesaro.  Riconoscibili, Vittorio Gallinari e Roosevelt Bouie A 75 anni sarà il nuovo coach dell’Armani (esonerato Bucchi)  «Non l’avrei fatto per nessun altro: è una questione di cuore» 4 Jan 2011 - La Gazzetta dello Sport LUCA CHIABOTTI DAN PETERSON Non sono e non posso parlare già da tecnico della AJ se no Proli mi manda a Canicattì Sono io che devo adeguarmi al basket di oggi e non viceversa Ci vuole grande umiltà Poche cose contano: durezza, giocare assieme, convinzione: se le hai puoi vincere Dan Peterson, 75 anni domenica, a destra con Meneghin, Premier e McAdoo MILANO dL’unica notizia è che Piero Bucchi non è più l’allenatore dell’Armani Jeans Milano dopo due anni e mezzo, due finali scudetto e un bilancio di 55 vittorie in 94 gare. La bomba però cova dal primo pomeriggio, da quando trapela che il presidente dell’Armani Jeans, Livio Proli, ha invitato a pranzo Dan Peterson, 75 anni domenica, mito del basket e dell’Olimpiamari...

MAESTRI DI BASKET - Peterson torna a Milano: bad idea, Dan (2011)

Immagine
"Ciao amici, sapete cosa beviamo qui a Chattanooga, Tennessee, quando il sole ti spacca in quattro? Non si sbaglia. Una brocca di acqua ghiacciata e tutto il gusto di Lipton Ice Tea. Hey, gang..."  "Good idea, Dan!" https://www.youtube.com/watch?v=5lDkbuNux3w&feature=youtu.be Chissà se è stata davvero una "good idea", Dan. Ma intanto, che idea. A settantacinque anni, come la tua Olimpia, a ventiquattro dalla tua ultima panchina. E il primo, storico, triplete . Milano torna a toccare il cielo con un Mito. Il Mourinho del basket. Di più: il ponte ideale tra Herrera e Mou: come lui, un alieno. Atterrò in Italia da altri pianeti. Prima gli States: Evanston, Illinois; poi il Cile. Gli USA esportavano già democrazia, ma era l'America Latina il loro giardino. In cambio di concessioni minerarie, allenatori di basket. Meglio se con una laurea in psicologia, e un'anonima carriera a Delaware. Sbarcò a Bologna nel '73 con improb...

ORIGINAL OLD SCHOOL: STREET MOVES

Immagine
https://www.slamonline.com/streetball/original-old-school-street-moves/ BY SLAM STAFF JUNE 21, 2010 by Vincent M. Mallozzi Across the street from the Polo Grounds Towers, the looming projects which stand where the New York Giants once roamed, a bent old man dressed in a brown baseball cap, a filthy turtleneck sweater and torn blue jeans hobbles onto the basketball court. Holding a garbage bag filled with video cassettes, he looks more like a beggar than a fallen basketball king returning to his asphalt throne. “Yo chief, you blind or somethin’?” asks one of the angry players, sticking the basketball beneath his armpit and turning the palms of his hands up to the clear, brisk October sky. “We playin’ a game, man. Drag your sorry ass outta here!” As the other players look on, the stranger, a tall, slender black man, light-skinned, with a short beard, heads for the sidelines and gently drops his garbage bag. But much to their surprise, he whirls the bag around and ho...

Carrera in Tajikistan studia nuovi prodotti

https://www.larena.it/home/economia/carrera-in-tajikistan-studia-nuovi-prodotti-1.2754812 L'Arena - 24-12-2010 La Carrera continuerà a investire nella Giavoni S.A., l'azienda tessile che controlla nel nord del Tajikistan, nonostante la querelle con la Banco Mondiale, partner con il 7% nella joint venture avviata nel 2003 nel Paese asiatico . E proprio nello stabilimento in Tajikistan l'azienda veronese leader nella produzione di jeans ha avviato la produzione di un nuovo tessuto new stretch, come spiega Gianluca Tacchella, amministratore delegato del gruppo Carrera , che assicura anche di essere deciso a portare avanti l'esperienza iniziata in quel Paese nel 2003. La Gi avoni S.A. è una joint-venture tra il gruppo Carrera (socio al 93%) e la Banca Mondiale (che detiene il 7% della società): quest'istituto, che aveva partecipato all'iniziativa attraverso il suo braccio finanziario - l'International Finance Corporation - avrebbe dato segnali ...

Barcellona sorPeprendente, una passeggiata nella Storia

Immagine
Il 5-0 del 1974, adesso, non è più solo. Nel romanzo del Clàsico, solo un'altra partita ha significato tanto per il popolo barcelonista. E' il primo Real-Barca di Cruijff giocatore. Guardiola umilia Mourinho e si gode la gloria. di Christian Giordano, 30 novembre 2010 Un paseo en la historia , una passeggiata nella storia. La seconda. Il 5-0 del 1974, adesso, non è più solo. Nel romanzo del Clàsico, solo un'altra partita ha significato tanto per il popolo barcelonista. E' il primo Real-Barca di Cruijff giocatore. Non reggono il confronto il 5-0 del Dream Team nel 94 con Cruijff allenatore e il 2 a 6 del 2009, la "prima" di Guardiola in panchina al Bernabéu. Perché il 17 febbraio 74, in notturna e in diretta tv nazionale, per i blaugrana arrivò il successo più spettacolare, significativo e largo di sempre. Fino a ieri. Era la 22esima di Liga, e da lì Barça spiccò il volo verso il titolo inseguito da 14 anni; 14: per Cruijff più che un portafortuna. I...

Argentina-Brasile, altro che amichevole! Messi contro Dinho

17 novembre 2010 di Christian Giordano Il derby non finisce mai. E le sue scorie se le porta dietro persino in Qatar. Non solo gli infortuni, che hanno evitato a Milito e a Pato la trasferta a Doha per Argentina-Brasile, il derby, se ne esiste uno, del calcio mondiale. Altro che amichevole, per Zanetti e Coutinho da una parte e Thiago Silva e la doppia R dall'altra: Robinho e Ronaldinho. La strana coppia (impossibile per Allegri, nonostante lo stop di Pato) proprio per l'infortunio del "Papero" è la prima vera scommessa del nuovo ct, Mano Menezes: Ronaldinho e Robinho nel tridente con Neymar, le stelle del passato, del presente e del futuro tutte insieme coraggiosamente. Un lusso insostenibile per Batista, che non avrà gli infortrunati Tévez e Aguero. Confermato ct fino al 2014, "el Checho" guida una Seleccion che non batte la Seleçao dal giugno 2005: 3-1 a Buenos Aires nelle qualificazioni mondiali per Germania 2006. Da allora, per l'Albice...

Haile dice addio. New York scopre un altro Gebre

Immagine
AP  In alto: il vincitore, l’etiope Gebre Gebremariam, 26 anni.  Sopra: Haile Gebreselassie, 37, sulle strade di New York prima del ritiro Gebrselassie abbandona e (forse) si ritira Gebremariam vince all’esordio sulla distanza 8 Nov 2010 - La Gazzetta dello Sport PIERANGELO MOLINARO RIPRODUZIONE RISERVATA  New York nel segno dei Gebre. Gebre Gebremariam , il 26enne etiope della regione del Tigrai che all’esordio sulla distanza ha vinto la maratona della Grande Mela, Gebre come Haile Gebrselassie , 37 anni, che dopo essersi ritirato al 25˚ km per problemi al ginocchio destro, ha annunciato a sorpresa anche il ritiro dalle competizioni dopo una carriera leggendaria durata 18 anni. Una cascata di emozioni. L’attesa  Haile Gebrselassie alla vigilia aveva lanciato propositi battaglieri: «Sono venuto a New York per vincere. E’ la mia prima volta in questa classica che non può mancare dalla mia storia». Haile non è mai stato uno sbruffone, aveva lavorato duro rinunciando a ...

Detroit Pistons: The 12 Most Important Moments in Franchise History

Immagine
https://bleacherreport.com/articles/504325-the-12-most-important-moments-in-detroit-pistons-history GREG ENO  - bleacherreport.com OCTOBER 28, 2010 With another NBA season upon us, it's time to both look ahead and look back. The Detroit Pistons moved to the Motor City from Fort Wayne, Indiana, in time for the 1957-58 season. For the better part of the next three decades, success on the court was elusive and the franchise looked downright slapstick at times. After all, this was a team that once made its radio announcer the GM and named a 24-year-old player as its coach. That all changed in the latter part of the 1980s, when the Pistons became annual championship contenders. In honor of the 12-man NBA roster, here's a countdown of the 12 Most Important Moments in Pistons History—not including their move from Fort Wayne, which was obviously very important! No. 12: Pistons Move into The Palace, 1988 1 OF 12 After 10 seasons playing in the cold, cavernous Silverdome in Pontiac as se...

FOOTBALL PORTRAITS - Pelé 70, sette volte 10 (2010)

Immagine
Dieci. Nel calcio, il numero perfetto. Settanta, sette volte dieci. Tanti auguri, "O rei". Il calciatore perfetto. Se oggi abbiamo Messi, l'evoluzione della specie, lo dobbiamo a lui: Edson Arantes do Nascimento. Il più grande? Pelé, per chi lo ha visto giocare. Maradona per chi Pelé lo ha visto solo in qualche granuloso filmato, magari in bianco e nero.  Già, o bianco o nero: Maradona o Pelé. Da qui non si scappa: il sogno, il mito, la poesia del Dieci moderno comincia ma non finisce con loro. Ma è stato Pelé il primo a ridefinire il ruolo. Un non-ruolo, perché il dieci è soprattutto estro, fantasia, irrazionalità. Libertà di inventare calcio. Prima di lui il 10 era il genio irregolare di Meazza e Sivori, la classe pura di Valentino Mazzola e Di Stefano, la lucida follia di Schiaffino e Rivera, la potenza di Puskas e i ricami di Kubala, monumento a cui il Barcellona ha dedicato la statua davanti al Camp Nou. Poi c'è stato lui, Pelé. Un fisico compatto...

FOOTBALL PORTRAITS - Bale, il sinistro che uccide

Immagine
https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 di Christian Giordano Sky Sport 24, 21 ottobre 2010 Benvenuti nel Gareth Bale fan club. Con la tripletta in fotocopia all'Inter, anche l'Italia ha scoperto il nuovo Giggs. Gallese, timido e riservato, come il monumento dello United è un perfetto anti-WAGs. Rispetto al primo Giggs è meno ala, ma ha un sinistro se possibile ancora più letale. Ryan amava più il cross, Gareth vede meglio la porta. In campo aperto non lo tengono nemmeno dei "mostri" come Maicon e Zanetti, ecco perché Redknapp lo schiera "alto" davanti a Assou-Ekotto. E in quanto a precocità, il laterale del Tottenham è secondo solo all'amico Theo Walcott, cresciuto con lui al Southampton: il 17 aprile 2006 - a 16 anni e 275 giorni - è il secondo più giovane titolare nella storia dei Saints. In nazionale invece come lui nessuno: a 16 anni e 315 giorni, nel 2-1 su Trinidad & Tobago, ha battuto...

Bugno: riprendiamoci il nostro posto

http://www.tuttobiciweb.it/index.php?page=rivista&cmd=artdet&id=3166 Numero 10 - Anno 2010 di Pier Augusto Stagi È da dodici anni che vola alto , che fa il lavoro che ha sempre sognato di fare fin da bam­bino, ma non rinnega il suo ambiente, anzi, dal maggio scorso lo rappresenta, essendo diventato di fatto il Sergio Campana del ciclismo mondiale, la figura di riferimento di tutti i corridori professionisti disseminati sul globo terracqueo. Gianni Bug­no ci concede un po’ del suo tempo, do­po l’ennesima missione a bordo del suo elicottero (lavora per Icarus Eli­cot­teri , ndr). «Abbiamo appena domato un incendio: quest’estate ne abbiamo spenti parecchi. La nostra organizzazione fa un po’ di tutto, dai servizi di elitaxi, al turismo. Dagli eventi speciali (tipo Giro d’Italia) alle missioni per la protezione civile». - I corridori l’hanno chiamata per soccorrere anche loro? «Mi hanno fortemente voluto, mentre io non ero nemmeno tanto convinto, ma alla fine ...