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Mou 55, auguri con rinnovo

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Non avrebbe potuto festeggiarlo meglio, il suo 55esimo compleanno, José Mourinho: un giorno Speciale almeno quanto lui.  Appena prolungato di un anno, come da opzione del triennale, il suo contratto con il Manchester United scadrà il 30 giugno 2020. E se rispettato fino alla scadenza, gli varrà la sua maggior permanenza: 4 stagioni consecutive nello stesso club: 1.495 giorni dal suo arrivo al club dell'Old Trafford, il 27 maggio 2016. Novantanove, invece, le panchine ai Red Devils. Trecentodicotto quelle nei due mandati al Chelsea: 182 dal 2004 al 2007 e 136 dal 2013 al 2015 per un record in carriera di 2.075 giorni. Appena 108 in 727 intensissimi giorni vissuti all'Inter, lasciata per il Real Madrid il 30 maggio 2010 ma di fatto già la sera del 22, con la Champions alzata al Bernabéu, l'abbraccio in lacrime a Materazzi, l'auto presidenziale già pronta di don Florentino Pérez. Centosettantotto partite dopo, addio burrascoso ai blancos per il ritorno a St...

L'ORA DEL PASTO. PROFESSOR ZILIOLI

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https://www.tuttobiciweb.it/article/2018/01/25/108452/l-ora-del-pasto-professor-zilioli-italo-zilioli-master-in-giornalismo-torino-marco-pastonesi-tuttobiciweb di Marco Pastonesi Tuttobiciweb - 25 gennaio 2018 Italo Zilioli, laureato all’università della strada, professore emerito in ciclismo, docente straordinario al Master in giornalismo Giorgio Bocca di Torino.  Tutto vero: è successo qualche giorno fa. Zilioli, maglioncino giallo, forse per ricordare quei cinque giorni al vertice del Tour de France , non più in sella ma in cattedra, non più fra scatti e controscatti ma fra domande e risposte. Con il massimo della sincerità e il minimo dei trucchi: perché per facilitare l’esercitazione dei 20 giornalisti-studenti nello scrivere un pezzo rievocativo, si è finto che il grande Italo, il giorno dopo, avrebbe compiuto 80 anni. E invece ne ha – solo - 76. Zilioli e la bicicletta:  “Passavo le vacanze estive lavorando per un mio zio carpentiere . Con qualc...

Roberto Visentini

http://cyclopunk.blogspot.it/2012/06/daily-cycling-facts-02062012.html Born in Gardone Rivera on this day in 1957, made it clear while he was still a teenager that he was going to be a great cyclist when he won the Junior National and World Championships in 1975. Two years later, he was third overall at the Tour de l'Avenir, and the year after that - his first as a professional, riding for Vibor - he took second place for three stages and was 15th overall at the Giro d'Italia, which also earned him the Young Rider victory. In 1979, having moved onto the CBM Fast team that would last just one season Visentini was 10th overall at the Giro and won the Elite National Pursuit Championship on the track, then in 1980 he was 9th at the Giro and won the Prologue and Stage 16 at the Vuelta a Espana and a year later upped his Giro performance to 6th, making it apparent that, sooner or later, he was probably going to win a Grand Tour - as would have been the case in 1983 had Gius...

Visentini, re sui pedali

https://www.pressreader.com/italy/corriere­della­sera­brescia/20160602/281685434101728 1/2 Il personaggio Trent’anni fa il ciclista di Gardone Riviera festeggiò la vittoria al Giro. Dopo di lui mai nessuno così forte. Ora coltiva l’attività di famiglia di LUCA BERTELLI Corriere della Sera (Brescia), 2 giugno 2016 Un campione. Un cavallo pazzo. Una testa vuota. Un ricco che sulla bicicletta non ci sarebbe mai dovuto salire. Ognuno racconta la sua su Roberto Visentini, odiato da molti e amato da altrettanti. I bresciani, o almeno buona parte di loro, lo hanno sempre difeso perché era di Gardone Riviera e un talento così cristallino, dalle nostre parti, ancora non si è rivisto dal 2 giugno del 1986. Il suo giorno. Quello del ventinovesimo compleanno, festeggiato con la vittoria al Giro d’Italia dove, tra il 1980 e il 1987, ha indossato 27 volte la maglia rosa. Oggi ricorre il trentennale, le candeline da soffiare sono 59 e il «Visenta» (abita a Salò) svolge ancora l’attività di famiglia «...

Il gigante buono non c’è più, restano soltanto i ricordi

http://www.bresciaoggi.it/territori/valtrompia/il-gigante-buono-non-c-%C3%A8-pi%C3%B9-restano-soltanto-i-ricordi-1.5675378 Brescia Oggi, 5 maggio 2017 Il rosario delle disgrazie legate al ciclismo si allunga sempre di più: solo pochi giorni fa a Filottrano nelle Marche è morto a causa di un incidente stradale Michele Scarponi, ieri a poca distanza dalla sua abitazione di Prevalle ha subito lo stesso destino Walter Dusi ex professionista dal 1978 al 1980. Un destino crudele ha accompagnato la vita del longilineo passista-veloce che in carriera ha vestito casacche di prestigio: Mariani & Calì, Mobili Lissone, insieme alle professionistiche Intercontinentale, Sapa, Magniflex. Nel 2003 ha perso il figlio Michele anch’egli ex corridore a causa di un incidente stradale mentre stava viaggiando a bordo di una motocicletta che gli aveva prestato un amico. In carriera Walter Dusi ha corso con Roberto Visentini, Alberto Coppi, Ettore Manenti, Paolo Rosola, Alessandro Bettoni,...

Visentini: «I miei Giri d'Italia fra trionfi, rabbia e imprese epiche»

http://www.bresciaoggi.it/home/altri/interviste/laquo-i-miei-giri-d-italia-fra-trionfi-rabbiae-imprese-epiche-raquo-1.392181 1 di Angiolino Massolini Brescia Oggi, 27 maggio 2010 Vincitore del Giro d'Italia 1986; ventisette giorni in maglia rosa dal 1980 al 1987; maglia bianca nel 1978; sei vittorie di tappa; tredici partecipazioni. È il palmarès di Roberto Visentini, nato a Gardone Riviera il 2 giugno 1957, residente a Salò con la moglie Elisabetta e i figli Matteo e Alice. Un rapporto straordinario tra il gardonese e la corsa rosa che l'ha eletto campione fin dal suo esordio nel 1978. Vero fuoriclasse, Roby è stato tra i più eclettici interpreti del ciclismo degli anni '70 e '80. Bravo nelle crono e in salita, ha costruito la sua vittoria al Giro 1986 con un acuto nell'ascesa di Foppolo togliendo il primato a Beppe Saronni. Una vittoria attesa e meritatissima quella del 1986. «Credo proprio di sì. Con l'aiuto dei compagni di squadra, tra i quali i b...

Giuseppe Martinelli, il maestro che non alza la voce

Tuttobici, n. 11/2006 di Gino Sala Ho conosciuto Giuseppe Martinelli tanti anni fa, quando la mia attività di cronista ciclistico cominciava in febbraio e terminava ai primi di novembre. Bei tempi per vari motivi anche perché l'ambiente era diverso da quello di oggi. I paragoni sono sempre discutibili, però i personaggi di allora, dai corridori ai dirigenti, avevano un'altra "faccia", altri sistemi, altri modi di operare. Erano tutti (o quasi tutti) muniti di una "sacra" passione, era un ciclismo povero se confrontato con quello dei nostri giorni, governato dalla semplicità che è una gran bella dote. Poi, via via lo sport della bicicletta si è "modernizzato", generando i mali che sappiamo e mi fermo qui per non ripetermi. Martinelli, dicevo, un bresciano nato a Lodetto, frazione di Rovato, l'11 marzo 1955, professionista dal 1977 al 1985, velocista, 10 vittorie tra le quali figurano tre tappe del Giro d'Italia e una Milano-Tori...

Piero Pieroni, il Grande Organizzatore

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di CHRISTIAN GIORDANO © in esclusiva per RAINBOW SPORTS BOOKS © Più che villa con piscina, casa sua è un mausoleo. Il sogno disordinato di ogni collezionista ciclistico, specie se tifoso di Roger De Vlaeminck: maglie incorniciate, trofei, memorabilia e pubblicazioni di ogni tipo. Ci sono persino i promemoria – plastificati – per i suoi corridori con tutto il necessaire da portare in ritiro o alle corse. Signore e signori, Piero Pieroni: forse il più grande organizzatore di squadre nell’ultimo mezzo secolo di ciclismo nostrano. Lucchese di Gragnano, dove è nato il 29 luglio 1944, Pieroni comincia a correre negli Esordienti nel 1959.  In quattro anni arriva fino ai Dilettanti, poi, grazie al diploma di Massaggiatore sportivo conseguito al Centro Tecnico di Coverciano, al corso di Massoterapista al Sant'Orsola di Bologna e al diploma di Fisioterapista a Pisa, si specializza nella prima delle sue molteplici vite professionali: quella del massaggiatore. In tale veste cur...

Stefano Zanatta: «La maglia la tiene chi ce l’ha»

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di CHRISTIAN GIORDANO © in esclusiva per RAINBOW SPORTS BOOKS © Ormai ventitré stagioni da diesse, Stefano Zanatta è un veterano della categoria. In ammiraglia Liquigas dal 2005 fino al 2014 col Team Cannondale (tra i campioni lanciati in quelle squadre, Nibali e Sagan). Dal 2016 la Bardiani-CSF, con l'Androni di Gianni Savio l'altra Atalanta del ciclismo italiano per la capacità di sfornare fra i pro' tanti giovani talenti, meglio se nostrani.  Trevigiano doc, Zanatta (28 gennaio '64) è stato anche un signor gregario. Al Giro dell'87, al secondo anno da pro', correva per la Supemercati Brianzoli del capitano Tony Rominger e del giemme Gianluigi Stanga.  Lo incontro in una fredda serata di gennaio nel ritiro invernale maremmano della Bardiani. Davanti al caminetto dell'agriturismo in mezzo ai boschi, è con lui il gran boss Bruno Reverberi, che ogni tanto si inserisce - à la Reverberi - nella conversazione.  A differenza del suo veteraniss...

Storia di Silvio Martinello

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http://www.museociclismo.it/content/articoli/1270-Storia+di+Silvio+Martinello/index.html Nato a Padova il 19 gennaio 1963, Silvio esordisce a quattordici anni con la Cicli Morello Padova. Nel 1986 passa professionista con la Sammontana-Bianchi; ottima velocista alterna la strada alla pista. Su strada il suo palmarès è composto da 15 successi (2 tappe al Giro d'Italia) e 4 giorni in maglia rosa nel 1996. Il suo primo successo è nel 1990: una tappa alla Vuelta a España. Più corposo, degno del grande campione, il bottino su pista con 5 titoli mondiali e un titolo olimpico: oro all'Olimpiade di Atlanta '96 nella corsa a punti individuale, bronzo a Sydney 2000 nell'americana in coppia con Villa, campione del mondo nell'americana nel '95 e nel '96, ancora con Villa, nella corsa a punti '95 e '97, nell'inseguimento a squadre nel 1985 e infine due argenti e due bronzi.  Nel 2003, a 40 anni compiuti, dopo 18 stagioni da professionista, sa...

Claudio Chiappucci - El Diablo veste Carrera (2018)

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di CHRISTIAN GIORDANO © in esclusiva per RAINBOW SPORTS BOOKS © Tutti a dire: ah, se il Gianni avesse avuto il carattere del Chiappa e il Chiappa il motore del Gianni, avremmo avuto un altro Merckx. Balle.  Chiappucci è diventato “el Diablo” proprio perché ha saputo andare persino oltre i propri limiti.  Bugno è stato Bugno. Perché campioni si nasce. Anche se – come il Gianni – si può passare una vita senza rendersene conto o magari neanche ammetterlo.  L’autostima di Claudio invece va oltre la lucida follia: quella che gli ha permesso di compiere imprese impensabili anche solo sulla... cartina.  La fuga dal chilometro 14 conclusa con la storica vittoria al Sestriere , pensata e pianificata al punto da strappare al team manager Gianfranco Belleri prima, non dopo, il premio doppio .  La folle Sanremo ’91 vinta «alla sua maniera» (con 45" su Rolf Sørensen ) e cioè scappando non sul Poggio, bensì addirittura sul Turchino, l’ultimo a riuscirci. Tre ...