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MAESTRI DI CALCIO - "Big Mal" Allison, il manager playboy

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https://www.amazon.it/Maestri-calcio-allenatori-stranieri-Portraits-ebook/dp/B01ARVU5JC «C'è tanto duro lavoro dentro questa sconfitta»    - Malcolm Allison di CHRISTIAN GIORDANO ©  Maestri di calcio: i grandi allenatori stranieri © Rainbow Sports Books Uno showman in panchina, e che showman. Lussuoso e lussurioso, è stato l'epitome del football man dei Seventies . Gli altri, specie i successori, potevano al massimo cercare di emularlo. Senza riuscirvi. Immediatamente riconoscibile per il montone a doppiopetto, il borsalino (il fedora d'oltremanica) calcato sul davanti come a nascondersi dentro la nuova di fumo che usciva dall'immancabile sigaro, la mascella squadrata da duro del cinema. Aveva tutto per non passare inosservato, perché Malcolm Allison è stato l'archetipo del playboy manager.  Solo in una cosa è stato uno dei tanti, un infortunio che ne ha accorciato la carriera di discreto centr'half di Charlton A...

Wembley 1992 - Buonanotte sogni Doria

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di Christian Giordano ©, Guerin Sportivo © © Rainbow Sports Books Quell’anno, superati i sedicesimi e gli ottavi, le squadre non disputano i quarti ma si affrontano in due gironi all’italiana dai quali usciranno le finaliste, una formula macchinosa che toglie alla coppa buona parte del suo fascino. Le esigenze tv e le pressioni dei grandi club (in primis Milan e Real Madrid) hanno piegato l’UEFA. Fresca di scudetto, la Sampdoria si affaccia per la prima volta in Coppa dei Campioni e non nasconde le sue ambizioni. La squadra stenta in campionato, ma in Europa supera agevolmente i primi due turni (5-0 e 2-1 ai norvegesi del Rosenborg, 1-2 in Ungheria con la Honvéd e 3-1, con qualche brivido, a Genova) e accede alla seconda fase. Ai doriani il sorteggio riserva subito un battesimo del fuoco, la Stella Rossa.  In casa, dopo un sofferto primo tempo, i blucerchiati dimostrano tutta la loro maturità vincendo 2-0. Dopo lo 0-0 di Atene (sotto la neve) contro il Panathinai...

Atene 1994 - Un gran Diavolo per Capello

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di Christian Giordano ©, Guerin Sportivo © © Rainbow Sports Books Tutti ricordano il Milan di Sacchi, vincitore di uno scudetto e di due Coppe dei Campioni, più raramente quello di Capello, che di campionati ne ha vinti quattro su cinque, tre consecutivi, con altrettante finali di Coppa, conquistata al secondo tentativo e a spese del Barcellona delle stelle straniere sparse fra campo (Romário, Stoitchkov e Koeman), tribuna (Laudrup) e panchina (l’allenatore Cruijff). Proprio il tecnico olandese, sentendosi mancare la terra sotto i piedi, infiamma la vigilia con provocatorie dichiarazioni sulla diversa mentalità che il suo «Dream Team», strafavorito, vanterebbe sul club di via Turati: il Barça compra Romário per far gol, il Milan Desailly per non prenderne. Capello non raccoglie e demanda al campo ogni giudizio. E lì avrà ragione lui: 4-0 con Romário a secco e Desailly autore della quarta rete con uno splendido destro «a giro». Eliminati gli svizzeri dell’Aarau (1-0/0-0...

ANASTASI PIETRO

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di Gianni Brera, "I Mondiali di calcio", 1974 La sua storia sarebbe piaciuta ai lettori dei romanzi rosa: piccolo raccattapalle catanese assisteva sognando ad occhi aperti alle partite di serie A. Suo idolo era, allora, John Charles, gigantesco centravanti della Juventus. Dieci anni dopo eccolo, nella stessa squadra, a ricoprire lo stesso ruolo. «Pietruzzu» Anastasi ha incominciato a tirar calci in una squadretta siciliana di serie D, la Massiminiana. Nel '66, dopo un campionato in cui segnò 18 reti, venne acquistato dal Varese, allora in B. Dopo due stagioni in riva al lago è passato alla Juventus, segnando 14 reti nel '68-69 e 15 nel '69-70, si è dimostrato dapprima efficace realizzatore, non potente ma astuto e veloce. In seguito si è anche affermato come centravanti di manovra, abile ad aprire nelle difese avversarie i varchi in cui potessero infilarsi altri realizzatori. In Nazionale ha esordito l'8 giugno 1968, Italia-Jugosl...

APOLOGIA DI JOHN WILLIAMS DA SOUTH CENTRAL - LA PARABOLA DI PIATTO CALDO

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https://www.sport-e-cultura.com/2020/01/17/apologia-di-john-williams-da-south-central-la-parabola-di-piatto-caldo/?fbclid=IwAR2y4nY4ZmIgi3hIT_Bv2gC2_BQn8XkSRFG7JeGSIC_ZOvQqY--Hx-ITiL8 https://nuovoindiscreto.wordpress.com/2009/11/29/la-parabola-di-hot-plate/ di Simone Basso Sp o r t & Cultura, 17 gennaio 2020 Lo rividi su un canale spagnolo, a scrocco, un po' come quei fantasmi del passato che spuntano fuori a sorpresa: la sagoma inconfondibile, le movenze da panterone rallentate dalla ciccia in eccesso e le mani degne di un Vladimir Horowitz della pallacanestro. Fu patetico, e al tempo stesso consolatorio, rivederlo su un parquet dopo tutti quegli anni. Le promesse mai mantenute, lo Zander Hollander che gli predisse la Hall of Fame, e le delusioni accumulate durante una carriera cestistica che non tradusse in realtà le clamorose potenzialità. John Sam Williams nacque a South Central, il ghetto di Los Angeles, luogo mitizzato dall’hip hop non certo...

MAESTRI DI CALCIO - Brandão, il santone paulista

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https://www.amazon.it/Maestri-calcio-allenatori-stranieri-Portraits-ebook/dp/B01ARVU5JC di CHRISTIAN GIORDANO Gáucho di Taquara, dov’era nato il 18 settembre 1916, Oswaldo Brandão proveniva da una famiglia di umili origini. Sin da giovanissimo aveva cominciato a lavorare nella costruzione di ferrovie. La schiena curva però non era nel suo destino. Di buttar giù binari smette presto, grazie al calcio, come mediocre difensore prima nell’Internacional di Porto Alegre e poi nel Palestra Itália di São Paulo. Il fato però si vendicherà con un infortunio che gli accorcerà la carriera.  Del club paulista, nel frattempo diventato Palmeiras, già dall’ottobre 1945 è diventato l’allenatore. In pochi però potevano immaginare che il giovanotto, con tanto studio e infinita disciplina, sarebbe diventato uno dei migliori allenatori nella storia del futebol brasiliano. E forse il più autoritario e accentratore, un padre padrone che ai suoi sottoposti imponeva rigide norme di comportam...

Cyrille Guimard, tra Eddy Merckx e Bernard Hinault

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https://www.suiveur.it/storie/mano-libera/cyrille-guimard-tra-eddy-merckx-e-bernard-hinault/?fbclid=IwAR2vUYyqIg3ZEAerwvb9tW_h-iiRuOC6W_-bNO7hzW4wYmmkYHO0Unk-320 Cyrille Guimard ha consacrato una vita intera alla sua passione più grande. di FRANCESCO BELTRAMI Suiveur, 15 gennaio 2020 Cyrille Guimard nasce nel 1947 a Bouguenais, un paese del dipartimento Loira-Atlantico che contava allora meno di cinquemila abitanti. Figlio di un muratore, frequenta un istituto professionale, diviene meccanico e, diciassettenne, trova lavoro presso i Cantieri Navali Dubigeons di Nantes . Col ciclismo aveva iniziato solo due anni prima, nel 1962, mettendosi subito in luce conquistando già nel 1963 un terzo posto al campionato di Francia dei cadetti, seguito nel 1964 dal secondo posto nella prova juniores . È l’inizio di una brillante carriera: tra i dilettanti fino al 1967, poi tra i professionisti dal 1968 al 1976 , stagione in cui passò direttamente dalla bicicletta all’ammirag...

ROCHE LA FLÈCHE IRLANDAISE

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LA GRANDE HISTOIRE DU CYCLISME 1868-2020 #93 - Janvier-Fevrier 2020 L’Irlandais porte le maillot de la Carrera dirigée par Davide Boifava, équipe italienne où le playboy Roberto Visentini est le vainqueur sortant du Giro.  Année 1987. Visentini est né dans la région de Brescia avec une cuillère en argent dans la bouche. Champion du monde Juniors 1975, il a dû attendre 1983 pour remporter un succès digne de ce nom avec Tirreno-Adriatico.  Alors au départ du Giro, Boifava ne sait pas trop où il va avec son duo Roche-Visentini. La Gazzetta dello Sport a titré “La course des couteaux sous la table”. L’un d’eux restera sur le carreau… Visentini, car Roche avait pris les initiatives en attaquant dans les Dolomites. Scène surréaliste, Boifava demandera à Roche d’attendre Visentini. Refus de l’Irlandais. D’imbroglio en scénarii plus dingues les uns que les autres jusqu’à l’intervention du boss de Carrera Jeans pour trancher le leadership en faveur de Roche, ce Giro f...

Wembley 1963 - Rocco e i suoi figliocci

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di Christian Giordano © - Guerin Sportivo © © Rainbow Sports Books Per la prima vittoria italiana bisogna aspettare il 1963 quando è il Milan, guidato da Rocco e Viani, ad iscrivere il suo nome nell’albo d’oro. I rossoneri eliminano l’US Luxembourg (8-0/6-0), l’Ipswich Town (3-0/1-2), il Galatasaray (3-1/5-0) e il Dundee (5-1/0-1). Alla finale di Wembley, in programma il 22 maggio 1963, i rossoneri affrontano il Benfica campione in carica.  Il primo tempo è di marca portoghese. Il Benfica, grazie alle trame tessute da fini palleggiatori come Santana e Coluña (sul quale si immola in marcatura Pivatelli), mantiene il controllo del centrocampo e il Milan gira a vuoto. E al 18’ va sotto. Torres intercetta il pallone e lancia sulla destra Eusébio che nello scatto si «mangia» David e Trapattoni, accorso in raddoppio, e conclude in gol. Nel secondo tempo, la maggior determinazione del Milan prevale sulla maestria tecnica degli artisti lusitani. Decisivi anche i correttivi t...

Bruxelles 1958 - Milan, prove tecniche di grandezza

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https://www.youtube.com/watch?v=jjzoQkSVY84 di Christian Giordano ©, Guerin Sportivo © © Rainbow Sports Books L’anno dopo la mission impossible  della Fiorentina ci riprova un'altra italiana, il Milan.  Orchestrati da tre cervelli (Cesare Maldini in difesa, Liedholm in mediana e Schiaffino sulla trequarti) e contando sull’esplosività del centravanti argentino Grillo, i rossoneri arrivano alla finale di Bruxelles, la prima in campo neutro, dopo aver superato il Rapid Vienna (4-1/2-5; 4-2 nello spareggio, allora ancora previsto), il Glasgow Rangers (4-1/2-0), il Borussia Dortmund (1-1/4-1) e il Manchester United (1-2/4-0).  Ma il 28 maggio 1958 allo stadio «Heysel», ancora una volta, è il Real a imporsi. La partita è avvincente e vede il Milan capace di portarsi sul 2-1, a 13 minuti dal termine ma agli uomini di Viani, oltre a un pizzico di fortuna, manca ancora una certa abitudine a vincere, rara e intangibile qualità che al club madridista certo non f...

MAESTRI DI CALCIO - Stein, l'ultimo immortale

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https://www.amazon.it/Maestri-calcio-grandi-allenatori-stranieri/dp/1520478593/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=&sr= «John, you're immortal now!» - Bill Shankly di  CHRISTIAN GIORDANO,  Guerin Sportivo Ci sono strani modi di scaldare il cuore di una tifoseria. Per quella del Celtic, storicamente passionale ma su certe cose intollerante almeno quanto quella dei Rangers, ne esiste uno infallibile: riportarle alla mente gli eroici tempi di Jock Stein (si pronuncia “Stin”). Il primo non cattolico a sedersi sulla panchina biancoverde. E l’ultimo «immortale». Così gli si era rivolto il 25 maggio 1967 Bill Shankly, leggendario manager del primo Liverpool “europeo”, nel fargli i complimenti per la fresca vittoria in Coppa dei Campioni. La prima di una britannica e, più in generale, di una non latina.  John Stein, figlio unico di George e Jane, nasce il 5 ottobre 1922 a Burnbank, minuscolo centro minerario scozzese alle porte di Hamilton, n...

MAESTRI DI CALCIO - Sebes, l’Uomo dei Sogni

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https://www.amazon.it/Maestri-calcio-allenatori-stranieri-Portraits-ebook/dp/B01ARVU5JC di CHRISTIAN GIORDANO, Guerin Sportivo Nella trasposizione cinematografica di Shoeless Joe, romanzo dedicato da William Patrick Kinsella a Joseph Jefferson Jackson, campione (anche di corruzione) del baseball statunitense d’inizio Novecento, un contadino dell’Iowa, ex sessantottino, costruisce un campo dove far giocare, in sogno, i più forti di sempre.  Tolti il non-rapporto col padre e le americanate di fine anni Ottanta (la pellicola diretta da Phil Alden Robinson è del 1989), riportate indietro di quarant’anni le lancette dell’ideologia e traslato il tutto nel cuore della vecchia Europa, l’Uomo dei Sogni alias Ray Kinsella (Kevin Costner) sembra il Ct che ebbe il privilegio di poter schierare, tutta insieme e appassionante, la migliore generazione di fenomeni mai prodotta dal calcio continentale; per un capriccio del caso, nata e cresciuta quasi tutta nella stessa città: Buda...