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Mondragón Altuna y su famoso: "¿Qué dices? ¡Que te fagorices!"

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https://www.deia.eus/2014/02/07/sociedad/obituarios/el-responsable-del-historico-39que-dices-que-te-fagorices39?fbclid=IwAR3vgE5bBMXBVgq4gbYlu1wq_kIv40CEXCkZ4EuvIOnhHdunSu4XePokatg#Loleido AGUSTÍN MONDRAGÓN ALTUNA EX MIEMBRO DEL EBB DEL PNV Mondragón Altuna y su famoso: "¿Qué dices? ¡Que te fagorices!" I. GORRITI - Viernes, 7 de Febrero de 2014  ARRASATE. Ha fallecido Agustín Mondragón Altuna (Arrasate, 1938), hombre que desempeñó durante más de 30 años la máxima responsabilidad comercial en Fagor Electrodomésticos. A él, o al menos a su época en el cargo, se atribuye la aún famosa expresión: ¿Qué dices? Que te fagorices? Mondragón fue, también, presidente y consejero de Editorial Iparaguirre S.A., firma editora del diario DEIA. Su presidencia comenzó en junio de 1984 y finalizó en junio de 1996. Mondragón, asimismo, fue miembro del Euskadi Buru Batzar del PNV tras la escisión en esta fuerza política. "No estaba metido en política pero era ducho...

Moser, un film sul record dell'ora - Il nostro ricordo sull'impresa

A 30 anni da un primato che ha fatto storia, parla Francesco: "Attorno a me c'era molto scettiscismo. L'autoemotrasfusione? Non l'ho fatta" di Marco Pastonesi, La Gazzetta dello Sport 23 GENNAIO 2014 - MILANO Francesco Moser è nel suo maso sopra Trento, fra vigneti e meleti, a sistemare la strada, a forza di braccia. Attende ospiti, sabato, per festeggiare la sua ora. Un'ora che dura da trent'anni.  Moser, quando nasce quell'ora?  "È l'idea fissa di Paolo Sorbini, il fondatore dell'Enervit, che coltiva l'amore per la sfida. Il record dell'ora per me, gli sembra come gli Ottomila per Reinhold Messner. Nell'estate 1983 combiniamo un incontro a casa mia con quelli della Gis, la mia squadra, e quelli dell'Equipe Enervit, la mia nuova altra squadra".  Pronti, via?  "No. Pronti, vediamo. In settembre un test sulla pista di Ferrara, all'aperto e in cemento, poi su quella di Fo...

FOOTBALL PORTRAITS - Berardi, è nata una stellina

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https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 Segnatevelo: 19 anni, 5 mesi e 9 giorni. Il poker più giovane nella storia della Serie A. Quella di Domenico Berardi è una di quelle storie, ancora tutta da scrivere, che ti scaldano il cuore. Persino nel nebbione gelido di Reggio Emilia. In un Sassuolo-Milan infinito, una sera di gennaio, è nata una stella. Doveva essere la serata del gran debutto di Keisuke Honda, che però è rimasto al palo. E' stata la (speriamo prima) partita della vita di un predestinato. La Juventus lo ha pagato 9 milioni e lo ha lasciato, in comproprietà, al Sassuolo per questa stagione. L'anno scorso giocava largo a destra nel tridente-promozione con Pavoletti centravanti e Troianiello a sinistra. Ma è come tutto è cominciato, la storia che ti scalda il cuore. Originario di Bocchigliero, paesino dell'entroterra della Sila, è nato il primo agosto '94 a Cariati Marina, provincia di Cosenza. P...

FOOTBALL PORTRAITS - Berardi, è nata una stella (2014)

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https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 di CHRISTIAN GIORDANO © Rainbow Sports Books © Domenica, 12 gennaio 2014. Segnatevelo: 19 anni, 5 mesi e 9 giorni. Il poker più giovane nella storia della Serie A. Quella di Domenico Berardi è una di quelle storie, ancora tutta da scrivere, che ti scaldano il cuore. Persino nel nebbione gelido di Reggio Emilia. In un Sassuolo-Milan infinito, una sera di gennaio, è nata una stella. Doveva essere la serata del gran debutto di Keisuke Honda, che però è rimasto al palo. E' stata la (speriamo prima) partita della vita di un predestinato. La Juventus lo ha pagato 9 milioni e lo ha lasciato, in comproprietà, al Sassuolo per questa stagione. L'anno scorso giocava largo a destra nel tridente-promozione con Pavoletti centravanti e Troianiello a sinistra. Ma è come tutto è cominciato, la storia che ti scalda il cuore. Originario di Bocchigliero, paesino dell'entroterra della Sila,...

FOOTBALL PORTRAITS - Paredes, el nuevo Román (2014)

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A 19 anni lo chiamano “el Mago”. Ma è da quando arrivò al Boca Juniors, a otto, che era già per tutti è «el nuevo Román». Juan Román Riquelme. Leandro Daniel Paredes sognava di giocare in Primera e magari, un giorno, accanto al suo idolo. In fondo, era già capitato allo zio Luis, compagno de “el Mudo” nelle giovanili dell’Argentinos Juniors.  Leandro invece ha cominciato a tre anni ne La Justina, squadretta di quartiere di San Justo, dove è nato il 29 giugno del 1994. Quando con la famiglia si è trasferito a Mataderos, è passato al Brisas del Sur («El club que más quiero»), dove lo ha formato “El Tano” Nania. L'Italia, evidentemente, ce l'aveva nel destino.  La squadretta arrivò in finale al Parque, lì c’era Ramón Maddoni che gli offre una chance al Boca. Quattro anni dopo vince in Spagna un torneo di calcio a sette per ragazzini di undici e dodici anni e contro gente che farà strada: Bojan Krkic, Sergio Canales e Rodney Sneijder, il fratellino di Wesley....

Perché Merckx

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di  Christian Giordano © Che cosa si può scrivere, ancora, su Eddy Merckx? E soprattutto, perché?  Si può scrivere, o perlomeno provare a farlo, per spiegare che cosa è stato, Eddy Merckx. E perché.  Per provare a spiegarlo, con gli occhi e con gli strumenti di oggi, a chi magari ne ha solo sentito parlare, ne ha visto qualche filmato, e magari ne ha letto qualcosa ma solo sul web. No, amici: il web non basta. Perché Eddy Merckx è stato più che il Cannibale del ciclismo moderno.  È stato il Michael Jordan e il Wilt Chamberlain della pedivella, il Pelé della strada: il ciclista più forte e il più vincente, il più completo. Non solo della sua epoca, di sempre. Giù di sella, non è stato mai un Muhammad Ali, un Maradona, un Jackie Robinson. Non poteva, e forse nemmeno lo voleva.  Ha smesso presto, alla Platini, quando sentì di non aver più niente dentro. Sull'impossibile paragone fra campionissimi di epoche diverse, Bruno Raschi se ...

STEVENS, GIORNALISTA AMERICANO NELLA PATRIA DEL COMUNISMO

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https://www.corriere.it/lettere-al-corriere/13_dicembre_22/STEVENSGIORNALISTA-AMERICANO-NELLA-PATRIA-DEL-COMUNISMO_ac53763a-6adc-11e3-b22c-371c0c3b83cf.shtml Domenica 22 dicembre 2013 Nella carrellata di personaggi legati alla storia della Russia, credo che debba avere un posto anche Edmund Stevens. So che era cittadino americano, ma aveva trascorso tutta la vita a Mosca. Lei ha avuto modo di conoscere anche lui?  Mario Vercesi, Varese Caro Vercesi,    Ho conosciuto e frequentato Edmund Stevens a Mosca nella seconda metà degli anni Ottanta. Era vecchio, malandato, afflitto da una dolorosa ernia del disco e beveva troppo; ma la sua mente era lucida e la sua lingua tagliente. Nonostante le chiacchiere che continuavano a circolare sul suo conto, non era più comunista dall’epoca del suo primo soggiorno nel Paese dei Soviet, quando aveva perduto la fede. Ma non tollerava i giudizi disinformati e sommari con cui i suoi interlocutori occidentali credevano...

HOOPS PORTRAITS - Jeff Green, il cuore del campione

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di CHRISTIAN GIORDANO © Sky Sport 24, 10 dicembre 2013 "No pain, no gain". È uno dei mantra americani (non soltanto) dello sport: se non soffri, non vinci. E nessuno lo sa meglio di Jeff Green: 17 dicembre 2011, doveva essere una normale visita di routine. Gli ha cambiato la vita, gliel'ha salvata. Aneurisma, l'aorta si dilata. Troppo. Colpisce soprattutto quelli alti. Lui è 2.04. Se non si interviene subito, si muore.   "Faceva male, male, male. L'operazione è stata il momento più duro della mia vita. Da allora guardo le cose da un'altra prospettiva. Ho avuto tanta paura". A 25 anni, e solo 4 di NBA, tanta paura che sia tutto finito. A partire dal quadriennale da 9 milioni di dollari a stagione firmato una settimana prima. Resta in sala operatoria alla Cleveland Clinic per 5 ore e 26 minuti. L'intervento è perfettamente riuscito. Ci sono buone probabilità che Jeff torni a una vita normale. Green però non la vuole una vita "normale"....

Rudi Garcia, il sergente dei Sogni (2013)

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https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 Ama la chitarra, Tintin e l’Andalusia, la terra da cui partirono i suoi genitori. Ma soprattutto adora le squadre piene di giovani e di talento. In Italia ha portato le sue idee di calcio, un misto di Guardiola e di Benítez, le stesse con cui ha dato lo scudetto al Lille. Alla scoperta di Rudi, l’allenatore che ha fatto rinascere la Roma  di  CHRISTIAN GIORDANO © Guerin Sportivo © n. 12, dicembre 2013 Vigilia Lazio. «Un derby non si gioca, si vince».   Gol e lacrime di Balzaretti, rigore di Ljajic.  «Abbiamo rimesso la chiesa al centro del villaggio».  «Adesso mi sento uno di voi. Adesso mi sento romanista».  Pre-Inter. Rivoluzione? In Francia è una parola importante».  Otto vittorie come la Juve di Capello e Ibra, stagione 2005-06.  «A quella squadra lo scudetto è stato revocato, preferisco prendere come riferimento alt...

5 dicembre 2013, muore Mandela

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Famous Last Words: Stephen Roche

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https://www.cyclingweekly.com/news/famous-last-words-stephen-roche-23314 Cycling Weekly  November 14, 2013 5:23 pm The 1987 Tour de France winner is proud of his training camp business, 
of charity sportive Tour de Cure, but most of all, of his son Nicolas In the early part of my career, people would say, “ Roche is OK, but he can’t suffer .” The truth is, my pedalling style never really gave much away. It wasn’t intentional, I was just naturally very supple and didn’t throw shapes, even when I was digging really deep. If I could relive any race it would be Liège-Bastogne-Liège in 1987. I had it won and I lost it in the last 100 yards . I should have trusted my instincts but because I’d been second in Paris-Nice, second in the Mediterranean from going too early, I wasn’t going to make the same mistake again. I was focused on [Claude] Criquielion, and then [Moreno] Argentin mugged us both. I rode with some of cycling’s greats but I never had a fierce rivalry...

KOSOVO: Displaced footballers around Europe

Adnan Januzaj is another example of the displaced Kosovan nationals who are across Europe since the breakup of the former Yugoslavia.  Kosovo is an independent state bordering Albania and within the former Yugoslavia but is not recognised by Serbia. The national team has been formally recognised by FIFA and allowed to play friendlies. But UEFA, bowing to pressure from Russia and Serbia, has so far refused recognition.  Kosovo’s international isolation has forced many of its best footballers to seek international recognition elsewhere, notably Albania and Switzerland, where many Kosovan refugees were granted sanctuary during the civil war.  Xherdan Shaqiri, Granit Xhaka and Valon Behrami, were all born in Kosovo but are now representing Switzerland, while Lorik Cana, who was born in Albania of Kosovan heritage, now captains Albania.  The Kosovan FA would like to see FIFA allow a one-off  nationality switch if they are accepted into FIFA....

Con Mutai e la Jeptoo la Mela resta keniana

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1) Il vincitore maschile, Geoffrey Kiprono Mutai, 32 anni.  Aveva già vinto a New York nel 2011 e nello stesso anno dominò a Boston in 2h03’02”, record non omologato per la tipologia del percorso.  2) Priscah Jeptoo, 29 anni, argento a Londra 2012.  3) L’azzurra Valeria Straneo, argento iridato a Mosca questa estate REUTERS/ COLOMBO Storico bis (2h08’24”) del primatista virtuale.  Rimonta vincente fra le donne (2h25’07”). Brava Straneo: quinta 4 Nov 2013 - La Gazzetta dello Sport DAL NOSTRO CORRISPONDENTE MASSIMO LOPES PEGNA  NEW YORK © RIPRODUZIONE RISERVATA Stavolta l’idea di andare allo sbaraglio, come Valeria Straneo ai Mondiali di Mosca, ce l’hanno le etiopi Buzunesh Deba e Tufa Demisse, che se ne vanno subito allo sparo. Piantano in asso le grandi e, chilometro dopo chilometro, allungano fino ad accumulare un vantaggio importante, poco dopo la mezza, di 3’ 29”. E’ quando l’azzurra guarda preoccupata l’orologio, accanto a lei trilla la sveglia di Priscah J...

Biografia di Gianni Bugno

http://www.cinquantamila.it/storyTellerThread.php?threadId=BUGNO%20Gianni • Brugg (Svizzera) 14 febbraio 1964. Ex ciclista. Vinse due campionati del mondo (1991 e 1992, terzo nel 1990), un Giro d’Italia (1990), una Milano-Sanremo (1990), una coppa del Mondo (1990), 2° al Tour de France 1991, 3° a quello del 1992, entrambi vinti da Miguel Indurain. «Chi sono io? Uno che ha stravolto la normalità del ciclismo: quando mi aspettavano non c’ero, ci sono stato quando non mi aspettava nessuno. Lo sapete, il primo a non capirmi sono io». • «Indecifrabile, ma che talento: bastava guardarlo in bicicletta, in quella naturale postura di armonia e potenza, per capire che Bugno levitava in una dimensione tutta sua. Nelle volate gli avversari sbandavano, lui senza apparente fatica scivolava leggero oltre il traguardo. I suoi genitori, veneti di Cavaso del Tomba, si erano trasferiti a Brugg per realizzare il sogno di chi parte con la valigia di cartone: lavorar sodo e tornare con un bel gruzzolo....

Hibs contro Jambos: l’eterna rivalità ad Edimburgo, da Irvine Welsh alla “Salt & Sauce Final”

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https://controcalcio.wordpress.com/2013/10/23/hibs-contro-jambos-leterna-rivalita-ad-edimburgo-da-irvine-welsh-alla-salt-sauce-final/ di Fabio Belli, 23 ottobre 2013 Da sempre in Scozia le squadre di Glasgow sono abituate a dominare la scena quasi incontrastate, ma negli ultimi 30 anni la situazione ha assunto contorni quasi imbarazzanti. Nella prima metà degli anni Ottanta l’Aberdeen di Alex Ferguson ed il Dundee United rappresentarono le ultime alternative al cosiddetto ‘Old Firm‘, l’eterna sfida tra Rangers e Celtic, che ora, in attesa della risalita del club che fa capo ai protestantidella città, è momentaneamente sospesa. Ormai da decenni la capitale Edimburgo fa da comprimaria alle grandi, ma la rivalità tra le squadre locali non è meno sentita, e soprattutto ha contorni simili a quella che si vive a Glasgow. L’anima cattolica e filo – irlandese della città si identifica nell’Hibernian , quella protestante negli Hearts of Midlothian. Noti per avere simpatie progressiste ed operai...

Buoni pensieri per Gianni Mura

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http://www.sportivamentemag.it/archives/16342 Auguri per i 68 anni di un amico di vecchia data, li compie oggi di Luciano Boccaccini, 9 ottobre 2013 Oggi compie 68 anni Gianni Mura, un amico di vecchia data che si avvia al mezzo secolo di giornalismo, avendo cominciato a scrivere prestissimo. In Gazzetta era la mascotte: diciannovenne, 60 chili in meno, una grande passione per la musica, la cucina e lo sport, era già inviato al Giro d’Italia, quello stravinto da Vittorio Adorni. Anno di molta grazia per il nostro ciclismo: ad Adorni il Giro, a Gimondi il Tour. Lui alle prese con le interviste del dopocorsa ai gregari. A Bruno Raschi , il divino, toccava l’editoriale. Al buon Rino Negri la cronaca e le interviste ai protagonisti. A Gigi Gianoli il colore. Li ho conosciuti tutti, qualche anno dopo. Questione di anagrafe. Con Gianni ho trascorso il Giro più bello nel 1981. Lui scriveva per L’Occhio , diretto da Maurizio Costanzo, insieme a un altro amico, Sergio Me...

FOOTBALL PORTRAITS - Adnan Januzaj, piccola stella senza cielo (2013)

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SCRITTO APPENA IERI... https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 Cinque febbraio ’95, a Bruxelles nasceva Adnan Januzaj.  Cinque ottobre 2013, allo Stadium of Light di Sunderland, è nata una stella. A 18 anni, all’esordio da titolare, dopo due subentri da 70’ totali in Premier League, doppietta in sei minuti. Sei minuti che ricorderà per sempre. Fra il 51’ e il 61’ il ragazzino col numero 44 ha salvato la squadra allenata da David Moyes dalla quarta sconfitta in sette giornate di campionato e riscritto i libri di storia del club. Prima di lui solo Ruud van Nistelrooy aveva segnato una doppietta alla prima da titolare in Premier in maglia United. Figlio di kosovari albanesi, a dieci anni è entrato nell’Anderlecht ma ha già rifiutato la generazione di baby-fenomeni del Belgio under 18 e under 19 ai tempi del Ct Marc van Geersom. L’Albania di Gianni De Biasi lo segue (e messaggia) da tempo, ma sin qui invano. Quasi sfumato ...

FOOTBALL PORTRAITS - Januzaj, è nata una stellina (2013)

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Cinque febbraio 1995: a Bruxelles nasceva Adnan Januzaj. Cinque ottobre 2013: allo Stadium of Light di Sunderland, è nata una stell(in)a.  A 18 anni, all'esordio da titolare dopo due subentri da 70 minuti totali in Premier, doppietta in sei minuti. Sei minuti che ricorderà per sempre. Tra il 55' e il 61' il ragazzino ha salvato la squadra di David Moyes dalla quarta sconfitta in sette giornate di campionato. E riscritto i libri di storia del club. Prima di lui solo Ruud van Nistelrooy aveva segnato una doppietta alla prima da titolare in Premier in maglia United. Figlio di kossovari-albanesi, a 10 anni è entrato nell'Anderlecht ma ha già rifiutato la generazione di baby-fenomeni del Belgio Under 18 e 19 ai tempi del Ct Marc Van Geersom: in futuro giocherà con l'Albania, oggi di Gianni de Biasi. Arrivato allo United a 16 anni, lo vorrebbe anche l'Inghilterra, che ha già sondato e ringraziato il club per la disponibilità. Quasi sfumato il sogno mondiale di ...