Post

THE CURSE OF THE CHELSEA No.9

Immagine
by FOUR FOUR TWO, December 2017 Morata may have hit the ground running at Stamford Bridge, but the Blues’ No.9 shirt has not brought its wearer a great deal of success since the days of Jimmy Floyd Hasselbaink MATEJA KEZMAN 2004-05 Four dynamite campaigns with PSV – including a 35-goal 2002-03 – meant the Serbianwas one of the most sought-after strikers in Europe, and Mourinho must have thought he had found the perfect Hasselbaink replacement. But he never got going, scoring only four goals for the Blues. HERNAN CRESPO 2003-06 The Argentina legend found the net wherever he went, from River Plate to Parma and Lazio to both Milan clubs. And while he can’t be deemed a complete flop – he played 49 games and scored 20 – once Didier Drogba had really established himself, poor Hernan was considered expendable by Mourinho. KHALID BOULAHROUZ 2006-07 Not your regular No.9: the Dutchman was a defender, but the digit just happened to be going spare after Crespo left. It ...

Storie di ciclismo - Carlo Oriani

Immagine
https://www.facebook.com/313059979101026/photos/a.313546469052377.1073741828.313059979101026/315486835525007/?type=3&theater Nasce a Cinesello Balsamo il 5 novembre 1888 Carlo Oriani, vincitore in carriera di un Giro d'Italia e di un Giro di Lombardia. Corridore completo, Oriani è professionista dal 1908 al 1915. Al Giro del 1909 era semplicemente "el Pucia", il giovincello che correva ancora come indipendente, ma che prometteva un grande avvenire. Un predestinato fin da poco più che bambino, che imparò l'uso della bicicletta come mezzo di necessità per sfamarsi e per dare alla sua famiglia, immersa fino al busto nella povertà della mezzadria. Portava il latte al centro di Cinesello Balsamo, l'allora poco più che borgo in cui era nato il 5 novembre 1888. Un paio di bottiglie la volta, poche, per pensare di far fruttare di più quel servizio allora così raro, ma sufficienti per farlo notare come il piccolo pedalatore che poteva far sognare. E ...

Nba, Washington Wizards-Cleveland Cavaliers 122-130, James 57 punti

Immagine
http://www.gazzetta.it/Nba/04-11-2017/nba-washington-wizards-cleveland-cavaliers-122-130-james-57-punti-230371533292.shtml LeBron con la seconda miglior performance della sua carriera travolge Washington 130-122e pone fine alla striscia di 4 sconfitte di fila dei suoi cavs di Davide Chinellato, La Gazzetta dello Sport, 4 novembre 2017 @dchinellato Incontenibile, dominante, straripante. LeBron James gioca da più forte del pianeta e con 57 punti di pura forza e talento cancella Washington (battuta 130-122) e la striscia perdente dei suoi Cavs che durava da 4 partite. “Ho fatto quello che dovevo per far finire questa serie di sconfitte - racconta a NBATv uscendo dal campo dopo la seconda miglior performance della sua carriera -. Non mi piace perdere, ma non sono uno che parla: sono uno che fa, e ho fatto quello che dovevo”. Washington non sarebbe riuscita a fermare King James nemmeno ammanettandolo: LeBron fin dal primo quarto era un uomo in missione, un treno in corsa ...

Evra, calcio in faccia alla carriera

Immagine
Primo espulso - nella storia delle coppe europee - a partita (Vitória-OM di Europa League) nemmeno iniziata. E ora sospeso "con effetto immediato", dal suo club, una settimana prima di conoscere la squalifica; che ci sarà, e pesante, per Patrice Evra dopo i fattacci dell'Estádio Dom Afonso Henriques di Guimarães. Si va verso la squalifica "a tempo", ma si conoscerà solo il 10 novembre, quando la Commissione Disciplinare dell'UEFA dovrà deciderne non solo l'entità ma anche l'efficacia, che verosimilmente sarà estesa anche alle competizioni nazionali. È già accaduto a un altro ex capitano United, Eric Cantona, nel 95 per il kung fu kick a Matthew Simmons, tifoso del Crystal Palace; e anche a Luis Suarez, fermato per quattro mesi dalla FIFA dopo il morso a Chiellini.  Il presidente dell'OM, Jacques-Henri Eyraud, ha incontrato Evra per informarlo della decisione del club, che ha poi emanato un comunicato nel quale ha sì condannato ...

SALLANCHES 1980, IL TRIONFO MONDIALE DI HINAULT SUL PERCORSO PIU’ DURO

Immagine
https://storiediciclismoblog.wordpress.com/2017/11/03/sallanches-1980-il-trionfo-mondiale-di-hinault-sul-percorso-piu-duro/ di Nicola Pucci 3 novembre 2017 Chiedete al buon Gianbattista Baronchelli se si ricorda di Sallanches e della Côte de Domancy. Son passati più di 35 anni da quel Mondiale di ciclismo del 1980 ma il “Tista“, come lo chiamavano all’epoca gli appassionati, la notte ancora vede le streghe. Siamo in Alta Savoia, e il percorso che è stato scelto per la prova su strada dei professionisti è il più duro che qualche bizzarro tracciatore abbia mai avuto l’ardire di proporre ai forzati del pedale. Per conquistare la maglia arcobaleno è necessario ripetere venti volte un circuito di 13,4 chilometri – non vi affannate troppo nel computo globale, 273,7, ci sarà da sudare nel seguire la corsa – e il profilo altimetrico sembra disegnato apposta per favorire il beniamino di casa, Bernard Hinault detto il “Tasso“, senza dubbio il più forte di allora e tra i più grandi d...

Storie di ciclismo - Jules Rossi

Immagine
https://www.facebook.com/313059979101026/photos/a.313546469052377.1073741828.313059979101026/315112832229074/?type=3&theater Il 3 novembre 1914 nasce a Boccolo dei Tassi, in provincia di Parma, Jules Rossi, primo italiano ad imporsi nella Parigi-Roubaix. Ben presto orfano, Rossi emigra in Francia da bambino, e dopo essere stato un buon dilettante, cogli piazzamenti importanti già al primo anno da professionista, 1935, in cui difende i colori dell'Armor, conquistando la Parigi-Troyes davanti a quel Marcelo Bidot che sarà in seguito commissario tecnico della nazionale francese. L'anno successivo vince la Parigi-Saint Etienne, mantenendo la cittadinanza italiana ma venendo conosciuto come Jules, terminando pure secondo alla Bordeaux-Parigi alle spalle di Paul Chocque e quinto alla Parigi-Roubaix, in cui trionfa nel 1937.  Il successo nell'Inferno del Nord prende corpo a dieci km dal traguardo, quando Rossi scatta tentando di staccare i belgi Vervaecke e Kin...

Storie di ciclismo - Eberardo Pavesi

Immagine
https://www.facebook.com/Storie-di-ciclismo-313059979101026/ Il 2 novembre 1883 nasce a Colturano, in provincia di Milano, Eberardo Pavesi, vincitore del Giro d'Italia nel 1912, l'unico disputato con la formula della classifica a squadre. Dopo aver debuttato con la Pirovano nel 1904, vincendo il Giro del Lago di Como e la Pavia-Bologna, Pavesi, autentico pioniere del ciclismo di casa nostra, conquista l'anno dopo la classifica generale della Roma-Napoli-Roma, precedendo Giulio Modesti e Alfredo Jacobini, per poi chiudere al sesto posto la Milano-Sanremo del 1907 difendendo i colori della Otav. Correndo da indipendente, sempre nel 1907 diventa il primo italiano a portare a termine il Tour de France, giungendo sesto nell'edizione vinta da Petit-Breton, e nel 1909 vince la prima edizione del Giro dell'Emilia, davanti a Giuseppe Brambilla e Luigi Ganna, dopo esser stato costretto al ritiro nella prima edizione del Giro d'Italia. Proprio alla...

THEVENET, L’ALTRO BERNARD CHE FU MAGLIA GIALLA AL TOUR DE FRANCE

Immagine
https://storiediciclismoblog.wordpress.com/2017/10/30/thevenet-laltro-bernard-che-fu-maglia-gialla-al-tour-de-france/ di Nicola Pucci Se non ci fosse stato il “tasso” Hinault che ne raccolse l’eredità nel 1978, Thevenet sarebbe stato l’unico, grande Bernard capace di chiudere il Tour de France in maglia gialla. E per ben due volte. Nato in Borgogna, a Saint-Julien de Civry, il 10 gennaio 1948, Thevenet passa professionista nel 1970 vestendo i colori della Peugeot con cui rimarrà fino al 1979, per poi spendere gli ultimi due anni di carriera con la spagnola Teka prima, la francese Puch-Wolber poi. Ed è proprio sulle strade infuocate della Grande Boucle che conoscerà i suoi giorni più gloriosi. All’esordio, nel 1970, precettato all’ultimo istante per le assenze di Bracke e Karstens, termina al 37°posto ma si mette subito in luce imponendosi sul traguardo in salita di La Mongie nel giorno della festa nazionale, il 14 luglio. Nel 1971 compare già tra i primi dell...

IT'S EARL, EARL, EARL, THE PEARL

The chant that followed Earl Monroe through a lively college career is taken up by Baltimore basketball fans as the rookie shooter and showman quickly moves into a starring role with the Bullets By Frank Deford, SPORTS ILLUSTRATED The rookie, Earl the Pearl, stirred from his afternoon nap and squinted out the window of his room in the Lord Baltimore Hotel toward the Civic Center, where he would begin his professional basketball career with the Bullets in another three hours. It was an eerie, Cimmerian dark outside, for this was one of those Baltimore evenings when the weather, always mischievous, misplaces whole months. Oct. 30, 1967 THIS IS AN ARTICLE FROM THE OCT. 30, 1967 ISSUE ORIGINAL LAYOUT There are, normally, only two seasons in Baltimore, anyway—spring and fall being acknowledged by the populace only in deference to the calendar. Spring is celebrated on the few days the flowers in Sherwood Gardens are in full bloom. Fall is observed on the Sundays wh...

André Dierickx

Immagine
https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=313751129031911&id=313059979101026 Compie oggi 71 anni André Dierickx, belga di Oudenaarde, che in carriera ottenne 104 vittorie, comparendo sovente tra i primi dieci nelle grandi classiche del Nord. Dopo un'ottima carriera dilettantistica (88 successi tra il '65 e il '68, di cui ben 40, tra cui il Giro delle Fiandre, nell'ultima stagione), passa professionista nelle file della Peugeot-BP-Michelin. È il 1969 e non ha ancora 23 anni. Il primo anno si aggiudica 5 corse: una tappa al Giro di Romandia (prima vittoria da pro) e quattro kermesse. Nel '70 difende i colori della blasonata Flandria-Mars diretta da "Brik" Schotte e, nonostante la concorrenza dei fratelli De Vlaeminck, Leman, Monseré e Zoetemelk, conquista 9 successi (tra cui il G.P. Cerami e 1 tappa al Midi Libre), affacciandosi da protagonista nelle classiche di primavera: 4° nella Parigi-Roubaix, 9° nella Freccia Vallo...

Josef “Pepi” BICAN

Immagine
http://storiedicalcio.altervista.org/blog/josef_bican.html Quando giocava lui la “Scarpa d’Oro” europea non era ancora stata istituita, ma se tale riconoscimento fosse esistito, lui, Josef “Pepi” Bican (si legge Bitsan ), l’avrebbe vinto per cinque stagioni consecutive, dal 1939-40 al 1943-44 (con, nell’ordine, 50, 38, 45, 39, 57 gol). Josef nacque a Vienna il 25 settembre 1913 da Ludmila, una viennese di origine cecoslovacca , e da Frantisek, boemo di Sedlice, che emigrò in Austria, dove giocò nell’Hertha Vienna . A soli 8 anni però perse il padre: questi, infatti, tornato indenne dalla Prima Guerra Mondiale, si era infortunato ai reni durante uno scontro di gioco ma si era rifiutato di farsi operare e morì a soli 30 anni. Nonostante il lavoro della madre Ludmila nella cucina di un ristorante, la perdita del padre significò per Josef anche crescere nella povertà: secondo “Pepi” proprio da tale situazione di difficoltà economiche, che lo avevano costretto, quand’era bamb...

Storia di Marco Cattaneo

E' nato a Rovellasca (Co) il 28 ottobre 1957. Tra i migliori dilettanti italiani alla fine degli anni '70, vinse il GP Liberazione nel 1980, anno in cui partecipò alle Olimpiadi (14° nella Prova in Linea). Nel 1977 fu Campione Italiano Inseguimento Individuale (specialità in cui fu eliminato nelle qualificazioni ai Mondiali) ed a Squadre. Tra i professionisti disputò soltanto due stagioni (1981 e 1982) ottenendo i migliori risultati su pista dove vinse il Campionato Italiano Mezzofondo Indoor nel 1982 e partecipò al Mondiale Inseguimento nel 1981 (eliminato nelle qualificazioni). È poi divenuto Presidente dell'Associazione Corridori Professionisti.

DeMatha vs Power Memorial: i Fantastici Sei

Immagine
di CHRISTIAN GIORDANO Rullo di tamburi. Il 30 gennaio 1965, nella esaurita Cole Field House della University of Maryland si disputa una partita fra scuole superiori cattoliche che farà epoca: la Power Memorial del più rinomato liceale di sempre, il senior Lew Alcindor, contro la DeMatha allenata da Morgan Wootten, dall’ottobre 2000 primo dei tre coach di high school eletti nella Hall of Fame. Gli Stags, imbattuti da 29 gare, vincono 46-43 e fermano a 71 la striscia dei successi newyorkesi. Alla nona stagione con Wootten in panchina, la DeMatha – futura potenza cestistica di Hyattsville, sobborgo di Washington, nel Maryland – era sulla mappa del basket nazionale.  Alcindor – che nel 1971, in seguito alla conversione all’islam, cambierà legalmente il nome in Kareem Abdul-Jabbar – condurrà poi la Power al terzo titolo cittadino consecutivo. Ma quella sera nemmeno lui, tre volte All-American in altrettante stagioni di eleggibilità e primo sophomore nel quintetto ideale del...

HOOPS MEMORIES - Il double di CCNY, i primi saranno gli ultimi

Immagine
https://www.amazon.it/Hoops-Memories-Momenti-basket-americano-ebook/dp/B01JAC2GTQ/ref=asap_bc?ie=UTF8 di CHRISTIAN GIORDANO Chissà quanto avrà rosicato Adolph Rupp, storico coach di Kentucky. Nel 1949 il Barone ci aveva fatto l’acquolina, ma dopo aver addentato la NCAA (46-36 su Oklahoma State) i suoi Wildcats, già sazi, si erano fatti sbranare da Loyola al NIT. E così, l’anno dopo, la prima doppietta nei due principali tornei per universitari “luccicava” nella bacheca del City College of New York.  Ateneo urbano zeppo di pendolari e noto come “Harvard dei poveri” - perché offriva ai residenti istruzione di qualità, prima gratis poi a basso costo (tra i beneficiati, Stanley Kubrick, Mario Puzo e Red Holzman) - CCNY vinse sia il National Invitation Tournament sia il National Collegiate Athletic Association Tournament e sempre battendo in finale la Bradley, superpotenza cestistica del Midwest. La storia inizia con quella del coach, Nat Holman. Membro dei famosi Ori...

HOOPS MEMORIES - The Shot, ogni santo giorno

Immagine
https://www.amazon.it/Hoops-Memories-Momenti-basket-americano-ebook/dp/B01JAC2GTQ/ref=asap_bc?ie=UTF8 di Christian Giordano The Shot .  Non ne potete più dell’etichetta - appiccicata ad almeno tre Tiri del solo Michael Jordan (valsi il titolo NCAA 1982 con North Carolina, il perenne highlight sul povero Craig Ehlo dei Cleveland Cavaliers nel 1988, il sesto e ultimo anello dei Chicago Bulls, a 6.6" dalla fine nel 1998)?  Figuratevi Keith Smart, che da trent’anni se la sente nominare ogni santo giorno. The Shot , nell’Indiana, è il suo: il jumper scagliato a 5” dalla fine dai quattro-cinque metri, quasi dalla linea di fondo di sinistra, che valse alla Indiana University la vittoria per 74-73 su Syracuse nella finale nazionale di New Orleans, in Louisiana. Era il 30 marzo 1987.  Smart dice che la gente ancora lo riconosce. Per quel tiro, però, e non perché oggi, nella NBA, è assistente allenatore ai Golden State Warriors dopo esserlo stato dei Cleveland Ca...

$1 Million End to an Unjust Exile

Immagine
SEQUEL Seven weeks ago LIFE published the results of Reporter David Wolf ‘s investigation into the charges that led the National Basketball Association to blacklist one of the country’s finest players, Connie Hawkins. In 1961, as a college freshman, Hawkins was implicated in a betting scandal. Wolf’s investigation concluded that Hawkins had been implicated unfairly and had done “nothing that would have justified his being banned.” Last week the NBA agreed. by DAVID WOLF LIFE, 1969 June, 27 The memories of the false confessions, of the shame, of the ostracism and of thehand-to-mouth existencewould always be part of him. But for the first time in eight years Connie Hawkins could honestly say he was proud to be himself. “The clouds have gone away,” he said. “I don’t have to hide in a shell. I don’t have to be ashamed anymore.”  For years he had been playing with second-rate teams, often before half-empty houses, always for a small salary. Now the $1 million packa...