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Renato Laghi: «Visentini? Pazienza poca, classe tanta»

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di CHRISTIAN GIORDANO © in esclusiva per Rainbow Sports Books © In undici anni di carriera mai una vittoria, mai neanche un’intervista in tv. Poi, finalmente, un colpo d’ala, un guizzo, un’intuizione, un moto d’orgoglio: è lui a chiederne una. Lo fa a un giornalista amico, nella fattispecie Giorgio Martino della RAI, che gli concede qualche secondo in appendice a quella al più combattivo di giornata. Così, giusto per fargli dire che sì, anche lui, Renatino Laghi da Errano, classe ’44, in tv – almeno una volta – c’era andato. Com’è o come non è, nel giro di poche ore quell’agognata prima vittoria arriva. E che vittoria: la 19ª tappa al Giro del ’77, 205 km da Madonna di Campiglio a San Pellegrino Terme. Successo arrivato al termine di una fuga di 185 km e in un tappone con Tonale, Presolana e Zambla chiuso in solitaria con 1’32” su Gibì Baronchelli e 3’23” sul gruppetto della maglia rosa Michel Pollentier, che quel Giro lo vincerà. L’intervista, stavolta, non deve ch...

Lucien Pothier

Il 15 gennaio 1883 nasceva Lucien Pothier, corridore francese che fu 2° nella prima edizione del Tour de France, quella del 1903. Nato a Cuy, nel dipartimento di Yonne, Pothier è apprendista macellaio e consegna gli ordini spostandosi in bicicletta. A diciannove anni viene reclutato dalla squadra La Française e diventa professionista. Nel Tour de France dell'esordio Pothier fa valere la sua regolarità per terminare infine sul secondo gradino del podio, a poco meno di 3 ore daMaurice Garin. L'anno successivo, dopo aver colto un terzo posto alla Parigi-Roubaix, vince la tappa di Bordeaux ed è ancora secondo, ancora alle spalle di Garin, ma i primi quattro della classifica generale vengono squalificati per aver commesso una serie di infrazioni e Pothier viene radiato, commutando poi la pena in tre anni di sospensione. Pothier non è più il corridore incisivo degli anni del debutto, si ritira alla Grande Boucle nel 1907 e nel 1909 e dopo l'interruzione bellica della Prima...

Alberto Fernandez

https://www.facebook.com/Storie-di-ciclismo-313059979101026/?hc_ref=ARQ0GMC3qUIMDgVA-8zbpFT-B3JQGUb40A0Fz2NV1HNZI9vUErJOO0qPUfn4IJWAsFY&fref=nf Il 15 gennaio 1955 nasceva Alberto Fernandez, professionista dal 1978 al 1984, quando perì in un incidente stradale, che vanta la vittoria di due tappe al Giro d'Italia e una alla Vuelta. Nei sette anni di attività prima della morte, Fernandez, uno dei migliori corridori spagnoli degli anni Ottanta, conquistò trenta vittorie, tra cui due tappe al Giro d'Italia 1983 a Campitello Matese e al Colle San Fermo, concludendo al terzo posto in classifica generale alle spalle di Saronni e Visentini. Nello stesso anno vinse una tappa alla Vuelta, vestendo per tre giorni la maglia di leader e salendo sul terzo gradino del podio finale, battuto da Hinault e Lejarreta, mentre fu secondo nell'edizione del 1984, anticipato per l'inezia di 6" dal francese Caritoux. Tra le altre vittorie, trionfò al Giro dei Paesi Baschi nel 1...

Andrea Noè

https://www.facebook.com/Storie-di-ciclismo-313059979101026/?hc_ref=ARQ0GMC3qUIMDgVA-8zbpFT-B3JQGUb40A0Fz2NV1HNZI9vUErJOO0qPUfn4IJWAsFY&fref=nf Compie oggi gli anni Andrea Noè, nato a Magenta il 15 gennaio 1969. Professionista dal 1993 con la maglia della Eldor, la sua carriera avara di successi lo ha visto trionfare in una tappa del Giro d'Italia 1998 a San Marino ed in una del Tour de Romandie 2000 a Leysin. Nella classifica generale del Giro d'Italia (a cui partecipò per ben 16 volte) fu quarto nel 2000 e nel 2003 e sesto nel 2001. Nel Giro d'Italia 2006 corse come gregario del più quotato per la vittoria finale Danilo Di Luca nel team Liquigas. Nel Giro d'Italia 1998 al termine della tappa di Schio vestì la maglia rosa, perdendola il giorno successivo a Piancavallo; nel Giro d'Italia 2007 indossò ancora per due giorni le insegne del primato, dopo l'arrivo al Santuario della Madonna della Gurdia, per vedersi detronizzare da Di Luca a Briançon. Sop...

Silvano Contini

https://www.facebook.com/Storie-di-ciclismo-313059979101026/?hc_ref=ARQ0GMC3qUIMDgVA-8zbpFT-B3JQGUb40A0Fz2NV1HNZI9vUErJOO0qPUfn4IJWAsFY&fref=nf Tanti auguri oggi a Silvano Contini, nato a Leggiuno, in provincia di Varese, il 15 gennaio 1958, professionista dal 1978 al 1990 con 44 vittorie. Nato nello stesso paese di Gigi Riva, parve ad un certo punto in grado di portare in auge gli orgogli paesani anche a livello ciclistico. E lo fece, ma non nei termini che, ad un certo punto, ci si poteva aspettare. Corridore completo, ma non dotato di una tempra nervosa pari alle doti fisiche, gli manca quel Giro d'Italia che è andato vicino a vincere e che invece non vinse, e quella fortuna che, spesso, gli ha voltato le spalle.  Contini passò presto al professionismo, a soli 20 anni, da giovane speranza senza l'eclatante passato in una categoria propedeutica come i dilettanti, dove, nemmeno 1000 vittorie danno certezze di essere qualcuno nel pedale che conta. E lo fece sul fini...

Storia di Maurizio Fondriest

http://www.museociclismo.it/content/articoli/1121-Storia+di+Maurizio+Fondriest/index.html Ha iniziato l'attività a 10 anni nella categoria Giovanissimi, nella quale ha ottenuto 35 successi (6 nel 1975, 12 nel 1976 e 17 nel 1977). E' poi passato tra gli Esordienti (una vittoria nel 1978 e 12 nel 1979) per proseguire tra gli Allievi (4 affermazioni nel 1980 e 11 nel 1981) e gli Juniores (14 primi posti nel 1982 e 11 nel 1983).  Da dilettante le vittorie sono 21 di cui 2 nel 1984, 5 nel 1985 (tra queste spiccano 2 tappe al Giro d'Italia e il Piccolo Giro di Lombardia) e 14 nel 1986 (con 3 tappe al Giro d'Italia).  Professionista dal 1987, esordisce in maglia Ecoflam alla Settimana Siciliana il 22 febbraio e in 12 stagioni ottiene 69 vittorie in gare su strada. Tra le più importanti il Campionato del mondo di Renaix nel 1988 e la Coppa del Mondo nel '91 (in maglia Panasonic) e il bis del '93 con la Lampre. Il '93 è la sua annata migliore: 26 succes...

Fondriest: un ottimo ciclista cui è mancato poco per entrare nell'Olimpo

http://www.museociclismo.it/content/articoli/1146-Maurizio+Fondriest%3A+un+ottimo+ciclista+a+cui+%C3%A8+mancato+poco+per+entrare+nell%27Olimpo+dei+campioni/index.html Trentino di Cles, classe 1965, ha impersonificato il profilo del ciclista per corse di un giorno. Ciò che ha raccolto in termini di vittorie è stato inferiore rispetto al lavoro da lui prodotto, ma anche rispetto all'agonismo e alla "cattiveria sportiva" che ha impresso alle competizioni da lui affrontate: soltanto la presenza costante di un campionissimo, che di volta in volta cambiava (Fignon, Jalabert, Soerensen), lo ha privato di quel numero di successi che gli avrebbe consentito di uscire dal limbo degli ottimi ciclisti ed entrare nell'Olimpo dei campioni. Anche se parlare soltanto di ottimo ciclista per uno che ha vinto un Mondiale su strada, due Coppe del mondo, una Sanremo, un Campionato di Zurigo e una Freccia Vallone, è riduttivo. Già nelle categorie giovanili si distingue per la capac...

Maurizio Fondriest, campione di stile

http://www.museociclismo.it/content/articoli/5655-Maurizio+Fondriest%2C+campione+di+stile/index.html Tuttobici  Numero: 5 Anno: 2005 di Gino Sala Volendo parlare di Maurizio Fondriest dirò subito che sono stato un suo fervente ammiratore. Mi piaceva vederlo in azione per il suo stile, la sua pedalata composta, la sua leggerezza, il suo modo di andare a caccia di vittorie.  Nato a Cles il 15 gennaio del 1965, già in evidenza nella categoria dilettantistica, professionista per una dozzina di stagioni, un'ottantina di successi, altezza 1,80, peso 72 chili , un trentino di ottimo aspetto, per intenderci. Adesso costruisce bici da corsa apprezzate ovunque, ha due figli, mentre scrivo è in attesa di un maschio. Una bella famiglia, un uomo felice per il suo passato e il suo presente pur avendo qualcosa da rimpiangere. « Rimpiango di non aver potuto dimostrare interamente il mio valore. Il mal di schiena ha condizionato la mia carriera », rimarca Maurizio. La s...

Maurizio Fondriest

http://www.museociclismo.it/content/articoli/10829-Maurizio+Fondriest/index.html Nato a Cles (TN) il 15 gennaio 1965. Completo. Professionista dal 1987 al 1998, ha ottenuto 69 vittorie. A frenarlo a lungo, fu uno dei tanti accostamenti che l'osservatorio italiano ha sempre esternato di fronte ad un giovane in gamba. Nel suo caso, l'appellativo di "erede di Moser", sia per l'esser anche egli trentino e sia per le caratteristiche molto simili. Qualità che mise in evidenza da dilettante e che parevano esplodere anche fra i professionisti. Ma non fu così a lungo, ed è indubbio che il confronto non gli facesse bene perché Maurizio era caratterialmente assai diverso da Francesco. Non aveva la medesima cattiveria agonistica, in altre parole ben difficilmente vinceva quando non era il più forte, e in più fu afflitto a lungo da diversi guai fisici. In ogni caso un gran bel corridore, capace di sacrificarsi come spalla, a volte anche quando aveva le possibilità d...

Giovanni Bruno: Sappada una fiction diventata realtà

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di CHRISTIAN GIORDANO IN ESCLUSIVA PER RAINBOW SPORTS BOOKS Giovanni Bruno è un innamorato dello sport. Classe 1956, nel giornalismo ha iniziato a fine anni Settanta nelle riviste Mare 2000 e Yachting italiano . Nel 1982 è in RAI per i tg e l’avventura di Azzurra nella Coppa America di vela. Dal 1988 cura per TeleCapodistria le trasmissioni Sportime e Obiettivo sci. Dal 1991 a Italia 1 fa nascere il notiziario Studio Sport ed è capostruttura Fininvest al Giro d'Italia, per la prima volta non trasmesso dalla RAI. Nel 1997 torna all’emittente di Stato come vicedirettore di Rai Sport, nominato dall'allora direttore Fabrizio Maffei; dal 1999 ne diventa direttore. Nel 2003 è alla direzione di Sky Sport, di cui dal 2007 è il responsabile Eventi speciali. Dal 2013 è di nuovo direttore di Sky Sport, dal 9 marzo 2016 affianca Massimo Corcione come condirettore Eventi Altri Sport, incarico confermato dal successivo direttore Federico Ferri. Lo incontro nel suo ufficio alla fin...

Quando Anfield "fa" Anfield tutto è possibile

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Quando Anfield "fa"Anfield, il verdetto può essere inappellabile. E quello del big-match della 23esima lo è: la Premier non sarà degli "invincibili", ché tali più non sono.  Alla prima senza Coutinho, volato al Barcellona per 160 milioni, la metà dei quali già spesi per il centralone difensivo van Dijk ancora nemmeno a referto, (forse) il miglior Liverpool dell'èra-Klopp ha spazzato via ben oltre il 4-3 - quasi rimontato nel finale - il Manchester City capolista sin lì, appunto, imbattuto in campionato. L'ha fatto in una di quelle partitissime che rendono impossibile non imnnamorarsi del calcio britannico, anche se di British - nella globalizzata NBA del football - c'è rimasto pochino se non quell'innata intensità, e lampi dell'antico, quasi atavico, spirito guerriero. La bellezza dei gol, quella sì, è stata di abbacinante modernità, e degna dei grandi del passato diventati icone del "Kop".  La striscia dei Pep Boys...

Gerben Karstens

https://www.facebook.com/Storie-di-ciclismo-313059979101026/?hc_ref=ARQ0GMC3qUIMDgVA-8zbpFT-B3JQGUb40A0Fz2NV1HNZI9vUErJOO0qPUfn4IJWAsFY&fref=nf Il 14 gennaio 1942 nasce Gerben Karstens, pistard e passista-velocista olandese, che fu professionista per sedici stagioni, dal 1965 al 1980, vincendo una cinquantina di corse, comprese una Parigi-Tours e tredici tappe alla Vuelta. Da dilettante Karstens si mise in particolare evidenza come componente del quartetto olandese che si aggiudicò la medaglia d'oro della cronometro a squadre ai Giochi olimpici di Tokyo nel 1964.Meno di un anno dopo, nell'aprile 1965, passò tra i professionisti con la Televizier, il team di Jo de Roo: già in quella stagione seppe ottenere alcuni risultati di prestigio quali la vittoria della Parigi-Tours e di una tappa al Tour de France a Versailles, e il secondo posto al Giro di Lombardia, a 3'11" da Tom Simpson. Nella stagione successiva si laureò campione nazionale olandese, riuscendo an...

Gert-Jan Theunisse

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Raimondas Rumsas

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Giuseppe (Pep) Fezzardi

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Euroavversarie: Spurs forza 4, Lipsia al Timo

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Manca un mese, e Tottenham e Lipsia - euroavversarie di Juventus (in Champions) e Napoli (Europea League) - stanno tutte bene. Pure troppo . Gli Spurs di un Harry Kane sempre più recordman - superato Teddy Sheringham come miglior marcatore nella storia del club in Premier League (98 gol in 135 presenze, uno in più ma con 99 partite in meno dell'ex Teddy-boy) - hanno fatto accademia nel 4-0 su un Everton così dimesso da metter tristezza. Mai in partita i Toffeemen . Un po' come successe nel 4-0 di un anno fa, ma il 14 gennaio, al White Hart Lane contro il povero West Brom dell'allora manager Tony Pulis . Stavolta, l'espressione d'impotenza è tutta nel faccione di Sam Allardyce , di fronte a un Pochettino che il match l'ha stravinto a mani in tasca. Il suo 4-2-3-1 regala spettacolo, specie in velocità. Con un Dele Alli che va a fiammate, ma quando s'accende abbaglia: come nel tocco-tacco nel 4-0 per Christian Eriksen - nel ruolo, oggi, il ...

Adolfo Leoni

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Fausto Bertoglio

https://www.facebook.com/Storie-di-ciclismo-313059979101026/?hc_ref=ARQe4l96GcnpfPytR35hA8sEUiyVOg4oz-3e3_0LUaLnV8WnFGApED0Hz_e9blSx4hE&fref=nf Tanti auguri oggi a Fausto Bertoglio, vincitore del Giro d'Italia del 1975, nato il 13 gennaio 1949 a Brescia. Già tra gli allievi, all'età di sedici anni, Bertoglio fu campione italiano; specializzato in corse a tappe, si mise in luce anche tra i dilettanti: nel 1972 ottenne infatti la vittoria nella Settimana Ciclistica Bergamasca. Passato professionista nel 1973 con la Brroklyn, nel 1975, al terzo anno tra i "grandi", riuscì ad imporsi al Giro d'Italia, in una corsa senza Francesco Moser (preparatosi per il Tour de France) e Eddy Merckx (per infortunio), dopo una lunga lotta con lo spagnolo Francisco Galdós. Vestì per la prima volta la maglia rosa al termine della cronoscalata del Ciocco, prendendola al compagno di squadra Giovanni Battaglin, riuscì a difenderla anche nell'ultima tappa, quella con arri...

23a di Premier, un lungo weekend di spettacolo

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Il più grande spettacolo durante e dopo il weekend: è la 23esima giornata di Premier League. Una no-stop di gol e di emozioni lunga tre giorni, dalle 16 del sabato al Monday Night delle 21. Aprono e chiudono i "rivalissimi" del momento, Conte e Mourinho, con un duello a distanza che tale resterà fino allo scontro diretto, attesissimo, del 25 febbraio all'Old Trafford. Si comincia allo Stamford Bridge: Chelsea-Leicester City, le ultime due regine. I Blues londinesi, campioni uscenti, sono terzi, a -1 dallo United e in ripresa: tre vittorie e due pareggi nelle ultime cinque; le foxes invece si sono appena rialzate con il 3-0 sull'Huddersfield a Capodanno dopo un punto in tre gare con United, Watford e Liverpool.  A proposito dei reds, sarà proprio la squadra di Klopp - con 160 milioni ma senza Coutinho - la coprotagonista del big match di domenica all'Anfield, alle 17, contro il City capolista imbattuto a +15 sui cugini, lo United, che lunedì ha buon...