Post

Renato Bongioni - Campione del mondo dilettanti a Salò 1962

Immagine
http://www.museociclismo.it/content/articoli/1249-Renato-Bongioni---Campione-del-mondo-dilettanti-a-Sal%C3%B2-1962/index.html Renato Bongioni da Ome era "figlio" di "Tone" Zanola che l'aveva allevato al Pedale Bresciano con grande cura e certosina attenzione, dedicandogli tanto tempo e ancor più affetto. Il giovane di Ome era un campione nato, cresciuto alla ferrea disciplina ciclistica che al tempo imponeva sacrificio per gli allenamenti da assommare all'impegno per la quotidiana attività di lavoro: l'aveva ben intuito l'allora commissario tecnico dei dilettanti Elio Rimedio . Renato visse quella stagione 1962 in proiezione della corsa mondiale di Salò.  Antonio Zanola, allenatore e massaggiatore , aveva predisposto per il suo corridore un accurato programma di lavoro: cinquemila chilometri con il pignone fisso, novità ai quei tempi, a inizio stagione. Renato colse il successo in quella stagione ad Asola, campione lombardo, dopo la p...

Diluvia su Aru, primo sole per Woods

Immagine
Quando piove, piove. E su Fabio Aru, diluvia da un'eternità. Tornato al Giro dopo un anno di assenza per il KO al ginocchio in preparazione, ecco la cotta di Sappada, la penalizzazione per scia nella crono di Rovereto e il ritiro prima di Bardonecchia.  Ora alla Vuelta la caduta in discesa ai -6,2 km dall'arrivo della 17esima tappa, 157 km da Getxo al Balcón de Bizkaia, sull'inedito Monte Oiz. Colpa del cambio, s'è sfogato Fabio col suo diesse Joxean Fernández Matxin. Col sardo è finito per terra l'austriaco Hermann Pernsteiner, gregario di Nibali alla Bahrain-Merida. Ecco: prima Nibali all'Alpe d'Huez al Tour, adesso Aru.  Piove anche sul Ct Cassani e la sua Italia per il Mondiale di Innsbruck del 30 settembre. Aru, nonostante le abrasioni e la ferita al gluteo destro, è arrivato al traguardo con 14' di ritardo.  Nibali è in crescendo: in fuga nei 26 con De Marchi (sesto a 44" e primo degli italiani), ha ceduto nel finale e ha ...

Moscon: “Ho il fuoco dentro, vincere subito per zittire tutti”

Immagine
Siamo andati a Innsbruck, dove il 30 si corre il Mondiale: qui vive il trentino, cacciato dal Tour e poi squalificato, che sabato torna in gara all’Agostoni 12 SETTEMBRE 2018 - INNSBRUCK (AUSTRIA) dal nostro inviato Ciro Scognamiglio - © GAZZETTA DELLO SPORT “Vincere e zittire tutti. Così. Dando una lezione con i fatti. Semplicemente vincendo…”. Gianni Moscon ha appena finito di pranzare. Pomodori, cetrioli, riso in bianco, pane integrale e due pezzi di formaggio. Nella nuova casa in affitto sta da pochi mesi. Una stradina tranquilla, non lontana dal centro di Innsbruck e neppure dall’aeroporto. Pure Gianni è tranquillo. Ma dentro ha il fuoco. Oggi scade la squalifica di 5 settimane per la manata data verso Gesbert (senza colpirlo) al Tour. Nel fine settimana il 24enne trentino di Sky corre: Agostoni sabato, Bernocchi domenica. C’è un Mondiale da onorare (ieri doveva vedersi con il c.t. Cassani). Un finale di stagione per scatenarsi e riprendersi in un botto il tempo...

Dennis signore del tempo, Yates rosso vivo

Immagine
Prendere e lasciare. Finisce come era iniziata la Vuelta di Rohan Dennis, che bissa il prologo di Malaga dominando - in 37'57" - i 32 km contro il tempo da Santillana del Mar a Torrelavega. Per tutti la 16esima tappa, per il 28enne australiano l'ultima perché poi "staccherà" per preparare - da favorito - la crono iridata del 26 settembre a Innsbruck.  Per l'ex primatista dell'ora è il 25-esimo successo nella specialità, il sesto in stagione dopo il titolo nazionale, la cronosquadre e quella individuale alla Tirreno-Adriatico, la crono di Rovereto al Giro e, appunto, i due in questa Vuelta. Alle sue spalle, doppietta BMC con lo statunitense Joseph Rosskopf piazzato a 50", come Jonathan Castroviejo (Team Sky). Quarto a 51" Steven Kruijswijk, che nella generale scavalca così Nairo Quintana e Miguel Ángel López e ora è terzo a 52" da Simon Yates. La maglia sempre più rossa si è difesa bene chiudendo al 13-esimo posto a 1'28...

Pinot d'annata a Covadonga, ma Yates è padrone

Immagine
La testa fra le nuvole. Nel senso migliore dell'espressione: ai -6,3 km dalla iconica vetta dei Lagos de Covadonga, 21esimo capitolo di un amore con la Vuelta iniziato nell'83, ha fatto il vuoto Thibaut Pinot, primo con 28" su Miguel Ángel López e 30" sulla maglia rossa Simon Yates. Il 28enne scalatore francese che ama l'Italia quasi più del suo Esagono completa così il suo trittico di almeno una frazione nelle tre maggiori corse a tappe: dopo Asiago al Giro un anno fa, Porrentruy 2012 e l'Alpe d'Huez 2017 al Tour, ora l'Alpe d'Huez di Spagna, dove ha vinto gente come Marino Lejarreta, Perico (Pedro) Delgado, Robert Millar, "Lucho" Herrera, due volte Laurent Jalabert, Pavel Tonkov. L'ultimo fu Quintana nel 2016. Lontano parente, quello, del Nairo piccolo piccolo rimbrottato di brutto - per mancata collaborazione - da Yates, che ora guida la generale con 26" su Valverde e 30" sullo stesso Quintana, i due capitani dell...

Yates, de nuevo tú

Immagine
Cuore e testa, prima ancora che gambe.  Tappone e quarta maglia rossa per Simon Yates, tornato leader della Vuelta dopo due giorni di interregno di Jesús Herrada, precipitato in cima a Les Praeres.Nava a 9'16" dal vincitore, che sul traguardo ha battezzato la ruota di Valverde e poi ha bruciato di 2" sia Lopez sia l' Embatido (sempre più maglia verde: 101 punti contro gli 83 di Sagan nella classifica di categoria). Nella generale invece ora Yates comanda con 20" sullo stesso Valverde e 25" su Quintana.  Tredici vittorie in carriera per il 26enne britannico, sette nel 2018: l'anno della sua consacrazione; alla Vuelta è il suo secondo successo dopo quello di Luintrra nel 2016.  Dovesse tenere quella maglia fino a Madrid, quest'anno dopo Froome in rosa e Thomas in giallo sarebbe il terzo britannico a vincere un grande giro. Cuore e testa non gli sono mai mancati, vedremo se - a differenza del Giro 2018 - nella terza settimana avrà anche...

La Camperona da Óscar

Immagine
La Camperona. Terzo arrivo di tappa nella storia della Vuelta, e terzo in salita di questo 73-esimo Giro di Spagna. Finalmente entrato nel vivo con il primo di tre giorni di montagna destinati a sconvolgerre la classifica. In cima ai 1600 metri, dopo il canadese Ryder Hesjedal nel 2014 e il russo Sergej Lagutin nel 2016, primo successo spagnolo con Óscar Rodríguez, 23-enne scalatore che corre per la Euskadi-Murias, team basco con licenza Professional Continental. A 19" il polacco Rafal Majka (Bora-Hansgrohe), a 30" il belga Dylan Teuns (BMC). Dietro, a seconda del tifo, solito bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto per Nairo Quintana: primo attacco significativo alla maglia rossa di Jesús Herrada o ennesima occasione persa da "...e anche oggi attacco domani". Ora nella generale "el Condorito" colombiano ha scavalcato di quattro secondi il suo co-capitano Alejandro Valverde ed è terzo a 1'50" da Herrada. L'ex leader Simon Yates (Mi...

Colpo di Geniez, Herrada ribalta la Vuelta

Immagine
Altro che tranquillo avvicinamento ai tapponi del weekend. La frazione numero 12, 181,1 km al vento della Galizia da Mondoñedo a Faro de Estaca de Bares, la generale l'ha stravolta, soprattutto in testa. La tappa - sulla carta per finisseur ma con 2200 metri di dislivello - l'ha vinta il francese Alexandre Geniez, che ha regolato allo sprint gli altri cinque fuggitivi: l'olandese Dylan van Baarle (del Team Sky), l'ucraino Padun (gregario di un Nibali ancora all'attacco sveglia-tutti, stavolta ai -34 km), poi Teuns, Campenaerts e il nostro Formolo, che ha ceduto, di 5",  ma solo nel finale.  Più staccato, a 24" Gianluca Brambilla, che in classifica ha scavalacato al 14-esimo posto Fabio Aru come miglior italiano ma comunque lontanissimo, a 5'03", dalla nuova maglia rossa: il 28-enne spagnolo Jesús Herrada, passato quest'anno dalla spagnola Movistar alla francese Cofidis. Alla vigilia del tappone con le scalate del Puerto de T...

THE STORY BEHIND SHAWN KEMP’S “LISTER BLISTER” REVENGE DUNK

Immagine
http://ballislife.com/shawn-kemp-lister-blister/ If you have ever seen any Shawn Kemp highlights, I’m assuming you have seen the infamous “Lister Blister” dunk. I’m also assuming you don’t know the amusing story behind it and why one of the greatest and most disrespectful NBA dunks ever is also one of the best revenge dunks ever. Let’s go back to April 23rd of 1992, Game 1 of the first round match-up between the Golden State Warriors and Seattle SuperSonics . Kemp dominates the Warriors’ big men with 28 points on 10 of 15 shooting, 16 rebounds and 3 blocks. NBA lottery pick and starter Tyrone Hill played only 15 minutes before leaving with 0 points and Alton Lister matched Hill’s donut, while racking up 3 fouls in just 7 minutes. The Sonics end up with a 117-109 win. In Game 2, Lister got the start and did a great job at keeping The Reign Man to a drizzle, holding Kemp to 17 points on 5 of 14 shooting . He also got Kemp to lose his cool after a flagrant foul , whi...

De Marchi & C., prove tecniche di Innsbruck

Immagine
Tappa undici. Come i chilometri di pianura sui 207,8 della frazione più lunga di questa 73-esima Vuelta. Ha vinto Alessandro De Marchi, al terzo successo in carriera al Giro di Spagna.  Nel 2014 aveva vinto alla settima (ad Alcaudete), nel 2015 alla 14esima (ad Alto Campoo/Fuente del Chivo). Stavolta a Ribera Sacra/Luintra. Come sempre, alla sua maniera. In fuga, e bruciando la volatina con un attacco ai 4 . Il "Rosso di Buia" - come il vino buono del suo Friuli - invecchiando migliora. E a 32 anni, dopo il podio nella terza tappa, si conferma in formissima mondiale per Innsbruck, dove sarà - ancora - uno dei fedelissimi del Ct Davide Cassani. E di capitan Nibali, che a 25 giorni dalla gara iridata ha dato ottimi segnali: suoi, nella prima due ore di corsa, gli attacchi che hanno tirato il collo a un gruppo che ha menato forte per tutta la tappa, chiusa a un clamoroso 48 di media. Segnali incoraggianti sono arrivati anche da Franco Pellizzotti, terzo a...

Chi sono Augusto e Giorgio Perfetti, i fratelli nella Top 10 dei più ricchi d’Italia?

Immagine
https://www.money.it/biografia-Augusto-Giorgio-Perfetti-classifica-ricchi-Italia Augusto e Giorgio Perfetti sono per Forbes nella Top 10 dei più ricchi d’Italia: ecco la loro biografia e da cosa è dovuta la loro ricchezza. di Alessandro Cipolla 4 settembre 2018  Cercare notizie o foto di Giorgio e Augusto Perfetti nella rete è un’impresa ardua al limite dell’impossibile. Questo perché da sempre la loro famiglia, viste alcune drammatiche vicissitudini, ha scelto di tenere un profilo molto basso, lontano dai grandi riflettori. Eppure la rivista specializzata  Forbes ha inserito i fratelli Perfetti nella classifica, guidata da Giovanni Ferrero , dei dieci uomini più ricchi d’Italia: vediamo allora la loro biografia e da cosa è dovuta la loro ricchezza. La storia dell’azienda messa in piedi dalla famiglia Perfetti inizia ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, quando i giovani fratelli Egidio e Ambrogio vendevano a Lainate, nel milanese, in giro pe...

Pursuing big dreams, Halberstam started small

Immagine
https://www.cjr.org/local_news/pursuing-big-dreams-halberstam-started-small.php Even at 21, he had a keen sense for the next story. In 1955 he headed to a tiny newspaper in Mississippi. A MONTH AFTER DAVID HALBERSTAM graduated from Harvard University in 1955, he took a job as the lone reporter on Mississippi’s smallest daily newspaper, the West Point Daily Times Leader, circulation 4,000. Immediately after setting foot in the newsroom, he encountered Beulah Harris, the mother of the editor of the family-owned paper. She looked the 6-foot-3-inch, 21-year-old New Yorker up and down and smiled: “The Lord Jesus Christ sent you here.” “I, descendant of many centuries of illustrious rabbis, a line only recently broken by two or three generations of American renegades, looked at her in stunned surprise,” Halberstam wrote in Esquire in 1981. “ ‘Of course He did,’ she said. ‘Why else would you be here?’ I could not argue, and with that we became friends.” For Halberst...

Visentini nella morsa

Immagine
Il campione italiano vince il Giro ’86, poi spuntano l’irlandese Stephen Roche e l’ombra di un tradimento. E arriva Andy Hampsten di Pier Bergonzi, Giro d’Italia – La grande storia Adesso che i britannici hanno vinto anche il Tour, adesso che i figli della Regina hanno stravinto l’Olimpiade di Londra è facile pensare che il ciclismo di lingua inglese (americani e australiani compresi) risieda stabilmente nei quartieri alti di questo sport. Non era così negli Anni Ottanta. Anzi…  L’irlandese Stephen Roche e lo statunitense Andy Hampsten possono essere quindi considerati come dei precursori. Con Greg LeMond, il biondino tre volte maglia gialla, e l’irlandese Sean Kelly possono essere considerati i “padri” storici del ciclismo “English-speaking”. L’antenato più illustre, in realtà, è Tom Simpson, il campione del mondo di Lasarte 1965 che morì sul Mont Ventoux al Tour del 1967.  Ma Roche e Hampsten sono stati il primo irlandese e il primo americano a vincer...

Bernard, speranze tradite

Immagine
Poteva essere l’erede di Hinault, ma non lo è stato. Tuttavia aveva gran classe, e nella tappa di Merano 2000 del Giro ’88 lo dimostrò di Pier Bergonzi, Giro d’Italia – La grande storia Gli avevano appiccicato addosso l’etichetta di “erede” di Hinault fin troppo presto, ma di classe ne aveva tanta. E al Giro d’Italia, Jean-François Bernard lo ha dimostrato in più di un’occasione. Aveva già vinto la tappa di Madesimo nell’edizione del 1987 grazie a una bella fuga, ma è in quella del 1988 che dimostra la sua maturità. Capitano della Toshiba, si presenta al via di Urbino convinto di poter puntare alla maglia rosa finale. Nel 1987, al Tour de France, aveva vinto due cronometro ed era salito sul podio di Parigi: terzo dietro a Stephen Roche e a Pietro Delgado. Nei suoi piani avrebbe dovuto ripercorrere le tracce dello “zio” Hinault. E all’inizio tutto gli sorride. Nel prologo di Urbino vince a oltre 41 di media sui 9 chilometri nervosi, con tante curve e l’arrivo sullo strap...

Life After Peugeot – Stephen Roche

Immagine
by Rupert Guiness – The Foreign Legion (1993) Roche has arguably had the most turbulent career of the lot. He has also been the most successful, with 1987 and his ‘Triple Crown’ triumph in the Tours of Italy, France and the world road title at Villach in Austria. Only the retired Belgian legend Eddy Merckx had ever accomplished the same feat in 1974.  However his contractual wranglings and spate of injuries have earned as much headline space as his race results. Since leaving Peugeot after the 1984 season, Roche has ridden for six teams – La Redoute, Carrera, Fagor, Histor, Tonton Tapis and again Carrera, riding out his intended final season in 1993.  Things started going wrong for Roche right from the start, in his first year out from Peugeot. It had nothing to do with his attitude or performance. On all accounts, 1984 was not a bad season with wins in Nice-Alassio, the Tour of Romandy and Subida a Arrate in Spain. He was also second in Paris-Nice, third i...

Stefano Allocchio: dov'è il cameratismo?

di Gino Sala, Tuttobici Numero 10 - Anno 2008 Come sono lontani i tempi di "ciao mama, son contento di essere arrivato uno". Tempi di un ciclismo eroico se paragonato a quello di oggi. Ragazzi di stirpe contadina, figli di operai in cerca di fortuna a cavallo di una bici. Un mondo completamente diverso se confrontato col vivere dei nostri giorni, peggiore per certi versi, migliore per altri. Adesso abbiamo corridori laureati che quando smettono di pedalare diventano imprenditori, dirigenti d'azienda, uomini di spicco, per così dire, e se rimangono fedeli alle loro origini, come il trevigiano Marzio Bruseghin, tengono discorsi interessanti quando vengono intervistati. La premessa coinvolge Stefano Allocchio, milanese nato il 18 marzo del 1962, professionista dal 1985 al 1993, velocista con undici vittorie tra le quali figurano quattro tappe del Giro d'Italia. Un Allocchio elegante nel vestire, quasi salottiero, prudente nell'esprimersi, deludente per cer...

Stefano Allocchio

http://www.museociclismo.it/content/articoli/10472-Stefano-Allocchio/index.html di Maurizio (Morris) Ricci, Museo del Ciclismo Nato a Milano il 18 marzo 1962. Velocista. Professionista dal 1985 al 1993 con 12 successi.  Velocista adatto ai treni, senza averli mai potuti avere con tangibilità. Non scattista, ma ottimo in progressione. Forse pure un po' timido, o perlomeno non deciso nelle fasi di ricerca della miglior posizione dalla quale sviluppare l'affondo.  Ottimo pistard nelle categorie minori, dove conquistò tre Titoli italiani tra i dilettanti: americana indoor 1983 (con Brunelli) e inseguimento a squadre 1983 e 1984.  Sempre da dilettante, fu azzurro alle Olimpiadi di Los Angeles nell'individuale a punti che chiuse al 14° posto.  Passato professionista nel 1985, fu autore di una bella stagione d'esordio, conquistando due tappe al Giro d'Italia, a Foggia e Salerno, una alla Settimana Siciliana e il Titolo tricolore nella corsa a punti...

Stefano Allocchio al GS CorSera

http://www.gscorsera.it/amici/allocchio.htm Il GS CORSERA vanta un illustre iscritto, a difendere i colori gialloblù c'è Stefano Allocchio grande velocista degli anni Ottanta. In nove anni di professionismo è riuscito a battere grandi campioni dello sprint. Tra le “vittime” dei suoi micidiali rush anche Saronni, Cipollini, Bontempi, Kelly, Konyshev, Gavazzi, Rosola, Eddy Planckaert e soprattutto il gigantesco Freuler , che quando trovava Stefano sulla sua strada era quasi sempre battuto. Come in occasione dei due primi successi al Giro d’Italia 1985, di un giovanissimo Allocchio, nella tappa di Foggia e di Salerno.  Nato a Milano il 18 marzo 1962, ha iniziato la sua carriera professionistica nel 1985. Per tre anni ha difeso la maglia della Malvor-Bottecchia (1985, ’86 e ’89). Ha poi corso per Supermercati Brianzoli (1987), Chateaux d’Ax (’88), Italbonifica-Navigare (dal 1990 al ’92) ed ha concluso con la Lampre (1993).  Dieci bellissime vittorie in volata, tra cui ...

WORK SERVICE VIDEA, NEL 2019 ARRIVA DAVIDE BOSCARO

Immagine
https://www.tuttobiciweb.it/article/2018/08/23/1535019950/work-service-videa-davide-boscaro-tuttobiciweb Tuttobiciweb, 23/08/2018 All'indomani della medaglia d'argento conquistata ai campionati europei di Aigle nell'inseguimento a squadre, la Work Service Videa Coppi Gazzera annuncia l'arrivo tra la proprie fila di Davide Boscaro . Il velocista padovano, attualmente in forza alla Work Service Romagnano , approderà alla formazione del presidente Renato Marin e debutterà tra gli under23 nella stagione 2019. "Dopo i due anni nella categoria juniores con la maglia della Work Service - racconta Boscaro - sono orgoglioso di poter continuare a crescere in questo gruppo approdando alla Work Service Videa Coppi Gazzera. Il 2018 non è stata una stagione semplice , la brutta caduta d'inizio d'estate è stata un duro banco di prova, ma sono riuscito a riprendermi e a conquistare una prestigiosa medaglia europea. Sono felice di aver ricevuto piena fiduc...

ACBB - 1980

Immagine
by Rupert Guinness, The Foreign Legion (1993) With Anderson and Millar out in the wider and cut-throat territory of professional life, Wiegant and Escalon once more plundered the store of English-speaking talent. And when Irishman Stephen Roche came along, they found a diamond amongst this apparent treasure chest. Lucien Bailly, the French Cycling Federation’s technical director, brought Roche to Wiegant’s attention. To this day, Bailly still regards it as his best deed. Roche went on to win the amateur Paris-Roubaix, Paris-Reims, the Tour du Haut Languedoc, the Grand Prix de France, the Chrono Madelainois and the Tour de l'Ile de France. Having won the 1979 Rás Tailteann stage race in Ireland the year before, Roche left Dublin on February 11, 1980, with two big suitcases and a shoulder bag, bound for Paris. He had the idea, as had Anderson, that ACBB would provide the top-line preparation he needed for th Olympic Games later in the year. There would also be a ful...