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SEVENTIES - Frank Lampard Sr, eri forte papà

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https://www.indiscreto.info/2009/12/per-sempre-senior.html di Christian Giordano © - Indiscreto © © Rainbow Sports Books © Uno dei più grandi del West Ham United nel secondo dopoguerra. Fullstop . Londinese dell'Essex, Frank Lampard Sr (East Ham, 20 settembre 1948) debutta in campionato all'Upton Park nella sconfitta (2-3) contro il Manchester City il 18 novembre 1967. Verso la fine della stagione, il 27 aprile, si rompe una gamba nel 2-1 esterno sullo Sheffield United, ma poi recupera e non esce più dalla prima squadra.  Immediato quanto effimero il riconoscimento internazionale: 4 presenze nella Under 23 inglese e la prima delle sole due presenze da titolare, e sempre in amichevole, nella selezione maggiore, 1-1 con la Jugoslavia l’11 ottobre 1972 con Ct ancora Alf Ramsey, quello del mondiale vinto in casa nel '66. Per la seconda dovrà aspettare sette anni e 232 giorni, fino al 31 maggio 1980, quando Ron Greenwood, il suo ex boss agli Irons diventat...

SEVENTIES - Dave Thomas, il vento che accarezza l'erba

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https://www.indiscreto.info/2010/03/lerba-di-dave-thomas.html di Christian Giordano © - Indiscreto.it © Rainbow Sports Books © Se c’è un posto dove più adorano le ali, quello è il Loftus Road. Là impazziscono a vedere uno che s’invola sull’out, ne manda al bar un paio fintando e poi la mette in mezzo a tutta birra. E se c’è un'ala che al Loftus Road più hanno adorato, quella è  Dave Thomas .  A irrinunciabile corredo del mito, i calzettoni alla cacaiola e la totale idiosincrasia ai parastinchi. Per dirla alla Ken Loach, forse l'ultimo baluardo del director socialmente non solo impegnato ma pure utile, il suo modo di giocare era come il vento che accarezza l’erba . Un refolo di libertà, e rivoluzionario per davvero. Nato il 5 ottobre 1950 a Kirkby-in-Ashfield, contea del Nottinghamshire, comincia nel Burnley nell’estate del 1966. A neanche sedici anni, gli pronosticano già un futuro nell’Inghilterra. E ancor prima di firmare per i Clarets, lui il Turf Moor...

SEVENTIES - Macari, segna sempre Lou

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https://www.indiscreto.info/2009/12/segna-sempre-lou.html/comment-page-1 di Christian Giordano © - Indiscreto.it ©  Rainbow Sports Books © Nato a Largs, nel North Ayrshire, da genitori italiani emigrati a Edimburgo, Luigi "Lou" MACARI (7 giugno 1949) arriva al Celtic nel 1970.  Vanta già 57 reti in 100 presenze e due double consecutivi quando, nel gennaio 1973, diventa l’ennesimo scozzese reclutato per il Manchester United dal manager Tommy Docherty. Anzi, dal suo assistente Pat Crerand, altro Glaswegian , che bracca Macari in tribuna all'Anfield, dove Lou stava per firmare col Liverpool.  Un furto senza scasso che, negli anni, ripagherà fino all’ultimo penny le 200 mila sterline versate per quel ragazzino in gol già al debutto coi Red Devils, contro il West Ham. Con Gordon Hill, Steve Coppell e i fratelli Brian e Jimmy Greenhoff, Macari sarà uno dei simboli dello United di metà Seventies . Spettacolare fin che si vuole, ma certo non un...

SEVENTIES - Tony Currie, artista al bacio

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di CH RISTIAN GIORDANO © Rainbow Sports Books © « A quality goal, by a quality player» - telecronaca di Johnny Motson ,  Sheffield United-West Ham 3-2, 22 marzo 1975 «Non calciava la palla, la carezzava e la convinceva a fare quello che lui voleva.  Che la passasse lunga o corta, te la metteva su un piatto…» – Tony Pritchett TONY CURRIE (Edgware, nel Middlesex, 1° gennaio 1950) non è stato soltanto uno dei più talentuosi centrocampisti inglesi, dotato di gran tiro, visione di gioco e lanci lunghi e precisi («Tony could land a 60-yard pass on a sixpence». Era un artista. E in  quanto tale, era nato per saltarle le righe, non per vivacchiarci dentro. Quando già lavorava per una ditta di costruzioni edili, firmò da dilettante per il Queens Park Rangers. Non confermato dopo la breve parentesi da apprendista al Chelsea, nel maggio 1967 lo prese il Watford con cui conquistò la nazionale giovanile. Sei gol nelle sue prime quattro partite di campion...

Tour '87, storico e spettacolare

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Roche fa l'andatura verso Millau http://oldforum.cicloweb.it/viewthread.php?tid=5606 Fu il Tour più combattuto degli ultimi 20 anni. Giusto 20 anni fa. Ancora più di quello del 1989. Quando alla penultima tappa erano ancora in tre in corsa... per vincere. La scampò Stephen Roche , che fece doppietta per poi andare a prendersi il tris al mondiale.  Il Tour 1987, storico e spettacolare. Già durante la fine del 1986 la Grand Boucle chiudeva due ere. Mancava Hinault che aveva chiuso col ciclismo proprio alla fine di quell’anno. Ma anche a livello organizzativo ci furono novità. Félix Lévitan, storico ‘condirettore’ andò in pensione. Rimaneva Goddet, che avrebbe continuato ancora per due anni, ma la sua ormai era solo presenza. A dirigere il Tour arriva Xavier Louy con l’aiuto di Francois Naquet Radiguet . I due perfezionano qualcosa a cui Goddet e Lévitan hanno lavorato da anni. Far partire il Tour da Berlino [Ovest], in piena ‘guerra fredda’. E così fu. Il percorso c...

We look back at Stephen Roche’s bronze medal ride in the 1983 World Pro Champs

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http://www.stickybottle.com/latest-news/we-look-back-at-stephen-roches-bronze-medal-ride-in-the-1983-world-pro-champs/ Stephen Roche winning stage 2 of the Health Race Rás Tailteann from Longford to Westport in 1979 from Denis Brennan.  He would win the race overall aged just 19 years, competing with a strong Irish Cycling Federation selection that also included Tony Lally, John Shortt, Ollie McQuaid and Alan McCormack.  His last big outing for Ireland as an amateur was the 1980 Moscow Olympics and the following year, 1981, he would turn pro with Peugeot. He immediately beat Bernard Hinault for his first pro win at the Tour of Corsica.  Just two months into his pro career, he would win Paris Nice, with Sean Kelly winning the following seven editions of that race. Roche continued to blaze the trail and in 1983 won a series of huge races before taking bronze at the World Championships in Switzerland at the end of that season.  (Photo with thank...

HOOPS MEMORIES - Il sabbatico di Barry: il riposo del Guerriero

https://www.amazon.it/Hoops-Memories-Momenti-basket-americano-ebook/dp/B01JAC2GTQ di CHRISTIAN GIORDANO © Rainbow Sports Books © Quando nel 1965, con i San Francisco Warriors, Rick Barry irruppe nel basket pro, erano in parecchi a dubitare che avrebbe segnato come era solito fare alla University of Miami (29.8 PPG). Barry era molto esile, 1.99 ma per appena 90 kg, e se il suo talento era incontestabile, a lasciare perplessi era la sua capacità di far fronte al martellamento fisico che avrebbe sicuramente subito misurandosi a livello professionistico. Ma queste perplessità scomparvero immediatamente con Barry che alla sua prima stagione andò oltre i 25 di media e vinse il Premio di Rookie of the Year. L’anno seguente, esplose a più di 35 punti a partita che lo laurearono capocannoniere NBA. Trascinati da Barry in attacco e dal roccioso Nate Thurmond sotto i tabelloni, i Warriors si erano spinti sino alle finali NBA, ma poi avevano dovuto arrendersi agli irresistibili 76ers di...

HOOPS MEMORIES - Issel a Kentucky, casa dolce casa

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https://www.amazon.it/Hoops-Memories-Momenti-basket-americano-ebook/dp/B01JAC2GTQ di CHRISTIAN GIORDANO © Rainbow Sports Books © Dan Issel ha giocato a livello pro per sedici anni, undici dei quali a Denver. Ma se fosse dipeso da lui, la sua carriera l’avrebbe trascorsa tutta nel Kentucky. Nato a Batavia, nell’Illinois, nel 1970 Issel era un All-American di 2.04 della University of Kentucky con in tasca la certezza di essere una prima scelta al draft dei pro. Il punto era: di quale draft? Il primo in ordine cronologico era quello della ABA e lì Issel fu chiamato da Dallas. Ma l’ex Wildcat dichiarò che il solo modo di farlo giocare nella ABA era che ci fosse una franchigia a Louisville, appunto nel Kentucky. Neanche il tempo di cantare My Old Kentucky Home e Louisville non solo aveva una squadra, i Kentucky Colonels, ma anche i diritti su Issel. Dan era così entusiasta di rimanere nel Kentucky da firmare un contratto di cinque anni per meno di 500 mila dollari prima anc...

HOOPS MEMORIES - Elgin Baylor, rookie a chi?

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https://www.amazon.it/Hoops-Memories-Momenti-basket-americano-ebook/dp/B01JAC2GTQ di CHRISTIAN GIORDANO © - Rainbow Sports Books © Considerato da molti la più grande ala di sempre ad aver mai giocato questo sport, Elgin Baylor cominciò ad apprendere i suoi movimenti sui campi di Washington, DC [District of Columbia]. Già dai tempi del liceo aveva mostrato il suo eccellente controllo del corpo che rendeva le sue entrate a canestro diverse da quelle di qualsiasi altro giocatore visto prima di lui. Poteva galleggiare in aria più a lungo e tirare meglio da una posizione fuori equilibrio di chiunque altro. Ma nonostante queste doti, Baylor quasi si lasciò sfuggire l’opportunità di giocare a livello di college. Al liceo, Elgin non era un bravo studente. Si era ritirato per un po’ e lavorava in un magazzino di mobili, giocando a pallacanestro di sera per divertimento. Baylor tornò a scuola e si diplomò, ma non con il tipo di voti che gli avrebbero permesso di entrare in molt...

HOOPS MEMORIES - "Big" Wilt ha detto stop

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https://www.amazon.it/Hoops-Memories-Momenti-basket-americano-ebook/dp/B01JAC2GTQ di CHRISTIAN GIORDANO © - Rainbow Sports Books © L’arrivo di Wilt Chamberlain nella NBA, nel 1959, era un evento annunciato sin dal suo secondo anno di high school alla Overbrook HS di Philadelphia. Durante i tre anni a Kansas, era cresciuto fino a 2.14 e in più si era costruito una solidissima reputazione di potenziale superstar che sarebbe sicuramente esplosa nei pro. Wilt però sorprese tutti. Anziché tornare a Kansas per il suo anno da senior, Chamberlain giocò per un anno negli Harlem Globetrotters e là affinò sia il ballhandling sia il tiro.  Ma c’erano pochi dubbi sulla squadra per la quale avrebbe giocato nella NBA. Il proprietario dei Philadelphia Warriors, Eddie Gottlieb, aveva convinto la lega ad espandergli il raggio della cosiddetta territorial draft pick , la scelta con la quale, per motivi di cassetta, le franchigie potevano reclutare i migliori talenti delle università...

HOOPS MEMORIES - Dolph Schayes, l'Hall-of-Famer perso per mille dollari

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https://www.amazon.it/Hoops-Memories-Momenti-basket-americano-ebook/dp/B01JAC2GTQ di CHRISTIAN GIORDANO © Rainbow Sports Books © Nel 1948, c’erano due leghe professionistiche in competizione sulla ribalta del basket pro: la National Basketball League e la Basketball Association of America. Prima che le due leghe si fondessero per dar vita, l’anno seguente, alla NBA, le squadre della BAA controllavano le spese adottando per i salari dei giocatori al primo anno un tetto di 6000 dollari. Tale limite fu messo a dura prova nella primavera del 1948 quando i New York Knicks della BAA cercavano di ingaggiare il 2.02 Dolph Schayes, un prodotto locale che dopo aver fatto faville alla NYU era già popolare fra i frequentatori del Madison Square Garden. Rappresentato dal padre, Schayes voleva e valeva più di sei mila dollari e, infatti, gliene furono offerti 7000 dai Syracuse Nationals della NBL. Schayes figlio avrebbe preferito rimanere a New York, ma il proprietario dei Knicks Ned...

HOOPS MEMORIES - Russell vs Chamberlain, il mio miglior nemico

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https://www.amazon.it/Hoops-Memories-Momenti-basket-americano-ebook/dp/B01JAC2GTQ di CHRISTIAN GIORDANO © - Rainbow Sports Books © Negli anni Sessanta, in America, non c’è stato matchup migliore, a livello di sport professionistici, di quello tra Bill Russell dei Celtics e Wilt Chamberlain, che in NBA giocò prima nei Warriors, poi nei 76ers e infine nei Lakers. Mentre il secondo puntualmente dominava la classifica cannonieri, stabilendo strada facendo record su record, il primo in un modo o nell’altro trovava sempre un sistema per vincere l'anello. I loro duelli erano un classico, specie durante i playoff. Per otto volte le loro squadre si sono incontrate in recite post-stagionali, e per sette volte sono stati i Celtics di Russell ad arrivare in cima. I media spesso appiccicavano addosso a Chamberlain l’ingenerosa etichetta di “perdente”, e gli appassionati di basket credevano che i due grandi centri si stessero, nel migliore dei casi, cordialmente antipatici. ...

HOOPS MEMORIES - Al Attles, duro da morire

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https://www.amazon.it/Hoops-Memories-Momenti-basket-americano-ebook/dp/B01JAC2GTQ di CHRISTIAN GIORDANO © Rainbow Sports Books © Una delle migliori guardie difensive di sempre, Alvin (Al) Attles, nonostante la mini-stazza (1,82 x 83 kg), sapeva svolgere un superbo lavoro di contenimento sulle più forti shooting guard avversarie. Una di queste, l’ Hall-of-Famer Lanny Wilkens, una volta gli fece il quadretto: «Al non è che giocava sporco, ma ti stava sempre addosso come un guanto». Un Gary Payton ante litteram, insomma.  Attles ha giocato nei Warriors della NBA per undici anni, pur essendo un marcatore tutt’altro che eccelso (11 punti a partita in carriera). Ma se ci è riuscito è perché recuperava molti più palloni di quanti ne perdeva, perché non danneggiava la squadra prendendosi brutti tiri e perché era bravo a smarcarsi velocemente per ricevere palla in attacco. E poi era senza eguali negli aspetti più ruvidi del gioco, il cosiddetto lavoro sporco. In campo Att...