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"Eroi" mai per caso

Qui si scrive di «eroi», e le virgolette, d'obbligo trattandosi di basket, saranno poi sottintese. Premessa. Tanto tempo fa - facciamo tredici anni - il giovane direttore della prima pay-tv nostrana, troppo "avanti" per durare, fece distribuire alla redazione una circolare dal titolo esemplificativo: "Indicazioni per le telecronache".  In quelle linee-guida i telecronisti venivano esortati a evitare il ricorso non solo alla parola eroe, ma a tutto un gergo bellico ormai comune nel giornalismo, sportivo e no, e fuori luogo già prima dell’Undici settembre figurarsi dopo.  Ecco lo stralcio in questione: «Termini da evitare in SRV [servizi, ndr], TC [telecronache], BC [bordo campo]: (…) GENERICI – (…) eroe (non ci sono eroi in nessun avvenimento sportivo); dramma/drammatico (il fatto accaduto deve essere proprio eccezionalmente negativo, ma anche in questo caso meglio cercare di evitare completamente questa parola: non ci sono drammi nello sport) (…)». ...

Eredivisie, questione di Pelle

Wednesday, 10 December 2014 Persino la storia s'era scomodata: mai in quarant'anni di calcio totale Ajax e Barcellona s'erano incontrate nelle coppe. E' successo quest'anno, dove al camp Nou s' visto - si fa per dire - uno degli Ajax più dimessi di sempre. Eppure in Eredivisie è lì, un punto sotto le prime: Twente e PSV, che nello scontro diretto ha umiliato la squadra di Frank De Boer; 4-0 ai campioni, irriconosibili e non solo per la cessione del gioiellino Eriksen: 2 gol in 5 gare prima della sua cessione al Tottenham come erede di Bale. E' riemerso, dopo la peggiore poartenza nella storia del club, anche il Feyenoord di Graziano Pellé, idolo dei ragazzini di Rotterdam e con 10 gol top scorer del torneo assieme a Finnbogason, l'islandese che all'Heerenveen sta mettendo in pratica i consigli di van Basten. Uno che se ne intende. CHRISTIAN GIORDANO

Champions, tempo di verdetti

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Undici squadre per cinque posti. Obiettivo già centrato da tre spagnole - il Barcellona e le due di Madrid, Atlético e Real, finaliste lo scorso 24 maggio a Lisbona -, tre tedesche (Bayer Leverkusen, Borussia Dortmund e Bayern Monaco), due inglesi (Arsenal e Chelsea) più Paris Saint-Germain, Porto e Shakhtar Donetsk. In quattro sono già sicure di arrivare prime: Real Madrid, Bayern Monaco, Chelsea e Porto; lo Shakhtar invece sa già che chiuderà secondo. Tra le undici ancora in ballo, mal che vada Juventus, Monaco, Zenit e Sporting Lisbona potranno consolarsi col terzo posto che vale il paracadute Europa League. Allegri però non vuole nemmeno sentirne parlare.  Per qualificarsi gli basterà non perdere in casa con l'Atletico o che al Pireo l'Olympiacos non batta il Malmoe. E per farlo da capolista nel gruppo A dovrà vincere con due gol di scarto. E mentre ai greci serve un punto per il terzo posto, il Malmoe deve solo vincere per andare in Europa League.  Al Bernabéu ...

Ron e Louis, amici mai

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Graziano Pellé o Wayne Rooney. Santi o Diavoli (rossi): Southampton contro Manchester United. Amici mai, e non solo per quella indimenticabile finale di FA Cup '76 decisa a sette dalla fine, per i Saints, da Bobby Stokes; o per la corte sempre respinta dello United a Matt le Tissier, eterna leggenda al The Dell prima e al St'Mary's poi. Amici mai neanche in panchina: olandesi di qua e di là, Ronald Koeman e Louis van Gaal, ma che più diversi non si può. Rambo è stato suo assistente per due stagioni al Barcellona, dal '98 al 2000. Ma a differenza di Mourinho con don Louis, fra l'allievo Koeman e il maestro van Gaal la scintilla non è mai scattata.  Anzi, i due non si sono mai sopportati: nel 2004, tornato all'Ajax come direttore tecnico, van Gaal si dimise dopo pochi mesi proprio per contrtasti con Koeman, al quarto e ultimo anno su quella panchina. I due si sono poi passati il testimone all'AZ, dove Koeman sostituì - con poca fortuna - van Gaal, ...

Si se cree, se puede

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Non sarà divertente o bello da guardare - perlomeno agli ayatollah della panolada - ma l'Atlético Madrid di Diego Pablo Simeone raramente tradisce. "Partido a partido". La filosofia di una partita alla volta, che l'anno scorso ha regalato ai colchoneros il doppio sogno schnitzleriano del doblete Liga-Champions poi sfumato all'ultimo minuto nel derby di finale prima del tracollo nei supplementari, è diventata uno slogan da copertina: "Si se cree, se puede". "Se si crede, si può".  Conte non ci credeva più, e così a giocarsi col Cholo il pass per gli ottavi e l'eventuale primo posto nel girone ci sarà Allegri, che dopo l'andata al Calderón fu iper-criticato per l'atteggiamento troppo timido. Quel golletto di Arda Turan, il primo subìto dalla Juve in stagione, minò qualche certezza dei tricampioni d'Italia. In realtà anche l'Atlético si era presentato in versione piuttosto prudente, pur giocando in casa. Iniziativa ...

Longo e Van Moorsel, il duello secondo le donne

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http://www.indiscreto.info/2014/12/surplace-allalpe-dhuez.html Simone Basso ,  Indiscreto.info, 2 dicembre 2014 Hai voglia a definirlo solo un gioco. Soprattutto per loro, gli attori professionisti. Lo sport, al pari dell’arte, tira fuori il meglio e il peggio dagli esseri umani. Cervello, cuore e viscere. Non ci siamo mai bevuti le fandonie su Olimpia e la Grecia antica; basterebbero tre pagine di Weeber per confutare l’ambaradan sulla nobiltà di quei gesti… A patto che lo sport venga demistificato da chi lo vede, e che invece lo tratta alla strégua di un culto teosofico, ci piacciono le rivalità estreme. Le storie tese che debordano in un sano (?) odio agonistico. Per esempio, malgrado Coppi, Bartali e il sudore degli Dei, in Italia un duello più vero di quello tra Belmondo e Di Centa, nel bel mezzo dei Novanta, non l’abbiamo mai visto. Perché, al di là del bene e del male, era inveterato: privo del rispetto reciproco. È una dimensione femminile, che si stacca dal ...

Dortmund, disturbo bipolare

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Già agli ottavi di Champions League, e con un turno di anticipo, anche se in un girone non impossibile con Arsenal, Anderlecht e Galatasaray. Ultima da sola con appena 11 punti in tredici giornate di Bundesliga. Difficile da spiegare con i soli, freddi numeri un avvio di stagione così bipolare del Borussia Dortmund. Gli infortuni, tanti e pesantissimi, spiegano molto, ma non tutto. Reus, Hummels, Papastathopoulos, Immobile, Kirch, Blaszczykowski e adesso, nel 2-0 di Francoforte contro l'Eintracht, di nuovo Piszczek, a lungo fuori la scorsa annata.  Ma anche con un robusto e prolungato alibi come questo, come può una squadra seconda negli ultimi due campionati e finalista di Champions appena due stagioni fa ad aver racimolato, in campionato, solo due risicate vittorie interne con Friburgo e Gladbach (grazie al clamoroso autogol di Kramer) più quella esterna con l'Augsburg, e il doppio 2-2 con Stoccarda e la matricola assoluta Paderborn? Una squadra che ha sì cedu...

Real Carlos, Sweet 16

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Se-di-ci. Sedici come le vittorie consecutive fra coppe e campionato, nuovo record di club del Real Madrid. Sedici come i milioni l'anno che il Manchester United sarebbe intenzionato a offrire, secondo El Mundo Deportivo , a Carlo Ancelotti, l' entrenador della Décima . Povero Malaga: in una settimana proprio le due superpotenze di Madrid, finaliste di quella Champions, le sono toccate. Sabato scorso al Calderon, 3-1 per i Colchoneros; stavolta, a La Rosaleda, 2-1 firmato dai due terzi meno nobili della "BBC" - Benzema e Bale -, ma col Real in dieci per l'espulsione di Isco, che si è rovinato col rosso il ritorno a casa. La striscia di Don Carlos è cominciata il 25 agosto col 2-0 in Liga sul Cordoba. Poi sono seguite altre 13 vittorie in campionato, 5 in Champions e il 4-1 esterno sul Cornellà in Copa del Rey. Un cammino trionfale, che ha migliorato il precedente primatoi stabilito dal Madrid di José Mourinho, stagione 2011-2012, quello della Liga vi...

Saints vs City: One Kun Show

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Seconda contro terza nel big-match della 13esima di Premier League. Sin qui niente di strano se non fosse che i primi inseguitori del Chelsea, capolista in fuga solitaria, non sono i campioni d'Inghilterra, bensì i Saints; la squadra dei miracoli in questo primo scorcio di stagione. Smantellata e poi ricostruita in una notte di mezza estate, la rivelazione nel passaggio da Mauricio Pochettino a Ronald Koeman è riuscita a far dimenticare ai tifosi le cessioni eccellenti e a ripartire con un gruppo che pare persino più forte di quello che l'anno scorso ha chiuso con l'ottavo posto in campionato. Partiti Shaw allo United e Chambers all'Arsenal, il terzetto Lovren-Lambert-Lallana al derelitto Liverpool post-Suarez, per non parlare dei corpi estranei Osvaldo e Ramirez, sembrava che al St Mary's spirasse forte il vento del ridimensionamento. Invece, là dove il 7 dicembre di un anno fa il Manchester City non andò oltre l'1-1 firmato Osvaldo e Aguero, il gioca...

A qualcuno piace Calderón

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Per i turisti che giungono da tutto il mondo a Madrid una delle tappe obbligatorie è ormai da decenni uno stadio.  Il Santiago Bernabéu, la casa del Real. Uno degli stadi più belli del mondo, uno dei più capienti, uno di quelli con il museo più emozionante, con i trofei più lucenti. Ma chi passa da Madrid e ha solo pochi giorni per visitarla rischia di perdersi un piccolo gioiellino: il Vicente Calderón. Non è sontuoso come il Bernabéu ma è più a misura d’uomo; non è gonfio di trionfi come lo stadio del Real ma, anche vuoto, è pieno dell’amore dei tifosi biancorossi; non è enorme ma, tutto esaurito, è caldo come pochi stadi del vecchio continente. Fino al 1966 l’Atlético gioca le sue partite casalinghe in un altro impianto, l’Estadio Metropolitano de Madrid, un centro storico ma freddo, gonfio di tradizione ma piccolo. I soli 35.800 spettatori non bastano più ad un popolo affamato di calcio e di emozioni e così nel 1958 sono i soci del club a sottoscrivere delle obbligazioni e a...

El estadio Vicente Calderón cumple 45 años con los días contados

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El Atlético se mudará en 3 años, una vez empiecen las obras en 'La Peineta' El Manzanares se inauguró el 2 de octubre de 1966, con Luis como goleador Los atléticos vivieron en el Calderón momentos como los del doblete de 1996 RAMÓN PIZARRO, RTVE.es 01.10.2011 Cuando el Atlético de Madrid se enfrente en la tarde de este domingo al Sevilla, su campo, su querido Manzanares o Vicente Calderón, cumplirá 45 años. Una historia que comenzó a la una menos cuarto de la tarde del dos de octubre de 1966, transmitido en directo por Televisión Española y con el Valencia como primer rival. Un campo moderno En aquella fecha, el Estadio del Manzanares se convirtió en un hito de la modernidad, con su aforo de 40.000 espectadores (54.851, después de la última remodelación) , todos sentados, su avanzada arquitectura y sus comodidades, como una muestra de lo que España podía construir si la FIFA le concedía un anhelado, pero no conseguido, Mundial de 1974. Con la llegada al Manzanares, la enti...

Del Retiro al Vicente Calderón

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En nuestros más de 100 años de historia, hemos cambiado de casa en varias ocasiones CAMPO DEL RETIRO (1903-1913) En un solar situado detrás de las tapias del Retiro, conocido como el “campo de la rana”, se ubicó el primer campo de fútbol del Athletic Club de Madrid, donde el 2 de mayo de 1903 se organizó un partido entre sus socios. La implicación de estos primeros miembros del equipo era de tal magnitud que hasta el terreno de juego era alisado por ellos mismos, al igual que debían pintar las líneas del campo y fijar las porterías en el suelo. Era un campo que estaba sin vallar pero circundado por una zanja, para evitar que los carros de basura accediesen para arrojar desperdicios. En estos terrenos no sólo se practicaba el nuevo deporte sino que también en ocasiones se utilizaba como espacio de instrucción militar. Para aquella época, el campo del Retiro no sólo era uno de los mejores de la capital sino también de España. CAMPO DE O´DONNELL (1913-1923) La creciente asistencia de ...

Vite da NBA: Shawn Kemp

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https://www.basketinside.com/nba/rubriche-nba/vite-da-nba-shawn-kemp/ di Jacopo Calzavara  Basket inside - 26 novembre 2014 Shawn T. Kemp nasce il 26 novembre 1969 a Elkhart, allora piccola cittadina dell’Indiana di poco più di 40mila anime. Sin da piccolo dimostra grandissima predisposizione per lo sport, grazie alle sue doti fisiche fuori dal comune e alla sua iperattività senza confini e, nonostante provenga da una famiglia abbastanza povera e sia soggetto a numerosi casi di razzismo che lo vedono coinvolto negli edifici scolastici, il giovane Shawn diventa un’autentica celebrità del basket sia nei playground locali che tra i tifosi della sua high school.  Razzismo, una parola che salterà fuori parecchie volte nell’adolescenza di Shawn Kemp. Normale a quei tempi, se nasci in uno stato del Midwest, normale se fai parte della minoranza afroamericana di una città prevalentemente bianca dell’Indiana, normale a pochi anni dalla fine delle lotte razziali. In div...

Vite da NBA: Shawn Kemp

basketinside.com /nba/rubriche-nba/vite-da-nba-shawn-kemp/ di Jacopo Calzavara - 26/11/2014 Shawn T. Kemp nasce il 26 Novembre dell’anno 1969 a Elkhart, che in un quel periodo era una piccola cittadina dell’Indiana di poco più di 40mila anime. Sin da piccolo dimostra grandissima predisposizione per lo sport, grazie alle sue doti fisiche fuori dal comune e alla sua iperattività senza confini e, nonostante provenga da una famiglia abbastanza povera e sia soggetto a numerosi casi di razzismo che lo vedono coinvolto negli edifici scolastici, il giovane Shawn diventa un’autentica celebrità del basket sia nei playground locali che tra i tifosi della sua high school. Razzismo, una parola che salterà fuori parecchie volte nell’adolescenza di Shawn Kemp. Normale a quei tempi, se nasci in uno stato del Midwest, normale se fai parte della minoranza afroamericana di una città prevalentemente bianca dell’Indiana, normale a pochi anni dalla fine delle lotte razziali. In diverse occasioni du...

Giampaolo, c'è chi dice no

Quando dice no, è no. Indietro non si torna. Costi quel che costi. Foss'anche 700 mila euro l'anno. Perché «l'orgoglio e la dignità non hanno prezzo». Lo scrisse via-fax lui stesso al suo legale Piero Olla ai tempi del Cagliari. Era il 19 dicembre 2007. Il presidente Massimo Cellino aveva licenziato Nedo Sonetti e aveva richiamato Marco Giampaolo. Come l'anno prima, dopo l'allontanamento di Franco Colomba. Giampaolo, però, la seconda volta disse no.  Cellino aveva deciso il primo esonero di Giampaolo il 17 dicembre 2006, all'indomani della sconfitta con l'Udinese. E lo aveva definito "una decisione più politica che tecnica". Tempo due mesi, e Cellino lo richiamò: Giampaolo tornò, e conquistò la salvezza a una giornata dalla fine del campionato. Al Brescia, ha detto stop il giorno dopo la sconfitta in casa, 1-2 sabato col Crotone. Domenica mattina non ha diretto l'allenamento, e da allora è irreperibile. Cellulare staccato, e che Gino Cor...

Capello prende la paga

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L'aspetta da cinque mensilità, e Fabio Capello non vedeva l'ora di prenderla la paga. In senso letterale, però. Quella intesa come stipendio. Invece a prenderla, e pesante, è stata la sua Russia, battuta 1-0 dall'Austria che all'Ernst Happel di Vienna aveva il suo miglior giocatore, Alaba, infortunato e in tribuna come spettatore. Ma anche senza l'uomo-ovunque nel futuristico Bayern di Pep Guardiola, l'Austria si è confermata rivelazione del Gruppo G, che adesso guida da imbattuta con 10 punti in quattro partite, e il prezioso scalpo della grande favorita del girone. Il Ct non esonerabile in virtù del contratto da 8 milioni annui prolungato fino alla fine del Mondiale in casa del 2018, aveva detto di pensare solo alla partita, anche se per Vienna non sono partiti i suoi collaboratori Christian Panucci e Massimo Neri, entrambi ancora senza contratto. Ma alla partita ci ha pensato, e bene, anche il suo collega Marcel Koller. E la sua Austria potev...

Il venerdì delle Eurodeluse

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Finalmente è venerdì, finalmente si gioca. Ha tanta voglia di ricominciare a farlo - e da campioni del mondo - come vuole il Ct Joachim Loew la Germania, la più grande fra le eurodeluse di questo primo scorcio di qualificazioni. Solo 4 punti in tre partite, e la prima, storica sconfitta contro la Polonia. E ora l'occasione per evitare altri storici processi: a Norimberga contro Gibilterra, matricola sin qui dietro la lavagna con due sette e un tre nella casella dei gol subiti, e unica del Gruppo D ancora a zero per punti e gol fatti contro Irlanda Polonia e Georgia, con quest'ultime impegnate nello scontro diretto. E' partita male anche la Grecia di Claudio Ranieri: solo un punto nel gruppo F e ora, ad Atene, l'avversario ideale per risollevarsi, le Isole Far Oer, l'unica ancora a zero punti nel girone ma capace di sorprendere la Finlandia prima di farsi rimontare e sorpassare 3-1 in casa dalla squadra di Paatelainen, attesa a Budapest per il debutto in cas...

Bernard Hinault e il tifo degli avversari

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http://www.indiscreto.info/2014/11/bernard-hinault-tifo-degli-avversari.html Simone Basso Indiscreto.info,  11 novembre 2014 Tre giorni e il 14 novembre, compleanno di altri sfregaselle notevoli (Adorni, Nakano, Nibali), Bernard Hinault compirà sessant’anni. Nessuna agiografia per festeggiarlo, solo un amarcord che racconta – a chi non lo vide in diretta – uno dei campionissimi del Novecento ciclistico. Bernard è nato a Yffiniac, Bretagna, ed è diventato il culmine di una grande tradizione di quelle terre battezzata da un “argentino”, Lucien Mazan, che ebbe un caposcuola del livello di Louison Bobet. Hinault, figlio orgoglioso di contadini, che in giovinezza cominciò con la corsa campestre, sta già tutto nella sua prima gara in bici. Quando un enfant du pays , col quale condivise l’azione decisiva, gli chiese di lasciarlo vincere. Bernard acconsentì e poi, all’arrivo, spietato, lo infilzò come un tordo: quel pomeriggio nacque il mito del Tasso. Che, sul finire dei ...