Post

Trapani-Lanciano: un segnale al campionato

18.09.2015 19:30 di Tommaso Ardagna , TuttoB.com Poco più di tre anni fa valeva la conquista della Serie B , oggi serve per lanciare un segnale al campionato. Per la terza giornata, sabato 19 Settembre alle ore 15 al “Provinciale”, si affrontano Trapani e Virtus Lanciano; i granata, con 4 punti e reduci dal buon pari colto al “Francioni” di Latina, sono a caccia di punti importanti per rimanere più a lungo nel gruppo di testa e incamerare punti fondamentali in chiave-salvezza. I rossoneri, dopo aver ritrovato il successo contro l’Ascoli in seguito alla sconfitta all’esordio sul campo della Pro Vercelli, cercano punti anche fuori casa e vincere sarebbe importante soprattutto perché nei confronti di un avversario diretto in ottica-playoff. A centrocampo Cosmi dovrà fare a meno dello squalificato Scozzarella, mentre vanno verso il rientro Sodinha e Accardi, che dovrebbero partire dalla panchina. Ancora out Nadarevic, Terlizzi, con Daì che ha dovuto affrontare un percorso di riatl...

Auguri, mezzo secolo di Pagliaccio

Caro Pagliaccio truffatore che oggi compi mezzo secolo, scopro in questo giorno che ti sei messo a fare le scarpe (ovviamente «fashion») per professione. Il tuo lavoro ideale, con tutto quel know-how che a spese degli altri ti sei costruito in questi decenni. In occasione del tuo cinquantesimo compleanno, ti comunico che pochi mesi fa ho finito di pagare le rate di Equitalia per le tasse arretrate, accumulate perché non mi pagavi, quando, me sventurato, lavoravo per la tua ovviamente poi fallita avventura.  Ecco, ci tenevo a fartelo sapere. Tanti auguri e grazie per avermi insegnato come non vivere e non comportarsi. A mai più, caro Pagliaccio truffatore. A mai più.

Mammarella, 30 e lode «Questa volta era difficile»

http://ilcentro.gelocal.it/sport/2015/09/13/news/mammarella-30-e-lode-questa-volta-era-difficile-1.12090136?refresh_ce Il terzino festeggia il trentesimo gol in carriera con una punizione delle sue Di Francesco dedica il successo del Lanciano allo zio scomparso in settimana Il Centro (edizione Pescara), 13 settembre 2015 LANCIANO. Convinzione, determinazione e cattiveria agonistica: sono le parole più ricorrenti in sala stampa tra i rossoneri che commentano il successo sull’Ascoli della Virtus Lanciano, che ha prontamente riscattato lo scivolone di sette giorni fa a Vercelli . «Noi abbiamo iniziato da subito tenendo il pallino del gioco», spiega Federico Di Francesco, alla seconda gara da titolare , «infatti abbiamo avuto diverse occasioni già nel primo tempo, tra le quali un rigore dubbio. Sono contento per la squadra, perché tutti abbiamo fatto un’ottima partita», sottolinea l’attaccante virtussino, «siamo stati anche più determinati sotto porta rispetto a Vercelli, e sicur...

Trapani-Lanciano: D’Aversa, quanti ricordi

Immagine
set 17, 2015 Paolo Durante Virtus Lanciano 0 Trapani-Lanciano: D’Aversa, quanti ricordi. A parlarne in conferenza è stato il tecnico rossonero che all’epoca della storica promozione in B era in campo. “Se si va indietro nel tempo – ha detto il tecnico – quel giorno credo che rimanga indimenticabile per tutti. E’ chiaro che dopo quella partita ci sono stati altri anni in cui abbiamo portato a casa da quel campo poco o niente. E’ arrivato il momento di cambiare questo trend”. Sulla forza della squadra siciliana, D’Aversa ha aggiunto: “Non ci sarà Scozzarella (è squalificato) ma ha giocatori di qualità come Barillà. Davanti c’è Torregrossa, un ottimo finalizzatore e poi si sono rinforzati anche in difesa con il portiere Nicolas, che l’anno scorso stava da noi”. Per quel che riguarda la squadra rossonera, nel pomeriggio allenamento regolare per tutti; seduta personalizzata per Turchi e Marilungo . Per sabato D’Aversa riavrà a disposizione Bacinovic che ha scontato la squ...

Lanciano, la rinascita di Ferrari

Immagine
Arrivato nell' ultimo giorno di mercato per rinforzare un reparto che aveva perso durante l'estate tanti protagonisti della stagione precedente - da Thiam a Cerri passando per Monachello - Nicola Ferrari ha subito conquistato la piazza di Lanciano rinascendo dopo un' annata negativa con la maglia del Modena . L'esperto centravanti infatti è andato a segno nelle prime due partite di campionato migliorando già lo score della passata stagione quando in 27 presenze con la maglia dei Canarini andò a rete una volta . Se contro la Pro Vercelli la sua rete non diede frutti, contro l'Ascoli è servita a regalare la prima vittoria alla Virtus di mister D'Aversa .

TRAPANI, COLONIA PONTINA

Il Trapani sta allestendo la rosa per Serse Cosmi, che ha prolungato di un anno il contratto con gli amaranto. Dopo Davide Raffaello (classe 88), centrocampista di Priverno, cresciuto nel vivaio del Latina e bandiera dell'Isolaliri in C2 e della Lupa Roma nel campionato 2014/15 di Lega Pro (27 presenze e 7 reti), ecco Adriano Montalto (classe '88, ma di Erice), ex nerazzurro nella gestione-Sanderra della conquista della B e di recente grande protagonista nel campionato col Martina in Lega Pro (25 presenze e 10 reti). I due raggiungono Simone Rizzato , nativo di Borgo Montenero, alle porte di San Felice Circeo, che già quest'anno aveva giocato coi siciliani.

Eroi mai per caso

di CHRISTIAN GIORDANO, Black Jesus Qui si parla di «eroi», e le virgolette, più che necessarie trattandosi di basket, saranno da qui in poi sottintese. Premessa. Tempo fa il giovane direttore della prima pay-tv nostrana distribuì alla redazione una circolare dal titolo esemplificativo, Indicazioni per le telecronache. In quelle linee guida i telecronisti venivano caldamente invitati ad evitare il ricorso non solo alla parola eroe, ma a tutto un gergo bellico ormai comune nel giornalismo, sportivo e no, e fuori luogo già prima dell’Undici settembre figurarsi dopo. Eccone, testuale, lo stralcio in questione: «Termini da evitare in SRV [servizi, ndr], TC [telecronache], BC [bordo campo]: (…) GENERICI – (…) eroe (non ci sono eroi in nessun avvenimento sportivo); dramma/drammatico (il fatto accaduto deve essere proprio eccezionalmente negativo, ma anche in questo caso meglio cercare di evitare completamente questa parola: non ci sono drammi nello sport) (…)». Parole nette e precise...

Champions 1957: la prima della viola, triste solitaria e finale

di CHRISTIAN GIORDANO, Guerin Sportivo Andando indietro con gli anni, dal 1956 al 1960 compare un solo nome nell’albo d’oro della – così si chiamava allora – Coppa dei Campioni, quello del grande Real Madrid. Una squadra-monstre, capace di rispedire a casa, dopo pochi mesi, un asso (lento) come il brasiliano Didí perché «non all’altezza». La Coppa sembra un fatto privato delle «merengues» e per le italiane è dura.  Nel 1956 un Milan un po’ anzianotto (che al centro dell’attacco schierava ancora il "bisonte" Nordhal) era stato battuto in semifinale da Di Stéfano & C. (2-4 a Madrid e solo 2-1 a Milano), poi vittoriosi sui francesi dello Stade Reims per 4-3 (dopo esser stati sotto di due reti).  Va meglio alla matricola Fiorentina, che l’anno dopo arriva in finale (questo il cammino dei ragazzi di Bernardini: 1-1/1-0 con gli svedesi del Norkoepping, 3-1/2-2 con il Grasshoppers di Zurigo, 1-0/0-0 con la Stella Rossa Belgrado). Il 30 maggio 1957 si gioca però al ...

FOOTBALL PORTRAITS - Deco, il passator cortese (2003)

Immagine
https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 Per la stellina del Porto doveva essere la stagione della consacrazione, ma un momento di follia rischia di comprometterne fama e carriera. Il talento però c’è, e puro di CHRISTIAN GIORDANO  © Guerin Sportivo   ©  (2003) Ha rovinato tutto, Deco. La reputazione di cui godeva e le ottime prestazioni fornite in avvio di stagione, gli avevano procurato le attenzioni di Manchester United, Juventus, Barcellona, Inter e Deportivo La Coruña, poi ha commesso una sciocchezza. Grossa. Il 29 ottobre, nel posticipo di campionato contro il Boavista, derby poi vinto per 1-0, entra duro su Filipe Anunciação. È il 73’. Sei minuti più tardi, becca la seconda ammonizione e si fa espellere. E fin qui nulla di strano. Quello arriva subito dopo, quando nella testa del talentuoso trequartista scatta un raptus di follia che, espletato il «Pega!» (liberamente traducibile con l’italico vaffa)...

FOOTBALL PORTRAITS - Kezmania di crescere (2003)

Immagine
https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 Il talento serbo è uno dei giovani più prolifici del calcio europeo ed è maturato alla rinomata scuola che ha visto sbocciare Romario, Ronaldo e Van Nistelrooy. Il PSV come di garanzia di qualità: i bomber che passano di qui, non tradiscono mai di CHRISTIAN GIORDANO, Guerin Sportivo (2003) Mateja Kezman ha la strada tracciata. Alla prestigiosa scuola del PSV Eindhoven, di attaccanti se ne intendono se è vero che prima di lui al Philips Stadion sono transitati, con ampio successo, tipini dal gol facile quali i brasiliani Romário e Ronaldo, il belga Luc Nilis e gli ultimi due grandi Ruud del calcio olandese, Gullit e Van Nistelrooy. Il giovane e ambizioso Mateja non poteva fare scelta migliore.  Del resto tutto si può dire tranne che Kezman non sappia programmare il proprio futuro. Nato a Vrsac (Belgrado) il 12 aprile 1979, ha mosso i primi passi calcistici nello Zemun e poi nel Rad...

Scuola Ajax, il segreto del suo successo

Immagine
Trent’anni dopo lo storico «Grande Slam» un’altra covata di giovani talenti sta per invadere l’Europa, nel solco della tradizione… di CHRISTIAN GIORDANO, Calcio Gold (2003) Qualsiasi cosa si dica in giro, parole e idee possono cambiare il mondo. In quello del pallone è successo. Con il Calcio Totale. E al contrario di quelle di Platone e di Marx sulla convivenza felice, l’Utopia di Michels prima e di Kovacs poi – vincere divertendo – non solo si è realizzata, ma ha fatto Scuola. Quella dell’Ajax. A volte, nel calcio e nella vita, assistiamo a coincidenze perlomeno strane. Nel 1972, a Rotterdam, Ajax e Inter si contendevano il massimo trofeo continentale. Gli olandesi, all’apice della loro epopea, erano i cavalieri che fecero l’Impresa: centrare il Grande Slam, prima ancora che fosse inventato. Nello stesso anno razziarono tutto: Eredivisie, Coppa d’Olanda, Coppa Campioni, Coppa Intercontinentale. La Supercoppa Europea, ideata dal quotidiano di Amsterdam «De Telegraaf»...

Champions 1995: Kluivert, il re bambino

Immagine
di CHRISTIAN GIORDANO  © Guerin Sportivo  © In quello che un tempo era noto come il mitico Prater di Vienna, oggi dedicato a uno dei grandi del calcio austriaco, Ernst Happel, l’esperto Milan di Fabio Capello, un’autentica multinazionale del pallone, affronta il giovane e stravagantemente dotati olandesi dell’Ajax. Anche se gli uomini di Louis Van Gaal avevano battuto il Milan due volte nel corso del torneo, in Champions League il Milan non subiva gol da cinque partite e si presentava da favorito. Nonostante l’assenza dell’infortunato Savicevic, rimpiazzato da Massaro, il Milan disputa una perfetta gara di contenimento grazie all’organizzazione difensiva e a rapide giocate di rimessa sempre pericolose per i talentuosi giovani dell’Ajax, e in una di queste stavano quasi per capitolare. In buona sostanza, la partita era un affascinante confronto di stili. Sin dall’avvio, la maturità e il collettivo della difesa del Milan ebbe il sopravvento, con Desailly, Baresi ...

La prima Vuelta di Aru

Immagine
Quasi cento chilometri di passerella, i più dolci nella giovane carriera di Fabio Aru: a 25 anni, alla sua prima vittoria in un grande Giro. Da Alcalà de Henares al centro di Madrid, il Paseo de la Castellana e lo sprint in Plaza de Cibeles. Vincere lì dove il Real Madrid festeggia i suoi trofei non sarà prestigioso come farlo in volata ai Campi Elisi al Tour, ma anche questa Vuelta ha avuto un ultimo vincitore d'eccezione: John Degenkolb, sesto successo stagionale per il tedesco che nel suo memorabile 2015 s'è portato a casa anche Sanremo e Roubaix. Alle sue spalle bis mancato per il figlio d'arte Danny Poppel e, ancora più indietro, l'arrivo della maglia rossa coi suoi compagni dell'Astana, la squadra che questo Giro di Spagna l'ha vinto con una penultima tappa davvero perfetta. In classifica generale, dietro Aru si sono piazzati lo spagnolo Joaquin "Purito" Rodriguez (al quinto podio in un grande Giro e vincitore della combinata), a 5...

Vuelta: vince Rubén Plaza, Aru re di Spagna

Immagine
Terzo al Giro d'Italia 2014 e secondo al Giro 2015 e ora primo alla Vuelta. La carriera di Fabio Aru s'inerpica come lui sulle salite. Ce n'erano tante in questa emozionante, durissima 70esima edizione: ben 44 montagne con 12 arrivi in quota. La differenza l'ha fatta la penultima ultima, ai -42 dal traguardo di Cercedilla.  E' lì che il 25enne di Villacidro, stavolta assistito da una irreprensibile Astana, ha costruito il suo capolavoro. Landa ha scortato Aru fino all'ultima salita, poi Sanchez e Zeits - in fuga col vincitore di giornata, Rubén Plaza - hanno aspettato il capitano e lo hanno pilotato al traguardo, dove Dumoulin è giunto con 3'52" di ritardo dalla nuova maglia Aru. Per l'olandese addio anche al podio, dove a Madrid saliranno invece lo spagnolo "Purito" Rodriguez a 1'17" e il polacco Rafal Majka a 1'29". Aru è il sesto italiano a vincere la Vuelta dopo Conterno nel 56, Gimondi nel 68, Battaglin...

21) SUNDAY 13 SEPTEMBER: Alcalá de Henares Madrid

Immagine
21 Distance: 93.7km Category: Flat Highest point: 680m After last year’s finale in Santiago de Compostela, the Vuelta returns to the traditional location for its final flourish: Madrid. Despite all the mountains the organisers put in their path, a handful of sprinters always make it to the Spanish capital for a short stage that starts in festive mode and concludes in a frenzy after 12 laps of a short circuit in the heart of the city. As has recently been the case with the Tour de France’s finale on the Champs-Élysées, this stage will take place in the early evening, which adds to the atmosphere and brings out bigger crowds as the heat of the day will have passed. Will they be acclaiming a home winner of the race for the fourth time in five years? José Luis Arrieta The stage when the fiesta can start. The circuit will highlight all of Madrid’s great sights. I’d be very surprised if it finished in anything other than a bunch sprint. Hopefully our party will have a special edg...

Impresa di Gougeard, Aru non lascia, Dumoulin raddoppia

Immagine
A due giorni da Madrid Fabio Aru non lascia, è sempre lì a ruota della maglia rossa, ma Tom Dumoulin raddoppia: da tre a sei secondi il vantaggio dell'olandese sul capitano dell'Astanam che è anche caduto - per fortuna senza conseguenze.    Astana che ha qualcosa da farsi perdonare per come ha gestito il finale della 19esima tappa, la 185 chilometri da Medina del Campo al muro di Avila. Qui hanno scritto pagine storiche grandi di ciclismo quali Hinault e Fignon e ottimi corridori come Jalabert, il compianto Vandenbroucke e, nel 2000, il nostro Mariano Piccoli (che proprio oggi compire 45 anni). Stavolta l'impresa la compie un francesino di bellissime speranze, Alexis Gougeard, al secondo anni nei pro, che ai meno venti ha salutato i compagni di fuga ed è andato a vincere da solo. Passista da classiche, il 22enne della AG2R La Mondiale ha fatto secondo alla Parigi-Roubaix Junior e non poteva che chiedere di meglio che un arrivo in pavè. Terreno perfetto per un passist...

FOOTBALL PORTRAITS - Mandžukić, la bestia col cuore (2015)

Immagine
https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 di Christian Giordano © Guerin Sportivo   ©  (settembre 2015) Djilkos , il killer. Il soprannome (pronuncia: “gil-kosh”) gliel’ha affibbiato Miroslav “Ćiro” Blažević, leggendario Ct della Croazia terza da matricola al mondiale di Francia 98. L’espressione originale ungherese non lascia spazio a fraintendimenti, ma nello slang croato sta per sfrontato, presuntuoso e, più in generale, poco raffinato. Blazevic lo intendeva nel senso di sfacciato, intrigante: era più un complimento. A Mario Mandžukić non è mai importato granché. A un certo punto però s’è stufato, e in un’intervista rilasciata nel 2011 al quotidiano nazionale Sportske Novosti, dichiarò che l’espressione era irrispettosa e chiese ai media di non essere più etichettato così. Meglio “Mandžo”, allora. Non ingannino l’atteggiamento e il tattoo-look da guerriero: poker d’assi, stelle, una coppia di dadi, un fiore...