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E SPUNTA L'OMBRA DI UN TERZO SEQUESTRO

https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/04/22/spunta-ombra-di-un-terzo.html di MEO PONTE la Repubblica, 22 aprile 1990 TORINO - Non una gang di imprenditori, di dilettanti approdati al crimine per risollevare le sorti delle loro aziende claudicanti ma una anonima sequestri piemontese, specializzata nel rapimento di bambini.  Bruno Cappelli, Valentino Biasi e Franco Maffiotto , i tre insospettabili catturati dai carabinieri nella villa sulla riviera ligure in cui era tenuta prigioniera da 78 giorni Patrizia Tacchella, oltre che di quello della figlia del re dei jeans potrebbero essere stati gli autori di altri sequestri, i cui responsabili sinora non sono mai stati individuati.  Già mercoledì scorso Federica Isoardi , la figlia del proprietario dell' Alpitour, sequestrata nel gennaio '84, guardando la televisione, nelle foto dei tre arrestati ha riconosciuto due dei suoi rapitori .  Ora i nomi di Valentino Biasi e di Bruno ...

'SONO LORO I MIEI CARCERIERI SEI ANNI FA RAPIRONO ANCHE ME'

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https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/04/20/sono-loro-miei-carcerieri-sei-anni-fa.html?refresh_ce dai nostri inviati MASSIMO NOVELLI e MEO PONTE la Repubblica ©, 20 aprile 1990 CUNEO - Sono da poco passate le 13 di mercoledì, il giorno dopo il blitz dei carabinieri che a Santa Margherita Ligure hanno liberato Patrizia Tacchella . Le immagini della prigione della bambina, i volti dei rapitori, scorrono sul teleschermo. Federica Isoardi , oggi quattordicenne, rapita all'età di otto anni a Cuneo la mattina del 12 gennaio '84 e rilasciata la sera del 12 marzo , è appena rientrata da scuola, a casa di uno zio. Guarda il telegiornale. E attraverso la tremenda esperienza di Patrizia, rivive il proprio sequestro. Quando sul video appaiono le foto degli arrestati, la ragazza sussulta. Poi, con un filo di voce, esclama: Ma quei due, quello che assomiglia a papà e quell' altro, mi sembrano loro, proprio loro, i miei carcerieri... Mercoledì pomerig...

Patrizia presente tra i corridori

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Il rapimento della figlia di Imerio Tacchella, titolare della Carrera, vissuto con totale partecipazione da tutto lo staff della squadra. Quintarelli, che già dorme poco, ha passato notti in bianco. I corridori in costante attesa di notizie rassicuranti da Boifava. Le prime vittorie dei ragazzi dedicate alla bambina nella speranza di riabbracciarla presto. Il commovente ringraziamento del papà a tutta la squadra. Una storia triste nella sofferta speranza del lieto fine  di Maurizio Evangelista  Bicisport n. 4, aprile 1990  Il lago era lì, immobile, silenzioso. Sul calar della sera, attraverso una strada attorcigliata in mezzo ad una nebbiolina sempre più convinta, i corridori ad uno ad uno approdavano al piccolo albergo seminascosto nella vegetazione. Più che saluti, segnali convenzionali. Tiravano giù armi e bagagli, ritiravano la loro chiave. Uno strano impaccio incombeva nel bar attiguo dove il clan si stava riformando per il primo di una lunga serie di appu...

STORIA DI BUGNO, IL RAGAZZO DEL ' 90

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/03/21/storia-di-bugno-il-ragazzo-del.html la Repubblica, 21 marzo 1990 GIANNI BUGNO, il magnifico vincitore di una Sanremo che ha rimesso in corsa il ciclismo italiano, è un corridore nuovo . Voglio dire che non trovo nel passato un campione che molto gli assomigli. Frugo i ricordi. Lo chiedo a Giorgio Albani che conosce Bugno dai giorni in cui il nostro era un apprezzato dilettante del Ciclisti Monzesi . Una testolina bruna, che il sole e l' aria delle corse tostavano come un chicco di caffè, due occhi azzurri, la prodigiosa vitalità del campione in erba. Albani ha veduto crescere Bugno ma non gli riesce di paragonarlo a chicchessia. Gli ho parlato, mi dice, in occasione di una vittoria di tappa, al Giro d'Italia, a Prato . Era stato in fuga solitaria: direttore di corsa in seconda, mi ero premurato che nessuna macchina del seguito facilitasse, con un vortice d'aria, il compito dei suoi inseguitori . A...

LA FAMIGLIA SE L' ASPETTAVA, "ORA SPERIAMO NELLA POLIZIA"

https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/01/31/la-famiglia-se-aspettava-ora.html di DANILO CASTELLARIN la Repubblica, 31 gennaio 1990 STALLAVENA - La mamma se l'aspettava. L'aveva confidato qualche giorno fa al parroco di Stallavena, don Battista Tacchella, cugino di terzo grado del padre della piccola Patrizia, Mario [in realtà Imerio, nda] . Ho quattro figlie e non vorrei che gli succedesse qualcosa . La preoccupazione era nell'aria. E da tempo attorno alle sorelle di Patrizia si era stretto il cerchio di una sorveglianza discreta. La paura era per Sara, 17 anni . Ma anche Laura, appena quindicenne, doveva spiegare dettagliatamente i suoi movimenti. I controlli erano meno attenti solo per le piccole della famiglia, Patrizia (9 anni a maggio) e Amalia, di quattro.   Una lunga attesa  Forse per questo ieri pomeriggio la madre Luciana Favari, 40 anni, e il padre Imerio (48) hanno fatto passare tre ore prima di lanciare l'allarm...

PARTENZA SBAGLIATA: DELGADO SI DISTRAE E PERDE TRE MINUTI

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https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1989/07/02/partenza-sbagliata-delgado-si-distrae-perde-tre.html la Repubblica ©, 2 luglio 1989 LUSSEMBURGO -- "Mi sono distratto. Non so dove avevo la testa". Lo spagnolo Delgado non ha trovato altre scuse per spiegare il ritardo con cui si è presentato alla partenza del cronoprologo del Tour.  La corsa francese comincia, così, con un colpo di scena clamoroso, che relega il vincitore della scorsa edizione all'ultimo posto della classifica con 2 minuti e 54 di distacco dal primo, l' olandese Breukink.  Distrazione fatale quella di Delgado. Il Tour perde uno dei suoi favoriti prima ancora di cominciare, nonostante in corsa lo spagnolo si sia ottimamente comportato. Ma il ritardo accumulato per non aver risposto a tempo alla chiamata dei giudici di partenza al via era troppo per essere annullato in una gara così breve.  "Sono uscito per tempo dall'albergo - ha poi spiegato Delgado - mi sono riscaldato ...

SE GIUPPONI METTE I DENTI...

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https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1989/06/10/se-giupponi-mette-denti.html dal nostro inviato GUIDO VERGANI la Repubblica, 10 giugno 1989 LA SPEZIA - Se Giupponi: il Giro vive i suoi ultimi palpiti su questo se. Se Giupponi attacca, se Flavio si libera dalla sindrome ragionieresca, se il ragazzo di Ponteranica si ribella al destino di eterno piazzato e magari rischia di naufragare, di perdere il secondo posto in classifica generale. Ieri, alla partenza da Voghera, sotto il Duomo di rossi mattoni e di padana possanza, la carovana era febbrile di questi se, mentre il bergamasco, il soggetto di queste ipotesi-speranze aspettava il via quasi nascosto nel sedile della propria ammiraglia e il massaggiatore Mainardi si accollava il compito di press agent , di narratore della psicologia, del carattere di Flavio. E' un bravo ragazzo, diceva, uno che ascolta. Niente mattane, niente colpi di testa. Forse, mancava un po' di carattere, di malizia. A...

Devo sapere se sono ritornato al vertice

Stephen Roche, nato il 28 novembre 1959 a Dublino, in Irlanda, e professionista dal 1981, è uno dei più grossi punti interrogativi di questa edizione del Giro d'Italia. Dominatore della corsa rosa nel 1987 e poi di tutta la stagione agonistica seguente, ha avuto un 1988 disastroso, dovuto alle precarie condizioni fisiche. "Il ginocchio adesso va bene - ha detto il corridore irlandese -. Sulle salite brevi non ho avuto particolari problemi, comunque debbo provarmi sulle grandi salite". In effetti, alla Parigi-Nizza, nella cronoscalata del Col d'Eze, l'asso irlandese è sembrato il corridore dei migliori momenti: primo a soli 13" dal record della scalata. Imbrigliato in una squadra che non partecipa a tutte le prove della Coppa del Mondo, non ha potuto misurare sempre la sua condizione contro degni avversari in grandi corse in linea. Afferma di voler correre il Giro "per rispettare un programma simile a quello che mi portò a vincere Giro, T...

Visentini buon «gallo» per Bordonali

Bicisport n. 3, marzo 1989  Forse memore dei tempi in cui Boifava sollecitava i critici ad avere pazienza con un campione di grande statura, Visentini ha aiutato moralmente Bordonali a vincere la Ruta del Sol nel giorno più difficile, la penultima tappa. Visentini ha accompagnato il giovane corridore bresciano nella salita finale non solo incitandolo ma scandendo addirittura il tempo della pedalata. Un comportamento inconsueto da parte del campione e la segnalazione di un’armonia molto importante nella Malvor. Già in precedenza anche Saronni si era distinto in un lavoro di solidarietà con i compagni. Se queste sono le premesse, allora vuol die che per un volta, forsanche eccezionalmente, tanti galli in un pollaio anziché beccarsi aggiungono una importante intesa. È una curiosa scommessa sulla stagione che arriva.

Ma se Roche non funziona son dolori

Bicisport n. 3, marzo 1989 «Certo il rischio è grosso». Così ha detto Pierre Bazzo commentando l’impostazione della Fagor per la prossima stagione. In realtà la squadra è stata formata esclusivamente per Roche. Se l’irlandese non va è praticamente inutile che la Fagor si presenti al via delle corse. «Ma noi siamo molto ottimisti. Abbiamo fatto una scelta strategica. Tutti per uno. E il numero uno è Roche. I casi di rinascita di grandi campioni nel ciclismo non sono mancati. Ricordate Hinault? Tutti lo davano per finito e invece alla fine della carriera è rinato. E anche Fignon ha dato buoni segni. Un anno fa ha vinto la Sanremo. Perché la stessa sorte non dovrebbe toccare a Roche?».

E infine vedremo se Roche risorge

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Che cosa farà il misterioso campione che a detta dei corridori un anno va forte e un anno sparisce? Due anni fa ha sbaragliato il campo con Giro, Tour e mondiale. Questa volta torna alla grande con ambizioni grosse e una formazione a dire il vero non fortissima. Il Tour è al centro del suo programma Bicisport n. 3, marzo 1989 Nella sua Dublino,  Stephen Roche non è tranquillo. Era prevedibile che il maledetto 1988 lasciasse delle tracce nella sua carriera e nel suo carattere. Il ricordo del personaggio furbo e vincente del 1987 è via via svanito, trasformandosi in una realtà di ciclista della mutua. In ansia per il responso di un medico. In corsa per ultimare analisi che non finiscono mai. In apprensione per ogni piccolo dolore che può diventare il primo segnale di ricaduta. E quando tutto sembra risolto, regna la paura, l'insicurezza: «E se in bicicletta non saprò più esprimermi come prima?». Nel difficile inverno, Roche ha avuto a fianco il fratello, Laurence, ...

Ma quanti galli in quel pollaio

Erano anni che in Italia non veniva allestita una squadra con tante individualità di spicco. Corridori maturi come Saronni, Visentini e Contini, affiancati da giovani interessanti (Giupponi, Ballerini, Pagnin e Allocchio), possono essere garanzia di successo ma possono anche creare pericolosi problemi. Ci sarà rivalità tra le vedettes? Gli interessati sminuiscono il problema, ma gli addetti ai lavori aspettano la varco la Malvor-Sidi-Colnago  di Tony Lo Schiavo  Bicisport n. 2, febbraio 1989  MILANO – Comunque vadano le cose, la Malvor farà molto parlare di sé. La squadra, sollecitata da Ernesto Colnago e voluta da Mario Cal, è nata come una sorta di sfida. Per il popolare costruttore di biciclette c’era la necessità, dopo il divorzio dai Del Tongo, di mettere in piedi una squadra non meno prestigiosa del suo passato. Per Cal, dopo tanti anni di “piccole squadre”, la voglia di provare l’ebbrezza dell’alta quota. A rendere più gustosa la sfida, già di difficile ...

FONDRIEST: "COSI' HO TROVATO LA STRADA DI MOSER"

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di MARIO FOSSATI la Repubblica, 30 agosto 1988 IL VENTITREENNE Maurizio Fondriest, da Cles (Trento) ha vinto, domenica, a Renaix, il campionato del mondo di ciclismo su strada. Al secondo anno di carriera ha conquistato la maglia iridata. L'estremo finale di corsa è stato drammatico. Tre in testa, con quel rettilineo lungo, in ascesa, che sfocia nel traguardo. Sono: Fondriest; Bauer, canadese; Criquielion, belga. Bauer ha agganciato Fondriest e Criquielion, che, bene staccati in avanti, temporeggiano in vista dell'ultimo scatto. Fondriest fa bene, da volpe: passa dalla ruota di Criquielion al cerchio di Bauer: quindi, si sfila nella scia, ad una lunghezza dai due. Settantacinque metri al traguardo: Bauer è al limite di rottura. La sua bicicletta ondeggia, flotta. Per contenere l'attacco in verità vigoroso di Criquielion, il canadese devia alla sua destra. Lo sgomita. E Criquielion cade. Bauer sterza sulla sinistra, invade l'ideale corsia, la direttrice di marcia ...

NEL GIRO DELLE GRANDI CADUTE SARONNI E' SUBITO STACCATO

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https://www.youtube.com/watch?v=n8RrKggYhQc di MARIO FOSSATI la Repubblica, 29 maggio 1988 CAMPITELLO MATESE - Lo sciopero di noi giornalisti ha riportato il ciclismo all'indietro; lo ha circondato di vasti silenzi. Quando ieri l'altro pure la Tv ha spento le luci, nel cielo del 71esimo Giro è sembrato galleggiare l'antico dispaccio telegrafico, che (narrano gli annali) "l'organizzazione affiggeva in esclusiva dietro le vetrine della Lancia-Lyon Peugeot, in piazza Castello, a Milano". Era l'anno 1909 e i pochi privilegiati che disponevano di un telefono potevano conoscere a domicilio (chiamando il N. 33-38) il contenuto dei gialli telegrammi.  Probabilmente per quanto riguarda la segnalazione del percorso, la sala-stampa, il colossale ritardo di stesura di ordini d'arrivo e classifiche Vincenzo Torriani ha inteso rifarsi alla corsa del primissimo Novecento.  Il Giro d'Italia, consegnata la maglia rosa, il 23 maggio, al vincitore de...

Con Roche nel giorno della resa

Diario di viaggio di Tony Lo Schiavo, Ilario Biondi, Henri Besson Bicisport, n. 5 maggio 1988 15 aprile – E se il campione del mondo salta anche il Tour?  BAVIKHOVE – Stephen Roche è seduto sul paraurti posteriore della sua ammiraglia. Sta ultimando i preparativi per l’ennesima corsa che lui già sa di non poter concludere. Il suo volto, sempre tanto espressivo, tradisce la tensione. Intorno a lui c’è Pierre Bazzo, nuovo direttore sportivo, i suoi compagni di squadra, il massaggiatore che cerca di restituire a quelle gambe la fiducia che va piano piano smarrendosi. Il piccolo clan è fuori dal centro abitato.  La corsa di Bavikhove ha una lunga tradizione in Belgio e vede al via tutte le grandi star del ciclismo internazionale, da Kelly a Vanderaerden, da Criquielion a Fignon, da van der Poel a Mottet. LA circostanza vuole anche che sia il paese natale dell’ultimo vincitore della Parigi-Roubaix: Demol.  Stephen ci vede, ci saluta. Gli chiediamo come va, l...

Boifava: "Valcke non cambia mai"

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da Bicisport, n. 5 - maggio 1988 Non si è meravigliato più di tanto Davide Boifava nel leggere sulle pagine dell' Équipe la notizia del licenziamento di Patrick Valcke dalla Fagor ufficialmente per gli scarsi risultati ottenuti, in realtà per la continua ricerca di un altro sponsor che l'ex meccanico della Carrera conduceva insieme al socio di sempre, Crepel. «La notizia si commenta da sola - ha detto Boifava - quando era con noi, Valcke non si accontentava di fare il meccanico, voleva di più . Così si è costruito su misura il ruolo “uomo di Roche” e, sfruttando i successi dell’irlandese, è arrivato a fare il direttore sportivo della squadra che ha il campione del mondo. Poi il vento è cambiato, sono cominciati i problemi e in queste situazioni la furbizia non paga più. Adesso per Valcke sarà difficile trovare un posto anche come meccanico, ma del resto l’ha voluto lui». Certo se Valcke avesse approfittato della sua permanenza alla Carrera per "rubare" un po...