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Da Tardelli a Desailly, cambiare serve

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https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/08/13/da-tardelli-desailly-cambiare-serve.html Archivio la Repubblica.it 2008 08 13 di Christian Giordano © la Repubblica © - sez. Bologna Bombardini terzino? Se nessuno ha chiamato il 118 non è solo per il KO di Rodríguez, per non arretrare Valiani o perché mister Arrigoni gode dell'immunità da promozione. È che Bologna, per sperimentare, è l'humus ideale. Lo scudetto del '64 arrivò, nello spareggio contro l'Inter, col terzino Capra (71 anni oggi, auguroni) ala sinistra su Corso. Genialata di Bernardini, già portiere (nell'Esquila) poi centr'half tutto fosforo.  Recidivo, il "Dottore": nella Fiorentina tricolore nel '56, sull'out mancino schierava Prini. Bizzarri, il terzo attaccante, si era fatto male. Mazza, una mezzapunta, rientrava poco e così, proprio contro il Bologna, "Fuffo" lo fece tornante alla Armano. Scelte contestuali, però. Non cambi di pelle per rigenera...

FOOTBALL PORTRAITS - Ibrahimović: il Codice Zlatan (2008)

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https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 In Svezia ne chiamano così i nomi tatuati assieme alle date di nascita dei parenti. Un mistero-simbolo del dna che, in campo, nessuno riesce a decifrare. Perché Ibracadabra «crea movimenti che non esistono: improvvisazioni jazz». Suonate per vincere: al Malmö, all’Ajax, alla Juventus e all’Inter, la squadra per la quale – sostiene lui – tifava da ragazzo CHRISTIAN GIORDANO  ©  Guerin Sportivo © n. 32, 5-11 agosto 2008 Nel 1970, nessuno immaginava di prendere le impronte a certi bambini. La guerra nella Jugoslavia allora unita era di là da venire. Eppure, c’era chi aveva il fegato per andarsene. In cerca di un futuro. Migliore, per Sefik, bosniaco musulmano di Bijeljina e Jurka, croata cattolica di Zadar, lo sarebbe stato di default. Il difficile, semmai, era pensare di trovarlo, insieme, a Rosengård (si pronuncia “Rùsengord”), dieci settori costruiti nel decennio prima su...

FOOTBALL PORTRAITS - L'Inter di Orrico? Una gabbia di matti

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https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 lunedì, agosto 04, 2008 Venne, vide, perse. Da signore. All’Inter, Corrado Orrico (Massa, 1940) aprì il post-Trap con dichiarazioni acchiappagonzi («voglio il WM, ma a zona») e chiuse rinunciando alla grana. «Se il problema sono io, me ne vado». Sfiorata la A col miracolo-Lucchese, la risposta a Sacchi, «ma con uno stipendio da operaio specializzato, per sentirmi in sintonia col partito che ho sempre votato», sbarca all’Inter tedesca (i declinanti Matthäus e Brehme, più Klinsmann) e fresca di Coppa Uefa. Non funzionerà. La gabbia fatta costruire ad Appiano imprigionò lui in primis. «L’Inter detentrice eliminata dal Boavista al primo turno? Più facile crolli il Duomo di Milano». Appunto. Salutò all’ultima di andata (1-0 dall’Atalanta), venne Suarez. Inter ottava, niente coppe. I flop dopo il ritorno a Carrara (Avellino, Alessandria e Empoli retrocesse, poi Treviso, Massese e ancora Carrar...

Visentini: «Va cambiato tutto»

L’ACCUSA. L’ULTIMO VINCITORE BRESCIANO DEL GIRO, DOPO IL RITIRO, GIÀ QUANDO ERA IN ATTIVITÀ AVEVA DENUNCIATO CERTE PRATICHE ILLECITE  «Ormai il doping è nel bagaglio di troppi atleti Non c’è più voglia di lavorare duramente» I colpevoli certi non dovrebbero correre mai più Bisognerebbe costringerli a zappare la terra  Ai miei tempi si sgobbava anche otto ore al giorno Ora vedo ciclisti allenarsi con il telefonino in mano Bresciaoggi, sabato 2 agosto 2008 Roberto Visentini non sembra sorpreso dall’ultima vicenda di doping nel ciclismo, con la positività all’EPO del dilettante bresciano Giovanni Carini e del professionista Paolo Bossoni . Però, non ci sta. Lui, ultimo bresciano a vincere il Giro d’Italia (1986), campione del mondo juniores a Losanna e tricolore a Montecatini nel 1975 ; campione italiano della cronometro individuale su strada a Santa Maria Codifiume nel 1977, un’altra settantina di vittorie nelle corse di tutte le categorie, ne ha per tutt...

Visentini: "I dopati non dovrebbero più correre"

Brescia Oggi Sabato 2 Agosto 2008 L’ULTIMO VINCITORE BRESCIANO DEL GIRO, DOPO IL RITIRO, GIÀ QUANDO ERA IN ATTIVITÀ AVEVA DENUNCIATO CERTE PRATICHE ILLECITE  Visentini: «Va cambiato tutto»  «Ormai il doping è nel bagaglio di troppi atleti Non c’è più voglia di lavorare duramente» I colpevoli certi non dovrebbero correre mai più. Bisognerebbe costringerli a zappare la terra. Ai miei tempi si sgobbava anche otto ore al giorno. Ora vedo ciclisti allenarsi con il telefonino in mano Roberto Visentini non sembra sorpreso dall’ultima vicenda di doping nel ciclismo, con la positività all’Epo del dilettante bresciano Giovanni Carini e del professionista Paolo Bossoni. Però non ci sta. Lui, ultimo bresciano a vincere il Giro d’Italia (1986), campione del mondo juniores a Losanna e tricolore a Montecatini nel 1975; campione italiano della cronometro individuale su strada a Santa Maria Codifiume nel 1977, un’altra settantina di vittorie nelle corse di tutte le categ...

HOOPS MEMORIES - Big E vs Big Lew: La Partita del secolo

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Christian Giordano  © American SuperBasket n. 3/anno 17 - 3/16 luglio 2008  Se c’è una partita che più di altre ha messo sotto i riflettori il basket di college, ritagliandogli un ruolo da protagonista sulla scena del grande sport USA, quella è lo Showdown in the Astrodome. La resa dei conti fra UCLA e University of Houston disputata il 20 gennaio 1968 nel mastodontico stadio (di football e baseball) all’8400 Kirby Drove di Houston, Texas. Game of the Century, la Partita del secolo, aveva tutto: squadre imbattute, le prime del ranking (con i Bruins davanti ai Cougars), i campioni uscenti contro gli idoli di casa, lo scontro fra gli unanimi All-American, nonché futuri Hall-of-Famers, Lew Alcindor (non ancora Kareem Abdul-Jabbar) e Elvin Hayes. E, soprattutto, lo spettacolo. Un colpo gobbo per la prima gara di regular season NCAA trasmessa nel prime time alla tv nazionale. Non a caso, aprì la via alla moderna copertura televisiva della cosiddetta March Madness, la Follia d...

FOOTBALL PORTRAITS - Theo Walcott, gli occhi della Tigre

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https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 di CHRISTIAN GIORDANO © Guerin Sportivo © La sua velocità fa pensare più ad altri accostamenti creativi, ma il principale soprannome che Theo Walcott, nome completo Theodore James, porta con sé è quello di Tiger, Tigre. In realtà, oltre a sfuggire agli avversari, come ha fatto memorabilmente in Champions League nemmeno due mesi fa, deve continuamente rincorrere prima di tutto se stesso, dato che oltremanica ha battuto ogni record di precocità. Due stagioni addietro l’allora Ct dell’Inghilterra, Sven-Göran Eriksson, rischiò di bruciarlo e invece si bruciò (anche) portandolo al mondiale tedesco 17enne e digiuno di nazionale Under 21, prima squadra dell’Arsenal e Premier League. Folgorato dalla classe e dal cambio di passo di quell’aletta (1,76 x 70 kg), letale anche da seconda punta, lo svedese per nulla di ghiaccio lo seguiva sin da quando la Tigre, accalappiata dai Gunners il 20 gennai...

HOOPS MEMORIES - Havlicek su Walker, la prima rapina del secolo

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"Greer is putting the ball in play…  He gets it out deep and Havlicek steals it!  Over to Sam Jones.  Havlicek stole the ball!  It’s all over!  It’s all-l-l-l over!  Johnny Havlicek is being mobbed by the fans!  It’s all-l-l-l over! Johnny Havlicek stole the ball!"    - Johnny Most (Greer effettua la rimessa laterale… La lancia lunga, e Havlicek la ruba! La passa a Sam Jones! Havlicek ha rubato palla! È finita! È fi-ni-ta! Johnny Havlicek è sommerso dai tifosi! È fi-ni-ta! Johnny Havlicek ha rubato palla!). di CHRISTIAN GIORDANO © American Superbasket n. 11/anno 17 - 5/18 giugno 2008 Strano destino quello di Johnny Havlicek, leader all-time dei Boston Celtics per punti (26.395) e gare (1270) in 16 anni di leggendaria carriera NBA (anche) da miglior sesto uomo di sempre: viene ricordato soprattutto per il canestro evitato con lo storico intercetto su Hal Greer dei Philadelphia 76ers in gara7 delle Finali della Eastern Conferenc...

FOOTBALL PORTRAITS - Godeas, pensieri di una punta randagia: "Non sarà una sfida tra me e Marazzina"

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https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/05/24/godeas-pensieri-di-una-punta-randagia-non.html?ref=search https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 di CHRISTIAN GIORDANO la Repubblica - ed. Bologna, 24 maggio 2008 Il bomber con la valigia mai disfatta: Triestina (tre volte, più le giovanili), Udinese (due), Sora, Prato, Cremonese, Livorno, De Graafschap (Olanda), Treviso, Messina, Como, Bari, Palermo, Chievo, Mantova. Lì il bomber di Cormons è rinato. Ed ora è lo spauracchio dei rossoblù verso la A.  Denis Godeas, che partita sarà Mantova-Bologna?  «Di cartello. Noi abbiamo poco da chiedere, è il Bologna che dovrà "farla". Chiudere bene una stagione nata male: ci proveremo per noi, per i tifosi e per la società. Siamo gli arbitri della promozione, cercheremo di dar fastidio come con Chievo e Lecce».  All'andata fu 3-0 e Marazzina show.  «L' unica che ho saltato. U...

FOOTBALL PORTRAITS - Zampagna, il bomber con la sciarpa (2008)

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https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 intervista di CHRISTIAN GIORDANO la Repubblica– ed. Bologna, 3 maggio 2008 Ha fama di Calciatore alla rovescia (azzeccato titolo della monografia dedicatagli da Sfide , su RAI Tre), e non solo per le reti in sforbiciata, tutte dedicate a mammà , Franca Mandoloni. E pare meritata per un 33-enne che nell’Atalanta in A segnava a raffica, prima di finire fuori rosa per una sfuriata con l’allenatore Luigi Del Neri e, a gennaio, in fondo al lotto in B col Vicenza, penultimo col Ravenna.  - Riccardo Zampagna, va bene andare controcorrente, ma non avrà esagerato? «Per me l’immediatezza è la prima cosa. Io voglio tutto e subito. Il direttore Vignoni e Gregucci li conoscevo già, ci siamo parlati e mi hanno fatto un’offerta molto concreta (600 mila euro l’anno fino al 2010, nda), senza tante chiacchiere. è questo che più mi ha colpito».  - È vero che a gennaio era a un passo da...

HOOPS MEMORIES - La battaglia di El-Amin

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di CHRISTIAN GIORDANO  © American Superbasket n. 9/17 - 1/21 maggio 2008 Duke, sempre Duke, fortissimamente Duke. I Blue Devils sembravano di una categoria a sé, al via del Torneo NCAA 1999. Non soltanto perché avevano Elton Brand, Giocatore universitario dell’anno e futura prima scelta assoluta al susseguente draft NBA, e tre compagni che lo avrebbero raggiunto nella metà di sinistra del primo giro di lottery, traguardo mai raggiunto da altri atenei; ma soprattutto perché in stagione avevano perso (di due punti, contro Cincinnati) solo la sesta partita, e non si vedeva chi avrebbe potuto negargli il loro terzo titolo NCAA degli anni Novanta e la platonica qualifica di miglior squadra di college del decennio. Nel frattempo Connecticut, l’altra finalista, era considerata dalla maggioranza degli esperti la seconda miglior squadra della nazione, un filo sotto i Blue Devils. La squadra di coach Jim Calhoun, tuttavia, aveva solidi argomenti per smentirli. Intanto il sostegno de...

FOOTBALL PORTRAITS - Bernacci, il Toni dei poveri

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https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 «Il nuovo Toni». Nel calcio, a mettere le etichette si fa presto, il problema è toglierle. Se giochi in attacco in provincia e in sorte hai un fisico da cestista (193 cm x 72 kg), da te si aspettano i gol. E pazienza se hai le spalle larghe la metà di quelle del bomberone azzurro e a te solletica più l’assist che la rete. E se anziché la boa ti senti il perno dell’attacco.  «Mi capita anche di segnare, certo, ma non è il mio compito prioritario», spiega Marco Bernacci, promessa non più di primo pelo e da quest’anno in comproprietà all’Ascoli. «Io devo appoggiare palloni per i compagni che si inseriscono. E con Soncin vicino, la formula funziona. Anche se abbiamo raccolto meno di quanto meritassimo».  E' successo spesso a questa eterna promessa del vivaio cesenate, sin dalle giovanili, lasciate per la prima squadra nel 2000-01 in C1. Il debutto nella stagione seguente (unica pr...

HOOPS MEMORIES - L’ultimo trucco del Mago

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https://www.amazon.it/Hoops-Memories-Momenti-basket-americano-ebook/dp/B01JAC2GTQ di CHRISTIAN GIORDANO  © American SuperBasket n. 6/anno 17 - 20 marzo-2 aprile 2008 Premessa: nessun coccodrillo anticipato, qui, anche perché a -2 dal centenario il Grande Vecchio si sottopone a tagliandi annuali ospedalizzati (l'ultimo, per una caduta casalinga: rotti polso e clavicola sinistri) da tre stagioni. Un'abitudine, quella dei filotti, per John Robert Wooden, che ai bei dì, sulla panca di UCLA, vinse coi Bruins 10 campionati su 12, sette consecutivi dal 1966-67 al 1972-73. Una dinastia tale da far dimenticare che, prima di diventare il Mago di Westwood, il nativo di Hull (14-10-1910) era noto come l’Uomo di Gomma dell’Indiana per l’abitudine di rimbalzare sul parquet, e fuori, tuffandosi su ogni palla vagante. Ma oltre a essere un combattente di razza, il tre volte All-State aveva condotto al titolo statale la Martinsville High School e al college, il tre volte All-American a...