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Arsenal-Liverpool: Make or Break

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Make or Break . O la va o la spacca. In realtà più per il Liverpool che per l'Arsenal nel big-match della 31esima di Premier League. Una classica del calcio inglese, anche se quest'anno varrà al più un piazzamento Champions. Allo scontro diretto dell'Emirates arrivano due squadre in salute. I gunners vengono da sette vittorie consecutive, 9 successi nelle ultime 12 e 11 delle ultime 19; con appena una sconfitta e sette pareggi. Vincendo anche questa, i ragazzi di Arsène Wenger salirebbero a 63 punti, a +9 sul Liverpool che virtualmente saluterebbe ogni speranza di quarto posto. Pur avendo perso il suo "vero" derby, quello con lo United, però, la squadra di Brendan Rodgers non se la passa troppo male: tre sconfitte nelle ultime 15, ma fuori casa non perde da sei gare. Sfida nella sfida quella tra gli attacchi. Olivier Giroud è in formissima: 8 gol nelle ultime sette. En exploit realizzartivo che ha in parte coperto l'appannamento di Alexis Sanchez: 18 gol e...

Carpi, è quasi A

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Il sogno è lì, solo da afferrare. E dopo la notte magica del Cabassi, nessuno vuole più svegliarsi: 3-0 al Bologna. Al Bologna. Sessantaquattro km e sette scudetti di distanza, un abisso storico che sembrava incolmabile. Cinque anni fa, il piccolo Carpi era ancora in Serie D. Oggi la creatura di Stefano Bonacini, uno che il Bologna ha pure provato a comprarlo, quell'abisso lo ha ribaltato: Carpi primo a +12 dopo lo scontro diretto. È durata un tempo la partita del Bologna: 4 occasioni rossoblù, ma il gol lo ha trovato la capolista. Nella ripresa in campo s'è visto solo il Carpi. Ci ha provato, Lopez, a riacciuffare la partita, dopo l'infortunio di Zuculini addirittura col 424: Sansone e Importa attaccanti esterni; Cacia e Mancosu punte centrali. Dall'altra parte, troppa la differenza di fame e di voglia. E di momento magico. Il Carpi sente l'odore del sangue e nell'acqua dell'alta classifica ci sguazza. Greg Paltrinieri, tifoso doc che se ne intend...

Frans Verbeek - THE FLYING MILKMAN

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As founder of clothing manufacturer Vermarc, Frans Verbeeck has had more impact on the sport since retiring than he did in his pomp in the 1970s, when ‘The Flying Milkman’ gained a reputation as the nearly man of the Classics Writer: Peter Cossins Procycling, April 2015 What does it say about Frans Verbeeck’s racing career that he’s best-remembered not for the dozens of races he won, including the Amstel Gold Race , La Fleche Wallonne and the Belgian national title , but for his unforgettable nickname: ‘ The Flying Milkman ’? Well, that and for delivering the most memorable quote ever made about the Ronde van Vlaanderen .  Seventeen times a runner-up in major one-day races , Verbeeck had just finished second once again at the Ronde in 1975 . The only rider who had been quick enough and strong enough to respond to Eddy Merckx’s attack at the foot of the Oude Kwaremont, Verbeeck spent the next 95 km with ‘The Cannibal’, barely able to hang on, let alone offer a hand ...

Latina, l'internazionale nerazzurra

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A Brescia, Mark Iuliano ha schierato 6 stranieri nell’undici iniziale, record nella storia del club 17.03.2015 09:30 di Marco Ferri - Fonte: Il Giornale di Latina L’Internazionale nerazzurra va in scena a Brescia. Figlia di un mercato di riparazione esterofilo e dell’assenza di una delle pedine italiane più utilizzate ( Valiani ), il Latina ha fatto registrare il numero più alto di stranieri nell’undici titolare. I 6 schierati al Rigamonti da Mark Iuliano sono un record nella storia della società e una decisa rottura con il recente passato. LINEA-IULIANO – Ai due calciatori nati all’estero (Benali e Da Silva) di cui si è servito Calori, Iuliano ha risposto riempiendo la squadra con oltre il 50% distribuiti tra tutti i reparti . Dal tridentone di matrice africana, con Oduamadi, Sowe e Bidaoui, si è passati per il debutto del franco-algerino Ammari fino alla conferma, sulle fasce, dei soliti noti Ristovski e Alhassan . A questi si aggiunge  l’innesto in corso d’opera dell...

Di Gennaro, una porta sul passato

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01.04.2015 14:00 di Marco Ferri - Fonte: Il Giornale di Latina Una porta sul passato. Raffaele Di Gennaro la aprirà domani, quando, al Francioni, farà tappa la squadra con la quale ha iniziato la sua carriera tra i grandi. Storia di non più di un anno fa, quando il 20enne di belle speranze, svezzato dall’Inter, scelse la periferia della serie B per iniziare per continuare quel percorso di maturazione in una carriera che gli addetti ai lavori gli preconizzano radiosa. ENFANT PRODIGE – Il destino lo mette subito di fronte ai ricordi, facendogli sfidare l’Inter in Coppa Italia nella Scala del calcio italiano. Sarà la seconda delle sue 41 presenze stagionali . Tutte da titolare, con 51 gol sul groppone e 13 gare imbattuto, che hanno concorso alla salvezza last-minute della squadra di Claudio Foscarini, arrivata grazie a un girone di ritorno a ritmo da play-off: “L’anno scorso mi arrivavano molti più tiri in porta, c’era praticamente un assedio a ogni partita. Sapevamo di giocare risch...

Wevelgem, l'Oscar del Gerva

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Il rosso è tornato. È tornato a vincere. La barba di Luca Paolini davanti a tutti nella 77esima Gand-Wevelgem, dove il tricolore non garriva da Cipollini 2002. La Ferrari di Sebastian Vettel, due anni dopo Alonso al Montmelò del maggio 2013. E proprio da maggio 2013, la Sorrento-Marina d'Ascèa al Giro, non alzava le braccia il rosso del team Katusha; 38 anni e non sentirli: primo italiano re in una classica dal Lombardia 2008, il terzo e ultimo di Damiano Cunego. Settimana da Oscar per il Gerva, nickname dovuto alle sue imitazioni del signor Gervasoni, il personaggio svizzero di Aldo-Giovanni-e-Giacomo. Da regista di culto per il bis di Alexander Kristoff sfumato a 50 metri nella Sanremo una settimana fa; a miglior attore protagonista di una Wevelgem spazzata da pioggia e vento ai 50 orari: solo 38 all'arrivo, ben 160 i ritirati. È caduto due volte, Paolini. Tre cambi di bici prima dell'attacco decisivo, a 6 km dal traguardo. L'olandese Niki Terpstra, primo a...

Dunga-bis, guarito il "complexo" Francia

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Sei gol fatti e solo uno subìto nelle ultime due partite, a meno di due anni l'una dall'altra. Tre a zero il 9 giugno 2013 a Porto Alegre, ultima amichevole prima della Confederations Cup poi vinta dalla Selecao di Scolari sulla Spagna; tre a uno al St. Denis nella prima sconfitta post-mondiale dei Blues. A guardare i numeri, si direbbe che il secondo Brasile di Dunga sia già guarito da uno dei tanti complexo de vira-lata, il "complesso da cane randagio" reso immortale da Nelson Rodrigues.  Sette vittorie su sette nel nuovo corso, solo due reti subite contro Colombia, Ecuador, Argentina, Giappone, Turchia, Austria. E ora, Francia; che era pure andata in vantaggio. Non con Benzema, alla prima da capitano e subito vicino al gol, negatogli dalla manona aperta di Jefferson, goleiro del Botafogo ed ennesimo candidato per il dopo-Julio César. Il record dell'ex gattone inviso a Mourinho resta quindi intatto: 25 gol e altrettante vittorie della sua nazionale. Col s...

St. Denis, 17 anni dopo

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Sulla scena del misfatto, diciassette anni dopo. Dal Dunga capitano di un Brasile sconfitto dal malore di Ronaldo, prima ancora che dalla storica doppietta - di testa - di Zidane e dal 3-0 di Petit nella finale mondiale del '98. Al Dunga di nuovo Ct di un Brasile uscito con le ossa rotte - quasi alla lettera [img neymar zuniga... foto?] - dal mondiale in casa che ha perso sul più bello il suo faro Neymar. "E' il nostro unico fuoriclasse" ha detto l'ex Cucciolo di Pisa-Fiorentina-Pescara. "Una volta avevamo Careca, Ronaldo e Rivaldo, oggi campioni così provengono da altri paesi". Non a caso la fascia al braccio il Ct l'ha affidata a Neymar, successore di un Thiago Silva ritenuto - in patria - di lacrima facile persino per gli standard locali. Con la Seleção come al PSG, fresco di quarti in Champions League. In un'amichevole tale solo sulla carta visti i palmarès e i 14 precedenti dal '58 al 2013, tra cui l'immortale punizione a tre...

Bentornata a casa, Sanremo (2015)

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Mancava dal 2007 il traguardo di via Roma alla Classicissima dei fiori . È tornato nell’edizione numero 106 della Milano-Sanremo, partita come “mondiale d’autunno” e arrivata, dopo 7 ore di sella e 293 km, come quel che dovrebbe essere: il “mondiale di primavera”. A sbocciare, però, è stato il talento purissimo di John Degenkolb e Niccolò Bonifazio. Ventisei anni il tedesco, al successo più importante della sua carriera; neanche 22 il ragazzino di Daino Marina, cresciuto ai piedi della Cipressa e subito quinto al debutto alla Sanremo. Ci siamo andati vicini, ma non vicinissimi, noi italiani, a vincere quella corsa che ci sta nel cuore da quando è nata, e sullo stomaco dal 2006. Quando Pippo Pozzato fu l’ultimo italiano a vincerla. Per trovare un digiuno più lungo bisogna tornare ai 17 anni tra la doppietta di Loretto Petrucci nel 1952-1953 l’acuto di Michele Dancelli nel 1970. La doppietta consecutiva invece manca da Erik Zabel 2000-01. Un altro tedesco. Alexander Kris...

Milano-Sanremo 2015: indecifrabile, la Classicissima

di Francesco Sulas Classicissima , Mondiale di primavera , semplicemente Sanremo. La prima "vera" corsa dell'anno è la più attesa e domani giunge alla 106esima edizione . La Milano-Sanremo sarà la prima classica-monumento del 2015 e tornerà all'antico: dopo 7 anni l'arrivo si sposta dal Lungomare Italo Calvino a Via Roma . Lì la Classicissima si concluse dal 1949 al 1985 e dal 1994 al 2007 . L'ultimo a vincerci fu Óscar Freire su Allan Davis e Tom Boonen . Sarà una Sanremo senza Mànie, come dal 2013: allora fu il maltempo ad escludere la salitella posta tra Noli e Finale Ligure, dallo scorso anno è stata tagliata. Niente Manie, si decide tutto su Cipressa e Poggio Si correrà sulla distanza di 293 km, uno in meno del 2014, con il chilometro zero posto come al solito in Via della Chiesa Rossa, periferia sud milanese .  Serviranno 143 km per arrivare al Passo del Turchino, buttandosi sulla riviera ligure dopo lo scollinamento .  Fino ad Alassio e Laigueglia ...

Milano-Sanremo: chi vince?

Con l’arrivo tornato in Via Roma la linea del traguardo si avvicina sensibilmente al termine della picchiata giù dal Poggio: restano due km di rettilinei cittadini e una rotonda prima del trionfo di… di Filippo Cauz Fino a pochi anni fa la Sanremo era sinonimo di primavera : si correva di sabato e premiava talvolta un velocista talvolta un coraggioso attaccante, nell’uno o nell’altro caso si trattava quasi sempre di un corridore appena uscito dalla Tirreno-Adriatico . Da qualche anno il panorama è cambiato: si corre di domenica (in attesa che il sabato venga destinato a corse femminili o giovanili, o segua l’esempio già fruttuoso all’estero di aprirsi al ciclismo amatoriale ), si corre con un clima più invernale che primaverile, e la vittoria sorride molto più spesso a chi esce dalla Parigi-Nizza , corsa francese meno probante della nostra Tirreno . Un cambio di tendenza radicale che ha avuto nella sorte il suo maggior attore: con un maltempo che ha raggiunto condizioni quasi estre...

Ritorno al classico: al via la Milano-Sanremo

Solite salite, vecchio traguardo e un leggero vantaggio per i finisseur contro le speranze dei velocisti. Tre nomi: Degenkolb, Matthews e Gallopin . Il quarto, Lobato , l’ha scelto un ex corridore sull’onda lunga degli outsider che, da quando si corre di domenica e c’è sempre brutto tempo, spiazzano tutti all’arrivo. E l’Italia? Pozzato non vince dal 2006 e visto che siamo in vena vintage… di Fabio Disingrini, Eurosport La Milano-Sanremo è come la prima verifica a scuola. Inizia un nuovo anno, si riprende a ritmi “blandi” e poi arriva "lei", la Classicissima, ad alzare il livello, a far saltare il banco. Perché senza nulla togliere ai “prologhi” come la piccola (e bellissima…) classica sulle Strade Bianche o ai preamboli a tappe come la Tirreno-Adriatico , vinta come da tradizione da un “big” (martedì Quintana dopo Contador e prima Nibali e Cadel Evans ), la Sanremo è la Sanremo e la posta in palio, dopo 293 km di corsa, è finalmente una Monumento. Prima delle Fiandre e d...

Cimolai, l’Italia per stupire a Sanremo

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Prima il Laigueglia; poi il friulano, 25 anni, ha battuto Matthews, Bouhanni e Kristoff alla Parigi-Nizza. «Fino a un mese fa non ero nessuno, ora me la gioco» di Ciro Scognamiglio, La Gazzetta dell Sport   cscognamiglio@gazzetta.it  twitter@cirogazzetta Fino a un mese fa non era nessuno. E non è un insulto. Se lo dice da solo. «Sì, è così — Davide Cimolai riflette a voce alta —. Ma negli ultimi trenta giorni è cambiato parecchio e ora non mi resta molto da fare, se non restare tranquillo e crederci. Perché la Milano-Sanremo non si inventa. La vince un corridore che è andato forte o alla Parigi-Nizza, o alla Tirreno-Adriatico…». PROSPETTIVE  Cimolai rientra alla perfezione in questa categoria. Per preparare la Classicissima ha scelto la Francia e lì, dopo aver sbancato il Laigueglia a febbraio, sul traguardo della quinta tappa ha sverniciato Coquard, Matthews, Bouhanni, Kristoff. Questo di certo non fa del 25enne friulano della Lampre-Merida un fa...

Sanremo e di nuovo via Roma, finalmente

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di SIMONE BASSO, Il Giornale del Popolo La Milano-Sanremo, primo Monumento stagionale, inaugura il periodo più esaltante del ciclismo professionistico. Quello classico, un po' sadico, che passa dalla Settimana Santa (Giro delle Fiandre e Parigi-Roubaix) e si conclude colla Liegi-Bastogne-Liegi. Tecnicamente, per la metà abbondante del plotone (la crema), è l'apogeo dell'annata; il momento decisivo di un lavoro cominciato in pieno inverno. La Classicissima dei Fiori , una lotteria che non preclude i sogni di gloria di almeno cinquanta corridori, è ormai - da vent'anni - il limbo (e il paradiso) del velocista resistente . Ovvero dello sprinter che svela l'Erik Zabel nascosto : uno con la volata facile, al termine di trecento chilometri di corsa difficile. Con il percorso antico (...), privo di Mànie e Pompeiana ( escluse dal tracciato dopo le alluvioni - e gli smottamenti - dello scorso autunno), il pronostico si semplifica. Le squadre col poten...

Kristoff non s’è fermato a Sanremo

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Un anno fa la Classicissima l’ha lanciato, oggi il velocista norvegese è un campione: «Tifo Juve, ho amato Del Piero»  Ciro Scognamiglio, La Gazzetta dello Sport cscognamiglio@gazzetta.it twitter@cirogazzetta Una buona parte del mondo, ciclistico e no, ha scoperto Alexander Kristoff alla Milano-Sanremo di un anno fa. Thor Hushovd, no. Lui ne aveva fatto la conoscenza sette anni prima e si era incavolato di brutto. Era andata così: campionato norvegese in linea 2007 , Hushovd già campione affermato (tre anni dopo avrebbe vestito la maglia iridata), Kristoff imberbe sbarbatello di neppure 20 anni. Ri- sultato: Hushovd secondo e sverniciato in volata, Kristoff primo e in paradiso. Ah, la premiazione cominciò in ritardo. Non trovavano Hushovd, che di salire sul palco non aveva alcuna voglia. SCENA  Adesso la Sanremo è lì che aspetta di nuovo Kristoff. Dorsale numero 1, riflettori accesi. Il bis consecutivo non riesce da Zabel 2000-2001 . E negli ultimi 7 ann...

England Derby, l'ultimo per Stevie G

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di CHRISTIAN GIORDANO, Sky Sport 24 Due volte in ventidue anni. Da quando esiste la Premier League, stagione '92-93, solo due volte il Liverpool è arrivato davanti al Manchester United in campionato. Secondo dietro l'Arsenal e a +3 sui rivali di sempre nel 2002; secondo dietro il City e a +20 sull'altra metà di Manchester, addirittura fuori dall'Europa, lo scorso anno.  Il primo del dopo-Ferguson. All'Anfield, si affronteranno i club più vincenti del calcio britannico. E anche due squadre in forma. In Premier il Liverpool ha vinto le ultime cinque, e dieci delle ultime tredici; insomma, non perde dall'andata: 3-0 all'Old Trafford aperto da Rooney e chiuso da Mata e van Persie, che si mandarono in gol a vicenda. E tre a zero è finito, una settimana fa, un altro scontro diretto dello United per la corsa Champions, a differenza del Liverpool - aggrappato al replay dei quarti di FA Cupo contro il Blackburn - l'unico obiettivo rimasto alla squa...

Cancellara o Sagan, l’Italia, via Roma: 5 chiavi per Sanremo

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Il duello d’oro, i velocisti Kristoff-Cavendish, i giovani Cimolai e Bonifazio, la pioggia, l’arrivo storico: da sogno di Luca Gialanella, La Gazzetta dello Sport   Il dislivello è di appena 1600 metri su 293 chilometri: 550 m sul Turchino, 250 sulla Cipressa e 150 sulla collinetta del Poggio. Da fine discesa sono 2,3 km per arrivare in via Roma. E’ il mistero della Milano-Sanremo. Domenica 106a edizione, e dopo 8 anni il traguardo torna in via Roma. La prima volta nel 1949: Coppi. L’ultima nel 2007: Freire. In mezzo, il mito. In 5 punti le chiavi della gara. 1 - IL DUELLO: CANCELLARA CONTRO SAGAN  Hanno segnato le ultime 4 edizioni. Fabian sempre sul podio, Peter sempre rimpianti. Da quando Sagan è pro’ nel 2010, il testa a testa con Cancellara è a suo favore: 164 sfide, 107-57 per Sagan. Ma la qualità nelle classiche non si discute: lo svizzero, 34 anni, ha vinto 3 Fiandre e 3 Roubaix; lo slovacco, 25 anni, solo la Gand-Wevelgem. Così a Sanremo: 2011, 2° Can...

La Sanremo numero 106 (2015)

La Milano-Sanremo numero 106, in programma domenica, è il primo "Monumento" della stagione e resta la corsa più lunga dell’anno anche se con il ritorno del traguardo in via Roma perde un chilometro: ora sono 293 (esclusi i 9 di trasferimento cittadino in partenza). Il percorso quello classico: Turchino, i Capi (Mele, Cervo, Berta), Cipressa e Poggio. IL PROGRAMMA  Per la punzonatura, appuntamento a Milano dalle 14.30 di sabato alla Scuola Nazionale di cinema (ex Manifattura Tabacchi), in viale Fulvio Testi 121. Domenica il ritrovo in Piazza Sempione-Arco della Pace dalle 8.10. Alle 9.45 incolonnamento e sfilata cittadina, la partenza ufficiale alle 10.10 da Via della Chiesa Rossa. Arrivo a Sanremo in Via Roma 16.50 e le 17.30. LE SQUADRE  Al via 25 team di corridori. I 17 del World Tour partecipano di diritto: sono Ag2r Astana (Kaz), Bmc (Usa), Etixx-Step (Bel), Fdj (Fra), Iam (Svi), Lampre-Merida (Ita), Lotto-Soudal (...