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USA-Colombia, tutta un'altra Historia

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Escobar.  Stati Uniti-Colombia non sarà mai soltanto una partita. Sono passati ventidue anni, ma quella ferita mai potrà rimarginarsi. Al Levi's Stadium di Santa Clara - l'impianto dei San Francisco 49ers della NFL - il tutto esaurito non lascia spazio che al calcio. Soccer o fútbol , come lo chiamano le due tifoserie che più diverse non si può. Padroni di casa e cafeteros sono i favoriti del girone comprendente Costa Rica e Paraguay, ma nessuno meglio di noi italiani conosce la pericolosità della Svizzera del centroamerica; e in quanto ai guaranì, sottovalutarli significa misconoscere la historia del subcontinente prima ancora che del trofeo per nazionali più antico al mondo. Per gli USA del tedesco Jürgen Klinsmann l'obiettivo minimo è la semifinale. Punta invece al titolo la Colombia dell'argentino José Pekerman - mago delle giovanili che al mondiale 2006 uscì ai rigori nei quarti contro la Germania senza buttar dentro il neo19enne Messi. Tempi lontani. Come q...

Don’t be fooled by the big smile

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‘Chavito’ Chaves is the fresh faced Colombian winner of the Abu Dhabi Tour and a doublemountain stagewinner at the 2015 Vuelta. He has theworld at his feet, but his journey to get there is a heroic tale of recovery froma career-threatening crash Words Gregor Brown,  Cycle Sport , January 2016 Saturday, February 16, 2013. Esteban Chaves’s body and cycling career is wrapped around a signpost, fractured and motionless on the SP13 road that descends to Laigueglia, Italy. Had it not been for some clever surgeons back home in Bogotá, Colombia, and the faith of team Orica-GreenEDGE, Chaves might never have raced again. Before returning to the top in 2015, Chaves had tried everything to recover fromthat career-threatening injury at Trofeo Laigueglia. Everywhere he searched on the internet, the freckle-faced Colombian read that the shredded and ripped nerves in his right armwouldmean he had “little chance” to race again. But thewords that his father had repeated since he was a l...

CILE 2015 - En tu cancha

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Christian Giordano Copa América: cento anni di fútbol latino kindle store - 2,99 euro «El Corazón del Fútbol». Questo lo slogan ufficiale che la Federación de Fútbol de Chile sceglie per il lancio ufficiale, mercoledì 2 aprile 2014, della 44esima edizione che il paese andino ospiterà dall’11 giugno al 4 luglio dell’anno successivo. È la settima volta che la FFCH ospita la Copa, il trofeo per nazionali più antico al mondo. Solo l’Argentina, con nove, ne ha organizzate di più. L’Uruguay detentore esce nei quarti perdendo 1-0 contro i padroni di casa, futuri campioni battendo in finale, 4-1 ai rigori, i blanquicelestes dell’altra sponda del Rio Plata. E così, da eterna seconda (1955, 1956, 1979 e 1987), la cenerentola Roja si trasforma per la prima volta in regina del subcontinente. L’Argentina di Lionel Messi invece mancava la finale dal 2007, e il mancato quindicesimo titolo nella competizione non fa che alimentare la maledizione della Pulga “perdente” con la Selecc...

Tutti fuori dall'Euro

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Anche la Germania ha il suo Montolivo, anzi due: Reus e Gündoğan, simboli del Dortmund, dopo il mondiale brasiliano perdono per infortunio anche l'europeo francese. Per scelta tecnica Loew rinuncia invece al talento offensivo di Bellarabi e Brandt del Bayer Leverkusen, alle discese di Rudy dell'Hoffenheim e al portiere Trapp, potenziale vice-Neuer che nel PSG ha tolto il posto di titolare a Sirigu. Stesse motivazioni che hanno portato Roy Hodgson a non convocare Drinkwater, una delle colonne dei Leicester City campione, e Walcott, che secondo il Ct ha giocato troppo poco, salvo poi chiamare un altro gunner, Wilshere, che ha giocato pure meno. In Francia non andranno invece per guai fisici assortiti altri due dell'Arsenal, Welbeck e Oxlade-Chamberlain, i terzini Baines dell'Everton e Shaw dello United, il portiere Butland dello Stoke City. Davanti alla tv saranno pure Delph del Manchester City e Townsend del retrocesso Newcastle, idem il 33enne  Jagielka dell'...

Il Giro di Nibali, una contraddizione benedetta dal cielo

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di SIMONE BASSO, Il Giornale del Popolo, 31 maggio 2016 Si era partiti dai Paesi Bassi con un meteo da estate mediterranea, si finisce - l'ultimo dì, da Cuneo a Torino, con la pioggia, nemmeno fosse aprile in quel di Amsterdam. Il Giro 2016 è stata una contraddizione benedetta dal cielo: vis agonistica folle, mentre parecchio quarto potere raccontava di una corsa rosa addormentata, un buon livello medio tecnico ma non paragonabile a quello delle ultime due edizioni e, soprattutto, una montagna di storie. Dolcissime o amarissime, a seconda dei protagonisti. LO SQUALO E IL COLIBRì  L'epilogo, sul traguardo di Sant'Anna di Vinadio, è di quelli forti: don Vincenzo Nibali, ormai santo protettore del pedale italiano, vince una gara che due giorni prima aveva già virtualmente perso. Strappa la rosa, di cazzimma più che di gambe, a un ventiseienne con la faccia da bambino - Esteban Chaves, il Colibrì - con un bel futuro nei Grandi Giri. All'arrivo, Caterina, la...

Nibali campione semplice per gente vera

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È questa l’immagine del 99esimo Giro d’Italia. Più delle lacrime di Risoul, della gioia sfrenata di Sant’Anna di Vinadio, dello sportivissimo abbraccio di papà Jairo e mamma Caterina al rivale che ha battuto il loro figliolo Esteban Chaves: Nibali che abbraccia la moglie Rachele e la piccola Emma Vittoria è l’istantanea perfetta di un uomo, prima ancora che del corridore, ormai maturo e completo. A 31 anni, il suo secondo Giro d’Italia non è una consacrazione. Uno che ha vinto i tre grandi Giri e il Lombardia non ne ha bisogno. Casomai è per come lo ha vinto che questo suo secondo Giro vale tanto. Tantissimo. Più dei 52” secondi rifilati a Chaves, l’1’17” su Valverde e l’1’50” sullo stoico Kruijswijk, quarto nonostante la frattura all'undicesima costa. Nella passerella di 163 km bagnati e pericolosi da Cuneo a Torino – chiedere al povero Colbrelli – Vincenzo è stato travolto dall’affetto della gente. Tutta, non solo i suoi fedelissimi CanNibali che lo seguono ovunque sin...

Nibali, il cavaliere di Sant'Anna

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Il cavaliere che ha fatto l’impresa. Vincenzo Nibali vince il suo secondo Giro d’Italia con un’altra azione da campione maturo, di classe, completo. Da corridore moderno e insieme antico: con e senza radiolina, che domina con cuore e cervello, gambe e astuzia, orgoglio e fantasia. Prima dei due tapponi alpini, inseguiva Kruijswijk a 4’43”: tutto o quasi faceva pensare a un Giro per lui ormai perduto. Invece, su quel “quasi”, lo Squalo ha costruito uno dei successi più scintillanti della sua già leggenda da tripla corona: vincitore di Tour, Giro e Vuelta; come Merckx, Hinault, Gimondi, Anquetil, Contador con gli ultimi due agganciati con la doppietta rosa. Nell’ultimo tappone alpino Nibali doveva recuperare 44 secondi a uno scalatore puro come Chaves nella Guillestre-Sant’Anna di Vinadio: 134 km, di cui sessanta in salita. In totale: 4100 metri di dislivello, con tre GPM duri – Vars, La Bonette, Lombarda – prima della durissima ascesa verso il santuario di Sant’Anna di Vinadi...

Nibali risorge a Risoul

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Poteva succedere di tutto, nel primo dei due tapponi alpini consecutivi. E tutto è successo: pure troppo. La maglia rosa Steven Kruijswjik che in discesa ruzzola sulla neve, Ilnur Zakarin che nel fosso ci rimette una clavicola, e ringraziare.  La gendarmeria che blocca un po’ di macchine e bus. Michele Scarponi testa di ponte per Vincenzo Nibali che l’Astana ferma – alla lettera – per aspettare il proprio capitano. E che capitano. Appena scollinato il Dell’Agnello, con i suoi maestosi 2744 metri di altitudine Cima Coppi del Giro, Nibali s’ messo alle spalle crisi e avversari e attaccato alla sua maniera.  Ha vinto da solo, sulle strade dove due anni fa ma al Tour e in maglia gialla – chiude secondo dietro il polacco Rafal Majka. Stavolta invece sfiora quella rosa, che gli sfugge per 44 secondi e stacca Nieve di 51 e il nuovo leader Chaves di 53, entrambi vincitori di una tappa: a Cividale il nuovo capitano del Team Sky, nella terribile Corvara il colombiano. D...

Trentin a Pinerolo, beffato Moser

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Dici "Pinerolo" ecome fai a non pensare al mitico "un uomo solo al comando, la sua maglia biancoceleste, il suo nome è Fausto Coppi" che Mario Ferretti dedicò all'Airone in fuga solitaria per 192 km nella mitica Cuneo Pinerolo al Giro del '49. L'anno della prima, storica doppietta rosa e gialla. Coppi scalò da solo Maddalena, Vars, Izoard, Monginevo e Sestriere, rifilando 7' alla maglia rosa Leoni. Impresa e tempi lontani, e irripetibili. Nei nostri ci si contenta del "numero" di due coraggiosi, Moreno moser e Gianluca Brambilla, staccatisi ai -22 dai 24 in fuga nella tappa più lunga di questo Giro: 240 km da Muggiò a Pinerolo, con l'ascesa nel finale del Pramartino (4.6 km al 10% di pendenza media) e un muro, a 2 km dall'arrivo, di 450 metri al 14% di media e punte anche del 20%. Moser e l'ex maglia rosa Brambilla, vincitore ad Arezzo, al successo avevano già fatto la bocca, ma alle loro spalle rinveniva Matteo Trent...

Giro: Cuneo aspetta le tappe e la Notte Rosa

(ANSA) - CUNEO, 26 MAG - Grande attesa per le tappe cuneesi del Giro d'Italia. Domani la scalata al colle dell'Agnello che è la Cima Coppi del Giro, prima dell'arrivo a Risoul, in Francia.   Sabato 28 maggio la ventesima tappa con arrivo a Sant'Anna di Vinadio. La sera a Cuneo la manifestazione verra' celebrata con la Notte Rosa: concerti diffusi, artisti di strada, sfilate, negozi aperti, esibizioni e mostre intorno al Villaggio del Giro che sara' allestito in piazza Galimberti. La festa continuerà domenica 29 maggio, anche dopo la partenza dei ciclisti per la passerella finale da Cuneo a Torino.

Sorpresa Kluge, aspettando le Alpi

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Fuori Kittel, fuori Greipel, la volatona di Cassano d'Adda era l'occasione della vita per Nizzolo e Modolo. la penultima chance, per i velocisti, prima dei tapponi alpini e della passerella finale di domenica da Cuneo a Torino. E infatti Trek-Segafredo e Lampre-Merida hanno fatto quel che potevano per preparare la tavola ai rispettivi sprinter, compresa la scaramanzia quasi calcistica dei diesse Baffi su Modolo e Maini su Nizzolo di scaricare sull'avversario i favori del pronostico. E invece è finita che ha vinto non il terzo incomodo, con Colbrelli finito lungo sul prato, ma il 30enne tedesco Roger Kluge, buon pistard ma un signor nessuno su strada che invece l'occasione l'ha colta eccome, anticipando ai duecento metri lo sprint del gruppone che per un niente aveva riacciuffato la fuga lunga un giorno dei sei coraggiosi tra i quali il solito Oss. Sull'arrivo-omaggio al Giro vinto cinquant'anni fa da Gianni Motta, Kluge ha messo in fila Nizzolo - al...

«Nessuno, e dico nessuno, farà del male ai miei compagni»

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https://www.amazon.it/Punch-Kermit-pugno-Hoops-Memories-ebook/dp/B01C7GAEZK/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1464135651&sr=1-1&keywords=the+punch+giordano https://www.amazon.it/Blazermania-Portland-campione-Hoops-Memories-ebook/dp/B01CR2Z0LC/ref=sr_1_21?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1464177568&sr=1-21 di John Papanek Sports Illustrated, 31 ottobre 1977 (traduzione di Christian Giordano) Avvicinati di recente, a cinque omoni grandi e grossi e a un piccoletto è stata posta – con circospezione – questa domanda: “Vi ritenete degli enforcer della NBA?». Senza eccezioni, tutti e sei all’inizio hanno risposto, senza giri di parole: «No, non mi definirei un enforcer». «Be’, e allora come pensate siano iniziate queste voci?». «Sì, be’, sappiamo tutti da dove arrivano», dice Maurice Lucas, 2.04 x 98 kg dei Portland Trail Blazers, la quintessenza dell’ala forte e dell’enforcer. Nel caso di Lucas, le voci nacquero e cominciarono a c...

Valverde super deb, Kruijswijk vola, crolla Nibali

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La prima di Valverde, il rosa sempre più intenso di Kruijswijk e Nibali giù dal podio. Questi, in sintesi, i verdetti delle Dolomiti in attesa dell'ultimo, e decisivo weekend. Quello sulle Alpi, con sconfinamento sul versante francese. E' un Giro però che continua a parlare straniero. Spagnolo, per la prima vittoria dell'Embatido - 36enne super-deb nella corsa rosa; olandese per la classifica generale, dove Kruijswiijk è ancora più padrone e Nibali rotola giù dal podio, scalzato proprio da Valverde. Nei 132 km tra Andalo e Bressanone, altra giornataccia per lo Squalo, che sul Fai della Paganella - seconda e ultima ascea, comunque pedalabile al 7% di pendenza media e 11% di massima - si stacca ai -16 sull'attacco di Valverde e Kruijswijk cui riesce a rispondere solo il sin troppo generoso Ilner Zakarin. Meritava forse lui, il russo, di vincere questa tappa se non altro per la triplice caduta nella crono del Chianti. Ma quel volpone del murciano non poteva lasciarsi sf...

Io e il mio amico Eric, uno che fa girar la testa

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di KEN LOACH, la Repubblica , 24 maggio 2016 Ci sono persone che hanno una qualità speciale, una presenza, un modo inconsapevole di passeggiare dentro una stanza facendo girare le teste. Eric ne ha da vendere. Guardatelo mentre paralizza una folla di settantamila persone in uno stadio di calcio e a quel punto sarete davvero consci di un talento per la ribalta che molti attori invidierebbero. Ma lavorare con Eric è stato abbastanza diverso. Paul Laverty, che scrisse la sceneggiatura de "Il mio amico Eric", trovò la maniera di descrivere il personaggio in parte basata sull'immagine pubblica, piena di risposte sagge, proverbi, battute brillanti e in parte riflesso del calore e del buon umore dell'uomo reale. Quel che non avevo realizzato e di cui non mi ero reso conto era la capacità di Eric di ridacchiare. Le immagini girate erano piene di situazioni assurde e involontariamente comiche. Se su un set cinematografico non c'è una risata, vuol ...

Ciclismo: Torino si prepara per tappa finale Giro d'Italia

(AGI) - Torino, 23 mag. - Torino si prepara ad ospitare la 99esima edizione del Giro d'Italia. La carovana rosa attraversera', infatti, il capoluogo piemontese il 26 maggio, mentre il 29 maggio, a 34 anni di distanza, il vincitore della corsa organizzata da Rcs-Gazzetta dello Sport sara' annunciato proprio sotto la Mole. L'ultima volta, nel 1982, i torinesi assistettero al trionfo del francese Bernard Hinault. Il 26 maggio la XVIII tappa Muggio' ? Pinerolo, tocchera'  la parte Nord-Ovest della citta'. Per accogliere l'evento sportivo la Citta' si mobilitera' nelle due giornate coinvolgendo 250 agenti della Polizia Municipale, 200 volontari della Protezione civile e 100 addetti dei servizi tecnici del Comune. Ed ancora, oltre 50mila materiali di stampa, ossia pieghevoli, manifesti, locandine e poster per le edicole e cartoline verranno distribuite "porta a porta" nelle zone (condomini ed esercizi commerciali) interessate dal pas...

Fumate bianche e fantocci bruciati: il Mugello che non vorresti vedere

http://lavocedeltrentino.it/index.php/motori/26509-fumate-bianche-e-fantocci-bruciati-il-mugello-che-non-vorresti-vedere di Lorenzo Galasso Nel giorno della più bella gara di MotoGP della stagione, in quello che da molti, me compreso, è considerato il più bel circuito del mondiale, l'idiozia di certi personaggi vola alta, a toccare il limite della decenza. Il Mugello 2016, (mi rifiuto di chiamarlo Mugiallo, per rispetto di chi non condivide una passione diventata malsana), è stato il teatro di una tappa splendida, dalla Moto3, come sempre la più spettacolare e combattuta, alla Moto2, anche se funestata dai problemi e i pasticci dei team nella procedura di ripartenza, per finire con la MotoGP, in cui Jorge Lorenzo ha, una volta di più, dimostrato la maturità sportiva e la fame di risultato, correndo la gara perfetta. Lorenzo è scattato dalla seconda fila, ha infilato tutti alla San Donato e da quel momento ha dato spettacolo: più lento nel misto stretto delle colline to...

La malicia di Chaves, le spalle di Kruijswijk

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Non fatevi ingannare da quel sorriso più grande di lui. Dietro, e dentro, c'è l'animo del guerriero indio. La m alicia indigena di chi rifiuta l' apelido , escarabajos , scarabei, di ogni scalatore colombiano. Lui vuole e sa essere Colibrì. Capace di tornare ad arrampicarsi lassù sulle montagne, tre anni dopo aver scalato l'inferno. Al Trofeo Laigueglia, il 16 febbraio 2013, un gravissimo incidente quasi gli fece perdere il braccio destro.  Un intervento a Bogotà di 7 ore e mezzo gli ha ricostruito due nervi che parevano spezzati. E adesso il 26enne predestinato finalmente uscito dal tunnel quel braccio destro lo usa per brindare a champagne nel tappone dolomitico dei mitici sei-colli-sei: Pordoi, Sella, Gardena, Campolongo, Giau, Valparòla. E' lì che s'è decisa la frazione, chiusa poi da un'improbabile volata a quattro. L'ha vinta Chavirto, neanche un anno dopo il suo successo di tappa alla Vuelta - sin lì la sua vittoria più importante...