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Premier, primo sabato del villaggio globale

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C'è pareggio e pareggio, e ce ne sono stati tanti in questa apertura di Premier League: tre su sette, tutti per uno a uno. E sarebbero stati quattro se a 3' dalla fine - con l'autogol tanto goffo quanto sfortunato di Paddy McNair - il Sunderland non avesse regalato al Pep i tre punti nel soffertissimo, sul piano del gioco, esordio del Manchester City ancora assai poco guardioliano. Ma se la laboriosa gestazione di un nuovo progetto tattico, e specie con l'ex Barça e Bayern al comando, sorprende poco, ci si aspettava di più dal secondo Leicester di Ranieri, che dell'ingranaggio campione ha perso solo un pezzo, per quanto importante, come Kanté, finito al Chelsea di Conte che invece debutterà nel Monday Night in casa contro il West Ham. Le Foxes si sono fatte impallinare dalla meraviglia "à laDjorkaeff" della quale si contendono la paternità Adama Diomandé e Abel Hernández , con l'ex Palermo più veloce a esultare e il norvegese, cui verrà assegnato i...

FOOTBALL PORTRAITS - Cesarini, i diari del Cè (2006)

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AMAZON https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 SPOTIFY https://open.spotify.com/episode/6vV5AE1UGN8caJ1mu1yvMO Storia e mito di un Maestro di calcio e di vita e di un’altra epoca, quando lo stile-Juventus non era soltanto un’astrazione ma una splendida realtà, anche e non solo vincente di CHRISTIAN GIORDANO © Guerin Sportivo © "La cosa più simile alla vita? Un campo di calcio. Lì ci sono tutti i personaggi". Come nella vita, non sorprende che anche lì quelli che vale la pena di conoscere siano pochi, e maledettamente difficili da trovare. Deve quindi esserci qualcosa di speciale sui dolci pendii che proteggono Senigallia (Ancona) prima che essa si conceda al quieto Adriatico.  Proprio lì, nella frazione di Castellaro, l'11 aprile 1906 comincia la straordinaria vicenda umana di Renato Cesarini, maestro di fútbol e di vita al quale da settant'anni si deve l'omonima "zona": gli ultimi istanti di gio...

Leo resta, perché non se n'è mai andato

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Torna, ma non se n'è mai andato, Leo Messi dalla Seleccion. A soli 29 anni sarebbe stato assurdo per tutti, a cominciare da lui: la Pulga. Per il Mundo Deportivo , non sempre affidabilissimo ma storicamente vicino alle cose blaugrana, la prima missione di Edgardo Bauza, è compiuta: "il crack del barca ha comunicato" al neo Ct argentino " di voler continuare con la albiceleste, nonostante le dichiarazioni rilasciate lo scorso 27 giugno, subito dopo la finale di Copa América persa ai rigori contro il Cile. La seconda in due anni.  Mica sprovveduto el Paton : in presentazione, il 6 agosto, aveva subito detto "Non sono qui per convincere nessuno". Tre giorni dopo, viaggio e fuso orario compresi, era già a Barcellona e certo non per una vacanza in Costa Brava. Il successore del mai amato gerardo tata Martino ha parlato anche con capitan Mascherano. E come per incanto, la Pulce è tornata sui suoi rapidissimi e inafferrabili passi: Messi ha espresso l...

Cancellara: The Book of Fabian

https://rouleur.cc/journal/riders/fabian-cancellara-interview 10.08.16 From his breakthrough performance at Paris-Roubaix in 2004 to his triple wins at both Roubaix and Flanders, the man they call Spartacus oozes class. Fabian Cancellara reflects on a fine career Words by Andy McGrath There are many great cyclists in history, but few classy ones. Class takes a career to construct, a consensus to maintain and a moment to erode. It can be gone in a ragged pedal revolution, the announcement of a positive doping test or even the pinch of a podium girl’s bottom. Aesthetics, comportment and quality on the bike matter, but the measure of the man is the foundation. In professional cycling, Fabian Cancellara epitomises class. He is an object of beauty, flowing round corners like a brook following the natural contours of the land. There is precious little battle between his body and bicycle, even at times of great stress. He goes with it, tames it, his torso all stillness, his whirring le...

Cancellara, un addio d'oro

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"Ho lavorato duro, durissimo. Negli ultimi giorni ero tormentato dai dubbi. Poi sono riuscito a sintonizzarmi sulla gara: è stata la mia corsa perfetta"  - Fabian Cancellara La crono della vita come bacio d'addio. La carriera già leggendaria carriera di Fabian Cancellara non poteva avere epilogo milgiore: l'oro nella crono di Rio, il secondo nella specialità otto anni dopo Pechino 2008, quando vinse anche il bronzo nella gara in linea. Lo svizzero, a 35 anni, s'è goduto un'annunciata ultima stagione alla Kareem Abdul-Jabbar. Una festa itinerante per un campione amato e rispettato, e a volte tenuto come uno degli ultimi, veri sceriffi del gruppo. A Rio, dopo una partenza difficile, ha dominato i 54.6 km sotto la pioggia del circuito di Grumari, staccando di 47" l'olandese Tom Dumoulin, argento nonostante la frattura al radio subita al Tour, e di 1'02 il britannico Chris Froome che la Grande Boucle l'ha vinta. Un'altra impresa ...

LIPSIA - TUTTI CONTRO RB

Ufficialmente si definisce “Rasen Ballsport” (palla su prato), invece si tratta del marchio della “Red Bull” che ha rilevato il club nel 2009 in quinta divisione e l’ha portato in Bundesliga battendo record e... divieti. E ora fa paura MATESCHITZ HA SFORATO IL 50% E... MESSO LE ALI COSÌ ZENTRALSTADION È DIVENTATO RED BULL ARENA DA 2 ANNI CONTENDE AL BAYERN LA PALMA DI CLUB PIÙ ODIATO DI TUTTA LA GERMANIA di ALEC CORDOLCINI Guerin Sportivo © - n. 8/agosto 2016 Da Lipsia passa la storia del calcio tedesco, e anche un pezzo di quella della Germania. La città più settentrionale della Sassonia può infatti vantare la conquista del primo titolo nazionale del Paese, arrivato nel 1903 dopo una vittoria del Lipsia sull'FC Praga (all’epoca i territori della Cechia appartenevano all’impero germanico), e proprio in virtù di questo dominio calcistico (altri titoli sarebbero arrivati nel 1906 e nel 1913) fu scelta come sede per la fondazione della DFB, la Federcalcio tedesca. Sempre a Lipsia fu s...

Frank de Boer: un po' Cruijff e un po' Van Gaal

http://calcioolandese.blogspot.it/2011/01/frank-de-boer-un-po-cruijff-e-un-po-van.html di Chris Holter Finalmente l'Ajax ha di nuovo un allenatore che pensa, parla ed agisce come un ajacide; un allenatore che ha un (grande) passato biancorosso e che predilige il 4-3-3 con due ali, un centrocampista offensivo dotato del famoso killer instinct e un centrale difensivo capace di costruire il gioco. Frank de Boer era questo: un difensore dotato di grandissima visione di gioco, grazie alla quale ha vinto la Champions League, la Coppa Intercontinentale, la Supercoppa Europea, la Coppa UEFA, cinque titoli nazionali e due coppe d'Olanda. Da pochi giorni, Frank de Boer, dopo essere stato assistente di Bert van Maarwijk sulla panchina dell'Olanda al Mondiale di Sud Africa, è diventato l'allenatore dell'Ajax, ottenendo un contratto fino al 2014.  Uomo di fiducia di Johan Cruijff, fu scoperto dal leggendario numero 14 dell'Ajax quando giocava, insieme al fratello...

Mou, Pogba & Ibra: Man Utd già da titolo

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Una settimana al via della Premier, un mese al derby col Man City del rivale storico Guardiola. Per il primo United di Mou non c'era tempo da perdere. Serviva un trofeo, subito, per dare e darsi un segnale: questa squadra, con gente come Ibra e Pogba, è condannata a vincere. Con Bailly, Pogba, Mkhitaryan e Ibra la spina dorsale è fatta, quindi. E nel teorico 4-2-3-1 caro a Mourinho, che però col Leicester è spesso deragliato nel 4-3-2-1 con Martial anche più avanzato di Ibra, chissà quanto spazio avranno i giovani lanciati da Van Gaal (cui Mou ha dedicato il Community Shield) e i veterani che sotto l'olandese erano finiti ai margini della rotazione. Fellaini che con un retropassaggio manda in porta Vardy.  Schweinsteiger, spedito ad allenarsi con i ragazzini. Mata, che van Gaal penalizzava all'ala e che proprio Mourinho spedì dal Chelsea allo United nel gennaio 2014. Lo Special One gli ha concesso l'ultima mezzora, ma in stagione difficilmente Mikitarian (costato ...

FOOTBALL PORTRAITS - Ronaldo: dopo Maradona, lui

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https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 Dopo Maradona, lui. Luiz Nazario de Lima. Per tutti, per sempre, Ronaldo. Perché Cristiano, in Brasile, sarà solo, e soltanto, "O portogues". Perché di Ronaldo ce n'è e ce ne sarà soltanto uno: il Fenomeno. Unico e solo, quindi irripetibile. Come le sue serpentine a velocità supersonica. Il centravanti del Terzo Millennio: un cyber-corpo venuto dal futuro, con la tecnica attaccata al passato. L'ultimo dei grandissimi. Più di van Basten. Meglio di Zidane. Ce ne accorgeremo fra vent'anni, quando ripenseremo al bambino catapultato dalla favela di Bento Ribeiro al gelo di Eindhoven, dalla paura del buio a quella della neve. Che non aveva mai visto. Come non si era mai visto un fuoriclasse così. Tanto grande quanto sfortunato. Primi calci "veri" nel São Cristóvão , l'esplosione nel Cruzeiro, il primo Mondiale, Usa '94, vinto da mascotte, a 17 anni come ...

FOOTBALL PORTRAITS - Frank De Boer, predestinazione San Siro

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https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 di CHRISTIAN GIORDANO © San Siro nel destino. Si trattava solo di capire con che colori. Il debutto di allenatore dell'Ajax, per Frank De Boer, è stato proprio alla Scala del calcio, il giorno dopo Sant'Ambrogio: 8 dicembre 2010, ultima del girone di Champions fra squadre già qualificate, 2-0 al Milan che, sino a giugno, sembrava averlo scelto per il dopo-Mihajlovic prima di virare su Montella.  In panchina c'era ancora Allegri. Su quella dell'Ajax, il gemello più difensivo di Ronald con cui ha giocato anche in nazionale, nel Barcellona e ai Rangers, ha alzato cinque trofei in sei sei stagioni: 4 Eredivisie e la Supercoppa d'Olanda. Lo scorso 11 maggio, 4 giorni prima del suo 46esimo compleanno, la rescissione consensuale dal club in cui è cresciuto. Un copione che sembrava già scritto da almeno un anno, visto che sembrava già chiuso l'accordo con l'Inter ...

Longo Borghini bravissima faccia di bronzo

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Stessa maledetta discesa ma non la identica curva, e altra gara stravolta - quasi in fotocopia. Ventiquattro ore dopo la prova in linea maschile costata a Nibali una clavicola e una medaglia ormai sicura, un'altra caduta ha deciso la corsa femminile, chiusa con la terza medaglia azzurra a questi Giochi: il bronzo di Elisa Longo Borghini.  Un'altra che di cadute gravi se ne intende: frattura della cresta iliaca nel 2013. Due anni dopo, vinceva uno storico Giro delle Fiandre. A Rio tanta paura per l'olandese Van Vleuten, in ospedale per accertamenti col medico federale ma a terra, esanime, per secondi parsi interminabili. E così, come per l'oro del belga van Averamaet il giorno addietro, anche per le ragazze è stato l'asfalto reso umido dalla particolare vegetazione a decidere il podio: sul gradino più alto un'altra olandese, Anna van der Breggen, poi la svedese Emma Johansson (argento anche a Pechino 2008) e la nostra, bravissima, Longo Borghini, d...

Nibali giù, van Avermaet d'oro: la legge della strada

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Quel che il ciclismo dà, il ciclismo toglie.  Lo sa bene Nibali, che cadendo in discesa ai -12 km si è rotto una clavicola e ha perso una medaglia olimpica ormai certa come gli era successo al Mondiale di Firenze 2013. Al Giro 2016, invece, il volo sulla neve di Kruijswijk gli aveva spianato la strada per il bis rosa. E lo sa bene il belga Greg van Avermaet - oro a Rio un anno dopo la Clasica di San Sebastian ormai vinta e invece finita contro una moto dell'organizzazione. E' la legge della strada che però, come il sesto posto di Aru, non consolerà un team Italia sin lì perfetta con De Marchi, Caruso e Rosa, poi ritiratosi. Nibali era in testa, ma come il colombiano Henao - suo compagno di fuga con Majka, è finito a terra nella stessa curva fatale anche all'australiano Porte e al britannico Thomas. Il polacco s'è salvato, ma poi - ripreso ai -2 dal traguardo, per i crampi nemmeno ha tentato la volata, vinta dal favorito van Avermaet sul danese Ful...

FOOTBALL PORTRAITS - Argentina a Bauza, el Patón per vincere

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El Patón per il piedone di dimensioni netzeriane e certo non morbidissimo, è entrato duro come nei suoi tre lustri in mezzo alla difesa del Rosario Central (tre volte), Junior Barranquilla in Colombia, Independiente Avellaneda in patria e Veracruz in Messico. «Non sono qui per convincere nessuno». «Con Messi parlerò di calcio». Si è presentato così, Edgardo Bauza, il nuovo Ct dell'Argentina al posto di Gerardo Martino, dimissionario nove giorni dopo la seconda copa america persa in due anni, sempre in finale ai rigori, sempre contro il Cile. Quel terribile uno-due che ha mandato ko, per ora, la già esile argentinidad della Pulga, che con la Selección maggiore ha già perso quattro finali. "Si vede che non è per me", ha detto Leo Messi dando l'addio alla nazionale. E chissà che il 4-2-3-1 di Bauza, un difensivista che le finali tende a vincerle, non gli faccia cambiare idea per Russia 2018. El Patón  ha già in bacheca sei titoli in mezzo subconti...

Eurofootball made in China

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Non è vero che stanno arrivando: ci sono già, eccome, i cinesi nel calcio europeo. E sulla mappa del continente ci giocano a Risiko. Non solo Italia, con le due milanesi fresche di storica, epocale acquisizione. Inghilterra, Spagna, Francia, Paesi Bassi, persino la Repubblica Ceca. Solo la Germania, tra i top campionati europei, per ora sembra impenetrabile. Mentre l'Eldorado è sempre la cara vecchia Inghilterra, non solo Premier ma anche tanta Championship: specie a Birmingham e nel Black Country. Curioso: sono cinesi il neo-retrocesso Aston Villa di Tony Xia che ha voluto Roberto Di Matteo, il glorioso Wolverhampton del fondo Fosun che ha subito preso Walter Zenga, persino West Brom e Birmingham City. La Second Town inglese è diventata la Chinatown del football. Resistono per ora Southampton e Liverpool, anche se le sirene del Far East si fanno sempre più forti. In Portogallo hanno risorse cinesi dieci club, e l'intera seconda divisione, dove per contratto dev'es...

Championship 2016-17 season preview

https://www.theguardian.com/football/blog/2016/aug/04/championship-2016-17-season-preview by Louise Taylor, Thursday 4 August 2016 10.30 BST Rafael Benítez’s Newcastle United may be favourites to win the Championship but Nigel Pearson should not be discounted as he strives to lead a talented Derby County squad back into the top flight Title challengers It is tempting to view the title race as a rivalry between two Champions League-winning managers, Newcastle United’s Rafael Benítez and Aston Villa’s Roberto Di Matteo, with Benítez the clear favourite. That, though, might do a disservice to Nigel Pearson – in many people’s eyes the real architect of Leicester City’s extraordinary Premier League title win – and Alex Neil. Pearson is now in charge of a talented Derby County squad, and Neil’s Norwich City players are strong, experienced and, in many cases, Championship battle-hardened. Ten players to look out for in the Championship this season Read more Few observers had expected Benítez...

De Matha vs. Power Memorial: i Fantastici Sei e una racchetta

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CHRISTIAN GIORDANO HOOPS MEMORIES -  Momenti epici di basket americano amazon.it - kindle store - 3,99 euro Rullo di tamburi. Il 30 gennaio 1965, nel tutto esaurito della Cole Field House della University of Maryland si disputa una partita fra scuole superiori cattoliche che farà epoca: la Power Memorial del più rinomato liceale di sempre, il senior Lew Alcindor, contro la DeMatha allenata da Morgan Wootten, dall’ottobre 2000 primo dei tre coach di high school eletti nella Hall of Fame. Gli Stags, imbattuti da 29 gare, vincono 46-43 e fermano a 71 la striscia dei successi newyorkesi.  Alla nona stagione con coach Wootten, la DeMatha – futura potenza cestistica di Hyattsville, sobborgo di Washington, nel Maryland – era ormai sulla mappa del basket nazionale.  Alcindor – che nel 1971, in seguito alla conversione all’islam, cambierà legalmente il nome in Kareem Abdul-Jabbar – condurrà poi la Power al terzo titolo cittadino consecutivo. Quella sera però nem...

Portrait: Hennie Kuiper

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https://rouleur.cc/journal/riders/portrait-hennie-kuiper 02.08.16 Olympic and world champion, winner at Roubaix, Flanders, Sanremo, Lombardia... The list goes on. One of the finest riders of his generation deserves greater recognition WORDS Steven Green PHOTOGRAPHS Offside/L'Equipe And Robert Wyatt 'Racing is licking your opponent’s plate clean before starting on your own…' Lunch at Hennie Kuiper’s house. The irony that he has to keep offering us food, as we’re too polite to help ourselves, is initially lost. Not that you’d expect him to be a less than generous host, but his phrase quoted – or misquoted, according to Kuiper – in fellow Dutchman Tim Krabbé’s classic cycling novella The Riderepitomises the shrewd mindset one needs to succeed in this unforgiving sport. There could have been a mistranslation somewhere along the line, or the author may have used artistic licence, but Kuiper says now that ‘finishing somebody else’s plate’ wo...

HOOPS MEMORIES - Finale NCAA '82, UNC vs. G'town: La Legge non è uguale per tutti

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https://www.amazon.it/Hoops-Memories-Momenti-basket-americano-ebook/dp/B01JAC2GTQ/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1469920423&sr=8-1&keywords=hoops+memories di CHRISTIAN GIORDANO A North Carolina vige una Legge non scritta: le matricole vedono il campo poco e sgobbano molto. Dean Smith ci costruirà ua dinastia, ma per vincere il suo primo titolo NCAA farà un’eccezione. Per un debuttante molto particolare: Michael Jordan, 13.5 punti, 4.3 rimbalzi, 1.7 assist e 1.2 palle rubate di media in 34 partite nella stagione 1981-82; Rookie of the Year della Atlantic Coast Conference e terzo Tar Heel titolare da freshman nella storia, ma niente di più lontano dall’icona sportiva che sarebbe diventato. Battendo 63-50 North Carolina nella finale del 1981, Indiana ha dato a coach Bobby Knight il secondo titolo in sei anni (per il terzo ne serviranno altrettanti). Il futuro prossimo sembra luminoso per gli Hoosiers, che avendo perso, fra i giocatori-chiave, il solo Tolbert, puntano al bis. Inv...