HOOPS PORTRAITS - I ferri del mestiere di Halbrook
https://www.amazon.it/Hoops-Portraits-Ritratti-basket-americano/dp/1731583168/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=&sr= di CHRISTIAN GIORDANO Wade “Swede” Halbrook, 2.19 per 107 kg, approdò tardi nella NBA, a ventisette anni, ma il suo segno lo lasciò eccome. Ingaggiato dai Syracuse Nationals nel 1960 e propagandato – su insegne e cartelloni pubblicitari – come “il più alto giocatore di basket del mondo”, Halbrook, una sorta di Rik Smits ante litteram, all’epoca era davvero il più alto giocatore di sempre nella storia della lega, ma il suo soprannome, lo Svedese, era, in effetti, del tutto improprio date le sue origini tedesco-olandesi. Halbrook fu uno dei personaggi più insoliti della NBA. Anticonformista, timido e introverso, aveva come hobby quello di lavorare a maglia (!), innocuo diversivo che, a suo dire, lo aiutava a rilassarsi. Tra lo sconcerto di compagni di squadra e dirigenti dei Nats, portava con sé in trasferta ferri e gomitoli, ma alla fine, per tu...